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laguardiaimperial

1000 lire Roma capitale

Risposte migliori

laguardiaimperial

Buongiorno, vorrei togliermi un dubbio. La moneta da 1000 lire in argento per il centenario di Roma capitale è da considerare una moneta puramente celebrativa emessa per i collezionisti, o una moneta emessa per la circolazione? Ho terminato la mia collezione di monete della repubblica, esclusivamente coniazioni per la circolazione, ma mi rimane questo dubbio. Tecnicamente, è il caso di inserire in collezione anche questa moneta?

Modificato da laguardiaimperial

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El Chupacabra

Sì. Io ne ho presi due esemplari dalla circolazione in tempi diversi (separati da qualche mese). Questa moneta ha circolato - seppur per un breve periodo - poi ha seguito il destino delle 500 Lire "Caravelle" ed è stata tesaurizzata perché in argento.

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laguardiaimperial

Grazie. Cioè, vorrei capire, ha circolato diciamo per errore, o lo scopo della coniazione era che effettivamente circolasse? 

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Liutprand
Supporter

Era una moneta celebrativa ma adatta alla circolazione, poi, come ti è stato detto, a causa del contenuto d'argento fu tesaurizzata. In pratica come le caravelle 1961 Centenario e 1965 Dante

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prtgzn

Posso dirti anche che le 500 lire caravelle entrarono in circolazione; nel lontano 67/68/69 (non ricordo di preciso l'anno, ma di sicuro uno di quelli) , in un negozio di alimentari mi diedero di resto 500 lire caravelle. Può essere un caso isolato, ma per quel che mi riguarda, la trovai in circolazione.

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laguardiaimperial

Grazie per le gentili risposte, Beh, allora vorrà dire che mi toccherà acquistarla, fortunatamente non mi sembra comporti una grossa spesa:)

A proposito, a vostro avviso quale può essere un prezzo onesto per un esemplare in fdc e per uno non in fdc, diciamo dallo spl in su?

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El Chupacabra

Punta al FDC: si può trovare attorno ai 10-12 €...

Se hai acquistato tutte le monete della Repubblica che hanno circolato (e quindi hai le serie 1946 e 1947, il 5 Lire del 1956 ed il 2 Lire del 1958) questa non è certo la spesa che può preoccuparti...

Modificato da El Chupacabra

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El Chupacabra
1 ora fa, prtgzn dice:

Posso dirti anche che le 500 lire caravelle entrarono in circolazione; nel lontano 67/68/69 (non ricordo di preciso l'anno, ma di sicuro uno di quelli) , in un negozio di alimentari mi diedero di resto 500 lire caravelle. Può essere un caso isolato, ma per quel che mi riguarda, la trovai in circolazione.

L'anno è probabilmente il 1967. Nel 1968 le zecche europee (ad es. Italia, Svizzera, Francia, Germania, ecc.) abbandonarono l'argento divenuto troppo caro. La gente, infatti, tendeva a mettere da parte le monete che avevano un valore intrinseco superiore al nominale già da qualche tempo. Guarda le "Caravelle": gli anni 1965 e 1966, per non parlare del 1967, sono piuttosto facili da trovare in alta conservazione perché hanno circolato poco... Sicuramente, già dal 1967 era impossibile trovarle in circolazione.

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laguardiaimperial
47 minuti fa, El Chupacabra dice:

Punta al FDC: si può trovare attorno ai 10-12 €...

Se hai acquistato tutte le monete della Repubblica che hanno circolato (e quindi hai le serie 1946 e 1947, il 5 Lire del 1956 ed il 2 Lire del 1958) questa non è certo la spesa che può preoccuparti...

