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apollonia

Ercole al bivio

Risposte migliori

apollonia
Supporter

Ercole al bivio è il titolo di un episodio che ha come protagonista Eracle adolescente, quando gli si presentarono due donne per offrirgli la scelta tra una via agevole e piena di piaceri e una via faticosa che conduceva alla gloria.

Il tema è il soggetto di una placchetta ovale uniface attribuita a Valerio Belli, che è stata battuta all’asta Ranieri 11 e si trova già schedata sul forum.

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ROMA
sec. XVI. Placchetta ovale "Ercole al bivio" attribuita a Valerio Belli. Æ gr. 26,50 mm 50x42 Ercole seduto, a s., in parte coperto dalla pelle leonina; Minerva galeata con lancia e ramo d'olivo; Venere seminuda che porge la s. al piccolo Cupido. Nell'esergo la scritta INSTAR. Rizzini 52; Musei Civici di Brescia 90.
Forellino. Buona conservazione.

 

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apollonia
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Il tema di Ercole al bivio ha ispirato molti artisti nel campo della pittura e della musica, ma mi risulta limitato alla placchetta descritta in campo numismatico, dove è stato praticamente ignorato. Eppure è un tema di particolare importanza e interesse per conoscere il destino del ragazzo nato dall’unione di Zeus con Alcmena, tanto maldestro d’aver assassinato il suo maestro di musica con un colpo di lira. L’inquietudine del suo animo è espressa da questo passo tratto da ‘Il giovane Ercole’, il libro di mitologia della collana RBA.

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apollonia
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Ercole al bivio, dipinto del XVI sec. di Niccolò Soggi, pittore italiano del Rinascimento allievo del Perugino.

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Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/File:Niccolò_soggi,_ercole_al_bivio,_XVI_sec.JPG

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apollonia
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‘Ercole al bivio’, dalla Raccolta delle stampe "Achille Bertarelli", Milano, Castello Sforzesco.

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Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Civica_raccolta_delle_stampe_Achille_Bertarelli

 

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eracle62
4 ore fa, apollonia dice:

‘Ercole al bivio’, dalla Raccolta delle stampe "Achille Bertarelli", Milano, Castello Sforzesco.

Scultori_Adamo_-_Hercules_at_the_crossroads.jpg.abf4aa258df817ac39c8786efdec1da8.jpg

Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Civica_raccolta_delle_stampe_Achille_Bertarelli

 

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Questa è una raccolta a me molto cara, la studiai parecchio da allievo dell'Accademia di Brera..le incisioni sono sempre state il mio tormento..

Figurati che pur conoscendo le varie tecniche e frequentando grandi maestri in Accademia, andai a bottega per i fatti miei da un grande maestro del bulino, un semplice artigiano confinato in una cantina umida e sporchissima..

E lui mi insegno l'uso del bulino come mai nessuno..anche se il suo comportamento assai burbero non fu facile da digerire..

Un piccolo spaccato dell'arte incisoria di una Milano dei primi anni 80...

Stupendo l'episodio del bivio..mi ci rivedo molto..

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apollonia
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Ercole al bivio è anche il soggetto di questa opera di Albrecht Dürer conservata nei Musei Civici di Pavia.

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Fonte http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/F0130-00154/?view=soggetti&offset=775&hid=97&sort=sort_int

 

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eracle62
14 ore fa, apollonia dice:

Ercole al bivio è anche il soggetto di questa opera di Albrecht Dürer conservata nei Musei Civici di Pavia.

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Fonte http://www.lombardiabeniculturali.it/stampe/schede/F0130-00154/?view=soggetti&offset=775&hid=97&sort=sort_int

 

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Fra i più grandi incisori, uno dei mie idoli, insieme a Giovan Battista Piranesi...

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apollonia
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L’episodio di Eracle al bivio è del periodo della sua adolescenza, quando per punizione il re di Tebe Creonte lo mandò a badare buoi e pecore sul monte Citerone. Le mani di chi nella culla aveva strozzato due serpenti non erano certo adatte a trarre note melodiose da una lira, e se a questo si unisce il temperamento piuttosto irascibile del giovane che non sapeva dominare i propri impulsi, si può anche comprendere perché Eracle, quando durante una lezione di musica fu ripreso dal maestro Lino, gli scagliò la cetra contro con tale violenza che, senza volerlo, gli colpì la testa e lo uccise. Mentre scontava la sua punizione sul monte Citerone, Eracle si irrobustì ancora di più e tanto era forte che un giorno uccise un grosso bue e se lo divorò tutto. Dopo aver scelto la via faticosa del Dovere che conduceva alla gloria proposta dalla Virtù, Eracle cominciò a prodigarsi per il bene altrui e all'età di diciotto anni misurò le sue forze sul monte stesso uccidendo un terribile leone che devastava il paese e di cui tutti avevano paura. Un giorno, mentre tornava da una caccia, si scontrò con certi araldi del re Ergino, il re di Orcomeno che mandava i suoi araldi a Tebe a riscuotere un tributo di cento buoi dovutogli dal re Creonte. Siccome era una pretesa ingiusta e gli araldi erano violenti, Eracle perse la pazienza e tagliò loro naso e orecchie e li rimandò al loro re legati. Il re mandò contro Eracle un intero esercito, che fu totalmente distrutto grazie al suo coraggio e alla sua tenacia, oltre al fatto che l’eroe era dotato di armi invincibili donategli dagli dei (frecce da Apollo, una spada da Ermes, uno scudo da Efesto) e soprattutto perché godeva della protezione della dea Atena. Creonte, come segno di riconoscenza per l'aiuto ricevuto, gli diede in sposa sua figlia Megara, dalla quale ebbe otto figli e con la quale visse alcuni anni felici. Senonché Era, invidiosa della felicità di quella famiglia, ricominciò ad odiare Eracle e in combutta con Lissa, la Rabbia, gli tolse il senno, tanto che un giorno, in preda al furore, prese a percuotere moglie e figli fino ad ucciderli di propria mano. Quando Eracle rinsavì e si rese conto dell’accaduto, decise di suicidarsi per porre fine alle proprie sofferenze, ma fu Teseo, il giovane ateniese, a farlo desistere dal suo gesto disperato, mentre il re Tespio gli consigliò di recarsi a Delfi per chiedere al celebre oracolo un modo per cancellare la sua orribile colpa. Qui il dio gli ordinò di mettersi al servizio, per dodici anni, di suo cugino Euristeo, re di Tirinto, il quale però non era ben contento di avere a suo servizio un uomo così pericoloso e tentò in tutti i modi di disfarsene, imponendogli alcune imprese tra le più pericolose, con la speranza che prima o poi trovasse la morte. Queste furono le famose dodici fatiche di Eracle, che il nostro eroe superò una dopo l’altra. Le fatiche sono il simbolo dei sacrifici che l'esercizio della virtù richiede e l’assunzione di Eracle nell'Olimpo tra gli dei alla sua morte simboleggia la virtù premiata. Qui l’eroe si riconciliò con Era ed ebbe come moglie Ebe, la coppiera divina dea della giovinezza.

 

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