Questo è un post popolare Quintus Inviato 26 Agosto, 2021 Questo è un post popolare #1 Inviato 26 Agosto, 2021 238 L'anno dei sei imperatori "Dopo che Massimino ebbe ridotto la maggior parte delle famiglie più facoltose alla povertà, egli cominciò a ritenere che ciò fosse insignificante o poco importante, e non sufficiente a soddisfare i suoi desideri. Così si rivolse al tesoro pubblico e cominciò ad espropriare denaro cittadino, che era stato raccolto per essere distribuito al popolo romano attraverso i congiaria (distribuzioni alimentari e in denaro), oltre a fondi messi da parte per rappresentazioni teatrali e spettacoli." (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 3.5) I costi crescenti delle guerre, condotte prima lungo il limes renano e poi danubiano, costrinsero Massimino a confiscare nuovi beni anche ai provinciali. Le offerte nei templi, le statue degli dei, gli ornamenti in pubblici edifici e a fonderli in nuove monete al fine di “mantenere la fedeltà” dei suoi soldati con stipendia e donativa. Ciò portò ad un'aperta rivolta anche da parte di provinciali e della stessa plebe locale, i cittadini arrivarono a farsi uccidere piuttosto che permettere che i propri templi venissero profanati. Gli stessi soldati di Massimino iniziarono a mostrare dissenso poiché sapevano che, i loro familiari, rischiavano di essere uccisi dai loro stessi commilitoni in caso di opposizione al nuovo regime imperiale. Nessuno ebbe, però, il coraggio di ribellarsi apertamente fino alla fine del suo terzo anno di regno, era il marzo del 238. Massimino il trace, sesterzio SALVS AVGVSTI Frattanto, lungo il fronte orientale, negli anni 237-238 le città della provincia romana di Mesopotamia, Nisibi e Carrhae, furono assediate e occupate dai sasanidi. Non a caso anche Erodiano suggerisce che i sasanidi rimasero tranquilli per tre o quattro anni dopo le campagne di Alessandro Severo del 232, il cui esito finale fu assai incerto per le due parti. All'inizio del 238 (all’incirca a marzo), nella provincia d'Africa, l’estorsione di un funzionario del fisco (il Procurator Augusti del distretto di Cartagine) che per mostrarsi zelante a Massimino, attraverso una sentenza, comprata in una corte corrotta, contro proprietari terrieri locali, accese una rivolta generale nell'intera provincia. I proprietari terrieri armarono i loro "clienti" e contadini, oltre ad alcuni militari e, prima uccisero il funzionario corrotto e poi presero Tisdrus (l'odierna El Djem) e proclamarono imperatore il governatore della provincia africana, Gordiano I (all'epoca ottantenne). Quest'ultimo, anche se inizialmente non voleva indossare la porpora imperiale, tanto da essere stato minacciato con le armi nel caso non avesse accettato, in seguito accettò il titolo di Augusto insieme al figlio, Gordiano II, nella città di Tisdrus. Poi decise di inviare alcuni ambasciatori a Roma per trovare consensi (tra cui il futuro imperatore Valeriano), e dispose di occupare la stessa Cartagine. Gordiano I, sesterzio SECVRITAS AVGG Poco dopo il prefetto del pretorio di Massimino, Vitaliano, veniva ucciso a Roma da alcuni sicari li inviati da Gordiano I; molti amici di Massimino furono messi a morte (tra procuratori e magistrati), compresi molti innocenti, come pure il Praefectus Urbi Sabino, ucciso dalla folla in una sommossa. Il Senato di Roma riconobbe, quindi, i due nuovi imperatori come Augusti (promettendo, addirittura, al nipote tredicenne Gordiano III, pretura, consolato e titolo di Cesare), dichiarando Massimino hostis (nemico dello stato) e chiedendo, infine, l'aiuto di tutte le province affinché combattessero per la comune salvezza e libertà, ricevendo la quasi totale adesione, con la messa a morte di numerosi funzionari, amici, generali e militari fedeli a Massimino. Le onorificenze militari di