Questo è un post popolare Umberto Moruzzi Inviato 25 Gennaio, 2019 Questo è un post popolare #1 Inviato 25 Gennaio, 2019 FIRMA E DIFFONDI QUESTA PETIZIONE RIVOLTA AL SENATO DELLA REPUBBLICA Il collezionismo rischia di scomparire se un nuovo disegno di legge, già approvato alla Camera dei Deputati ed ora all'esame del Senato, venisse approvato così come è stato redatto. È il disegno di legge n. 882 “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale”, http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01077572.pdf, che in particolare integra il Codice Penale inasprendo le pene per i reati contro i Beni Culturali, al fine di bloccare i traffici illeciti di reperti archeologici e di oggetti di antichità. Il testo si compone di otto articoli che trattano reati nei confronti dei Beni Culturali, in materia di furto, ricettazione, riciclaggio, illecito possesso, falsificazione in scrittura privata relativa a Beni Culturali, violazioni in materia di alienazione, importazione ed esportazione illecite, nonché la distruzione e la devastazione dei Beni Culturali o Paesaggistici, la contraffazione di opere d’arte, il traffico illecito. Le pene sono molto severe e comprendono sanzioni penali e amministrative importanti, tra cui la confisca. E’ questa una buona notizia? Sì, se fosse più chiara la definizione di Bene Culturale e se la verifica del valore culturale da parte del Ministero fosse rapida, chiara e non discrezionale. Quindi su cosa si applicheranno queste norme? Con una tale genericità e discrezionalità qualsiasi cosa potrebbe essere considerata illegale: dalle cartoline ai francobolli, dal mobiletto di famiglia al quadretto dipinto dal nonno, passando attraverso una vecchia banconota, fino alle monetine della vecchia lira. Basta che tali oggetti abbiano almeno settant’anni per rientrare nella tutela prevista dalla norma, e allo scadere del successivo anno, la legge comprenderebbe un’ulteriore molteplicità di oggetti, magari detenuti da tempo immemore in famiglia o frutto di un’appassionante raccolta. Quest’anno ad esempio entreranno nella giurisdizione della legge gli oggetti del 1949, così come le monete di quell’anno! La proposta di legge andrebbe ad incidere anche su non trascurabili aspetti di natura economica. Le stime maggiormente accreditate indicano, infatti, un valore di circa 900 milioni di euro anno per il mercato delle aste, cui va aggiunto l'ammontare delle transazioni curate dai singoli commercianti professionisti, dove il mercato numismatico da solo rappresenta un terzo di questo totale. Garantire il funzionamento delle imprese numismatiche e, ancor più, del collezionismo di qualità, contribuisce pertanto alla ripresa economica del Paese e contrasta fenomeni di elusione ed evasione fiscale, obiettivi chiaramente esplicitati dal Contratto di Governo e sottovalutati, invece, dagli estensori del DDL, tanto che non se ne fa cenno neanche nella relazione introduttiva. Il disegno di legge deve però ancora essere approvato al Senato e dipende anche da noi mantenere alta l'attenzione. Per questo occorre meglio definire i Beni Culturali rispetto alle semplici cose, modificando in tal senso il testo definitivo, anche in relazione ad una parte della norma dove si fa riferimento al possesso illecito di Beni Culturali. Sono in gioco le migliaia di collezioni di ogni tipo, piccole e grandi, di ciascuno di noi. È in gioco anche la grande conoscenza culturale che nasce da questi oggetti che altrimenti andrebbero ignorati e a finire accatastati nei magazzini delle istituzioni, senza che possano essere fruibili e posti a conoscenza dei cittadini e del paese. Il personale impiegato nelle aziende del commercio numismatico andrebbe in tal modo a rischiare seriamente la propria occupazione. Il collezionismo, che nelle sue