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joannes carolus

Thurium con contromarca ?

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joannes carolus

Salve a tutti.  Classificata come Neapolis IV-III sec. a.C.,   mm. 24,  gr. 11,62. Penso sia una classificazione errata. A mio avviso dovrebbe essere di Thurium e precisamente un Tremiobolo ( Pasquale Attianese "Calabria Greca" vol.3 pag 28):

D Testa elmata di Athena verso destra; sull'elmo Scilla                                                                                                                                                                              R Toro cornupeta verso destra; in alto ΘOYΡIΩN; in esergo pesce.

Dovrebbe essere già di per sè una moneta non comune , in questa inoltre c'è una contromarca rotonda di 7 mm. di diametro con un simbolo che sembreebbe un bucranio.

Devo dire che finora monete di Thurium contromarcate non ho mai avuto occasione di vederne ... mi farebbe molto piacere sentire qualche parere, soprattutto di qualche esperto conoscitore di contromarche  presente nel nostro forum. In attesa di qualche gradito intervento, un cordiale saluto

 

15D (1).jpg

Edited by joannes carolus
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Brig

Apparentemente si tratta di una civetta rivolta a s. ritta su una colonna (vedi allegato), ma, trattandosi di una tipologia non altrimenti nota e, per di più, in condizioni molto precarie, non è possibile averne un minimo di certezza. Posso anche aggiungere che, personalmente, non conosco altre contromarche su questo tipo di moneta di base, né altre contromarche civetta su colonna. Si incontra invece la civetta da sola, ma rivolta a s., e di diam. mm 3,50/4,00, applicata però su dramma in argento dei Lucani del tipo Testa Elmata di Atena a d./Spiga.

Ne deriva che il tipo in esame necessita di conferma e che l'apparente civetta su colonna potrebbe anche essere, semplicemente, frutto di uno slittamento del punzone in sede di applicazione di una contromarca non altrimenti nota.

Contromarca civetta su colonna.jpg

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dracma

Mi chiedo con sempre maggiore frequenza se la classificazione delle monete sia frutto di un accurato spoglio bibliografico o se avvenga ad mentula canis (passatemi l’espressione poco elegante). Errare è umano, ma identificare la moneta in oggetto come prodotto della zecca neapolitana significa ignorare in toto decenni di studi e ricerche numismatiche. Sarebbe bastato consultare il manuale di Rutter (HN, 2001) o il più dettagliato contributo della Taliercio sul bronzo di Neapolis (1986) per avere a disposizione un ampio repertorio di confronto ed evitare errori così grossolani.

Ma andiamo oltre.

 I tipi che compaiono sulla moneta – testa elmata di Atena e toro – richiamano certamente le emissioni di Thurii soprattutto nella fase iniziale della produzione enea, ma i margini di incertezza restano ampi. In primis, come già evidenziato nei post precedenti, si tratta di una moneta in condizioni molto precarie, con contromarca (?) ignota sulle emissioni thurine (e non solo) e, aggiungerei, apparentemente priva di legenda in quanto non si rilevano tracce dell’etnico o di parte di esso.

Alcune osservazioni sono possibili in base ai dati pondometrici (mm 24, gr. 11,62)

Secondo le classificazioni proposte da Nicola Parise e K. Rutter (N. Parise, Aspetti della monetazione di Turi durante il secolo V, in E. Greco-M. Lombardo edds. Atene e l’Occidente. I grandi temi – Atti del Conv. Int. Atene 2006, Atene 2007, 345-51 sulla cui scia si pone A. Polosa, Appunti sulle emissioni in bronzo di Thurii, in Ead., Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Il Medagliere, Paestum 2009, 285 ss.; Rutter, HN 2001) e accogliendo la proposta della Westermark sulla ripartizione in Italia meridionale dell’obolo in 12 chalkoi, la monetazione in bronzo di Thurii contemplerebbe un nominale maggiore del peso di circa 10,30-11 gr. (obolo) articolato secondo un sistema duodecimale in frazioni che vanno da ½ a 1/24 (hemichalkon). Il peso dell’obolo thurino è proposto da Rutter sulla base del confronto con le monete enee di Metaponto a legenda :Greek_Omicron::Greek_Beta::Greek_Omicron::Greek_Lambda::Greek_Omicron::GreeK_Sigma:.

