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BdN n. 40 La zecca di Aquileia dalle origini al 1299


Risposte migliori

Buongiorno a tutti,

segnalo l'uscita del Bollettino di numismatica n° 40 nel Portale numismatico dello Stato

LA ZECCA DI AQUILEIA

Dalle origini della zecca a Raimondo della Torre (1273-1299)

di Lorenzo Passera e Artur Zub

Disponibile al seguente link 

http://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/materiali/index.do?id=211

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2 ore fa, demonetis dice:

Da ora è possibile acquistare anche la copia cartacea del BdN n. 35. In futuro sarà esteso anche agli altri numeri?

Forse si

3 ore fa, cipa dice:

Buongiorno a tutti,

segnalo l'uscita del Bollettino di numismatica n° 40 nel Portale numismatico dello Stato

LA ZECCA DI AQUILEIA

Dalle origini della zecca a Raimondo della Torre (1273-1299)

di Lorenzo Passera e Artur Zub

Disponibile al seguente link 

http://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/materiali/index.do?id=211

Grazie

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Supporter

:clapping:Faccio i miei complimenti agli autori :good:, spero presto nella seconda parte che andrebbe a concludere la catalogazione/classificazione delle monete patriarcali.

@Arka, ti posso dare alcune dritte/correzioni al vostro lavoro? :blush: nulla di grave: sono delle semplici osservazioni su alcuni tondelli frisancensi, solo alcuni ahimè causa immagini non proprio delle migliori.

Osservazioni al BDN n° 40 sulla zecca di Aquileia.pdf

Immagini migliori di tutti i tondelli "austriacanti" probabilmente aiuterebbero in una loro giusta attribuzione :)

Modificato da ak72
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14 ore fa, demonetis dice:

Da ora è possibile acquistare anche la copia cartacea del BdN n. 35. In futuro sarà esteso anche agli altri numeri?

Posto in questa sede l'invito per un convegno che si terrà domani e dopodomani a Roma, perché lì sarà possibile aquistare per la prima volta il volume 35 del BdN in forma cartacea, ad un prezzo decisamente accessibile. E più se ne venderanno, più è probabile che anche altri fascicoli vengano poi stampati.

Cordiali saluti,

Andreas

invito Assemani 5th.pdf

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Sono contento che finalmente si sia arrivati alla vendita dei bollettini in forma cartacea. E' dall'inizio della ns collaborazione per i Bollettini dell'importante zecca di Milano ( tra i ormi bollettini prodotti) che  avevo suggerito alla responsabile della collana d.ssa Angeli Bufalini questa modalità/ opportunita' di diffusione che avrebbe incrementato di molto la visibilità dell'opera. Sono stato da sempre un propugnatore di questa opzione. Mi compiaccio che questo ora sia divenuto  possibile. 

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15 ore fa, ak72 dice:

:clapping:Faccio i miei complimenti agli autori :good:, spero presto nella seconda parte che andrebbe a concludere la catalogazione/classificazione delle monete patriarcali.

@Arka, ti posso dare alcune dritte/correzioni al vostro lavoro? :blush: nulla di grave: sono delle semplici osservazioni su alcuni tondelli frisancensi, solo alcuni ahimè causa immagini non proprio delle migliori.

Osservazioni al BDN n° 40 sulla zecca di Aquileia.pdf

Immagini migliori di tutti i tondelli "austriacanti" probabilmente aiuterebbero in una loro giusta attribuzione :)

Casoita peccato non fosse possibile comunicarli prima. Ma - per la versione digitale almeno - si potrebbe pensare ad un'integrazione successiva del testo. 

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@ak72 Le dritte / correzioni sono sempre accettate perchè l'errore è sempre dietro l'angolo. Tuttavia permettetemi di dissentire da alcune correzioni di ak72.