quest'ultimo vennero, inoltre, revocate, il suo nome e quello di suo figlio furono cancellati dalle iscrizioni e dai papiri, le sue statue abbattute e i dipinti celebranti le sue vittorie sui germani, che adornavano la Curia, furono staccati e bruciati. Massimino, venuto a sapere di questi eventi, preferì riflettere per un paio di giorni con i suoi consiglieri, piuttosto che reagire in modo irrazionale. Poi decise di marciare verso l'Italia con l'intero suo esercito e alcuni contingenti di mauri, galli e alleati germani appena sottomessi, dopo aver fatto alle truppe un nuovo donativum. E prima di partire pronunciò questo discorso alle truppe schierate: "Sono sicuro che ciò che vi sto dicendo sarà per Voi [soldati] incredibile e inaspettato. Secondo me ha dell'incredibile, come pure appare ridicolo. Qualcuno sta levando le armi proprio contro di Voi e il vostro coraggio. Ma non i germani, che avete sconfitto in molte occasioni, neppure i sarmati, che regolarmente hanno chiesto la pace. I persiani dopo la loro recente invasione della Mesopotamia, sono ora calmi e contenti dei loro possedimenti. Il fatto che stiano in queste condizioni, è dovuto alla vostra reputazione per il coraggio con cui combattete, oltre all'esperienza del mio comando, quando fui comandante delle legioni che si trovano lungo il fiume [Eufrate]. Non sono quindi loro, ma i Cartaginesi che sono impazziti. Essi hanno persuaso o forzato un uomo debole e vecchio, che è uscito di senno per la vecchiaia, a diventare imperatore, quasi fosse un gioco in una processione. Ma che sorta di armata hanno messo insieme, quando i littori sono sufficienti a mala pena a servire il loro governatore? Quale sorta di armi utilizzano, non avendo nulla o forse solo le lance utilizzate negli scontri tra gladiatori e bestie? La loro sola esperienza di combattimento è nei cori o nelle battute spiritose o nelle danze. [...] Queste sono le persone contro cui noi dobbiamo combattere una guerra, se "guerra" è la parola corretta per definire ciò. Sono convinto che dovremo marciare verso l'Italia, fino a quando ciascuno di loro non si presenti a noi con un ramo d'ulivo e ci porti i propri figli, chiedendo il perdono e inginocchiandosi ai nostri piedi. Gli altri invece scapperanno, perché sono dei poveri codardi. Io allora distribuirò a tutti Voi le loro proprietà, e voi potrete prenderle e rallegrarvi senza alcuna riserva." (Erodiano, Storia dell'impero dopo Marco Aurelio, VII, 8.4-8) Gordiano II, sesterzio ROMA AETERNA Dopo questo discorso alle truppe, Massimino si mise in marcia per l'Italia, portando con se' anche numerose macchine d'assedio, che però rallentarono non poco la marcia. Ciò lo convinse ad inviare, come avanguardia, le legioni pannoniche, affinché cominciassero ad occupare le prime postazioni in Italia, mentre la grande armata stava sopraggiungendo. Le unità pannoniche, non solo negli anni si erano dimostrate a lui estremamente fedeli, ma per prime si erano dichiarate favorevoli alla sua elezione ad Imperatore. Frattanto a Roma il Senato si esprimeva in questi termini, secondo la Historia Augusta: "Il Senato ed il Popolo romano, grazie ai principi Gordiani, avendo deciso di liberarsi da quella belva ferocissima [di Massimino], augurano ai proconsoli, governatori, legati, generali tribuni, magistrati, singole città, municipi, fortezze, villaggi, castelli quella prosperità che ora stanno cominciando a godere. Grazie al favore degli dei, abbiamo avuto quale imperatore il proconsolare Gordiano, uomo integerrimo e senatore di grandi principi morali, a cui abbiamo conferito il titolo di Augusto, non solo a lui ma anche al figlio, nobile e giovane Gordiano, a ulteriore protezione della Repubblica. Ora a voi sta dare il vostro assenso alla lotta per la salvezza della Repubblica, per impedire ogni