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Complimenti a tutti gli autori e a chi ha fatto i lavori di redazione. Vedo con grande piacere il proliferare di diverse pubblicazioni numismatiche, che danno a gli appassionati l'opportunità di poter leggere contributi in formati e su tematiche differenti. 

10 ore fa, fabry61 dice:

Presente, raga.... ci facciamo il volumetto e poi via alla Grotta.

Mi sa che devo portarmi dietro il trolley.:clapping:

Tra questa - immagino già - splendida pubblicazione ed il Gazzettino di Quelli del Cordusio...sarete sommersi di carta :D

A presto,

Antonio 

Edited by anto R
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Disorientato
Reficul
Staff

Complimenti per l'ottima iniziativa.

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Ecco alcuni abstract degli articoli, per farsi un idea dei contenuti (alcuni dei quali già anticipati su questo forum):

ALEXANDRA HYLLA, L'arte romanica coniata fra Praga e Bressanone
Fra l'XI e XIII secolo nelle coniazioni del Regnum Teutonicum si sono sviluppati numerosi raffigurazioni che possono essere considerati come oggetti di arte romanica. Un progetto internazionale ha portato al risultato che queste immagini sono strettamente legate ad altre forme di arte romanica in materiali diversi. La recente scoperta di voluminosi ripostigli di monete in Baviera porta una nuova luce anche sulla produzione e diffusione della moneta romanica fra Praga e Bressanone.

ANDREA KEBER, I segni segreti nei grossi veneziani: una nuova scoperta
Gli studi di storia monetaria fino ad oggi avevano riconosciuto i più antichi contrassegni dei massari della zecca di Venezia sui grossi mapatan del doge Giacomo Tiepolo (1229-1249). La segnalazione di contrassegni anche sui denari grossi coniati a nome del doge Pietro Ziani (1205-1229) permette di anticipare l’inizio dell’attività di identificazione delle emissioni tramite “punti segreti”, in accordo con i documenti che mostrano i massari all’opera fin dal 1224.

MARCO BAZZINI, Il falso grosso aquilino di Parma e un denaro di Piacenza: "monete" cigoiane?
Nel suo volume "Opus monetale Cigoi", Lodovico Brunetti attribuisce a Luigi Cigoi la contraffazione del grosso aquilino di Parma senza però riportare nelle tavole l’illustrazione di alcun esemplare. In questa sede si ripercorre la storia degli studi che hanno riguardato la moneta originale, facendo notare come le prime falsificazioni siano apparse circa a metà Ottocento, il momento d’oro nell’attività del grande falsario di Udine. Dei falsi aquilini oggi noti, tuttavia, solo alcuni sarebbero da ascrivere all’opera del Cigoi mentre altri, per le loro caratteristiche, potrebbero essere produzioni più recenti.
 

 

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gigetto13
1 ora fa, matteo95 dice:

Complimenti per l'iniziativa! Sarà disponibile anche il venerdì o solo il sabato ?

 

credo solo il sabato, ma se vuoi avere una copia credo che ci sarà la possibilità di averla in seguito.

Accorrete numerosi!

E rinnovo le mie congratulazioni a Federico per aver così tanto voluto questa (si spera prima!) pubblicazione, di cui ho avuto l'onore di far parte.

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Purtroppo anche io per impegni di famiglia non riuscirò ad esserci a Verona... vorrei però ringraziare Federico per questa opportunità e Marco e Monica per il prezioso aiuto per raggiungere un piccolo, ma per me preziosissimo, risultato!!

 

2017-11-22 14.13.22.png

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Grazie a te Luca, visto che hai già messo il tuo estratto  aggiungo quelli che mancano:

HELMUT RIZZOLLI, Geografia monetaria. Confini politici moderni e zecche medievali
Sovente in passato la monetazione medievale è stata descritta utilizzando categorie e confini politici moderni. Questo approccio, tuttavia, è profondamente inadatto a descrivere un fenomeno, come quello monetario, che si poggia sulle invisibili frontiere dei mercati e delle istituzioni finanziarie. Questa circostanza è particolarmente evidente a proposito dell’arco alpino orientale e dell’Italia Nord-orientale, la cui monetazione è stata descritta dopo la Prima Guerra Mondiale come facente parte di un “Grande Veneto” privo di base storica. Una via diversa è stata imboccata nel 2015, proponendo lo studio dell’area monetaria veronese, intesa come area sovrapolitica, che si estende verso nord ben oltre il Brennero, caratterizzata dall’adozione di una comune moneta di conto.