Ho dimenticato di specificare che ho tutte le monete della repubblica per tipologia, non essendo particolarmente interessato alle collezioni per millesimi, il che significa che come valore economico la mia collezione vale poco o nulla, ha solo valore storico e affettivo. Inoltre, a parte due 500 lire bimetalliche commemorative (che ho comprato a 50 centesimi) e le 500 lire Dante e Quadriga, che ho pagato rispettivamente 5 e 4 euro, il resto delle monete le avevo conservate dai tempi della lira, la maggior parte attraverso i resti e le più vecchie attraverso i miei nonni. Diciamo che è un buon esempio di come, se si ha un poco di pazienza e non grandi pretese, si possa fare una collezione numismatica interessante pur con un esborso davvero modesto:)  

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aldo marchesi

Le 500 lire caravelle entrarono in circolazione nel 1958 e fino al 1967,poi solo sulle divisionali fino al 2001,saluti Aldo.

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ART
7 ore fa, laguardiaimperial dice:

Buongiorno, vorrei togliermi un dubbio. La moneta da 1000 lire in argento per il centenario di Roma capitale è da considerare una moneta puramente celebrativa emessa per i collezionisti, o una moneta emessa per la circolazione? Ho terminato la mia collezione di monete della repubblica, esclusivamente coniazioni per la circolazione, ma mi rimane questo dubbio. Tecnicamente, è il caso di inserire in collezione anche questa moneta?

Dato che colleziono col tuo stesso criterio (solo per tipologia ed emissioni per la circolazione) anni fa mi sono posto anch'io questo problema e ho scoperto che la 1000 rientrava nella categoria da raccogliere. Ne consegue però che lo sono teoricamente anche le monete commemorative da 500 e 1000 lire d'argento emesse dopo il 1967 / 1970, perchè anche se non hanno effettivamente circolato fanno comunque parte di emissioni tecnicamente pensate per farlo. E' lo stesso discorso applicabile alle monete da 1, 2, 5, 10 e 20, che negli ultimi decenni di circolazione della lira erano scomparse a causa dell'inflazione.

Modificato da ART

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Paolino67
6 ore fa, ART dice:

Ne consegue però che lo sono teoricamente anche le monete commemorative da 500 e 1000 lire d'argento emesse dopo il 1967 / 1970, perchè anche se non hanno effettivamente circolato fanno comunque parte di emissioni tecnicamente pensate per farlo.

Direi che si tratta di casi ben diversi. Tecnicamente parlando, tutte le monete emesse dalla zecca hanno valore legale e possono quindi teoricamente essere spese, la differenza la fa la modalità di emissione: le 1000 lire 1970 sono state regolarmente emesse in rotolino ed erano reperibili in banca al valore facciale, mentre tutte le commemorative d'argento successive sono state emesse solo per collezionisti a prezzo maggiorato, e non erano reperibili in banca. Allo stesso tempo sono da considerare circolanti i 5, 10 e 20 lire fino al 1999 perché emesse in rotolini, ma non le 1 e 2 lire, che da tempo ormai erano coniate esclusivamente per le serie di zecca.

Modificato da Paolino67
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elledi

Le lire 1000 che io ricordi in pratica non hanno circolato. Venivano ritirate in Banca d'Italia ma vennero praticamente subito tesaurizzate. Le lire 500 già dal 1967-68 in pratica non erano più in circolazione..tesaurizzate....

E a dirla tutta anche i pezzi da lire 20 non è che si trovavano poi tanto in giro.

 

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aldo marchesi

Io ricordo ,parlo delle 1000 lire ag 1970,che havevo un amico che lavorava in banca a p erugia non riuscì a rimediarmele .

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El Chupacabra

Ribadisco che a Milano circolavano. Poco, ma si potevano reperire in circolazione...

A questo punto mi sembra utile aggiungere qualche immagine. La prima è la tipologia che non ha mai circolato, la seconda, invece, sì.

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cembruno5500
Supporter

io le ricevetti come stipendio (mi ricordo che insieme alle banconote mi diedero 5 pezzi della Concordia). Non in tutte le Regioni arrivarono immediatamente

le misi subito via in collezione mentre per le 500 lire (dal 59) erano normalmente nei borsellini delle nostre mamme.

