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darioelle

Aiuto per una Muraiola di Ferrara 1710

Risposte migliori

darioelle

Posseggo una muraiola molto simile a quella presente in questo link

http://www.lamoneta.it/index.php?showtopic=15390&hl=muraiola

solo che la data è 1710 (nel R/ l'anno e X)

e la legenda è leggermente diversa

S MAUREL EP FERARRIAE 1710 (EP a sx del Papa)

CLEMENS XI P M AN X

Chiedo a chi possiede i cataloghi specifici se può darmi qualche rif. di catalogo in modo che possa classificarla correttamente.

Grazie a tutti!

PS non scansiono la moneta proprio perchè davvero simile a quella già presente nel nostro sito

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Dimitrios

CLEMENTE XI

Nome: Gianfrancesco Albani, di Urbino

29 novembre 1700 – 19 marzo 1721

Stemma: n. 184

Valore: Muraiola da 2 baiocchi

Dritto: Busto a sinistra con camauro - CLEMENS * XI * P * M * A * X *

Rovescio: Figura del santo con la destra alzata e pastorale lungo il fianco - S * MAVREL * EP:FERRAE ·

Data: 1710

Zecca: Ferrara

Diametro: 19/20mm

Metallo: Mistura

Riferimenti bibliografici: Muntoni 247 ; CNI 51

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darioelle

Ciao Dimitrios,

grazie per la risposta.

Come accennavo nel mio primo messaggio la scritta al rovescio nella mia moneta non è FERRAE ma FERARRIAE.

Posso attribuirle gli stessi numeri di catalogo che mi hai fornito o appartiene ad un'altra tipologia o variante? :unsure:

Ciao,

Dario

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Dimitrios
Ciao Dimitrios,

grazie per la risposta.

Come accennavo nel mio primo messaggio la scritta al rovescio nella mia moneta non è FERRAE ma FERARRIAE.

Posso attribuirle gli stessi numeri di catalogo che mi hai fornito o appartiene ad un'altra tipologia o variante? :unsure:

La tipologia è quella giusta.C'è solo una piccola variante nella leggenda, il che non è per niente raro per le monete spicciole papali.

La parola FERRARIAE è stata probabilmente ripresa dal conio precedente (Munt. 246) datato 1708 e 1709.

Tieni in mente però che a parte la data differente il conio precedente rappresenta una tipologia diversa.Presenta infatti la parola FERRARIAE ma il resto della legenda risulta abbastanza diverso.

Concludendo, direi che la tipologia della tua moneta è quella descritta al Muntoni 247 con la sola variazione della parola FERRAE.

Io la classificherei Munt. 247 var. specificando la piccola differenza della legenda. ;)

Al massimo aspettiamo conferma dal nostro "guru" delle papali, vale a dire rcamil :)

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darioelle

OK aspettiamo la sentenza di Roberto con la fiduciosa speranza che Egli sapra illuminarci in proposito. :D

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rcamil

Eccomi !! :P

Come ben ha spiegato Dimitrios, si tratta di una variante, che almeno il Muntoni non illustra, in pratica se ho ben capito il diritto è in tutto e per tutto appartenente alla tipologia Muntoni 247 (anno X), mentre il rovescio è quello del tipo degli anni precedenti Muntoni 246 (1708-1709), ad eccezione della data 1710...

Senz'altro interessante e particolare :).

Sebbene sia difficile attribuire una rarità precisa alle monete papali "minori", non esisteva di fatto un controllo tale che potesse stabilirne un tipo unico, e il semplice rifacimento dei coni poteva creare delle differenze più o meno importanti, questa mi sembra di un certo rilievo.

Una bella monetina, alla quale potrai affibbiare la dicitura tanto in voga "MUNTONI MANCA" ;)

Ora postare le foto diventa obbligatorio !! :P

Ciao, RCAMIL B)

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darioelle

Innanzitutto grazie delle nuove informazioni.

La moneta non è affatto bella per cui avevo fatto riferimento a quella già postata e di più facile lettura. Ma se mi chiedete di vederla non posso esimermi specie se Roberto deve aggiungere la sua dicitura "Muntoni manca" :lol:

eccovi il rovescio:

le scritte per chiarezza sono:

S MAUREL EP (a sx del santo) FERARRIAE (a dx del santo) e data 1710

Il dritto non è molto "fotogenico" ma vi confermo le scritte:

CLEMENS XI P M AN X

quindi a differenza di quella nel link suindicato, l'anno e indicato dalla scritta AN e non A.

