piergi00 Inviato 26 Gennaio, 2022 #26 Inviato 26 Gennaio, 2022 (modificato) .. Testone 1578 V Tipo Emanuele Filiberto Duca D/ E PHILBERTVS DVX SABAVDIE Busto del Duca corazzato a capo scoperto , rivolto a destra con il collare dell' Annunziata di cui si legge FERT R/ AVXILIVM MEVM A DOMINE I M Scudo sabaudo inquartato , con Savoia al centro , addossato a Croce di San Lazzaro ,sormontato da corona a cinque fioroni alla punta * in esergo 1578 Argento , 32 mm. , gr. 9,65 / 9,30 , Zecca di Chambery , zecchiere Giovannino Miretto Simonetti 38 , Biaggi 430 , Mir 512 Modificato 26 Gennaio, 2022 da piergi00 2 Cita
doppiopunto Inviato 26 Gennaio, 2022 #27 Inviato 26 Gennaio, 2022 13 ore fa, Philippus IX dice: soprattutto nella seconda metà del XVI secolo, i busti tendono a rispecchiare sempre di più i tratti fisionomici dei personaggi raffigurati, 13 ore fa, Philippus IX dice: Si passa quindi da una ritrattistica sommaria, lineare e sbozzata ad un'espressione artistica più elaborata ed affettiva che cerca di interagire con il popolo in maniera più o meno marcata. Sono d’accordo con la tua analisi e, a questo proposito, sforando di qualche anno (la moneta risale al 1620 ma Filippo lll regnò dal 1598 al 1621) propongo questo raffronto con un dipinto coevo (o quasi) di Diego Velásquez, che raffigura lo stesso Filippo lll. Da sottolineare la presenza in entrambe i vasi della famosa "Gorgiera" o “colletto alla Spagnola" molto in voga a cavallo tra i due secoli. (l’immagine della moneta proviene dall’asta NAC 112, lotto 56) 5 Cita
niko Inviato 26 Gennaio, 2022 #28 Inviato 26 Gennaio, 2022 (modificato) 8 ore fa, piergi00 dice: . Testone II Tipo Carlo II (1504-1553) D/ 'CAROLVS 'DVX' SAB' II Semibusto del Duca imberbe, con berretto in posizione obliqua, volto destra, ed intersecante la leggenda in basso. R/: + NILDEST' TIMENTIBVS' DEVM' B'B' (Benedetto Bacod, zecchiere) Scudo sabaudo sormontato da nodo Savoia, e da anellino; ai lati FE - RT T/ liscio. Argento , 30 mm. , gr. 9,90 / 8,1 Zecca di Bourg Mir Savoia 339 , Biaggi 293 , Simonetti 18 , Ravegnani Morosini 8 Conservazione notevole Pier, bello! Ad ogni modo noto un certo filo conduttore, vedo molte espressioni severe nei ritratti di quegli anni, avete la stessa impressione? N. Modificato 26 Gennaio, 2022 da niko Cita
417sonia Inviato 28 Gennaio, 2022 Supporter #29 Inviato 28 Gennaio, 2022 Buona serata Dopo tanti monetoni ai quali la fisicità certo non manca, con iconografie importanti di Re, Imperatori e Papi, tutti abbigliati con paludamenti importanti o corazzati, mi fa un po' sorridere postare la moneta che segue. In ogni caso va il mio plauso a chi mi ha preceduto per tutte le loro monete che hanno postate e le interessanti informazioni che le hanno accompagnate; in particolare un ringraziamento a @Philippus IX che ha aperto la discussione. Io vi porto a Venezia e precisamente nel periodo nel quale ha "dogato" Nicolò Tron e cioè dal 1471 al 1473. Dopo due tentativi, di fatto frustrati, in occasione dei dogati di Antonio Venier (1382-1400) e Cristoforo Moro (1462-1471), finalmente la Serenissima, acconsente la coniazione di una moneta, nemmeno tanto grande, che riporti l'effige del Doge in carica. E' un evento eccezionale per due motivi: 1) perché è la prima volta che ciò avviene con il consenso del governo (tanto si ricrederà subito dopo morto il Doge); 2) perché questa moneta è la prima Lira fisicamente coniata e così cessa, in primis a Venezia, la Lira moneta di conto. Dalla rete: Asta Bertolami Lira da 20 soldi, in argento, titolo 0,948 – mm. 28-29 – gr. 5,74-6,52 D/: NICOLAVS TRONVS DVX foglia d'edera, busto del doge barbuto volto a sinistra con corno ducale; sotto il busto un ramo con tre foglie d'edera R/: SANCTVS MARCVSleone in soldo che regge il libro con le zampe anteriori, il tutto in una corona legata da nastri Congiuntamente alla Lira, venne disposta