semme Inviato 4 Ottobre, 2020 #1 Inviato 4 Ottobre, 2020 (modificato) Buonasera a tutti, ho trovato in casa questo documento di cui ignoro cosa tratti. Girando su internet ho pensato potesse essere forse una bolla papale, ma mi hanno detto potrebbe essere anche una Patente di cittadinanza napoletana del 1726. vi allego mediante link le foto, visto che vista la grandezza non le ho potute caricare direttamente sul forum! Grazie in anticipo Modificato 4 Ottobre, 2020 da semme 1 Cita
417sonia Inviato 4 Ottobre, 2020 Supporter #2 Inviato 4 Ottobre, 2020 Buona Domenica Documento molto bello, complimenti. Io non me ne intendo e non sono in grado di leggerlo, però lo stemma e l'intestazione cita Cesare Michelangelo Avalos di Aragona, marchese del Vasto e di Pescara, politico e militare, morto a Vasto nel 1729. saluti luciano 1 Cita
sandokan Inviato 4 Ottobre, 2020 Supporter #3 Inviato 4 Ottobre, 2020 @Corbiniano Caro Corbiniano, chiederei anche il tuo parere su questo vecchio documento, anche se 417sonia lo ha già identificato. Saluti cordiali. Cita
Corbiniano Inviato 5 Ottobre, 2020 #4 Inviato 5 Ottobre, 2020 Carissimi tutti, il documento sembra contenere una specie di conferma di libertà a commerciare fra diverse parti del Regno di Napoli. Il testo andrebbe letto e trascritto con attenzione, quindi l'affermazione di cui sopra potrebbe venirne modificata. Di sicuro, in prima riga ci si rivolge a universis, et singulis (tutti e ognuno) pubblici ufficiali di più ambiti (la categoria più identificabile sono i gabellieri). Poi si parla di privilegi, gabelle e simili, nonché di passi, dazi e ponti. Si cita esplicitamente la città di Napoli e, per almeno due volte, Capuani e Liparoli, come a voler ribadire costumi o usanze connesse agli abitanti e/o ai frequentatori di quelle località. Si menzionano poi più volte alcuni esponenti della famiglia Cafiero, in particolare Gasparo: nell'angolo inferiore destro del foglio, le ultime due righe e mezza sembrano indicarlo come ricevitore del documento che, quindi, non può non contenere attestazioni in favore di lui o di tutti gli esponenti sopra indicati. Dal punto di vista araldico, lo stemma è una versione relativamente semplice dell'emblema imperiale asburgico: nonostante le imprecisioni e le semplificazioni, è compatibile con quello usato da Carlo VI d'Asburgo che regnava a Napoli nel 1726, anno ripetuto più volte in calce al documento. L'imperatore è menzionato nel titolo al di sotto dello stemma, correttamente al di sopra di Cesare Michelangelo d'Avalos già ben identificato da @417sonia 4 Cita
chievolan Inviato 5 Ottobre, 2020 #5 Inviato 5 Ottobre, 2020 Bellissimo documento ... ma trattalo e conservalo con cura ... Ad esempio, pare tu l'abbia steso su quello che sembra un tappetino in tessuto ... non si sa mai ... è una giungla in cui possono esserci larve ed uova di anobidi ..... ................... dernestidi .... .... bellissimi e pericolosi tisauri ..... psocotteri Trattalo con cura. Si è mantenuto alla perfezione fino ad oggi, ma basta poco .... 1 Cita
semme Inviato 6 Ottobre, 2020 Autore #6 Inviato 6 Ottobre, 2020 15 ore fa, Corbiniano dice: Carissimi tutti, il documento sembra contenere una specie di conferma di libertà a commerciare fra diverse parti del Regno di Napoli. Il testo andrebbe letto e trascritto con attenzione, quindi l'affermazione di cui sopra potrebbe venirne modificata. Di sicuro, in prima riga ci si rivolge a universis, et singulis (tutti e ognuno) pubblici ufficiali di più ambiti (la categoria più identificabile sono i gabellieri). Poi si parla di privilegi, gabelle e simili, nonché di passi, dazi e ponti. Si cita esplicitamente la città di Napoli e, per almeno due volte, Capuani e Liparoli, come a voler ribadire costumi o usanze connesse agli abitanti e/o ai frequentatori di quelle località. Si menzionano poi più volte alcuni esponenti della famiglia Cafiero, in particolare Gasparo: nell'angolo inferiore destro del foglio, le ultime due righe e mezza sembrano indicarlo come ricevitore del documento che, quindi, non può non contenere attestazioni in favore di lui o di tutti gli esponenti sopra indicati. Dal punto di vista araldico, lo stemma è una versione relativamente semplice dell'emblema imperiale asburgico: nonostante le imprecisioni e le semplificazioni, è compatibile con quello usato da Carlo VI d'Asburgo che regnava a Napoli nel 1726, anno ripetuto più volte in calce al documento. L'imperatore è menzionato nel titolo al di sotto dello stemma, correttamente al di sopra di Cesare Michelangelo d'Avalos già ben identificato da @417sonia Grazie davvero per l'esaustiva spiegazione, secondo lei invece la firma in basso a Destra di tal "Nicolay maste..." a cosa si riferisce? Cita
417sonia Inviato 6 Ottobre, 2020 Supporter #7 Inviato 6 Ottobre, 2020 4 ore fa, semme dice: Grazie davvero per l'esaustiva spiegazione, secondo lei invece la firma in basso a Destra di tal "Nicolay maste..." a cosa si riferisce? Buon pomeriggio Penso sia la firma del notaio Nicolaus Mastellonus preceduta dal proprio signum tabellionis, cioè un segno grafico a penna che lo distingueva e identificava. saluti luciano Cita
semme Inviato 6 Ottobre, 2020 Autore #8 Inviato 6 Ottobre, 2020 1 ora fa, 417sonia dice: Buon pomeriggio Penso sia la firma del notaio Nicolaus Mastellonus preceduta dal proprio signum tabellionis, cioè un segno grafico a penna che lo distingueva e identificava. saluti luciano E invece tutte le altre numerose firme a chi potevano appartenere? (Grazie mille per le preziose informazioni) Cita
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