FEDERICO PIGOZZO - MARIO VERONESE, Un inedito denaro mantovano del X secolo a nome dei re Ugo e Lotario
Si presenta per la prima volta un denaro attribuito alla zecca di Mantova e coniato nella prima metà del X secolo. La moneta presenta affinità con emissioni dello stesso periodo prodotte dalla zecca di Verona. Grazie a questa moneta è possibile chiarire meglio il significato del diploma del 945 rilasciato dal re Lotario II al vescovo di Mantova e la sua importanza nella storia delle autonomie cittadine italiane.

ARMIN TORGGLER, Appunti sull'attività di cambiavalute veronesi a Bolzano nel XIII secolo
Bolzano, importante centro del commercio internazionale fin dal XII secolo, con la via dei portici costruita vicino al palazzo vescovile e con le fiere che si svolgevano due volte all’anno fu un importante avamposto per la diffusione del denaro piccolo veronese lungo la valle d’Adige fino a Merano e lungo la valle dell’Isarco fino a Bressanone. Un piccolo gruppo di atti notarili mostra cambiavalute (campsores) veronesi attivi in città nel settore del mercato immobiliare e del credito almeno dagli anni Trenta del XIII secolo. La loro attività si arresta improvvisamente alla metà del secolo, quando entra in esercizio la zecca di Merano, con una crescente coniazione di monete di tipo veronese che rese superfluo l’apporto dei cambiavalute meridionali. Per rifornire efficacemente d’argento la zecca fu creata la cosiddetta “sbarra d’argento” (Silberstange) nella quale i commercianti del nord dovevano cambiare il loro argento in moneta meranese.

LUIGI FERUGLIO, Venetorum fides inviolabilis. Analisi storica e statistica dei bisanti veneziani ossidionali per Cipro (1570)
Lo studio esamina le varie emissioni di bisanti coniati dai Veneziani durante la guerra di Cipro e l’assedio turco di Famagosta del 1570-1571, inquadrate nella bibliografia degli ultimi due secoli. All’analisi storica e stilistica si accompagna un puntuale esame della frequenza delle varianti di legenda e di peso e si avanzano nuove ipotesi sull’effettivo periodo di emissione e sull’interpretazione delle sigle presenti sulla moneta.
 

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gigetto13

Tutti articoli molto "eterogenei" ma che secondo me rientrano a diritto in un progetto che, pure se ancora allo stadio iniziale, promette benissimo, soprattutto per l'Istituzione Storica Veneziana che ha avuto la lungimiranza di voler avviare una pubblicazione che non può che darle ulteriore lustro. Di questo sicuramente ne parlerà Federico sabato, quindi mi limito ad augurare buona fortuna a questa nuova realtà editoriale.

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teofrasto

Buonasera a voi, per quanto mi riguarda, non appena l'amico Federico mi farà avere il pdf e, come curatore del volume, mi darà il suo consenso alla pubblicazione online, inserirò il mio contributo sul portale Academia.edu.

Invito gli altri amici a fare altrettanto, ovviamente sempre rispettando i tempi indicati da Federico. 😊

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Chiudo le anteprime con un messaggio che ho particolarmente apprezzato. A domani!

 

Saluto con entusiasmo questa bella iniziativa della Deputazione di storia patria per le Venezie, che ha voluto dedicare un supplemento
della rivista Archivio Veneto agli studi monetari.
Sono fermamente convinto che queste pubblicazioni siano il segno più tangibile e concreto di come si possa collaborare per promuovere
la cultura.
Voglio porgere i miei complimenti a tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito alla riuscita della pubblicazione e non posso
che essere orgoglioso del fondamentale apporto degli autori che sono anche utenti del forum lamoneta.it.
Apprezzo il fatto che una rivista come Archivio Veneto, che si avvicina ai 150 anni di storia e che ebbe fra i suoi più attivi collaboratori
Nicolò Papadopoli, insuperato studioso della monetazione veneziana, abbia inteso confrontarsi con le nuove tecnologie e con i nuovi modi di
comunicare via web. È quindi importante e significativo che oggi, da una collaborazione tra forum web e rivista cartacea, sia scaturita questa
sinergia, capace di offrire nuovi spunti di ricerca proprio nel settore più caro a Papadopoli.
Auspico che questa collaborazione possa durare a lungo e possa dare in futuro ancora buoni frutti.
Gabriele Venturini

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