Illyricum65 Inviato 17 Maggio, 2020 #1 Inviato 17 Maggio, 2020 (modificato) Buongiorno, nel mare di follis abbastanza standardizzato della Prima Tetrarchia, ovvero pre riforma, (per chiarire mi riferisco agli esemplari di diametro attorno ai 28 mm e peso attorno ai 10.08 g – ovvero 1/32 di libbra) troviamo più frequentemente i vari GENIO, per lo più sacrificante su altare (POPVLI ROMANI). Comunemente i “follis grosso modulo” non vengono molto apprezzati perché giudicati dai collezionisti “troppo ripetitivi”; in realtà come tutte le monetazioni hanno tutta una serie di specifiche e stili che ne caratterizzano le emissioni. Personalmente ho sempre provato per vari motivi un certo interesse per questi esemplari: innanzitutto perché il grande modulo (e proporzionalmente il peso) interrompe transitoriamente una tendenza alla riduzione che poi si ripresenterà nelle successive riforme e un po’ perché rappresentano un tentativo di innovazione (l’idea di Diocleziano di suddividere l’Impero in 4 settori non era pellegrina ma non teneva conto della fame di potere dei vari regnanti). Dopo questo preambolo, volevo cogliere l’occasione per mostrare proprio una di quelle tipologie di bronzi Prima Tetrarchia che escono dal vasto gruppo “GENIO” e testimoniano uno specifico evento storico. Siamo precisamente nel 293 d.C. . Diocleziano divide l’Impero in quattro parti rette da due Augusti (lui stesso per la parte orientale e Massimiano per quella occidente) e due “vice”, i Cesari Galerio e Costanzo I (Cloro). E’ da anni che Massimiano sta cercando di risolvere il “problema britannico” e di annettere nuovamente l’isola all’Impero Centrale. E l’attenzione per un settore inevitabilmente comporta il dover strascurare altri meno pressanti. In questo caso, il settore africano. I Berberi e le varie etnie a loro collegate, che fin dal 258-60 d.C. danno filo da torcere alle truppe romane di stanza (guidate da tale Faraxen, poi vinto e imprigionato) approfittano della ridotta presenza militare e nel 288 razziano i territori della Mauritania. Nel 289 il Governatore locale romano riesce a bloccare i disordini ma non in modo definitivo e in breve le incursioni berbere riprendono. Gli anni passano e Massimiano assieme al Cesare Costanzo Cloro riescono a portare a buon fine la riconquista della Britannia (296). Costanzo I Cesare, multiplo da dieci aurei, zecca di Treviri, 297 d.C. Dritto: FLVALCONSTA-NTIVSNOBILCAES. Busto di Costanzo I a d., con corona di lauro, corazza e paludamento trattenuto sulla spalla sinistra da una fibula. Rovescio: REDDITORLVCIS-AETERNA-E. L’imperatore, in abiti militari, con lancia nella destra, avanza a cavallo verso la personificazione di Londinium, inginocchiata fuori dalle mura della città, che lo accoglie con le braccia sollevate; sotto, LON. In primo piano, galera con quattro soldati che avanza sulle onde (del Tamigi?). Modificato 17 Maggio, 2020 da Illyricum65 5 Cita
Illyricum65 Inviato 17 Maggio, 2020 Autore #2 Inviato 17 Maggio, 2020 Massimiano mette assieme un esercito e sbarca in Mauretania Tingitana (attuale Marocco). Entro il marzo 297 inizia una offensiva contro i Berberi e nel 297-298 Massimiano è a Cartagine. Nel mentre è riuscito a rispedire i Berberi nelle loro terre d’origine (montagne dell’Atlante) e nonostante la guerriglia delle popolazioni locali che sfruttano la maggior conoscenza del territorio riesce ad incalzare i Berberi, a devastare le loro terre e a spingerne parte nel Sahara. La campagna ha conclusione il 10 marzo 298 con il rientro trionfale dell’Augusto a Cartagine. Come Costanzo a Londra è chiamato REDDITOR LVCIS ATERNAE (restitutore della luce eterna). Giunto in Africa ben presto Massimiano avrà avuto chiara una necessità: la necessità di provvedere al puntuale pagamento delle truppe impiegate. Ecco quindi che nel 296-7 apre una zecca a Cartagine che si manterrà attiva fino al 311, ovvero fino alla rivolta di Lucio Domizio Alessandro (la presenza di una zecca cittadina elevava il rango cittadino e quindi il fatto di chiuderla rappresentava uno smacco per una città che non aveva dato evidenza di fedeltà). Torno ora all’emissione bronzea cui facevo cenno in apertura (si trova anche nella versione in argento). Emessa dal 296 a Carthago/Cartagine in nome dei due Augusti Diocleziano e Massimiano e dei Cesari Galerio e Costanzo I presenta la legenda a rovescio FELIX ADVENT AVGG NN. http://numismatics.org/ocre/results?q=deity_facet%3A%22Africa%22&lang=tr&start=100 Quindi una legenda FELIX ADVENTVS AVGVSTORVM NOSTRORVM che rimanda ad un felice arrivo dei Nostri Augusti a Cartagine. Non ho trovato riferimenti all’arrivo fisico di entrambi gli Augusti a Cartagine per cui ritengo che sia riferito al ritorno di Massimiano in città (e quindi, in senso lato, al ritorno dell’attenzione imperiale per le sorti dell’Africa). Va ricordato che non è l’unica emissione bronzea di Cartagine, vi sono nel periodo anche le SALVIS AVGG ET CAESS FEL/AVCTA KART e le frazioni VOT X/FK. Le officine sono indicate come nelle zecche occidentali dalle sigle P, S, T, Q. Curiosamente, l’accoppiata toro - leone compare anche in tutt'altra monetazione: ma il questo caso rappresenta i due animali simbolo delle Legioni VII Claudia e III Flavia che affiancano la personificazione della Moesia nella monetazione coloniale di Viminacium. 2 Cita