l'emissione della 1/2 Lira, che resterà solamente un progetto, stante la dipartita del Doge pochi giorni prima di iniziare la coniazione, nonché la coniazione di un bagattino in rame. Bagattino, in rame, mm. 19-20 – gr. 2,08-2,98 D/: NICOLAVS TRON VS DVX °busto del doge barbuto volto a sinistra con corno ducale in cerchio di perline; R/: °SANCTVS °MA RCVSVleone alato e nimbato, rampante verso sinistra, regge il vessillo crociato con le zampe anteriori Altre tipologie di Bagattino risultano emesse, ma in pochissimi esemplari, e senza che ci siano decreti ad essi relativi, salvo uno che prevede l'invio di bagattini a Verona e Vicenza, ma sembra che l'intenzione sia restata tale. Ho letto dei difetti fisici degli Asburgo, ma anche il nostro Doge Tron non era da meno ... ce lo conferma un suo contemporaneo, il senatore Malipiero, che così ce lo descrive: "de grave natura, grosso, bruto de faza"; (con la barba ispida lasciatasi crescere per lutto, dopo la morte del figlio a Negroponte - Eubea); "avea brutta pronunzia in tanto che parlava spumava pé labbri" . Alla morte del Doge, il Governo della Serenissima ritornò sui suoi passi e si decise che l'immagine del Doge dovesse essere quella abituale, cioè inginocchiato davanti a San Marco, perché: "I signori tiranni si mettono in medalia e non i cavi de repubblica" (I Signori tiranni si mettono in moneta e non i capi di una repubblica) saluti luciano 7 Cita
Wilhelm Jean Inviato 31 Gennaio, 2022 #30 Inviato 31 Gennaio, 2022 Il 23/1/2022 alle 13:52, Scudo1901 dice: Offro modesto contributo a questa interessante discussione - anche se sconfiniamo nel 600 - con un ritratto di uno dei regnanti più disgraziati e bistrattati della storia, il povero Carlo II di Spagna, morto a soli cinque giorni dal compimento del 39mo compleanno il giorno di Ognissanti dell’anno 1700. Colpito da mille malattie fu soprannominato “lo Stregato”. Durante la dominazione spagnola di Milano ecco un Filippo 1676 in sontuosa conservazione dove il D rende omaggio allo sfortunato sovrano, nato da consanguinei, con i soliti lunghi capelli e dove si intuisce appena il famoso mento degli Asburgo, appuntito e prominente, conseguenza di una mascella deformata. Il 25/1/2022 alle 23:10, doppiopunto dice: Buonasera, intorno alla metà del cinquecento venne coniato a Napoli questo Mezzo Scudo di Carlo V, ritratto imponente e carico di espressività. Ritratto barbuto e fiero, con corona di alloro, su busto corazzato e riccamente ornato. Possiamo notare come venga evidenziato il famoso “mento Asburgico”, difetto in realtà, che però viene abilmente mostrato dall’incisore come un segno di virilità. Buongiorno a tutti! Dato che siamo entrati nel tema "mento asburgico", ho pensato di integrare questo bel quadretto di famiglia con un "cugino" del ramo d'Austria: ecco il D/ di un 15 Kreuzer di Leopoldo I del 1662, coniato per l'Ungheria (al R/ La Vergine con Bambino e scettro in trono e la legenda: PATRONA HVNGARIAE). Mi scuso per la cattiva qualità della foto. Ricordo che comprai la moneta qualche tempo fa, affascinato proprio dal prognatismo così evidente, nel ritratto (a mio modesto giudizio anche abbastanza ben conservato per queste tipologie, seppure la foto non renda certo giustizia) di un... coetaneo del già menzionato "Hechizado". Basta una breve ricerca in rete o nei manuali scolastici per rendersi conto del livello di endogamia raggiunto da questa Casa regnante europea per motivi patrimoniali: oltre al famoso "mento", però, gli Asburgo si passavano numerosi difetti congeniti che portarono ad un elevatissimo tasso di mortalità infantile e all'estinzione in Carlo II del ramo di Spagna, casus belli della Guerra di Successione spagnola, appunto. 3 Cita