La moneta n. 2 del catalogo è stata correttamente attribuita alla zecca di Aquileia. Infatti ak72 scrive che al rovescio sono solo tre gli anelli sotto il tempio e che mancano i tre globetti e che al dritto la legenda finisce con SISIS. Quindi ak72 la attribuisce alla zecca di Stain (SLO).

La mancanza di un anello e dei tre puntini, così come la legenda terminante in SISIS sono però dovute ad una doppia battitura che ha spostato parte del conio di 45 gradi. E' ben visibile al rovescio con la torre di destra piegata. Ora, se adottiamo la tecnica degli strati che si usa nell'analisi della pittura e togliamo quindi lo strato superficiale (quello della seconda battitura) scopriamo che la torre piegata ha coperto due anelli e i tre globetti e sul dritto ha coperto parte della legenda creando un doppio SIS.

Infine c'è un elemento che identifica questa tipologia e anche le successive della zecca di Aquileia ed è il gomito a 90 gradi che non è presente nelle emissioni austriache e slovene.

Artur Zub

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Per quanto riguarda la n.4 (zecca ignota) non può essere attribuita a Enrico IV di Merania il quale ha coniato due tipologie con al rovescio il tempio e l'altra con un angelo con sopra la croce (CNA C i 5 e ss.; Kos Tav. 1/11 e 1/12). La moneta della collezione reale invece presenta al rovescio un edificio con arcate sormontato da una croce attribuito dal CNA a zecca ignota (CNA C u 7) così come riportato.

Artur Zub

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Analizziamo ora la n.18. Non può essere attribuita a Bertoldo IV per la zecca di Stain perchè le sue emissioni presentano al rovescio tre anelli sotto le torri. Nella moneta del re ci sono quattro anelli. Per l'attribuzione a Friesach (?) vedi CNA C a 9 conio E9.

Artur Zub

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La n. 19 sempre dell'appendice non può essere attribuita alla zecca di Windischgraz. La caratteristica di questa zecca è un busto molto sottile e squadrato a volte a forma di T (vedi n. 1 pag. 176 e n. 2 pag. 177 del Bollettino). In questo caso invece il busto si presenta ovale come nei coni E9 e E26 dell'emissione CNA C a 9.

Per quanto riguarda la legenda mi è difficile leggere GRACEN in CESICHAASEC.

Un'ultima osservazione che riguarda le lettere. Nelle emissioni di Windischgraz sono sempre piuttosto grossolane (per un esemplare fotografato vedi Kos 1996 tav. 1/1), mentre in questo caso le lettere sono di buona fattura, come spesso nelle emissioni di Friesach (?).

Quindi anche in questo caso l'attribuzione corretta è alla zecca di Friesach (?).

Artur Zub

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Supporter
2 ore fa, Arka dice:

Per quanto riguarda la n.4 (zecca ignota) non può essere attribuita a Enrico IV di Merania il quale ha coniato due tipologie con al rovescio il tempio e l'altra con un angelo con sopra la croce (CNA C i 5 e ss.; Kos Tav. 1/11 e 1/12). La moneta della collezione reale invece presenta al rovescio un edificio con arcate sormontato da una croce attribuito dal CNA a zecca ignota (CNA C u 7) così come riportato.

Artur Zub

Un edificio? non mi sembra.

lamoneta.JPG

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Supporter
4 ore fa, Arka dice:

sono però dovute ad una doppia battitura che ha spostato parte del conio di 45 gradi.

Probabilmente hai ragione, ma se fosse un più semplice slittamento? 

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Supporter
3 ore fa, Arka dice:

Non può essere attribuita a Bertoldo IV per la zecca di Stain perchè le sue emissioni presentano al rovescio tre anelli sotto le torri

Veramente nuovi studi ... (vedasi NUMIZMATIČNI   VESTNIK ) :blush:.

Comunque Arthur non volevo certo denigrare il  lavoro che hai fatto nella stesura di questo elaborato, anzi...