varie forme in Italia abbraccia una fetta particolarmente importante di cittadini pari al 20% della popolazione, non soltanto salvaguarda dalla distruzione e dall’oblio una grande quantità di oggetti che lo Stato non può né ha la possibilità di valorizzare, ma soprattutto accresce la conoscenza culturale di un’importante parte della popolazione italiana che conserva un’infinità di oggetti e li preserva dalla distruzione. E’ anche grazie al collezionismo che produce un’infinita quantità di pubblicazioni scientifiche e non, sia cartacee che digitali, che gli oggetti diventano fruibili al mondo intero. #collezionismoetico #salviamoilcollezionismo #salvalatuacollezione #savecollecting #saveyourcollection http://chng.it/78vXhSyr 9 1 Cita
Arka Inviato 25 Gennaio, 2019 #2 Inviato 25 Gennaio, 2019 Ribadisco anche qui. Spero che il legislatore ascolti tutti gli interessi e anche le loro motivazioni. Chiaro che bisogna tutelare ciò che è giusto tutelare, ma è anche doveroso proteggere il collezionismo corretto, perchè crea cultura, come già spiegato benissimo nel primo post. Nel frattempo ho adottato un motto delle monete veneziane che possa aiutare... Arka Diligite iustitiam 2 Cita
Gallienus Inviato 27 Gennaio, 2019 #3 Inviato 27 Gennaio, 2019 Solo chi non ha la più pallida idea dell'entità e soprattutto delle modalità di gestione del patrimonio archeologico italiano può pensare che esso venga danneggiato dal collezionismo numismatico privato, che ne rappresenta invece - nella gran parte dei casi - uno dei pochi modelli virtuosi. E parlo da ricercatore in primis... senza i cataloghi delle aste e i database privati i testi di numismatica verrebbero ancora disegnati a mano e le informazioni reperite nei testi del Settecento. 1 Cita
Tinia Numismatica Inviato 28 Gennaio, 2019 #4 Inviato 28 Gennaio, 2019 Riportiamo alla ribalta questo post.... chi ha già votato?... si può fare un sondaggio mettendo due bottoni? 1 Cita
dabbene Inviato 29 Gennaio, 2019 #5 Inviato 29 Gennaio, 2019 Votato, nel frattempo vedo la discesa in campo della Nip, mi auguro che altre Associazioni nazionali che tutelano il collezionismo come Sni, Nia appoggino e rilancino per una unità di intenti di questo mondo e per avere numeri maggiori. https://www.cronacanumismatica.com/in-difesa-del-collezionismo-ecco-la-petizione-dei-numismatici-italiani-professionisti/ 1 Cita
gionnysicily Inviato 30 Gennaio, 2019 #13 Inviato 30 Gennaio, 2019 Firmato............. ed espresso il mio pensiero. Senza il mio amico collezionista (Defunto), Romolo Calciati , che con il suo Corpus Nummorum Siculorum , ha risvegliato e ha portato a conoscenza tantissimo sulla monetazione di bronzo della Sicilia Greca. E poi il collezionismo è sempre ESISTITO. Poveri noi, nessuna forza politica ci difende. Cita
dabbene Inviato 30 Gennaio, 2019 #14 Inviato 30 Gennaio, 2019 48 minuti fa, gionnysicily dice: Firmato............. ed espresso il mio pensiero. Senza il mio amico collezionista (Defunto), Romolo Calciati , che con il suo Corpus Nummorum Siculorum , ha risvegliato e ha portato a conoscenza tantissimo sulla monetazione di bronzo della Sicilia Greca. E poi il collezionismo è sempre ESISTITO. Poveri noi, nessuna forza politica ci difende. Sarebbe già qualcosa se ci fosse unione e prese di posizione e comunicazione verso i propri iscritti da parte delle Associazioni nazionali che tutelano il collezionismo in Italia, ripeto non sono grandi numeri ma un cartello di sigle oltre la Nip ci vorrebbe, poi sappiamo che quando ci sono firme o petizioni il collezionismo si sfila tipo proposta Bernardi però provarci sempre ... 1 Cita
santone Inviato 30 Gennaio, 2019 #15 Inviato 30 Gennaio, 2019 Ora più che mai dobbiamo essere TUTTI UNITI !!! 1 Cita