Illyricum65 Inviato 17 Maggio, 2020 Autore #3 Inviato 17 Maggio, 2020 Mi è invece ignoto il significato del binomio toro/leone nella nella monetazione in oggetto di studio. Viene spesso descritto come “un leono che azzanna un toro” ma se andiamo ad osservare nel dettaglio abbiamo un toro (?) a sinistra e a destra un leone che ruggisce con la testa rivolta verso destra. Non mi pare tanto una scena da “lion captured bull” (come descritta dal RIC) ma se anche ciò fosse, che sta a rappresentare? Che significato intendeva trasmettere? Ripensando ad altre monetazioni precedenti mi sovviene piuttosto un’altra raffigurazione leonina: quello che monta la Dea Caelestis (ovvero la versione romana della punica dea Tanit ) sulla moneta che celebra la costruzione dell’acquedotto di Cartagine … Tanit… divinità principale del pantheon punico … coincidenze? Non credo. (cit. A.Kadmon). Ma a questo punto il toro (se toro effettivamente è… quelle corna lunghe potrebbero rappresentare un antilope… nel qual caso la rappresentazione della città sovrasterebbe il tipico animale della regione indicandone l’egemonia locale) chi mi sta a rappresentare? Vi lascio questo interrogativo, in modo da poter integrare la discussione, che spero vi sia risultata gradita. Saluti Illyricum 2 Cita
Arka Inviato 17 Maggio, 2020 #4 Inviato 17 Maggio, 2020 Non so se possa essere d'aiuto, ma il leone che azzanna un toro è un elemento che ricorre spesso nella monetazione greca. È la scena principe della città di Acanto, ma ricorre anche in Asia minore. Arka Diligite iustitiam Cita
Illyricum65 Inviato 17 Maggio, 2020 Autore #5 Inviato 17 Maggio, 2020 7 minuti fa, Arka dice: Non so se possa essere d'aiuto, ma il leone che azzanna un toro è un elemento che ricorre spesso nella monetazione greca. È la scena principe della città di Acanto, ma ricorre anche in Asia minore. Arka Diligite iustitiam Hai perfettamente ragione, ed era diffuso anche a Persepoli e tra i persiani. Inoltre era una simbologia che rimandava all'equinozio. Ma il leone è sempre rappresentato nell'atto di mordere il dorso taurino. Rimane comunque un elemento non chiaro dell'iconografia. 1 Cita
Stilicho Inviato 17 Maggio, 2020 #6 Inviato 17 Maggio, 2020 Premetto che la mia e' una considerazione da osservatore. E se gli animali rappresentassero semplicemente l'Africa? C'e' il leone, c'e' l'antilope (o similare-forse più uno gnu- in effetti non mi pare proprio un toro), c'e' la pelle di elefante e la zanna dello stesso. Poi il leone, come detto, non mi sembra proprio che "azzanni" in cosiddetto toro…. Ciao. Stilicho Cita
Illyricum65 Inviato 17 Maggio, 2020 Autore #7 Inviato 17 Maggio, 2020 3 minuti fa, Stilicho dice: Premetto che la mia e' una considerazione da osservatore. E se gli animali rappresentassero semplicemente l'Africa? C'e' il leone, c'e' l'antilope (o similare-forse più uno gnu- in effetti non mi pare proprio un toro), c'e' la pelle di elefante e la zanna dello stesso. Poi il leone, come detto, non mi sembra proprio che "azzanni" in cosiddetto toro…. Ciao. Stilicho E' una lettura possibile. D'altra parte anche l'iconografia dei SALVIS AVGG ET CAES FEL KART è tutt'altro che chiara nei dettagli: Mentre questa rappresenta la flora, la FELIX ADVENT AVGG NN magari presentava la fauna. Ciao Illyricum Cita
Claudio I Inviato 18 Maggio, 2020 #8 Inviato 18 Maggio, 2020 Sto seguendo questa interessante discussione ed effettivamente l'interpretazine che ha fatto Stilicho mi sembra abbastanza la piu realistica. Cita
Aristarco Inviato 15 Luglio, 2020 #9 Inviato 15 Luglio, 2020 quanti Follis vennero coniati sotto Massenzio? Cita
Dragobizantino Inviato 3 Agosto, 2024 #10 Inviato 3 Agosto, 2024 (modificato) @Aristarco se non sbaglio Massimiano fece coniare 20 tipologie di "follis" mentre dopo l'abdicazione furono 2 le serie...dopo il suo ritorno al potere attivo furono 19 le serie di "follis". In questo elenco nn ho considerato i "mezzi-folles" e i "quarti di follis" come evidenziato dal libro ROMAN COINS and their values IV di David R. Sear del 2011. Di qst 3 serie nel primo governo e 2 nel secondo furono coniate a Cartagine. Modificato 3 Agosto, 2024 da Dragobizantino Cita
Stilicho Inviato 3 Agosto, 2024 #11 Inviato 3 Agosto, 2024 (modificato) @Dragobizantino Purtroppo, l'utente che hai taggato non si collega al forum dal giugno 2022. Tuttavia, lui chiedeva (le tipologie?) dei folles di Massenzio, non di Massimiano. Ciao. Stilicho Modificato 3 Agosto, 2024 da Stilicho Correzione di errore di scrittura Cita
Dragobizantino Inviato 3 Agosto, 2024 #12 Inviato 3 Agosto, 2024 Azzz... grazie per la precisazione... Cita
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