Che dire: mi dispiace  ti ho fatto perdere tempo. Io ho cercato unicamente di provare ad apportare un piccolo contributo, del resto dalla stesura del CNA e del testo di Kos acqua sotto i ponti... e diversi nuovi studi sono comparsi. Windischgraz, Stain... molte monete vengono tuttora "discusse", con classificazioni alle volte in conflitto. Chiudo dicendo nuovamente che servono foto migliori e probabilmente tu le hai, di conseguenza accetto la tua classificazione. Buon lavoro con la II parte :)

Modificato da ak72
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Complimenti ad @Arka e a Lorenzo Passera, che ho conosciuto a Cividale la settimana scorsa durante una bella visita al Museo archeologico. Ho fatto solo in tempo a scaricare il volume, poi lo leggerò con calma. Voglio però già ringraziare chi con tanta generosità ha perso ore e ore a classificare tante monete e sta ancora lavorando per completare il lavoro. Bravi, avanti così!!!

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Resta da analizzare la n. 17 dell'appendice che si presenta di difficile lettura vista la sua cattiva conservazione.

@ak72 porta ad esempio i nn. C d 5 A, B e C del CNA. Hanno tutti la rosetta al rovescio, ma come scritto nelle note la rosetta dell'esemplare reale è tutt'altro che certa, incertezza risultante da un'imprecisa impressione sul conio. E comunque vanno esclusi subito i conii B e C. Infatti sotto il tempio presentano un reticolato al posto degli anelli presenti nell'esemplare del Re e nella moneta C d 5 A.

Al dritto risultano illeggibili le lettere della legenda e quindi non possono aiutarci. Dobbiamo quindi guardare altri elementi. Il copricapo del vescovo sulla moneta del re è differente rispetto alle emissioni C d 5. Alla destra del vescovo c'è un elemento semicircolare che potrebbe essere la parte superiore del pastorale, ma potrebbe anche essere una parte della rosa peduncolata (non calice). Ma sulla sinistra del vescovo manca assolutamente traccia della spada, che invece dovrebbe vedersi almeno in parte.

Quindi la mancanza del reticolato, il copricapo differente e, soprattutto la mancanza della spada non mi permettono di classificare questa moneta come zecca di Villach.

Artur Zub

 

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@ak72 Per scrupolo ho comunque riguardato i fascicoli del NUMIZMATICNI VESTNIK di Zagabria presenti al Museo Bottacin di Padova che arrivano fino al 2014 compreso. E sinceramente continuo a non trovare novità su queste emissioni rispetto al CNA.

@numa numa Immagino che tutti avremmo voluto il cartaceo e certo lo volevano i responsabili del museo, ma immagino anche che la scelta sia stata quella di mettere i fascicoli a disposizione del pubblico nel più breve tempo possibile.

Artur Zub

Modificato da Arka
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4 ore fa, Arka dice:

@ak72 Per scrupolo ho comunque riguardato i fascicoli del NUMIZMATICNI VESTNIK di Zagabria presenti al Museo Bottacin di Padova che arrivano fino al 2014 compreso. E sinceramente continuo a non trovare novità su queste emissioni rispetto al CNA.

@numa numa Immagino che tutti avremmo voluto il cartaceo e certo lo volevano i responsabili del museo, ma immagino anche che la scelta sia stata quella di mettere i fascicoli a disposizione del pubblico nel più breve tempo possibile.

Artur Zub

Beh non necessariamente tutti 

oggi molti viaggiano solo sul digitale. In termini di costi e di immediatezza e semplicita' di messa a disposizione il digitale e' stata la scelta più ovvia ma si era sottovalutata la richiesta - sostenuta - per le copie cartacee delle quali è' stata comunque fatta una tiratura molto limitata da destinare quasi esclusivamente a biblioteche d istituti. 

Si sta però pensando ora di estendere l'offerta del cartaceo anche ad un pubblico più vasto anche se tale strada dovrà necessariamente passare dal Poligrafico con uno stanziamento fondi ad hoc . 

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