Archestrato Inviato 22 Novembre, 2020 #1 Inviato 22 Novembre, 2020 Buonasera, Osservando un esemplare di didracma akragantino sul web, privo del riferimento all’opera della professoressa Westermark, sono rimasto un poco perplesso da alcune sue caratteristiche. Il corretto riferimento è al numero 275 di The Coinage of Akragas, gruppo IV, databile all’intervallo di tempo che va dal 480/478 al 470 a.C. Superficie porosa, etnico con un aspetto anomalo e notevoli graffi sui campi, sui rilievi ed anche sul bordo mi hanno fatto molto riflettere. Ho reperito le foto dei ben due esemplari provenienti da questo accoppiamento di conii presenti nel monetiere londinese. Anche la piccola testa volta a destra, presente sotto al granchio al rovescio, non mi parrebbe del tutto conforme e troppo distante dalla parte inferiore del crostaceo. Mi sono sorti dubbi sull’origine della moneta in questione, e qui li condivido. Potrei sbagliarmi naturalmente, sempre sottolineando che osserviamo solo delle fotografie, e tutto potrebbe essere invece normale. La moneta in questione: L’esemplare pubblicato sul lavoro della professoressa Westermark al numero 275, a Londra grazie alla donazione Lloyd dal 1946: Ed infine la moneta che giace al British Museum da prima del 1837, catalogata dall’allora responsabile del dipartimento di antichità Edward Hawkins: Il particolare della piccola testa al rovescio: Ciò che più mi preme è capire se la corrosione, una pulitura “caustica”, l’usura dei conii, la giacitura o difetti di coniazione possano cambiare così tanto l’aspetto delle prime due lettere dell’etnico: Che ne dite? @gionnysicily @odisseo @babelone @skubydu e @tutti gli altri appassionati di monetazione greca dei Sicelioti. Nonché chiunque voglia esprimersi. 1 Cita
skubydu Inviato 23 Novembre, 2020 #2 Inviato 23 Novembre, 2020 Ciao e grazie dell invito. Sono da smartphone, ma sembrerebbe anche esserci una strana linea sul bordo. stasera guardo con attenzione. Cita
roby14 Inviato 23 Novembre, 2020 #3 Inviato 23 Novembre, 2020 Ciao a tutti, se può essere utile per confronti questo esemplare è passato da Bertolami non molto tempo fa. Nonostante usura e acciacchi vari parla da solo... Notavo come le rotture di conio nei trasferimenti su falsi risultino sempre enfatizzati..(vedi la congiunzione delle zampette del granchio) nel post di apertura di @Archestrato Cita
numa numa Inviato 23 Novembre, 2020 Supporter #4 Inviato 23 Novembre, 2020 1 ora fa, roby14 dice: Ciao a tutti, se può essere utile per confronti questo esemplare è passato da Bertolami non molto tempo fa. Nonostante usura e acciacchi vari parla da solo... Notavo come le rotture di conio nei trasferimenti su falsi risultino sempre enfatizzati..(vedi la congiunzione delle zampette del granchio) nel post di apertura di @Archestrato che brutto stile .... Cita
danielealberti Inviato 23 Novembre, 2020 #5 Inviato 23 Novembre, 2020 Archestrato, la moneta che hai postato mi lascia molto dubbioso, le linee risultano inspessite e in molti casi non è netto lo stacco con il fondo, dettagli grossolani.... Cita
gionnysicily Inviato 23 Novembre, 2020 #6 Inviato 23 Novembre, 2020 23 ore fa, Archestrato dice: Potrei sbagliarmi naturalmente, sempre sottolineando che osserviamo solo delle fotografie, e tutto potrebbe essere invece normale. Ciao @ArchestratoNo non ti sbagli. trattasi di una copia a fusione, con la giunzione di due valve in cera. Con le linee nere, si intravvede la giunzione, in giallo sul rovescio, netta la limatura del codolo d'entrata. In giallo sul dritto, segno tipico sulla cera. Nessun segno da coniatura, corrosioni e segni (graffi) artificiosi. 1 1 Cita
gionnysicily Inviato 23 Novembre, 2020 #7 Inviato 23 Novembre, 2020 Un confronto con gli originali, sono evidenti sull'originale coniata e la moneta fusa che non ha, nessun segno del conio di martello. Cita
gionnysicily Inviato 23 Novembre, 2020 #8 Inviato 23 Novembre, 2020 Lo stesso dicasi, per la rottura tra le chele . 2 Cita
Archestrato Inviato 24 Novembre, 2020 Autore #9 Inviato 24 Novembre, 2020 Grazie @gionnysicily per le conferme! Sono stato estremamente cauto nell’esprimermi su questo didracma di Akragas perché mi sento ancora davvero molto inesperto, ma quando ho visto questa moneta ho notato molti punti in comune con quelli descritti nella interessante discussione sullo statere di Taranto. Ho provato a mettermi alla prova per vedere se avevo capito qualcosa, e chissà.. forse sto imparando davvero, piano piano! Un altro elemento che non tornava è che in alcuni punti ci fossero dei depositi che coprivano graffi in apparenza molto netti, uno strato di ossido che copre un graffio dai bordi così definiti non poteva avere venticinque secoli mi dicevo.. Ancora grazie per il tempo che dedichi e l’esperienza che condividi! 1 Cita
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