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DOGE82

Rarità, ma di quante monete parliamo?

Risposte migliori

DOGE82

Buonasera a tutti. Non so se sono l'unico che se lo chiede. Ma è una domanda che mi faccio spesso. Ovviamente per me riferito alle monete che colleziono cioè le Veneziane. Ma ad esempio R3 cosa significa, nel senso quante di quelle monete esistono nel mondo per definirsi rarità 3 per una determinata moneta. E R4 quante in meno c'è ne sono. Anche voi vi siete posti questa domanda o solo io.? 

Buona serata. 

Marco. 

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417sonia
Supporter

Ciao Marco

Indubbiamente l'attribuzione di una rarità più o meno elevata di una moneta, dipende dalla facilità di trovarla in commercio. E' una regola ineludibile.

Per quanto concerne le monete di Venezia, già Papadopoli, ai tempi della redazione dei suoi volumi sulle monete veneziane, dati alle stampe a cavallo del 1900,  espresse negli stessi un grado di rarità ed il valore commerciale per ciascuna moneta emessa; giacché il Papadopoli le aveva quasi tutte e di alcuni tipi anche più esemplari, c'è da credere che avesse, ai suoi tempi, il polso per attribuire gradi di rarità. Io credo che sia partito tutto dalle sue considerazioni.

Dico ai suoi tempi, perché certamente, da allora, alcune attribuzioni sono state riviste alla luce di apparizioni in aste e listini di alcune monete; internet è stato essenziale per venire a conoscenza di nuovi esemplari, qui o la, dello stesso tipo che si pensava difficilmente reperibile e qualche grado di rarità è stato modificato.

Monete, considerate solo qualche decennio fa, R2 o più, sono state ridimensionate; credo che lo stesso valga anche per altre monetazioni.

saluti

luciano

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fofo

Dipende, credo indicativamente che un R 3 vada su circa 100 monete in circolazione, un R4 su un 20/30 pezzi.

 

I libri vanno incrociati come dati certe volte danno un dato più certo..

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laguardiaimperial

Penso che il metodo di attribuzione della rarità sia piuttosto empirico. Sarebbe preciso e scientifico se ci si basasse esclusivamente sulla tiratura, quando conosciuta, ma poi bisogna tenere conto dei pezzi effettivamente sopravvissuti, della reperibilità sul mercato, ecc, quindi di tutta una serie di dati difficili da quantificare con precisione.

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dabbene
Supporter

Spesso internet ha cambiato molti di questi grading di rarità, solo col postare Monete rarissime ha portato con l’occhio più allenato a proporre da parte degli utenti altri esemplari simili e quelli che venivano magari dichiarati soli 3 esemplari grazie anche a Lamoneta diventavano 10 ...

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Paolino67

Discussione tutt'altro che nuova, e che ciclicamente ritorna. Innanzitutto va chiarito il concetto di rarità indicato dai vari cataloghi di settore, che è in realtà un grado di reperibilità sul mercato. Ossia, non dipende certo dal numero concreto di pezzi esistenti, quanto da un rapporto tra quanto disponibile sul mercato e la richiesta del mercato stesso. E', insomma, un parametro puramente commerciale, altrimenti non ci troveremmo simili indici di rarità su monete, ad esempio del regno d'Italia, rispetto a monete di zecche più o meno minori infinitamente più rare in quanto a pezzi realmente esistenti, ma meno ricercate dal mercato.

Per quanto riguarda il voler cercare di quantificare di quanti pezzi si parla in determinate categorie, penso sia impresa impossibile. Ogni monetazione fa storia a se stante, e non esistono studi così specifici in grado di quantificare i pezzi esistenti, sopratutto se si parla di rarità non assolute quali può essere un R3 (se può essere facile contare i pezzi R5, in quanto parliamo di poche unità, ben diverso il discorso quando vanno censiti centinaia di pezzi sparsi per il mondo). Oltrettutto gli studiosi numismatici in senso stretto non considerano affatto importante il fattore rarità, che invece è basilare per un collezionista.

Modificato da Paolino67
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Erdrückt

Rarità = Reperibilità sul mercato. Se spariscono dal mercato le monete da 100 lire del 1973 perchè nessuno le vuole più vendere e trovarne una diventa un' impresa, automaticamente diventa R4 a prescindere da quante ne siano presenti materialmente sulla terra. Io colleziono principlamente mondiali e ci sono una marea di monete definite comuni ma che sono difficilissime da trovare. Esempio? Questo 5 Jiao del 1981 a mio modesto parere in FDC dovrebbe essere considerata R2 ed in bb R (e ho scelto un esempio non particolare... certe sembrano inesistenti)

5 jiao.PNG

Modificato da Erdrückt

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Arka

Una volta il criterio era il seguente:

C = presente in tutte le collezioni

R = presente in molte collezioni, ma non in tutte

R2 = presente in poche collezioni

R3 = presente in pochissime collezioni

R4 = pochi esemplari conosciuti

R5 = unico

Credo che possa ancora funzionare, indipendentemente dalla tiratura.

Arka

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fofo

Nel periodo che colleziono io, il Rinascimento Fiorentino, ancora sui cataloghi monete R5 sono presenti ogni tanto su aste e non sono certo 5 esemplari conosciuti ma ben di più.

Forse sono monete molto ambite e quindi come escono sono prese e capitano anche di superiori allo spl.

Saluti

Fofo

Modificato da fofo

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grigioviola

Il concetto di rarità, parametrato sulle romane imperiali che seguo io (III secolo, impero gallico e imperatori contemporanei imp. centrale, Gallieno/Claudio II/Aureliano ecc) negli studi più recenti è basato sul numero di esemplari noti (principali musei, ripostigli di riferimento, collezioni importanti note) che non corrisponde ovviamente a quelli potenzialmente presenti sul mercato. Per esempio un antoniniano di Gallieno noto in 34 esemplari sul catalogo di riferimento (Goebl) corrisponde di sicuro a più di un centinaio di pezzi che transitano regolarmente sul mercato numismatico. 

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Arka

Per un esempio al contrario di quello di @grigioviola , la fenice su pira di Costante per la zecca di Aquileia è data comune dal RIC VIII n. 112. Ne conosco solo una in collezione privata. Ma sono una settantina al Kunsthistorische di Vienna...

Arka

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