Spero di essere stato chiaro e se serve altro dite pure!

Fatemi sapere se effettivamente non è la moneta del Muntoni ma una varietà.

Ciao!

Dario

post-5024-1175882236_thumb.jpg

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rcamil

Confermo tutto quanto scritto precedentemente ;)

Dal vivo riesci a vedere se il secondo "1" della data sia per caso sovrapposto ad uno "0" ??

Dalle foto ho questa impressione (forse anche per lo "0" finale), e si potrebbe spiegare la variante con il riutilizzo dei coni degli anni precedenti (1708-1709) ripunzonando le cifre finali della data sul conio del rovescio, da accoppiare poi al nuovo conio del diritto... :rolleyes:

Ciao, RCAMIL B)

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darioelle

Pur con l'incertezza dovuta alla cattiva conservazione della moneta ho anch'io l'impressione che sotto le ultime due cifre "10" ci siano le tracce della vecchia data.

La moneta insomma farebbe parte delle prime emesse nel nuovo anno sfruttando il vecchio conio.

Se ho ben capito non è raro che ci siano varietà mancanti nel Muntoni, però questo significa anche che la moneta non è comune.

Ho fatto bene una decina d'anni fa a comprarla per 500 lire in una cassettina dove c'erano altre mille monete insignificanti, le guardai tutte e ne trovai 5-6 discrete fra cui questa. :lol:

Grazie a tutti per la bella discussione!

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rcamil
Pur con l'incertezza dovuta alla cattiva conservazione della moneta ho anch'io l'impressione che sotto le ultime due cifre "10" ci siano le tracce della vecchia data.

La moneta insomma farebbe parte delle prime emesse nel nuovo anno sfruttando il vecchio conio.

Se ho ben capito non è raro che ci siano varietà mancanti nel Muntoni, però questo significa anche che la moneta non è comune.

216690[/snapback]

Ciao, grazie della conferma ;)

Sul fatto delle varianti mancanti nel Muntoni è vero, ne esistono un sacco, soprattutto se riferite alle zecce "provinciali", magari meno controllate rispetto a quella centrale in fatto di emissioni... e dove erano capaci anche di sbagliare il nome del papa :rolleyes:

Quanto alla rarità maggiore per monete non citate da Muntoni è difficile dare una risposta univoca, alcune sicuramente sono state non menzionate in quanto ritenute insignificanti dall'autore (compaiono in opere precedenti per pubblicazione, per cui penso sia una scelta non citarle nuovamente), altre possono essere sfuggite alla sua analisi perchè non ne aveva reperito nessun esemplare, e questo signigicherebbe rarità certa :P

Ciao, RCAMIL.

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Dimitrios

Dalla poca esperienza che ho in materia, vorrei aggiungere che queste varianti “minori” raggiungono valutazioni simili o solo di poco superiore alla tipologia normale.Questo perché sono seguite solo da studiosi e da pochi meticolosi collezionisti.

Il nostro Roberto sicuramente soddisfa le caratteristiche di entrambe le categorie.E’ un meticoloso collezionista – studioso e profondo conoscitore della papale moneta!Insomma il massimo! :)

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Paleologo

Come già varie volte discusso e come mirabilmente spiegato in passato dal nostro Ministro per gli Affari Pontifici ;) la stessa tecnica di produzione impiegata nella zecca vaticana, che prevedeva l'utilizzo in contemporanea di più conii realizzati a mano (a proposito, da che periodo in poi?) di per sé favoriva l'esistenza di un gran numero di varianti di conio, o più precisamente "di impronta" ancora in un periodo (ottocento inoltrato) in cui altri stati italiani erano ben più avanti sulla via della standardizzazione. Io personalmente, nella mia modesta esperienza, non ho ancora trovato due monete di rame papali perfettamente identiche... Se questo può essere un gran divertimento per il collezionista (per me lo è sicuramente) può sicuramente rappresentare un incubo di catalogazione, tanto che giustamente il Muntoni della stragrande maggioranza di queste piccole varianti non fa menzione. Per avere un'idea di ciò di cui si parla, confrontate ad es. questa discussione sul MEZZO BAIOCCO DI PIO VII 1802.

Ciao, P. :)

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