Wilhelm Jean Inviato 31 Gennaio, 2022 #31 Inviato 31 Gennaio, 2022 Il 26/1/2022 alle 11:08, doppiopunto dice: Sono d’accordo con la tua analisi e, a questo proposito, sforando di qualche anno (la moneta risale al 1620 ma Filippo lll regnò dal 1598 al 1621) propongo questo raffronto con un dipinto coevo (o quasi) di Diego Velásquez, che raffigura lo stesso Filippo lll. Da sottolineare la presenza in entrambe i vasi della famosa "Gorgiera" o “colletto alla Spagnola" molto in voga a cavallo tra i due secoli. (l’immagine della moneta proviene dall’asta NAC 112, lotto 56) Mi scuso per l'excursus geografico e di secolo originato dai... menti nel mio post precedente. Rientro parzialmente in topic segnalando il bel 1/2 scudo fatto coniare a Napoli nel 1617 a nome di Filippo III. In molti, però, riconoscono nel piccolo ritratto alla base del busto del re (con l'immancabile collare spagnolo) il profilo dell'invadente vicerè, Don Pedro Giròn duca di Osuna. (Crediti: Asta NAC n. 85 del 24/05/2015) 3 Cita
417sonia Inviato 31 Gennaio, 2022 Supporter #32 Inviato 31 Gennaio, 2022 Buon pomeriggio Eccolo lì il "Vicerè Vanesio", Duca di Osuna, tenacemente ostile alla "Serenissima", tanto da propugnare un rovesciamento del governo veneziano. Mi permetto di aggiungere il link di un articolo uscito su Cronaca Numismatica nel novembre 2020 che lo riguarda. https://www.cronacanumismatica.com/l-occulto-ritratto-in-moneta-del-duca-di-ossuna/ Ma cosa c'entra Venezia con il Duca di Osuna? Siamo nel 1618, dogando il Serenissimo Antonio Priuli, viene scoperta quella che è passata alla storia come la "congiura di Bedmar". Raccontare delle trame spionistiche messe in opera dal Marchese di Bedmar, vescovo ambasciatore spagnolo a Venezia e "longa mano" del Vicerè Duca d'Osuna, che tentò di favorire il rovesciamento del governo veneziano con un colpo di mano, sarebbe troppo lungo ... . credo che sia più facile, per chi è interessato, cercare in rete la "Congiura di Bedmar" e leggerne le cause, le aspettative degli spagnoli e la fulminea quanto terribile reazione di Venezia. L'epilogo fu un discredito unanime sul Governo spagnolo, un Bedmar richiamato velocemente a Madrid; sorte che toccò successivamente anche il Vicerè Osuna, che morì incarcerato e dimenticato. saluti luciano 2 1 Cita
Arka Inviato 2 Febbraio, 2022 #33 Inviato 2 Febbraio, 2022 (modificato) Tornando un attimo a Venezia, i dogi cercarono un rimedio alla decisione del Governo della Serenissima di cui parla @417sonia nel post #29. E infatti alcuni si fecero rappresentare in ginocchio davanti a San Marco, ma con il proprio ritratto. Qui un esempio di Agostino Barbarigo (1486-1501) con la sua imponente barba. Certo l'effetto non è quello del ritratto a pieno campo, ma comunque il ritratto c'è. Arka Diligite iustitiam Modificato 2 Febbraio, 2022 da Arka 1 Cita
Andrea Costa Inviato 2 Febbraio, 2022 #34 Inviato 2 Febbraio, 2022 Mi associo con questa lira del Gritti.. 1 Cita
Andrea Costa Inviato 2 Febbraio, 2022 #35 Inviato 2 Febbraio, 2022 (modificato) Anche nei ducati il volto si caratterizza...pur nel miniaturismo...allego anche il ritratto del doge Andrea Gritti di Vincenzo Catena... Modificato 2 Febbraio, 2022 da Andrea Costa 1 Cita
Andrea Costa Inviato 2 Febbraio, 2022 #36 Inviato 2 Febbraio, 2022 (modificato) Qui invece un ducato del doge Leonardo Loredan e il celebre ritratto eseguito dal Bellini...sulle monete i ritratti sono fatti "de scondon" ma in effetti i tratti del volto affilato si intuiscono... Modificato 2 Febbraio, 2022 da Andrea Costa 2 Cita
Andrea Costa Inviato 2 Febbraio, 2022 #37 Inviato 2 Febbraio, 2022 8 ore fa, Arka dice: Tornando un attimo a Venezia, i dogi cercarono un rimedio alla decisione del Governo della Serenissima di cui parla @417sonia nel post #29. E infatti alcuni si fecero rappresentare in ginocchio davanti a San Marco, ma con il proprio ritratto. Qui un esempio di Agostino Barbarigo (1486-1501) con la sua imponente barba. Certo l'effetto non è quello del ritratto a pieno campo, ma comunque il ritratto c'è. Arka Diligite iustitiam Per Barbarigo, mi permetterà Arka, ho trovato un ritratto del Basaiti dove la barba è direi significativa... 2 1 Cita
