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Ercole Farnese


Illyricum65
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Buongiorno,

tempo fa ho postato una discussione sul tema “Ercole e numismatica”

https://www.lamoneta.it/topic/175969-ercole-e-numismatica/?tab=comments#comment-1971120

In questo ultimo periodo ho avuto modo di acquistare per pochi €, grazie ad una specie di scommessa su una foto che non le rendeva giustizia, un esemplare che rientra a pieno merito nella discussione di cui sopra (infatti era postata al #9 come esempio) e che mi aveva colpito per l’iconografia che si riferiva al periodo classico.

Si tratta di un follis tetrarchico emesso a nome di Maximinus Daia nella zecca di Antiochia.

immagine.png

immagine.png

Una moneta non rarissima ma nemmeno troppo comune, della quale posto anche un confronto che farà sfigurare la mia ma permetterà di apprezzare la qualità incisoria dell’artigiano che ne creò il conio di rovescio.

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immagine.png

Maximinus II
A.D. 313, 21x22mm, 3.9g
IMP C GAL VAL MAXIMINVS P F AVG; laureate head right.
HERCVLI VICTORI; Hercules standing right, right hand behind back, left leaning on club covered by lion’s skin, Z in left field.
in ex.
ANT
RIC VI Antioch 170b

https://www.vcoins.com/en/stores/victors_imperial_coins/208/product/maximinus_ii_hercvli_victori_from_antioch/1268619/Default.aspx

L’esemplare che ho presentato in apertura ha un diametro di 21 mm e un peso di 5.1 g.

La rappresentazione di Ercole con la pelle del Leone di Nemea e la clava fa chiaramente richiamo alla statua dell’Ercole Farnese, la famosa scultura in marmo di Glicone di Atene alta più di 3 metri, copia di quella bronzea creata da Lisippo nel IV secolo a.C.

immagine.png

  Nel periodo tetrarchico, vuoi per il dualismo Diocleziano/Giove e Massimiano /Ercole con entrambi messi sullo stesso piano come Augusti (ma sottolineando la relativa prevalenza del primo che nella mitologia è il padre del semidio), vuoi per appellarsi a una divinità protettrice dotata di una forza e di una tenacia sovrumana, la figura di Ercole/Eracle riprende una posizione di preminenza.

Saluti

Illyricum

;)

 

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Finalmente una discussione che va oltre i classici dettami della numismatica e si occupa di approfondire i canoni che furono scelti scientemente dai "progettisti" della moneta eventualmente in questione.

Scelte che derivano da motivazioni ben definite nelle intenzioni dei committenti e che non sempre riusciamo a cogliere appieno.

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Adesso, Adelchi66 dice:

Finalmente una discussione che va oltre i classici dettami della numismatica e si occupa di approfondire i canoni che furono scelti scientemente dai "progettisti" della moneta eventualmente in questione.

Scelte che derivano da motivazioni ben definite nelle intenzioni dei committenti e che non sempre riusciamo a cogliere appieno.

Grazie Adelchi! Ma sai che non ho trovato nulla di specifico sul culto di Ercole durante la Tetrarchia? Eppure come detto assume una posizione predominante nel Pantheon romano durante la Tetrachia... non andrebbe nemmeno tralasciato, per completezza d'informazione, il fatto che Massimino Daia strizza l'occhio alle divinità classiche (es. IOVI CONSERVATORI) e a quelle solari più tarde (Sol).

Ciao

Illyricum

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Supporter

Il mio pensiero.

Trovo interessante, nella monete di Massimino Daia,  l'epiteto CONSERVATORI riferito a Giove e VICTORI riferito a Marte. Non mi sembra ce ne siano altri.

Probabilmente, si va oltre il binomio Giovio/Erculio (con preminenza del primo) che era alla base della ideologia tetrarchica.

Qui sembra quasi che le due divinità siano sullo stesso piano, ma con ruoli diversi: Protettore Giove, Vincitore Ercole.

PS: la tua moneta, Illyricum, ha davvero una bella patina!

Buona serata da Stilicho

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Indubbia la raffigurazione iconografica della moneta copiata dalla statua dell' Ercole "Farnese" che ornava una sala delle Terme di Caracalla e qui ritrovata nel XVI secolo ; posa e attributi dell' Ercole , pur miniaturizzati in una moneta , non lasciano dubbi su quale statua l' incisore si sia ispirato , ben diversi da quelli dell' altro Ercole del Teatro di Pompeo oggi al Vaticano .

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