VALTERI Inviato 10 Marzo, 2019 #1 Inviato 10 Marzo, 2019 Dalla rete due interessanti nomos di Elea, non comuni e di buon pedigree . Inconsueta per entrambi, la collocazione dell'etnico all'interno dei campi dei rovesci . In alto sopra al leone nel secondo, mentre nel primo la leggenda è collocata all'interno di un cartiglio posto sotto la linea di esergo . 1 Cita
Archestrato Inviato 11 Marzo, 2019 #2 Inviato 11 Marzo, 2019 (modificato) Londra, British Museum Dal 1946 Dal 1853 Da prima del 1837 Si nota chiaramente il secondo Φ. Non menzionato nelle note del primo esemplare postato. Modificato 11 Marzo, 2019 da Archestrato 1 Cita
VALTERI Inviato 11 Marzo, 2019 Autore #3 Inviato 11 Marzo, 2019 Negli esemplari postati da Te @Archestrato , come nel primo del primo post, sono curiosi i tre segni simili a colature, che discendono dal cartiglio che contiene l'etnico . Sempre dal primo esemplare del primo post, del FI in alto sul leone e non descritto dal compilatore, è tuttavia visibile il termine inferiore dell'asta verticale della lettera . 1 Cita
Archestrato Inviato 12 Marzo, 2019 #4 Inviato 12 Marzo, 2019 (modificato) ALtri esemplari dal SNG dell'Ashmolean Museum: Una considerazione personale.. Davvero elevatissimo il numero di esemplari e varianti con lettera Φ, oppure Φ-I con una varietà notevole di simboli interposti alle due lettere (a memoria visiva mi pare di ricordare: pentagramma, delfino, spiga, triskele, tridente, locusta, grappolo d'uva(?), due cavalieri e credo altri) o ancora esemplari con Φ ed altre lettere, senza considerare quelli qui postati con etnico su cartiglio che presentano due Φ. E pensando alla diffusione di questo carattere dell'alfabeto greco anche su monete di altre zecche magnogreche in periodi di tempo sovrapponibili o contigui, viene spontanea una gran curiosità, perché proprio la ventunesima lettera ? Perché un numero così elevato di varianti la includono? Potrebbe essere davvero un indicazione dell'incisore? Di un "atelier" di incisori addirittura? E da localizzare dove? Modificato 12 Marzo, 2019 da Archestrato Cita
VALTERI Inviato 12 Marzo, 2019 Autore #5 Inviato 12 Marzo, 2019 Nel suo Historia Numorum Italy (2001), Rutter alla pag. 147 (Thurium), riporta la nota in calce . Cita
King John Inviato 14 Aprile, 2019 #6 Inviato 14 Aprile, 2019 (modificato) Il 12/3/2019 alle 16:21, Archestrato dice: ALtri esemplari dal SNG dell'Ashmolean Museum: Una considerazione personale.. Davvero elevatissimo il numero di esemplari e varianti con lettera Φ, oppure Φ-I con una varietà notevole di simboli interposti alle due lettere (a memoria visiva mi pare di ricordare: pentagramma, delfino, spiga, triskele, tridente, locusta, grappolo d'uva(?), due cavalieri e credo altri) o ancora esemplari con Φ ed altre lettere, senza considerare quelli qui postati con etnico su cartiglio che presentano due Φ. E pensando alla diffusione di questo carattere dell'alfabeto greco anche su monete di altre zecche magnogreche in periodi di tempo sovrapponibili o contigui, viene spontanea una gran curiosità, perché proprio la ventunesima lettera ? Perché un numero così elevato di varianti la includono? Potrebbe essere davvero un indicazione dell'incisore? Di un "atelier" di incisori addirittura? E da localizzare dove? Salve, ho letto solo ora questo interessante intervento e mi permetto di scrivere perchè la stessa osservazione sulla grande frequenza della lettera sulla monetazione di Velia l'ho fatta anche io. Nel mio libro "I numeri svelati" interpreto la non come lettera ma come numero 500 del sistema di numerazione ionico ed indicherebbe la pezzatura di 500.000 didrammi di ciascuna emissione monetale di Velia. Per motivi di spazio si preferiva riportare solo il numero 500 e sottindere le migliaia, come se si scrivesse 500(.000). Una prova del fatto che la sia un numero e non la firma di un incisore è data da questa moneta su cui a tale lettera si accompagna, al di sotto del leone, quello che in genere è ritenuto il monogramma di Kleudoros, l'incisore che ha realizzato i conii delle monete postate da @Archestrato e conservate all'Ashmolean Museum: come si vede il leone sulla moneta da me postata è di stile molto diverso da quello attribuito a Kleudoros, segno che il monogramma al di sotto del leone sulla moneta qui postata, non può essere il monogramma di un incisore ma un numero. Nella mia interpretazione rappresenta la moltiplicazione di 20 del sistema ionico (K) x 5 dello stesso sistema di numerazione (E) con il risultato di 100(0.000) di dracme ed esprime, quindi, la pezzatura dell'emeissione in modo diverso. Infatti un milione di dracme corrispondono a 500.000 didrammi. La ricorrenza del numero anche su altre monetazioni della Magna Grecia (ad esempio Turio) indica che anche in questi ambiti le emissioni di didrammi erano in genere di 500.000 pezzi. Ovviamente si tratta di un mio parere personale... Modificato 14 Aprile, 2019 da King John 2 Cita Awards
Brennos2 Inviato 15 Aprile, 2019 #7 Inviato 15 Aprile, 2019 Un’ipotesi molto allettante che permetterebbe interessanti studi quantitativi ed economici... 1 Cita
eracle62 Inviato 3 Maggio, 2019 #8 Inviato 3 Maggio, 2019 Il 14/4/2019 alle 12:11, King John dice: Salve, ho letto solo ora questo interessante intervento e mi permetto di scrivere perchè la stessa osservazione sulla grande frequenza della lettera sulla monetazione di Velia l'ho fatta anche io. Nel mio libro "I numeri svelati" interpreto la non come lettera ma come numero 500 del sistema di numerazione ionico ed indicherebbe la pezzatura di 500.000 didrammi di ciascuna emissione monetale di Velia. Per motivi di spazio si preferiva riportare solo il numero 500 e sottindere le migliaia, come se si scrivesse 500(.000). Una prova del fatto che la sia un numero e non la firma di un incisore è data da questa moneta su cui a tale lettera si accompagna, al di sotto del leone, quello che in genere è ritenuto il monogramma di Kleudoros, l'incisore che ha realizzato i conii delle monete postate da @Archestrato e conservate all'Ashmolean Museum: come si vede il leone sulla moneta da me postata è di stile molto diverso da quello attribuito a Kleudoros, segno che il monogramma al di sotto del leone sulla moneta qui postata, non può essere il monogramma di un incisore ma un numero. Nella mia interpretazione rappresenta la moltiplicazione di 20 del sistema ionico (K) x 5 dello stesso sistema di numerazione (E) con il risultato di 100(0.000) di dracme ed esprime, quindi, la pezzatura dell'emeissione in modo diverso. Infatti un milione di dracme corrispondono a 500.000 didrammi. La ricorrenza del numero anche su altre monetazioni della Magna Grecia (ad esempio Turio) indica che anche in questi ambiti le emissioni di didrammi erano in genere di 500.000 pezzi. Ovviamente si tratta di un mio parere personale... Un parere condivisibile per molti vedo... 1 Cita
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