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Tm_NPZ

Davvero interessanti anche le informazioni di chi le ha raccolte all'epoca :)

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ART
18 ore fa, Paolino67 dice:

Direi che si tratta di casi ben diversi. Tecnicamente parlando, tutte le monete emesse dalla zecca hanno valore legale e possono quindi teoricamente essere spese, la differenza la fa la modalità di emissione: le 1000 lire 1970 sono state regolarmente emesse in rotolino ed erano reperibili in banca al valore facciale, mentre tutte le commemorative d'argento successive sono state emesse solo per collezionisti a prezzo maggiorato, e non erano reperibili in banca. Allo stesso tempo sono da considerare circolanti i 5, 10 e 20 lire fino al 1999 perché emesse in rotolini, ma non le 1 e 2 lire, che da tempo ormai erano coniate esclusivamente per le serie di zecca.

Questo è certo dal punto di vista generale, ma da quello delle collezioni "per la circolazione" (non solo "circolanti") le cose cambiano leggermente.

E' vero che tutte le monete emesse hanno valore legale e sono almeno in teoria spendibili, ma al di là dell'aspetto formale solo alcune hanno i requisiti tecnici che caratterizzano quelle davvero per la circolazione, a prescindere dal mezzo e prezzo con cui vengono distribuite e dalla possibilità che talune dopo un po' non vengano più utilizzate per qualche motivo. Le 500 e 1000 d'argento di ogni anno, come anche le 1 e 2 di ogni anno, sono sempre state emesse con i requisiti delle monete circolanti fisicamente, al contrario di quelle monete di altri tagli e dimensioni emesse in seguito ma pensate fin dall'origine unicamente per il collezionismo. Il confine fra le due categorie è sottile, ma c'è.

 

Modificato da ART

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laguardiaimperial
6 ore fa, ART dice:

Le 500 e 1000 d'argento di ogni anno, come anche le 1 e 2 di ogni anno, sono sempre state emesse con i requisiti delle monete circolanti fisicamente, al contrario di quelle monete di altri tagli e dimensioni emesse in seguito ma pensate fin dall'origine unicamente per il collezionismo. Il confine fra le due categorie è sottile, ma c'è.

 

Quali sarebbero questi requisiti? E quindi quale sarebbe questo confine?

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Paolino67

Scusami ma non ti seguo. Le 1 e le 2 lire da un certo punto in poi sono state emesse unicamente in serie di zecca, emesse a prezzo debitamente maggiorato. Idem per le varie commemorative in metallo prezioso. Il confine con monete emesse al facciale e reperibili in banca mi sembra molto ma molto netto, aldilà del fatto che queste ultime abbiano poi effettivamente circolato in maniera molto limitata. Perché se il limite per essere considerate circolanti è da porre nel fatto che siano circolanti in maniera massiccia, allora persino buona parte dei 2 euro commemorativi non sarebbe circolante, visto che se ne trovano più sui banchetti dei commercianti che non nei resti.

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bizerba62

Ciao.

Concordo con Paolino67.

Il "confine" tra monete destinate alla circolazione e monete non destinate alla circolazione mi pare abbastanza evidente ed è essenzialmente quello indicato dal fatto che le monete destinate alla circolazione sono distribuite al pubblico al valore facciale mentre tutte le altre si acquistano pagando un plusvalore.

L'attitudine delle seconde a circolare è solo teorica, dal momento che nessuno, ragionevolmente, userà una moneta denominata due lire, ma pagata 10 lire, per pagare due lire.

E' pur vero che in circolazione ci può finire anche un due euro GK di Monaco o una qualunque moneta Proof (sono informato dello spiacevole caso di un collezionista il cui figlio gli ha sottratto una confezione zecca delle monete Proof in euro e si è speso subito la moneta da due euro....:blink:), ma questi più unici che rari eventi non sono sufficienti a considerare le monete distribuite dalla loro nascita a valori superiori al facciale come monete destinate alla circolazione.