scelleratezza e difenderla da quella belva e dai suoi amici, ovunque essi siano. Noi abbiamo dichiarato Massimino e suo figlio nemici pubblici (hostis)." (Historia Augusta - I due Massimini, 15.6-9) La rivolta in Africa fu il risultato di un episodio non programmato. Il comandante di una parte della Mauretania, chiamata Numidia, il senatore Capelliano, fedele a Massimino, sbaragliò prima le milizie di Gordiano II che morì nel corso della battaglia di Cartagine, poi indusse il padre, Gordiano I, a togliersi la vita impiccandosi, ponendo così fine alla loro rivolta. Allora Capelliano, risultato vincitore in nome di Massimino, mise a morte tutti coloro che avevano appoggiato Gordiano I in Africa, distrusse città, saccheggiò templi, distribuì ai suoi soldati i dona votiva, fece quindi strage tra la plebe cittadina e la nobilitas delle città. Si preparava, infine, ad assumere il potere imperiale, nel caso in cui Massimino fosse morto. Intanto Massimino, preso da una terribile collera contro il suo stesso figlio Massimo, il quale, a suo tempo, si era rifiutato di recarsi a Roma, lasciando così ai senatori mano libera nella capitale, decise di marciare con le sue legioni pannoniche sulla "città eterna", dopo aver distribuito un nuovo e ricco donativum ai suoi soldati. Temendo ora la naturale reazione di Massimino, che si stava preparando per una marcia contro Roma, ora che i due Gordiani erano morti, i senatori decisero di continuare la resistenza eleggendo co-imperatori ed Augusti due di loro, Pupieno (che era stato praefectus Urbi) e Balbino (tardo aprile, inizi di maggio 238). Tuttavia una fazione a Roma preferì il nipote di Gordiano I, Gordiano III, tanto che ci furono duri combattimenti nelle strade di Roma: Balbino e Pupieno accettarono, allora, di proclamare il giovane Gordiano III Cesare. Balbino, sesterzio PROVIDENTIA DEORVM I tre avversari di Massimino potevano contare su milizie formate da coscritti e da gruppi di giovani, mentre l'imperatore aveva a propria disposizione un grande esercito che veniva da anni di guerre. Massimino, avendo ormai capito, che l'odio che il Senato di Roma aveva nei suoi confronti "non avrebbe avuto più fine”, decise di marciare rapidamente su Roma per spazzare via i suoi oppositori. Giunto in prossimità di Emona, pensava di trovarvi un esercito pronto a combatterlo, e invece, scoprì che tutti gli abitanti della regione si erano ritirati in città, portando via tutto ciò che poteva fornire vettovagliamento per il nemico. Ciò generò i primi malcontenti tra i suoi soldati, inizialmente contenuti in silenzio, poi sfociati in contestazioni verso il loro comandante. Molti affermano che Massimino trovò invece Emona, vuota e priva di ogni genere alimentare, poichè ogni cosa era stata distrutta preventivamente dagli abitanti, che poi avevano abbandonato la città. Massimino se ne rallegrò, credendo che l'intera popolazione fosse fuggita al suo arrivo. Dopo aver soggiornato una notte, si rimise in marcia e passò le Alpi, senza incontrare alcuna opposizione. Pupieno, sesterzio PAX PVBLICA Quando l'esercito di Massimino giunse in vista di Aquileia, posta all'incrocio di importanti vie di comunicazione e deposito dei viveri e dell'equipaggiamento necessari ai soldati, la città chiuse le porte all'imperatore, guidata da due senatori incaricati dal Senato, Rutilio Pudente Crispino e Tullio Menofilo, i quali disposero molti uomini armati lungo l'intero percorso delle mura, che nel frattempo erano state rinforzate. Massimino prese allora la decisione a lui fatale: invece di scendere rapidamente sulla capitale con un contingente, mise personalmente sotto assedio la città di Aquileia, permettendo ai suoi avversari di organizzarsi: Pupieno, a cui era stata affidata la conduzione della guerra raggiunse Ravenna, da cui diresse la difesa