fofo Inviato 3 Febbraio, 2022 #38 Inviato 3 Febbraio, 2022 Bhè su queste monete di Venezia, il ritratto non è proprio un ritratto che si possa chiamare, è una rappresentazione, vedo ancora una forte rappresentazione stilistica da scena. Cita
Andrea Costa Inviato 3 Febbraio, 2022 #39 Inviato 3 Febbraio, 2022 1 ora fa, fofo dice: Bhè su queste monete di Venezia, il ritratto non è proprio un ritratto che si possa chiamare, è una rappresentazione, vedo ancora una forte rappresentazione stilistica da scena. Diciamo che il ritratto non poteva essere il protagonista della moneta come nelle altre monete pubblicate e riferite ad altre zecche...però nello stile del volto del doge sono rappresentati, in alcuni casi, i tratti propri del doge, di quel particolare doge...si può parlare di ritratto? Non lo so...però quegli anni di altissimo fervore artistico a Venezia hanno potuto lasciare traccia anche nelle monete cambiando lo statico stile consueto...proprio non hanno resistito! E con la complicità e la vanità dello stesso doge ritengo...quasi una piccola rivalsa, forse, nei confronti delle rigide regole imposte da quei barbosi organi della repubblica...di cosa avevano paura...che mi facessi principe? E mi potessi finalmente far ritrarre come si deve anche nelle monete come tutti gli altri ehm...princ...ehm...sovr...insomma cavi d'Europa? 1 Cita
417sonia Inviato 3 Febbraio, 2022 Supporter #40 Inviato 3 Febbraio, 2022 43 minuti fa, Andrea Costa dice: Diciamo che il ritratto non poteva essere il protagonista della moneta come nelle altre monete pubblicate e riferite ad altre zecche...però nello stile del volto del doge sono rappresentati, in alcuni casi, i tratti propri del doge, di quel particolare doge...si può parlare di ritratto? Non lo so...però quegli anni di altissimo fervore artistico a Venezia hanno potuto lasciare traccia anche nelle monete cambiando lo statico stile consueto...proprio non hanno resistito! E con la complicità e la vanità dello stesso doge ritengo...quasi una piccola rivalsa, forse, nei confronti delle rigide regole imposte da quei barbosi organi della repubblica...di cosa avevano paura...che mi facessi principe? E mi potessi finalmente far ritrarre come si deve anche nelle monete come tutti gli altri ehm...princ...ehm...sovr...insomma cavi d'Europa? Ciao! Se n'è scritto anche qui: saluti luciano 1 Cita
Arka Inviato 3 Febbraio, 2022 #41 Inviato 3 Febbraio, 2022 @fofo Invece di ritratti si tratta. In miniatura, ma sempre ritratti. Soprattutto tra la fine del quattrocento e la prima metà del cinquecento i minuscoli ritratti sono dei piccoli capolavori. Del resto nelle monete postate sopra lo si nota chiaramente. Non si può confondere Agostino Barbarigo con il suo successore Loredan e nemmeno con Gritti. Arka Diligite iustitiam Cita
DOGE82 Inviato 3 Febbraio, 2022 #42 Inviato 3 Febbraio, 2022 Sicuramente, ritratti in miniatura ma si notano chiaramente le sembianze del doge. Si riconosce, quindi di ritratto si tratta anche se in piccolo con i particolari ovviamente minimi. Sono magnifici. Cita
fofo Inviato 3 Febbraio, 2022 #43 Inviato 3 Febbraio, 2022 Non era una polemica, era un ossevazione, per indicare un minuscolo cambiamento dalla repubblica al doge, invece nelle altre zecche il cambiamento del potere delle famiglie era proprio un ritratto del busto ingrandito, per intendersi come un Adriano sulle Romane. Questo non toglie il grande potere delle monete Veneziane in quel periodo e la ricchezza del commercio di Venezia e dell'oro dei Dogi. Un caro saluto a tutti Rodolfo Cita