Le 1000 lire d'argento 1970, da quello che abbiamo letto anche in questa discussione, rientrano senz'altro tra le monete destinate alla circolazione, anche se esse sono state subito (o quasi subito) tesaurizzate anziché spese.

Certamente, all'inizio vennero distribuite al loro valore facciale. Su questo non c'è alcun dubbio.

Saluti.

Michele

  

 

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ART
13 ore fa, laguardiaimperial dice:

Quali sarebbero questi requisiti? E quindi quale sarebbe questo confine?

 

13 ore fa, Paolino67 dice:

Scusami ma non ti seguo. Le 1 e le 2 lire da un certo punto in poi sono state emesse unicamente in serie di zecca, emesse a prezzo debitamente maggiorato. Idem per le varie commemorative in metallo prezioso. Il confine con monete emesse al facciale e reperibili in banca mi sembra molto ma molto netto, aldilà del fatto che queste ultime abbiano poi effettivamente circolato in maniera molto limitata. Perché se il limite per essere considerate circolanti è da porre nel fatto che siano circolanti in maniera massiccia, allora persino buona parte dei 2 euro commemorativi non sarebbe circolante, visto che se ne trovano più sui banchetti dei commercianti che non nei resti.

 

11 ore fa, bizerba62 dice:

Ciao.

Concordo con Paolino67.

Il "confine" tra monete destinate alla circolazione e monete non destinate alla circolazione mi pare abbastanza evidente ed è essenzialmente quello indicato dal fatto che le monete destinate alla circolazione sono distribuite al pubblico al valore facciale mentre tutte le altre si acquistano pagando un plusvalore.

L'attitudine delle seconde a circolare è solo teorica, dal momento che nessuno, ragionevolmente, userà una moneta denominata due lire, ma pagata 10 lire, per pagare due lire.

 [...]

 

Come ho già spiegato la discriminante ulteriore, oltre al prezzo di vendita, la modalità di distribuzione e l'effettiva avvenuta circolazione dei pezzi di questo o quell'anno, sono le caratteristiche che distinguono la moneta pensata per la circolazione da quella che non lo fu.

Facciamo qualche esempio concreto.

Una 500 lire d'argento del 1960 ha circolato, essendo modello emesso appositamente per quello scopo e regolarmente usato finchè come sappiamo le monete d'argento non sono sparite. Una 500 lire d'argento del 1990 non ha circolato, dato che in quell'anno tale tipo di moneta non veniva più utilizzata da un pezzo, ma è lo stesso una moneta emessa per la circolazione, che poi l'abbia effettivamente eseguita o meno. E' identica a quella del 1960, tondello d'argento 835 ‰ con 29,5 mm di dimensione e 11 g. di peso: non ha mai girato di portamonete in portamonete come la sua collega più vecchia ma appartiene comunque al modello emesso con i requisiti standard con cui la sua vecchia amica lo faceva.

Lo stesso è per le 1 e 2 lire nonchè le 1000 commemorative d'argento da Roma Capitale in poi, indipendentemente dal ristrettissimo periodo e la scarsità con cui la prima di tutte circolò.

Il discorso invece cambia leggermente per le monete d'argento da 5000 o 10000 e quelle d'oro da 50000 o 100000: come tutte le altre erano anche queste formalmente a corso legale, ma al contrario delle 1, 2, 500 e 1000 Ag. più recenti (da cui differiscono anche fisicamente per dimensioni, peso e/o materiale, oltre naturalmente che per il facciale) non solo non hanno mai circolato ma non sono neanche state concepite per farlo. Cambia leggermente ma per chi colleziona monete per la circolazione questo particolare non può essere ignorato, fermo restando ovviamente che ognuno è libero di collezionare come vuole.