Le unità maggiori sarebbero invece rappresentate da cosiddetto “bronzo pesante”, come documentano un pezzo di gr. 35 con t. di Atena/toro stante rinvenuto a Torre Mordillo (Polosa 2009, p. 54, n. 5) e l’esemplare di 24 gr. ca. registrato da Rutter in HN (n. 1916), datati nella seconda metà del IV sec. a.C.

Sulla base di questi dati la nostra moneta potrebbe ascriversi all'unità dell’obolo ma solo in via ipotetica in quanto la presenza della contromarca e l’assenza (forse per usura) dell’etnico impongono la massima cautela nella valutazione dell’esemplare e nell’identificazione dell’autorità emittente.

 

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joannes carolus

per quanto riguarda l'autorità emittente della moneta base non avrei dubbi. D/ Athena con elmo crestato rivolta a destra, R/ Toro cozzante a destra. Peso e diametro compatibili : la moneta mi pare si possa dire con una certa sicurezza che sia di Thurium, aggiungendo anche che, dalla foto, si vedono tracce di etnico sopra il toro (mi sembra di vedere una N sopra la testa) e di quello che sembra un pesce in esergo. Per quanto riguarda il valore ho invece qualche perplessità: Attianese, come detto, definisce la moneta un triemiobolo (quindi un obolo e mezzo), da altre parti è definita un diobolo; per dracma , se non intendo male, il riferimento sarebbe l'obolo. La curiosità per cui ho postato la moneta era, soprattutto, di sapere se fossero conosciute monete di Thurium contromarcate e, in caso positivo, cosa potesse essere il simbolo della contromarca...mi pare che altre monete contromarcate non siano note e che, anche per questo, il simbolo sia di dfficile interpretazione...grazie ancora, per gli interessanti interventi a  Brig  e a dracma.

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grunf

La contromarca potrebbe invece essere “protome di toro”, simile al tipo impresso sui piccoli frazionari enei di Thurium.

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joannes carolus
1 ora fa, grunf dice:

La contromarca potrebbe invece essere “protome di toro”, simile al tipo impresso sui piccoli frazionari enei di Thurium.

anche questo è un piccolo frazionale di Thurium ...ipotesi da non scartare

2015-06-27 001 082.JPG

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skubydu

Però non ne vedrei la motivazione di andare a contromarcare una moneta con lo stesso simbolo che caratterizza la polis.

 

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grunf
2 ore fa, skubydu dice:

Però non ne vedrei la motivazione di andare a contromarcare una moneta con lo stesso simbolo che caratterizza la polis.

 

Effettivamente avevo pensato la stessa cosa. Forse non è una “classica” contromarca, con uso e funzione diversa da quelle che conosciamo.

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joannes carolus

 

Il 19/11/2019 alle 14:57, Brig dice:

Apparentemente si tratta di una civetta rivolta a s. ritta su una colonna (vedi allegato), ma, trattandosi di una tipologia non altrimenti nota e, per di più, in condizioni molto precarie, non è possibile averne un minimo di certezza. Posso anche aggiungere che, personalmente, non conosco altre contromarche su questo tipo di moneta di base, né altre contromarche civetta su colonna. Si incontra invece la civetta da sola, ma rivolta a s., e di diam. mm 3,50/4,00, applicata però su dramma in argento dei Lucani del tipo Testa Elmata di Atena a d./Spiga.

Ne deriva che il tipo in esame necessita di conferma e che l'apparente civetta su colonna potrebbe anche essere, semplicemente, frutto di uno slittamento del punzone in sede di applicazione di una contromarca non altrimenti nota.

Contromarca civetta su colonna.jpg

moneta molto consunta di Arpi. Illusione ottica, difetto di conio o qualcos'altro? Mi è tornata in mente questa discussione sulla possibile contromarca ... un cordiale saluto

2020-06-16 005 004.JPG

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