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Risposte migliori

azaad

Carissimi, potreste darmi una mano ad identificare questo gigliato di Roberto tra il gran numero di emissioni esistenti? 

Le caratteristiche stilistiche e le lettere sono molto interessanti e sono praticamente identiche al pierreale gotico di Federico il semplice, non vorrei ci fosse qualcosa in comune tra le due monete.

Grazie in anticipo a chi avrà la pazienza di rispondere.

 

gigliato roberto.JPG

gigliato roberto_rov.JPG

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eliodoro
Supporter

Ciao[mention=3067]azaad[/mention] più che dire che, con molte probabilità, sia postumo, non so ... i carlini postumi hanno un tondello di spessore ridotto e diametro maggiore..sulle similitudini con i pierreali non ti so dire

....saluti Eliodoro

 

 

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Caio Ottavio

Salve @azaad. Anzitutto confermo quanto ha detto già Eliodoro: si tratta quasi sicuramente di un gigliato postumo (con qualche lieve schiacciatura, ma con dei dettagli soddisfacenti, pienamente leggibile e con una patina molto gradevole). Io proverei a classificarla così: 

Regno di Napoli. 

Roberto d'Angiò (1309-1343). 

AR gigliato o "Robertino" postumo (post 1343) della zecca di Napoli.

D/ + ROBERT DEI GRA IERL ET SICI RE   Il sovrano assiso in trono, di fronte, con lo scettro gigliato nella mano destra e il globo crucigero nella mano sinistra.

R/ + hONOR REGIS IUDICIU DILIGIT   Croce gigliata e filettata accantonata negli spazi da quattro gigli. 

Rif.: Pannuti-Riccio, p. 20, n° 1, nota 1; CNI XIX, p. 24, n° 36 (classificato tra i postumi); D'Andrea-Andreani, p. 107, n° 5. 

Rarità: Comune. 

Gli esemplari postumi si riconoscono per il modulo più ampio (circa 30 mm) e dallo spessore più sottile, le lettere che compongono le legende sono più grandi e le figure, invece, rese con maggiore approssimazione, tanto da sembrare di stile più rozzo. 

Per le somiglianze con i nominali contemporanei siciliani, credo che esse siano dovute al modello stilistico dominante (vedi ad es. lo stile gotico delle legende) in entrambi i Regni, sia nella parte insulare che in quella continentale. Che poi ci siano altre motivazioni, purtroppo non ne ho trovato finora traccia.  

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azaad

L'interesse per questa moneta è nata, quando mi sono reso conto della similitudine dei caratteri utilizzati nel gigliato con quelli di una particolare tipologia Siciliana (allego la foto di un mio esemplare).

La tipologia in oggetto è il cosiddetto  pierreale del terzo tipo, coniato in luogo imprecisato o nel lungo regno di Federico III D'Aragona (1355-1377) o nel periodo di anarchia feudale seguente. 

Il pierreale del terzo tipo è anomalo rispetto ai tipi del primo e del secondo tipo. Le prime due tipologie sono in accordo con la tradizione dei pierreali siciliani dei predecessori e con i pierreali dei sovrani seguenti. 

l'idea più ricorrente riguardo la zecca di emissione è che la questa sia Catania, o il castello di Aci, dove risiedeva il sovrano. Oppure da Artale d'Alagona (potente feudatario del Catanese) nel periodo di anarchia feudale che seguì la morte del sovrano.

Mi sorprende molto che il pierreale per stile dei caratteri assomigli più al gigliato in oggetto che agli altri pierreali siciliani (se di interesse posso inserire le foto dal catalogo di Lamoneta). 

Aggiungo che nella prima parte del regno di Federico III, parte della sicilia, comprendente praticamente tutta messina e la sua zecca, venne occupata dagli angioini. La somiglianza stilistica mi fa pensare che esista un legame abbastanza stretto tra le due monete. 

Può essee il gigliato un'imitazione siciliana? oppure il pierreale un'imitazione napoletana durante l'occupazione? sto un pò sparando ipotesi a casaccio

mi dispiace non aver tra le mani il gigliato per poterlo studiare per bene.

Voi cosa ne pensate?

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eliodoro
Supporter

Ti riferisci alla legenda? Non so se ci sono scritti su possibili similitudini...in linea generale, il gigliato angioino fu una moneta molto apprezzata ( tanto che esistono molte imitazioni) e particolarmente ben accetta negli scambi commerciali..ritengo che, al di la' dei caratteri della legenda, ciò che era apprezzata era la bontà dell'argento

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