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IGNORED

Che ci acquistavo con un Giano/prua


Illyricum65

Risposte migliori

Buongiorno,

si parlava qualche giorno fa con un archeologo mio amico. Era rimasto colpito, durante un recente convegno svoltosi a Roma relativamente alle guerre puniche e agli scontri nella penisola iberica (Baecula ad es.), dalla visione degli assi Giano/prua che si rinvengono abbastanza frequentemente nei siti oggetto di scontri bellici tra le opposte fazioni. Gli ho spiegato il fenomeno del calo ponderale e dimensionale della serie e varie notizie generali interessanti, della possibilità di risalire all'emissione in base a qualche dettaglio che contraddistingue i vari numeri Crawford.

Poi mi ha formulato una richiesta abbastanza classica: "Ma un asse quanto valeva? Ovvero... che ci acquistavo?". Francamente non ho saputo rispondergli nulla di specifico. Gli ho riportato che da dati provenienti da Pompei con un asse imperiale acquistavi mezzo litro di vino di qualità standard o mezzo chilo di pane o un piatto di legumi/verdure. Ho aggiunto che pertanto un asse imperiale aveva un valore corrispondente a circa 1,5-2 € attuali ma non sapevo dargli alcuna indicazione più precisa per il periodo repubblicano.

La domanda comunque mi ronza in testa... voi che siete più addentro nel periodo repubblicano conoscete qualche notizia in merito  relativamente all'arco temporale diciamo 200-100 a.C. ?

Inoltre vi chiedo: la presenza di assi Giano nei siti militari oggetto di scontro può essere indicativa del fatto che i legionari recavano con  se i bronzi (e quindi qualcuno andava inevitabilmente perso) mentre gli eventuali argenti venivano tesaurizzati per un successivo recupero? Oppure il borsello conteneva bronzi provenienti dallo stipendium e pochi argenti (che non venivano distribuiti tra la truppa) che quindi sono scarsamente rappresentati?

Vi ringrazio per l'attenzione

Illyricum

;)

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Dipende dall'epoca, ed anche dal luogo.

Nelle aree periferiche i prezzi erano spesso estremamente più bassi che a Roma (e a questo si deve anche la frammentazione degli assi giano/prua o più tardi di quelli provenzali al fine di ricavare "monete" più adatte all'economia locale).

Per esperienza diretta Polibio ci racconta che in pianura padana l'abbondanza di cibo era tale che con un solo giano/prua ci si pagava pasto e pernottamento in una locanda. 

La situazione é abbastanza complessa, dato che ovviamente nel corso di pochi anni, soprattutto in epoche dense di eventi bellici, spesso protratti nel tempi e con alterne vicende, di conquiste col conseguente afflusso di ricchezze e manodopera a buon mercato ed in una fase di continua espansione territoriale i prezzi ed il valore subissero una certa oscillazione.

Per il periodo della seconda guerra punica c'é un importantissimo (e ponderoso) volume di Patrick Marchetti:  "Histoire économique et monétaire de la deuxième guerre punique" Bruxelles 1975. 

Questo articolo ne rappresenta una parziale sintesi (parziale perché il testo spazia su molti più aspetti) " Paie des troupes et dévaluations monétaires au cours de la deuxième guerre punique" : http://www.persee.fr/doc/efr_0000-0000_1978_act_37_1_1109 

Gli atti del convegno "Les «Dévaluations» à Rome. Epoque républicaine et impériale" tenutosi a Roma nel 1975 sono disponibili in rete. Consiglio di sbirciare l'indice, ci sono contributi veramente interessanti ed importanti: http://www.persee.fr/issue/efr_0000-0000_1978_act_37_1

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Awards

Buonasera,

ringrazio per i contributi di @Sirlad per l'ampia trattazione e  l'amico @g.aulisio che ha centrato più nel dettaglio il mio periodo di più stretto interesse specifico. Polibio è vissuto proprio in gran parte di questo periodo (200-100 a.C.); posso avere qualche riferimento?

Ribadisco una richieste di fondo: l'argento era ben diffuso nella moneta circolante oppure rappresentava una parte limitata e scarsamente incidente nel flusso monetale, riferendosi a truppe militari?

Ciao

Illyricum

;)

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Guarda @Illyricum65, da mie ricerche l'argento viene coniato come moneta a partire dal 286 a.c ( notizia tratta da Plinio dalla sua "Naturalis Historia"), mentre la monetazione in bronzo pian piano divenne meno usuale, in seguito grazie alle successive conquiste romane, la monetazione in argento ( il denario) si affermerà come una moneta molto usata negli scambi commerciali. Quindi per rispondere alla tua domanda, direi che la monetazione in argento, a partire dal III secolo a. C. si diffuse pian piano negli scambi commerciali, fino a divenire la moneta più usata per i suddetti scambi, quindi il suo utilizzo non era limitato solamente alla paga delle truppe militari. Il "denario" resterà alla base della monetazione romana fino alla metà del III secolo d.C., quando fu sostituito dall'antoniniano, e la sua importanza è testimoniata dal termine "denaro" che tuttora noi utilizziamo.

Saluti

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Secondo me il bronzo non era molto diffuso fra le truppe per una ragione pratica: a parità di valore, pesava di più  (e quindi era più faticoso portarlo appresso).

Comunque il salario poteva essere solo contabilizzato e trattenuto dalla cassa della Legione, durante le campagne militari.

Probabilmente la maggior incidenza del rinvenimento di bronzi deriva da una prassi dei legionari di "ritirare" solo gli spiccioli, per pagarsi una bevuta o una partita ai dadi

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Purtroppo non conoscendo il francese non riesco a leggere glia articoli in francese riportati da g.aulisio

Si trova qualcosa in più sulla Roma imperiale anche se spesso, come nel testo riportato dal sito http://www.fmboschetto.it/monete/Costo.html e trascritto da Sirlad, non vengono riportate le fonti e non si sa mai come siano state ipotizzate...

E' FONDAMENTALE il riferimento alle fonti ANTICHE altrimenti il tutto sembra puzzare di aria fritta....

C'è questo interessante articolo della Perassi dove perlomeno le fonti (ad esempio iscrizioni pompeiane dal CIL) vengono citate. Si tratta tuttavia sempre di Roma imperiale:

https://monetaoro.unicatt.it/allegati/i-prezzi-a-pompei.pdf

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