Modificato da ART

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bizerba62
16 ore fa, ART dice:

Una 500 lire d'argento del 1990 non ha circolato, dato che in quell'anno tale tipo di moneta non veniva più utilizzata da un pezzo, ma è lo stesso una moneta emessa per la circolazione, che poi l'abbia effettivamente eseguita o meno. E' identica a quella del 1960, tondello d'argento 835 ‰ con 29,5 mm di dimensione e 11 g. di peso: non ha mai girato di portamonete in portamonete come la sua collega più vecchia ma appartiene comunque al modello emesso con i requisiti standard con cui la sua vecchia amica lo faceva.

Ciao.

E' appunto questa impostazione del ragionamento sulla quale non concordo.

La 500 lire del 1990 (rimango sul Tuo esempio) non fu affatto una moneta "emessa per la circolazione", ma fu destinata esclusivamente al collezionismo, poiché distribuita solo in confezioni particolari e perché acquistabile ad un prezzo superiore al valore facciale.

Il fatto che fosse identica per peso e titolo e metallo alle sue precedenti colleghe più vecchie destinate alla circolazione, distribuite dalle tesorerie e dalle banche al valore facciale, non la rende per ciò stesso una moneta "emessa per la circolazione".

Altrimenti, alla stregua di questo ragionamento, anche i marenghi del '900 del Regno d'Italia sarebbero monete "emesse per la circolazione", dal momento che erano identici, per titolo, peso, diametro e metallo, ai marenghi del Regno dell'800, che a differenza dei marenghi del '900. circolarono effettivamente.

M.

 

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numa numa

Scusate se mi intrometto ma esiste una dizione differente nei bollettini di emissione ( allora del Tesoro) tra le serie annuali ad alto volume di circolazione e quelle diciamo dedtinate ad una circolazione ‘collezionistica’ ( ultimi anni di emisdione 500 lire; 1000 lire d’atgento etc)?

Posto che ‘tutte’ hanno corso legale e sono spendibili con potere liberatorio ( come dimostra lo stipendio pagato in parte con le 1000 lite d’argento citato sopra), se nei Bollettini di emissione non si fanno altre distinzioni difficile farne a livello di collezione - ancorché alcuni pezzi sono stati emessi con alti volumi destinati alla circolazione ed altri no -

se invece gia’ nei bollettini si traccia un distinguo la cosa si dirime  da sola . 

 

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cembruno5500
Supporter

da numismatica e storia:

Agli impiegati ministeriali e statali fu promessa la cessione di almeno una moneta unitamente allo stipendio, ma ciò avvenne solo in alcune zone della penisola. Questo scatenò accuse di favoritismo e proteste piuttosto accese: ad esempio si ha notizia di uno sciopero di tre ore indetto dai portalettere di Ivrea (Torino) il 9 gennaio 1971. Coloro che non ricevettero la moneta accusarono ministri e alti funzionari di aver fatto incetta delle 1.000 lire; in realtà vi sono testimonianze di impiegati statali di Napoli che ricevettero ben 5 monete nel loro stipendio. Quindi l’impressione è che le 1.000 lire non siano state distribuite in modo omogeneo, ma non è dato sapere se ciò avvenne in modo intenzionale o meno.

In ogni caso è interessante quanto dichiarò un funzionario della Banca d’Italia di Torino (tratto da La Stampa del 7 gennaio 1971):

Un certo quantitativo di monete è stato effettivamente trattenuto a Roma per le buste paga degli statali. Non c’erano disposizioni invece per i dipendenti fuori della capitale. Tuttavia a Torino e provincia la distribuzione ha superato i 50.000 pezzi. Ha avuto la mille lire d’argento (fino ad esaurimento della scorta) chi ha preso lo stipendio nei giorni 26-27 novembre, chi era creditore dello Stato ed ha riscosso negli stessi giorni, chi si è presentato agli sportelli delle banche e della posta per il cambio della mille lire di carta. Di solito le nuove emissioni entrano in circolazione con i pagamenti di tesoreria. Non si possono evitare fenomeni di accaparramento, tuttavia possiamo dire che nei limiti modesti della disponibilità esistente, le monete sono state realmente distribuite ad un buon numero di cittadini, non soltanto statali.

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