della città assediata. Balbino era preposto alla difesa di Roma, dove fronteggiò una rivolta cittadina. Sebbene il rapporto di forze fosse ancora a vantaggio di Massimino, il difficile e prolungato assedio che si protraeva senza risultato, malgrado ci fosse stato un segnale di cedimento, poi rientrato, da parte della popolazione della città ad arrendersi, la penuria di viveri e la rigida disciplina imposta dall'imperatore (portando anche all'assassinio di alcuni generali delle legioni pannoniche), causarono l'ostilità delle truppe verso l'imperatore. Si aggiunga il fatto che il Senato di Roma aveva inviato, ex-pretori ed ex-questori, in tutte le città dell'area intorno ad Aquileia, per predisporre ovunque misure di sicurezza atte a difendere ogni cosa da possibili attacchi di Massimino, tanto che quest'ultimo si trovò nella posizione critica di essere egli stesso assediato, con l'intero mondo romano ostile. I soldati della Legio II Parthica (solitamente di stanza nei castra Albana), presi dal timore, verso mezzogiorno, durante un momento di pausa del combattimento, strapparono le sue immagini dalle insegne militari, per segnalarne la deposizione, poi lo assassinarono nel suo accampamento, assieme al figlio Massimo, mentre i due erano coricati sotto la tenda (10 maggio 238). Poi infilate le loro teste in cima a delle picche, ne fecero mostra agli Aquileiensi. "[...] lo stesso Massimino, quando si trovò abbandonato e vide il figlio ucciso sotto i suoi occhi, si diede la morte con la propria mano, affinchè non gli toccasse in sorte una morte indegna di un uomo." (Historia Augusta - I due Massimini, 32.5) Secondo, invece la versione Zosimo, una volta che Massimino si accorse di essere in grave pericolo per la sua vita: "[...] Massimino, condusse il proprio figlio come supplice, davanti ai soldati, pensando che la sua giovane età sarebbe stata sufficiente a cambiare il loro odio in compassione. Ma i soldati assassinarono con grande ferocia sia il ragazzo, sia subito dopo Massimino. Uno di loro si fece avanti e gli staccò la testa [di Massimino] e la portò a Roma, come evidente segno di vittoria." (Zosimo, Storia nuova, I, 15.1-2) Massimo, sesterzio PIETAS AVG A Roma allora vennero subito abbattute le sue statue ed i suoi busti, mentre il suo prefetto del pretorio fu assassinato assieme ad altri suoi amici. Poi le teste dei due ex-sovrani, padre e figlio, furono inviate nell'Urbe, mentre i loro corpi furono mutilati e dati in pasto ai cani. Il Senato elesse imperatore il tredicenne Gordiano III e ordinò la damnatio memoriae per Massimino. "Questa fu la fine dei Massimini, degna della crudeltà del padre, ma ingiusta nei confronti della bontà del figlio. La loro morte suscitò grande gioia tra i provinciali, e profondo dolore tra i barbari." (Historia Augusta - I due Massimini, 24.1) Gordiano III, sesterzio IOVI STATORI Pupieno e Balbino sconfissero Massimino Trace principalmente grazie alla diserzione di alcune legioni, in particolare della Legio II Parthica, che assassinò Massimino. Il regno di Pupieno e Balbino fu minato fin dall'inizio da ribellioni popolari, dal malcontento nelle legioni ed anche da un enorme incendio che divorò Roma nel giugno del 238. Il 29 luglio Pupieno e Balbino furono uccisi dai pretoriani e Gordiano III, giovanissimo, fu proclamato imperatore, riconosciuto anche dal Senato. In suo onore furono organizzati gare sceniche e ginniche. Pupieno e Balbino furono colpiti dalla damnatio memoriae; le famiglie senatorie che erano state al potere sotto la dinastia dei Severi mantennero i propri posti e detennero il potere effettivo, controllando, di fatto, il giovanissimo imperatore. (Liberamente tratto dalla Wikipedia, immagini acsearch) Ave! Quintus 12 3 Cita
