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IGNORED

Le foto-tessera degli Imperatori Romani


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lorluke
Supporter

Se ne parlò già diversi mesi fa in quest’altra discussione...

 

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fagiolino
29 minuti fa, lorluke dice:

Se ne parlò già diversi mesi fa in quest’altra discussione...

L'ho appena letto su "CoinsWeekly", non mi ero accorto della precedente. 

Cancellate questa

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allek

Decisamente più affascinanti i ritratti che si possono ammirare sulla ricercatissima e rarissima opera di Hubert Goltz, "Le vive immagini di tutti quasi gl'imperatori...", edito per la prima volta nel 1557, una copia della quale sarà presto battuta in asta on-line. Il prezzo non è accessibile proprio a tutti... io mi accontento (non senza invidia per il proprietario del volume cartaceo) di ammirarne il contenuto grazie alla copia digitalizzata presente su google books e che spero possiate apprezzare anche voi al seguente link:

https://books.google.it/books?id=ohv-L0X8tFUC&pg=PP3&lpg=PP3&dq=le+vive+imagini+di+tutti+quasi+gl%27imperatori&source=bl&ots=T_oWW_usF5&sig=ACfU3U3-pDL8JgIIauXjoolhW36P8Kj0dg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiwiLPE7pvuAhV0wQIHHXrWAnIQ6AEwEXoECBMQAg#v=onepage&q=le%20vive%20imagini%20di%20tutti%20quasi%20gl'imperatori&f=false

Saluti.

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skubydu

Bel tomo il libro del Goltzius .

nonostante il libro antico attraversi crisi, certi titoli spuntano sempre prezzi interessanti.

skuby

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vickydog
3 ore fa, allek dice:

Decisamente più affascinanti i ritratti che si possono ammirare sulla ricercatissima e rarissima opera di Hubert Goltz, "Le vive immagini di tutti quasi gl'imperatori..."

Mah...più affascinanti... hanno molto di rinascimentale e di soggettivo. Il lavoro di Daniel Voshart è tutt'altro. Se poi siamo nostalgici dei tomi antichi allora sono d'accordo è un tomo affascinante.

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allek
29 minuti fa, vickydog dice:

Mah...più affascinanti... hanno molto di rinascimentale e di soggettivo. Il lavoro di Daniel Voshart è tutt'altro. Se poi siamo nostalgici dei tomi antichi allora sono d'accordo è un tomo affascinante.

Il punto non è la nostalgia ma il diverso spessore culturale.
E poi le domando: perché nel lavoro di Voshart c’è qualcosa di oggettivo?

Saluti

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