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niko

Sperando di far cosa gradita continuo a postare, nella speranza di non sbagliare sezione. Proseguiamo col periodo spagnolo, Carlo II per quanto infermo di salute, era l’erede di un impero (anche se non finirà bene e morirà recidendo il nome degli Asburgo dal trono di Spagna) che comprendeva oltre a Milano, anche Cagliari. Qui troviamo quel gusto del pressapochismo sardo, probabilmente più attento alle cose pratiche che al bello - in fondo una moneta è merce di scambio e deve assolvere al suo compito, le impronte servono in estrema sintesi a definire che un’autorità certifica un valore, il bello e i fronzoli vengono dopo, giusto?

Questa volta le foto non sono mie, spero non me ne voglia chi me l’ha venduta.

Cagliari

Carlo II d’Asburgo (1665-1700)
Reale 1696
Ag - 2.10g
MIR 88/7
 

N.

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ilnumismatico

Ciao niko, buongiorno!

 Sezione corretta e post sempre interessanti e mai banali i tuoi, frutto di conoscenza e gusto maturati grazie a impegno e ricerca!

Tipologia sempre molto complessa anche questa, ma che reputo un mondo a parte proprio come la terra affascinante e misteriosa che rappresentano. Non c’è altro da aggiungere alle nozioni essenziali che già hai espresso tu. Il gusto artistico di queste monetazioni è ridotto a uno stile molto stilizzato, specie se confrontato con quello molto più ricercato della zecca milanese e soprattutto napoletana, dove il ritratto di questo sfortunato re trova l’apice della sua apparente bellezza. Anche qui un bell’esemplare, con una coniazione di buona qualità. Secondo me se la fotografo tu potevamo apprezzare meglio questo tondello… ;) 

Cosa ne pensi delle tipologie dei maltagliati? Monete difficilissime dal punto di vista tecnico, ma che trasudano tutto quel fascino, avventura e mistero che queste monete rappresentano. 
 

un caro saluto,

Fabrizio

 

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niko
Il 14/5/2021 alle 07:21, ilnumismatico dice:

Ciao niko, buongiorno!

 Sezione corretta e post sempre interessanti e mai banali i tuoi, frutto di conoscenza e gusto maturati grazie a impegno e ricerca!

Tipologia sempre molto complessa anche questa, ma che reputo un mondo a parte proprio come la terra affascinante e misteriosa che rappresentano. Non c’è altro da aggiungere alle nozioni essenziali che già hai espresso tu. Il gusto artistico di queste monetazioni è ridotto a uno stile molto stilizzato, specie se confrontato con quello molto più ricercato della zecca milanese e soprattutto napoletana, dove il ritratto di questo sfortunato re trova l’apice della sua apparente bellezza. Anche qui un bell’esemplare, con una coniazione di buona qualità. Secondo me se la fotografo tu potevamo apprezzare meglio questo tondello… ;) 

Cosa ne pensi delle tipologie dei maltagliati? Monete difficilissime dal punto di vista tecnico, ma che trasudano tutto quel fascino, avventura e mistero che queste monete rappresentano. 
 

un caro saluto,

Fabrizio

 

.. Ed eccomi a rispondere, non mi ero dimenticato, c’è solo voluto del tempo 😊

vero, le coniazioni isolane fanno storia a sé, se rapportiamo il metodo di coniazione, la qualità dei rilievi e dell’incisione, vediamo di essere su due livelli differenti, soprattutto nei confronti della zecca partenopea, anticipataria anche nei confronti di quel nord così progredito oggigiorno. Ma qui forse @anto R potrà essere più preciso!

I maltagliati a gusto personale non li amo, ma fanno parte della storia dell’isola, dei commerci, del fluire d’argento da ogni dove e che danno l’idea di qualcosa che si serviva un tot al kilo al bancone del macellaio. Indubbiamente hanno un loro fascino....

N.

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anto R

Ciao @niko, come è già stato sottolineato da @ilnumismatico la zecca napoletana, con Carlo II, viaggia su binari completamente diversi rispetto alle altre zecche italiane del sovrano spagnolo. Le nuove tecniche di coniazione e le incisioni degli Hamerani regalano una perfezione tecnica ed una qualità artistica di assoluto rilievo.

Diversa è appunto la produzione monetaria nelle altre zecche, da punzoni di maestri incisori ad oggi ancora poco conosciuti o del tutto ignoti,  realizzata impiegando la battitura a martello.

A prescindere dalle valutazioni qualitative di battitura, pasta metallica, regolarità dei tondelli ecc. vorrei sottolineare la presenza, per la zecca milanese, di una moltitudine di stili ritrattistici differenti. Certo, i millesimi riportati sulle emissioni in argento basate sul piede del filippo sono solo due (1676 e 1694), però c'è davvero da divertirsi e da studiare contando anche le varietà araldiche, di legenda e di simboli. Ovviamente queste differenze sono dovute al fatto che le coniazioni non avvenivano solo nell'anno che troviamo impresso sulle monete ma anche negli anni seguenti. In poche parole, i pezzi con data 1676 furono battuti fino al 1693 e quelli con 1694 fino alla morte del sovrano.

 

I complimenti per le monete postate sono impliciti ;)

Buon week-end,

Antonio

Edited by anto R
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