grigioviola Inviato 31 Gennaio, 2019 #19 Inviato 31 Gennaio, 2019 La petizione è firmata, ma mi lascia perplesso l'efficacia della cosa... ci sono molte voci contrastanti su questa piattaforma, sull'uso dei dati dei firmatari che viene fatto ecc ecc In più, davvero mi chiedo se questa è una strada efficace... le associazioni hanno mai tentato un dialogo/contatto con le istituzioni? anni addietro era nato un bel tavolo qui sul forum... poi il tutto è naufragato... se non si è riusciti allora a cambiare le cose... la vedo nera Cita Awards
Ross14 Inviato 31 Gennaio, 2019 #20 Inviato 31 Gennaio, 2019 2 minuti fa, grigioviola dice: La petizione è firmata, ma mi lascia perplesso l'efficacia della cosa... ci sono molte voci contrastanti su questa piattaforma, sull'uso dei dati dei firmatari che viene fatto ecc ecc In più, davvero mi chiedo se questa è una strada efficace... le associazioni hanno mai tentato un dialogo/contatto con le istituzioni? anni addietro era nato un bel tavolo qui sul forum... poi il tutto è naufragato... se non si è riusciti allora a cambiare le cose... la vedo nera Condivido quanto da te scritto: pur avendo firmato ho infatti negato il consenso per qualsiasi cosa. Se notate, il numero dei firmatari cresce nel tempo che si sta sulla pagina e quando chiudo e riapro il conteggio ricomincia nel medesimo modo (personalmente non mi pare serio dato che sembra solo un espediente per catturare nuove firme) 1 Cita
grigioviola Inviato 31 Gennaio, 2019 #21 Inviato 31 Gennaio, 2019 (modificato) esattamente @Ross14 ho agito nel medesimo modo negando ogni consenso anche quello di essere informato sull'andamento della petizione, perchè leggevo in un articolo che in questo modo si cede il dato della mail con il proprio nome e cognome alla società che gestisce il sito che a sua volta lo inserisce in pacchetti di dati "legalmente" vendibili per azioni di marketing. Chi scriveva l'articolo in questione si poneva il delicato dilemma del rispetto e del trattamento dei dati sensibili proprio perché questa (ma soprattutto altre petizioni) legano in maniera chiara un soggetto al suo orientamento politico, religioso, inclinazione sessuale ecc ovvero a una serie di dati altamente sensibili. Ora, io non ho molto da nascondere e ho firmato unicamente questa petizione, quindi... lascia il tempo che trova nel mio caso. Ma lascia comunque il tempo che trova la petizione stessa poiché se avessi firmato a nome Lino Topo con la mail creata al momento [email protected] avrei fatto la medesima operazione rendendo dati fasulli in toto, ma contribuendo al raggiungimento di un numero di firme che di fatto sono esenti da reali verifiche.... quindi... che efficacia reale hanno questo tipo di petizioni? Modificato 31 Gennaio, 2019 da grigioviola 1 Cita Awards
cabanes Inviato 31 Gennaio, 2019 #22 Inviato 31 Gennaio, 2019 cerco di capire: ma governanti che ignorano l'esito di referendum, come possono essere sensibili alle firme di una petizione? Alla fin fine, la mia opinione di intellettuale collezionista vale 1/10 di quella dei 10 pensionati avvinazzati che giocano a briscola nel bar sotto casa, e che sono splendidamente plagiabili dagli strumenti RAI e Fininvest. un paio di precisazioni: 1) quando scrivo "io intellettuale", non faccio riferimento a me, è solo una figura retorica: io continuo ad essere un emerito imbecille. 2) mi spiace se offendo il regolamento del forum, ma questo è un intervento squisitamente politico. Cita