Quintus Inviato 26 Agosto, 2021 Autore #3 Inviato 26 Agosto, 2021 3 minuti fa, modulo_largo dice: Ma Gordiano I e II sono i tuoi? Si, certo... tutte mie!!! ? 3 ore fa, Quintus dice: immagini acsearch ...si, si... continuo a sognare!!! ? Ho provato un paio di volte a prendermi un Gordiano I e II, ma non sono manco arrivato la 50% di quanto hanno poi fatto in asta. Allora ho deciso di fare qualche conto e ho sommato. Ho preso dei Gordiano III! ? Ave! Quintus 1 2 Cita
Andronico casto Inviato 26 Agosto, 2021 #4 Inviato 26 Agosto, 2021 Credo che i primi due Gordiani siano gli imperatori più rari da reperire..il mio obbiettivo una moneta per ogni imperatore si schianterà contro di loro? Cita
Pxacaesar Inviato 26 Agosto, 2021 #5 Inviato 26 Agosto, 2021 11 minuti fa, Andronico casto dice: Credo che i primi due Gordiani siano gli imperatori più rari da reperire..il mio obbiettivo una moneta per ogni imperatore si schianterà contro di loro? Ciao, io colleziono denari e antoniniani e penso che avrò i vostri stessi problemi per questi imperatori ma come si dice:mai dire mai e soprattutto ad maiora semper? Alla prossima Cita
modulo_largo Inviato 26 Agosto, 2021 #6 Inviato 26 Agosto, 2021 1 ora fa, Quintus dice: Si, certo... tutte mie!!! ? ...si, si... continuo a sognare!!! ? Ho provato un paio di volte a prendermi un Gordiano I e II, ma non sono manco arrivato la 50% di quanto hanno poi fatto in asta. Allora ho deciso di fare qualche conto e ho sommato. Ho preso dei Gordiano III! ? Ave! Quintus Non ho più letto nient altro, dopo aver visto le immagini mi sono ubriacato ?? Cita
Poemenius Inviato 26 Agosto, 2021 #7 Inviato 26 Agosto, 2021 (modificato) questo è il mio "catorcio" .... so che non è proprio bellino, ma a me piaceva, e fu un'occasione... spero vi piaccia Gordiano II RIC 5 24,06 g 30 mm saluti Alain Modificato 26 Agosto, 2021 da Poemenius 7 Cita
Stilicho Inviato 26 Agosto, 2021 #8 Inviato 26 Agosto, 2021 1 ora fa, Poemenius dice: questo è il mio "catorcio" .... so che non è proprio bellino, ma a me piaceva, e fu un'occasione... spero vi piaccia Gordiano II RIC 335 22,87 g 30 mm saluti Alain A me piace, con questo color ocra. Il rovescio e' molto consumato, ma l'effigie di dritto e' bella. Ho un dubbio. Il rovescio credo che sia ROMA AETERNAE. Penso che sia, in realtà, la RIC IV Gordian II 5. Che dici? Online Coins of the Roman Empire: RIC IV Gordian II 5 (numismatics.org) Ciao da Stilicho 1 Cita
Stilicho Inviato 26 Agosto, 2021 #9 Inviato 26 Agosto, 2021 Noi tutti abbiamo ormai familiarizzato con Gordiano III perchè lo ritroviamo spesso. Con gli altri due Gordiani, invece? Anche ammesso che magari difficilmente passeranno nelle nostre mani (ma non si sa mai, dai!), vi allego un link a questo articolo che dovrebbe aiutare a distinguere tra di loro Gordiano I e II sulle loro monete. I due "Gordiani" in moneta: come riconoscerli? - GdN online (ilgiornaledellanumismatica.it) Spero che vi sia utile. Anche se magari queste cose le sapete già, potrebbero servire come ripasso o come strumento per i neofiti e semplici appassionati come me. Ciao da Stilicho 1 Cita
Poemenius Inviato 26 Agosto, 2021 #10 Inviato 26 Agosto, 2021 (modificato) 22 minuti fa, Stilicho dice: A me piace, con questo color ocra. Il rovescio e' molto consumato, ma l'effigie di dritto e' bella. Ho un dubbio. Il rovescio credo che sia ROMA AETERNAE. Penso che sia, in realtà, la RIC IV Gordian II 5. Che dici? Online Coins of the Roman Empire: RIC IV Gordian II 5 (numismatics.org) Ciao da Stilicho si certo, ric 5 .. il 33 chissà come l'ho schiacciato ah ecco...ho copiato dati di un'altra... correggo dimensione e peso! 24,06 g 30 mm mi sono permesso di correggere a futura memoria Modificato 26 Agosto, 2021 da Poemenius Cita