Andrea Costa Inviato 3 Febbraio, 2022 #44 Inviato 3 Febbraio, 2022 Direi proprio che possiamo concedere anche a tali monete "la cittadinanza" qui! Attendiamo altri magnifici ritratti con il loro portato di arte e storia! Molto bella questa discussione...grazie a chi l'ha proposta e a chi ha pubblicato...ma vi erano degli incisori che hanno lavorato trasversalmente in più zecche di diverse signorie in quegli anni?Sarebbe molto bello, magari in altra discussione, tentare di associare ai ritratti i maestri incisori se ci si riesce... Cita
417sonia Inviato 3 Febbraio, 2022 Supporter #45 Inviato 3 Febbraio, 2022 49 minuti fa, fofo dice: Non era una polemica, era un ossevazione, per indicare un minuscolo cambiamento dalla repubblica al doge, invece nelle altre zecche il cambiamento del potere delle famiglie era proprio un ritratto del busto ingrandito, per intendersi come un Adriano sulle Romane. Questo non toglie il grande potere delle monete Veneziane in quel periodo e la ricchezza del commercio di Venezia e dell'oro dei Dogi. Un caro saluto a tutti Rodolfo Ciao Rodolfo! Ma quale polemica .... figurarsi! La risposta l'hai proprio data tu stesso del perché (magari inconsciamente se non hai studiato la storia della Serenissima) quando scrivi: "nelle altre zecche il cambiamento del potere delle famiglie era proprio un ritratto del busto ingrandito, per intendersi come un Adriano sulle Romane". Nelle altre zecche degli altri Stati, c'era quasi sempre al potere un Re, un Imperatore, un Signore ed i relativi eredi e/o collaterali. Nella Venezia repubblicana (pur oligarchica) c'era un Doge, eletto a vita, ma che contava molto poco .... Mi permetto di citare quanto scrissi qualche anno fa su questo tema: Il Serenissimo d’immortal memoria è passato da questa a miglior vita, compianto da tutti gli ordini per le sue rare e singolari virtù. Presento a V.S. il regio sigillo e le chiavi dell’Erario per comando degli Eccellentissimi familiari e per dover del mio umilissimo ministero” Con questa allocuzione, il Cavaliere del Doge, annuncia al Pien Collegio la dipartita del Doge, provvedendo alla riconsegna del sigillo (spezzato) e delle simboliche chiavi dell'erario al Consigliere più anziano, e Questi risponde: “Con molto dispiacere avemo inteso la morte del Serenissimo Principe di tanta pietà e bontà, però ne faremo un altro” In queste comunicazioni così formali e che probabilmente sono ascrivibili al periodo tardo del governo della Repubblica, possiamo leggere il paradigma del Doge; figura emblematica ed esclusiva, per alcuni versi, della Repubblica veneta. E' noto peraltro l'aforisma con il quale si identifica il Doge: In senatu, senator, in foro civis, in habitu princeps Cioè: nel senato è senatore, ma lo è al pari di tutti gli altri ed anche il suo voto vale come quello degli altri; nella città, in privato e quando gli consentono di uscire da palazzo ducale, è un semplice cittadino e deve vestire in “borghese”; solo quando svolge la sua funzione, negli abiti e nell'aspetto esteriore della sua dignità elettiva e perpetua, è principe. Altra definizione che ne da il Cicogna nei suoi codici: “Il capo all’apice di questo gran Corpo (Repubblica), che gode non solamente la dignità suprema e la preminenza ne’ luoghi, negli abiti, nell’abitazione, nel titolo di Serenissimo; ma ancora risponde per nome del Pubblico agli Ambasciatori, e ministri de’ Principi; col suo nome si improntano le monete…..”. Col suo nome, non con il suo ritratto. Al suo funerale, sebbene solenne e pubblico, i 22 patrizi che la Signoria delega a rappresentarla, vestono di rosso paonazzo e non di nero, come i congiunti, così a sottolineare che Venezia non si mette in lutto; in fin dei conti è morto il Doge, non la Signoria. Certamente agli albori dell'istituzione dogale il Doge svolse talune prerogative regie, proprie di un monarca, ma già nel 1143 conosciamo l'esistenza di un consiglio di Savi che lo coadiuvavano e che raggiungeranno, in breve, l'assoluta ed esclusiva autorità ricercando, prima di tutto, l'annichilimento dell'istituto politico