bizerba62 Inviato 31 Gennaio, 2019 #23 Inviato 31 Gennaio, 2019 1 ora fa, grigioviola dice: La petizione è firmata, ma mi lascia perplesso l'efficacia della cosa... ci sono molte voci contrastanti su questa piattaforma, sull'uso dei dati dei firmatari che viene fatto ecc ecc In più, davvero mi chiedo se questa è una strada efficace... le associazioni hanno mai tentato un dialogo/contatto con le istituzioni? anni addietro era nato un bel tavolo qui sul forum... poi il tutto è naufragato... se non si è riusciti allora a cambiare le cose... la vedo nera Ciao. Non c'è dubbio che l'argomento oggetto della petizione desti oggi un grande all'allarme fra collezionisti e commercianti. A suo tempo (Convegno di Torino del 25 marzo 2017), nell'ambito dei rituali incontri/conferenze che si svolgono in occasione del Convegno, avevamo anche organizzato un confronto dal titolo "La riforma della tutela penale del Patrimonio Culturale", proprio all'indomani della presentazione del "famigerato" d.d.l.: tuttavia, vuoi forse perchè il d.d.l. Orlando/Franceschini in quel momento era stato appena presentato (e quindi la "minaccia" sembrava aleatoria) o forse perchè certi argomenti interessano solo quando si ha la percezione - sulla propria pelle - che ci possano realmente penalizzare, la partecipazione all'incontro fu (desolatamente) poco nutrita. Oggi, con la possibile approvazione dal parte del Senato del d.d.l., che in tal modo diverrebbe legge dello Stato, "l'allarme rosso" è decisamente più avvertito, anche se il problema principale che viene evidenziato nelle cd. "petizioni" e cioè, in buona sostanza, la definizione troppo opinabile di "bene culturale", (nozione che viene fornita attualmente dall'art. 10 del "Codice Urbani") è un aspetto critico della materia che ci trasciniamo da almeno 15 anni, e cioè dal momento in cui il "Codice Urbani" con il suo art. 10 divenne Legge dello Stato (D. Lgs.vo 22 gennaio 2004, n. 42). In realtà, quindi, la causa dell'allarme non dovrebbe essere tanto il d.d.l. in corso di approvazione quanto piuttosto la ridefinizione (e ri-perimetrazione) della nozione di "bene culturale". Detto questo e non entrando nel merito della serietà o meno delle piattaforme utilizzate per lanciare queste "petizioni" nè dell'efficacia, attendibilità e credibilità delle "firme" così ottenute, come N.I.A. abbiamo pensato di non creare un'ulteriore "petizione" e di lasciare la piena libertà di coscienza agli iscritti di appoggiare o meno le petizioni già in itinere. La nostra Associazione infatti non è un "ente di categoria" e annovera fra i propri iscritti collezionisti e commercianti così come esponenti delle Forze dell'Ordine appassionati di numismatica, studiosi e pubblici funzionari cultori della materia. Quindi, come è giusto che sia in un Associazione pluralista e di liberi pensatori, ciascuno deciderà in piena libertà di coscienza se appoggiare o non appoggiare le petizioni, a cui va comunque tutta la nostra attenzione e rispetto. Per quanto ci riguarda, stiamo riprogrammando per il Convegno di marzo prossimo un nuovo incontro sul tema, al quale abbiamo invitato (e ci terremo moltissimo che possano intervenire) Esponenti della Soprintendenza di Torino e del Nucleo CC. T.P.C. del Piemonte, che con i nostri associati della Guardia di Finanza (Col. Luppino) e dei CC. (Col. Fardella Mungivera) e l'eventuale pubblico in sala, potranno dare vita ad un incontro franco ed informale, per dimostrare in concreto (magari, perchè no, anche mediante esempi pratici di "vita numismatica vissuta"...) il grande disagio che ormai da tempo attraversa il collezionismo ed il mercato numismatico italiano. L'auspicio è sempre quello che il dialogo fra le varie Componenti possa far superare le incomprensioni normative, che non sono soltanto viste come ingiuste ed afflittive da una certa parte della "barricata", ma rappresentano spesso un problema anche per chi, in buona fede, le deve interpretare dall'altra parte. Saluti. M. 7 Cita
Risposte migliori
Unisciti alla discussione
Puoi iniziare a scrivere subito, e completare la registrazione in un secondo momento. Se hai già un account, accedi al Forum con il tuo profilo utente..