Flavio_bo Inviato 13 Aprile, 2020 #1 Inviato 13 Aprile, 2020 Buonasera Volevo stimolare una discussione e avere pareri riguardo ad alcune monete puniche emesse in Sicilia durante l’invasione cartaginese (213-210 ac) del generale Imilcone. Mi riferisco in particolare a monete di argento (1/2, ¼, 1/8 shekel) con al dritto Trittolemo/Apollo (?) e al rovescio un cavallo con lettere puniche H e HT (Heth, Heth/Taw) che viene attribuita alle zecche di Agrigento o Morgantina. Alla monetazione in argento è associata una monetazione bronzea con al dritto una donna velata (Demetra ?) e al rovescio il solito cavallo con palma o corona o lettera punica Heth. Alcuni studiosi ipotizzano (per il soggetto rappresentato) che tale monetazione possa essere in qualche modo legata alla cavalleria numida che aveva un ruolo importante nell’esercito cartaginese, tale che si ritiene fondamentale l’alleanza numida poi con Roma per le sorti della guerra. L’ipotesi di monete legate o destinate ai cavalieri numidi viene avanzata peraltro anche per monete emesse in Spagna durante il periodo barcide , nello specifico lo shekel con il cavallo impennato e la stella coniato verosimilmente in Carthago Nova e rinvenuto in quantità sul percorso di penetrazione di Annibale nella Meseta. Lopez-Sanchez (2010) ne ipotizza l’uso per il pagamento della cavalleria numida e lega la stella ai numidi (sarà presente su alcune della successiva moneta bronzea) e il cavallo impennato come modello delle loro monete. Ma torniamo alla monete siciliane, di seguito il rovescio dell’unità in bronzo di Agrigento-Morgantina e una mezzà unità (?) in bronzo numida attribuita a Siga. Ricordo che Alexandropoulos (2007) per motivi per i quali non voglio annoiarvi anche perché per me non proprio giustificati , attribuisce le monete con capo diademato a Siga (più rare) e capo laureato a Cirta. Guardando i due rovesci a me sembrano molto simili Cita
Flavio_bo Inviato 13 Aprile, 2020 Autore #2 Inviato 13 Aprile, 2020 A parte il dritto la differenza sta anche nella leggenda, nella moneta numida sotto il cavallo ci sono da destra a sinistra le lettere M N che rappresentano l’inizio e la fine del nome di Massinissa (MSNSN), mentre sotto al cavallo “siciliano” c’è la lettera H. Ricordo che sul quarto di shekel “siciliano” le lettere sono H T Ora nelle monete numide è frequente l’utilizzo delle lettere H T a volte da sole a volte accoppiate con il nome del sovrano (es MN HT) dove HT sta per HMMLKT (ham-melek 'et – re, sovrano) Perciò in teoria la lettera H o le lettere HT potrebbero in qualche modo avere lo stesso significato e quindi oltre al rovescio simile (cavallo con palma e corona) anche la legenda potrebbe essere un indizio sull’ effettivo legame di questa monetazione con la cavalleria numida al seguito dell’esercito cartaginese. Probabilmente sono stato molto sintetico …ma che opinione avete? 1 Cita
gpittini Inviato 14 Aprile, 2020 #3 Inviato 14 Aprile, 2020 (modificato) DE GREGE EPICURI Molto interessante e grazie per le belle foto; monete mai viste, neppure su cataloghi, salvo ovviamente l'ultima della Numidia; immagino siano tutte rare o rarissime. Vista l'ignoranza in materia, riesce difficile aggiungere qualcosa.Forse una perplessità sull'opinione un po' apodittica di alcuni studiosi citati: visto che nella maggior parte delle monete sia puniche che numide compare un cavallo, verrebbe da pensare che pagassero solo la cavalleria... Modificato 14 Aprile, 2020 da gpittini 1 Cita
scalptor Inviato 15 Aprile, 2020 Supporter #4 Inviato 15 Aprile, 2020 (modificato) Nella prossima asta (e-sale 69) di Roma Numismatics vi é un'ampia rassegna di monete puniche di una collezione (Amilcare Collection) a me sconosciuta. Modificato 15 Aprile, 2020 da scalptor Cita
Flavio_bo Inviato 15 Aprile, 2020 Autore #5 Inviato 15 Aprile, 2020 (modificato) si infatti l'ultimo bronzo numida allegato (Massinissa /Cavallo Impennato e sotto HT) l'ho preso in "prestito" da quell'asta e per esempio. nessuna considerazione invece sul bronzo numida con al dritto Massinissa diademato e con al rovescio cavallo con palma e corona e lo stesso rovescio (seppur ruotato) di Agrigento o Morgantina? Grazie Modificato 15 Aprile, 2020 da Flavio_bo Cita
scalptor Inviato 15 Aprile, 2020 Supporter #6 Inviato 15 Aprile, 2020 Essendo state coniate in Sicilia i legami anche iconografici con le altre monetazioni siciliane coeve e/o anteriori mi sembrerebbero naturali ma aspettiamo altri pareri piú "attrezzati". Probabilmente lo saprai, ma nel caso contrario, nella biblioteca di LaMoneta vi é un testo sulle monete siculo-puniche che tratta principalemente proprio delle monete con epigrafe. Cita
Flavio_bo Inviato 15 Aprile, 2020 Autore #7 Inviato 15 Aprile, 2020 (modificato) ........... ... ma non sono state coniate entrambe in Sicilia...una sì, coniata non si sa se ad Agrigento o a Morgantina in occasione si ipotizza dell'invasione cartaginese di Imilcone (quella con la donna velata al dritto). L'altra è certamente nordafricana numida e coniata nella zecca di SIGA che era stata probabilmente capitale al tempo di Siface, successivamente sotto Massinissa passò a Cirta. Il tema è proprio questo: quale può essere il legame di una moneta "siciliana" il cui rovescio si "rispecchia" direi specularmente in una moneta che dovrebbe essere di poco precedente o comunque coeva, non cartaginese , ma del regno numida? Legame peraltro rafforzato, come ho evidenziato, dalla presenza di lettere sia sulla monetazione bronzea che su quella argentea della stessa serie (frazioni di shekel) che normalmente apparivano sulle monete del regno numida e coniate in nordafrica. Modificato 15 Aprile, 2020 da Flavio_bo Cita
scalptor Inviato 18 Aprile, 2020 Supporter #8 Inviato 18 Aprile, 2020 Nello specifico io non saprei aiutarti ma la circolazione dei modelli iconografici monetali dell'area greca occidentale in tutta l'area mediterranea (e oltre) fra fine V e IV secolo é un fatto assodato. Forse troveresti utile la lettura del testo della prof.ssa Caccamo Caltabiano "Monetazione e circolazione monetaria" scaricabile facilmente anche dal suo profilo sul sito Academia. Verso la fine del testo, prima delle conclusioni, cita rapidamente anche Cirene e Barce sulla costa africana nella diffusione dei soggetti iconografici greci ed in particolare di quelli siciliani. Cita
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