monarchico – ducale, relegando il Doge al ruolo di semplice magistrato e poi c'era l'autorità dell'imperatore d'Oriente. Nel 1192 vediamo nascere la "Promissione ducale" sottoscritta e giurata dal Doge Jacopo Tiepolo; strumento che poneva precisi confini alla sua autorità. Con questa possiamo affermare che il principio politico della sovranità assembleare dello Stato fosse ormai acclarato. Da quel momento il Doge, spogliato di quasi tutti i poteri e fortemente limitato in qualsiasi libertà d'azione da norme sempre più stringenti, sarà considerato solamente il portavoce della superiore volontà assembleare dello Stato e la sua persona rivestirà il mero e precipuo compito di impersonificare la Repubblica. Per questo motivo sulle monete veneziane non compare mai il ritratto del Doge, fatta eccezione per le monete di Nicolò Tron, di cui sopra, e per quei pochi che - seppur miniaturizzate - sono stati beneficiati dell'apposizione su alcune monete a loro nome e non su tutte, delle loro sembianze. saluti luciano 4 Cita
Philippus IX Inviato 3 Febbraio, 2022 Autore #46 Inviato 3 Febbraio, 2022 Complimenti! Vi seguo con molto interesse. Non sapevo che tali raffigurazioni su ducati e lire fossero talmente fedeli all'aspetto dei relativi dogi. Infatti, noto che si differenziano parecchio, sia nei ritratti sia nelle corporature. Comunque oltre al capolavoro d'arte miniaturistica, fu un autentico colpo di genio per sviare le leggi e restare così rappresentati ed immortalati nella storia. 2 Cita
numa numa Inviato 19 Febbraio, 2022 Supporter #47 Inviato 19 Febbraio, 2022 (modificato) Il 3/2/2022 alle 14:29, 417sonia dice: Per questo motivo sulle monete veneziane non compare mai il ritratto del Doge, fatta eccezione per le monete di Nicolò Tron, di cui sopra, e per quei pochi che - seppur miniaturizzate - sono stati beneficiati dell'apposizione su alcune monete a loro nome e non su tutte, delle loro sembianze. Excursus storico molti piacevole e interessante. Grazie Luciano. Ricordiamo anche il doge - Cristoforo Moro / che prima di Tron ( e addirittura ha preceduto di pochi mesi perfino il ducato di Francesco Sforza) mise il proprio ritratto su una moneta in un’emissione tra le piu rare di Venezia, e probabilmente un’emissione di prova un ritratto tra l’altro molto bello e significativo Modificato 19 Febbraio, 2022 da numa numa 1 Cita
Ashcoltami Inviato 4 Maggio, 2022 #48 Inviato 4 Maggio, 2022 Splendidi ritratti! Vorrei contribuire anche io, andando un po' oltre nel tempo, e proponendo un particolare profilo di Carlo lo stregato su un reale 1692 della zecca di Cagliari. Cita
niko Inviato 13 Marzo, 2025 #49 Inviato 13 Marzo, 2025 Riporto in auge la discussione, stavo facendo altre ricerche sui Fieschi e sono approdato qui… Vi posto l’ultimo acquisto, un cavallotto per Casale - e naturalmente il volto col berretto di Gian Giorgio Paleologo. ps. Non me ne voglia Art-Rite se uso le loro foto. N. 3 Cita
Sesino Inviato 25 Marzo, 2025 #50 Inviato 25 Marzo, 2025 Ciao, riporto in auge anch'io la discussione in quanto ci sono capitato sopra per caso con un mio contributo milanese. Un ritratto di Ludovico il Moro sul testone di Milano che è anche un'opera straordinaria di propaganda oltre che di arte monetaria rinascimentale. Raffigurato di profilo, secondo la tradizione numismatica classica, Ludovico appare con un'espressione fiera e solenne. Dal punto di vista artistico, è un chiaro esempio della fusione tra il gusto rinascimentale per il ritratto realistico e la necessità di autocelebrazione dei sovrani dell'epoca. La moneta non era solo un mezzo di scambio, ma anche un veicolo politico: il testone milanese con il volto di Ludovico serviva a ribadire il suo dominio sul ducato in un periodo di grandi tensioni politiche, tra la minaccia francese e gli intrighi interni. Un saluto. 2 Cita
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