modulo_largo Inviato 26 Agosto, 2021 #11 Inviato 26 Agosto, 2021 4 ore fa, Poemenius dice: questo è il mio "catorcio" .... so che non è proprio bellino, ma a me piaceva, e fu un'occasione... spero vi piaccia Gordiano II RIC 5 24,06 g 30 mm saluti Alain È stupendo Alain , non sai quanto ti invidio! 1 Cita
modulo_largo Inviato 26 Agosto, 2021 #12 Inviato 26 Agosto, 2021 4 ore fa, Stilicho dice: Noi tutti abbiamo ormai familiarizzato con Gordiano III perchè lo ritroviamo spesso. Con gli altri due Gordiani, invece? Anche ammesso che magari difficilmente passeranno nelle nostre mani (ma non si sa mai, dai!), vi allego un link a questo articolo che dovrebbe aiutare a distinguere tra di loro Gordiano I e II sulle loro monete. I due "Gordiani" in moneta: come riconoscerli? - GdN online (ilgiornaledellanumismatica.it) Spero che vi sia utile. Anche se magari queste cose le sapete già, potrebbero servire come ripasso o come strumento per i neofiti e semplici appassionati come me. Ciao da Stilicho Di tanto in tanto guardo i Gordiano in conservazione scadente, nella vana speranza di beccarne uno non attribuito correttamente ? Cita
Massenzio Inviato 26 Agosto, 2021 #13 Inviato 26 Agosto, 2021 Questo é un mio denario di Gordiano II acquistato per la particolarità della legenda al diritto. Mi ricordo che se ne era parlato anche qui ma non trovo la discussione. Il mio conoscente lo prese in asta su mio suggerimento trattandosi di una moneta molto particolare. c’è evidenza che alcune monete appartenenti alle primissime emissioni dei Gordiani presentino al diritto la legenda GORDIA AFR, questa legenda molto rara é conosciuta su questo denario di GORDIANO II e per un sesterzio di GORDIANO I. Una tesi, oltre quella di un errore da parte dell’incisore, é che si tratti di un primissimo conio preparato a Roma con legenda IMP CAES M ANT GORDIANVS AVG, poi modificato in IMP CAES M ANT GORDIA AFR una volta che arrivò a Roma l’appellativo AFRICANVS che fu conferito dalla popolazione dell’Africa. la moneta presenta segni di pulizia che comunque non la deturpano più di tanto e punti di malachite ma la rendono collezionabile per l’unicità del pezzo. Il conio di rovescio é condiviso da altri esemplari apparsi sul mercato. Questo pezzo é stato l’host di alcuni falsi grossolani ottenuto per fusione. non ho modo di postare il GORDIANO I né di fotografarlo al momento, ma tra le figure oggetto della discussione un pezzo degno di nota è questo bel denario di Massimino proveniente dal Nis hoard, un ripostiglio rinvenuto in Yugoslavia nel 1930, località in cui sono stati ritrovati nel corso degli anni diversi ripostigli sono venuti alla luce. 5 Cita
Oppiano Inviato 2 Ottobre, 2021 #14 Inviato 2 Ottobre, 2021 Salve, ecco il mio sesterzio di Gordiano III. Saluti, Domenico Cita
ImmensaF Inviato 18 Luglio, 2024 #15 Inviato 18 Luglio, 2024 A Volterra, all’interno l’anfiteatro che stanno scavando, hanno trovato un sesterzio di Balbino ( Ric 14) dove, da RIC, risultano rappresentati Gordiano III, Pupieno e lo stesso Balbino, sapreste spiegarmi la motivazione di tale scelta ? Questo su Ocre https://numismatics.org/ocre/id/ric.4.balb.14 e questo su wildwinds https://www.wildwinds.com/coins/ric/balbinus/RIC_0014.txt Grazie Cita
Illyricum65 Inviato 19 Luglio, 2024 #16 Inviato 19 Luglio, 2024 10 ore fa, ImmensaF dice: A Volterra, all’interno l’anfiteatro che stanno scavando, hanno trovato un sesterzio di Balbino ( Ric 14) dove, da RIC, risultano rappresentati Gordiano III, Pupieno e lo stesso Balbino, sapreste spiegarmi la motivazione di tale scelta ? Questo su Ocre https://numismatics.org/ocre/id/ric.4.balb.14 e questo su wildwinds https://www.wildwinds.com/coins/ric/balbinus/RIC_0014.txt Grazie Intendi l'iconografia con i tre reggenti e la dedica agli Augusti? Dopo l'aprile 238 furono elettivi due Augusti coreggenti (Balbino e Pupieno) e un Cesare (Gordiano). Saluti Illyricum 1 Cita
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