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IGNORED

Regno di Lidia - 1/12 di statere in elettro - Alyatte/Creso


Matteo91
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Oggi ho trovato un po' di tempo per farvi vedere questa moneta, che mi sono aggiudicato nella LEU web auction 19, lotto 1320. Si tratta di un dodicesimo di statere in elettro, del Regno di Lidia. La datazione proposta è tra il 610-546 a.C.

Si tratta di una tipologia molto comune, ma ciò che cercavo era un esemplare con le contromarche: ancora mi chiedo come fosse possibile contromarcare monete così piccole... E soprattutto: perché queste monete dovevano essere contromarcate?

01320q00.jpg

KINGS OF LYDIA. Alyattes to Kroisos, circa 610-546 BC. Hemihekte – 1/12 Stater (Electrum, 7 mm, 1.00 g), Sardes. Head of a lion with sun and rays on its forehead to right. Rev. Incuse square punch. Rosen 654. SNG Kayhan 1015. SNG von Aulock 2871. Weidauer 90. Banker's marks, otherwise, good fine.

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Le frazioni di elettro mi sono sempre particolarmente piaciute, ma non al mio portafoglio.

1 ora fa, Matteo91 dice:

perché queste monete dovevano essere contromarcate?

Bontà del metallo? 

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Supporter

DE GREGE EPICURI

La saggiatura del metallo (e mi pare si tratti di questo) è diversa da una contromarca, che viene applicata in serie con un punzone e contiene di solito una immagine significativa o una lettera o monogramma.

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Potrebbe trattarsi di una punzonatura da saggiatura per indicare la bontà del metallo - come indicato da Pittini

come sappiamo appena creata la moneta venne introdotta anche la sofisticazione - nella fattispecie un’alterazione della lega utilizzata per coniare gli esemplari originali emessi dall’autorita’ e questa punzonatura poteva indicare che l’esemplare era congruo.

Credo che spulciando la ormai ricca letteratura in materia qualche accenno a tale fenomeno sinpossa trovare anche sd sl momento non so indicare riferimenti piu’ precisi.

Diverso invece il fenomeno delle contromarche con simboli e lettere che aveva - credo funzione differente - o forse era una specie di controsigillo apposto da autorità diverse da quelle emittenti?

monetazione ancora ricca di misteri e domande cui stiamo ancora cercando di dare risposte. Di sicuro invece c’è il suo indiscutibile fascino e .. ahimè… la barriera economica necessaria per accedervi 😫

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Anche io credo si tratti di un saggio e non di una contromarca. Certo che già parliamo di contraffazioni all'alba della monetazione!

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Grazie a tutti per le risposte.

La domanda è stata posta un po' ingenuamente, ma la tematica è in realtà piuttosto complessa. Provo a raccogliere qualche spunto.

Il termine che ho utilizzato, "contromarca", è piuttosto specifico e, come giustamente osservato, probabilmente meglio si presta ad essere utilizzato per fenomeni di epoche successive, dove si trovano veri e propri "marchi", con figure/simboli aventi funzioni differenti a seconda dell'epoca e del contesto in cui venivano utilizzati. Nel caso del Regno di Lidia, tuttavia, credo sia il caso di osservare che non si tratta di semplici saggiature, bensì di "segni" quantomeno non casuali. Tenderei a parlare, almeno in alcuni casi, di "simboli", per quanto stilizzati. 

La letteratura sulla monetazione in elettro è vastissima, ma non mi pare di ricordare studi specifici al riguardo. Secondo la teoria maggiormente diffusa, tali "segni" sarebbero l'opera di banchieri (banker's marks, come indicato in didascalia nella mia moneta) o mercanti che apponevano il proprio "marchio" su monete ritenute "buone", per non doverle ricontrollare in successive transazioni.  F. Velde ne parla a pag. 13 nell'articolo allegato, pur sottolineando che tale ricostruzione è soltanto una ipotesi e che non esiste ancora una risposta definitiva a questo interrogativo.

Cercando ora di raccogliere gli elementi "certi" di cui disponiamo, mi pare possibile osservare che:

  1. il fenomeno è ampiamente diffuso sulle monete del Regno di Lidia, talvolta in modo esasperato (vedi immagine 1);
  2. l'esasperazione del fenomeno è ancora più evidente se si considera che un grande numero di "segni" è presente anche su monete piccolissime, come il dodicesimo di statere (oltre all'esemplare di inizio discussione, si veda anche l'immagine 2). L'operazione credo non dovesse essere immediata e dovesse richiedere una certa perizia;
  3. segni di questo tipo sono presenti anche su monete false (si veda questo esemplare citato da Velde del Munzkabinet https://ikmk.smb.museum/object?lang=en&id=18210880) o presunte false (si veda immagine 3). Peraltro anche la mia moneta è "dubbia", pesando un solo grammo;
  4. non mi sono note monete coeve della Ionia o di altre regioni dell'Asia Minore che presentino lo stesso fenomeno, per cui doveva trattarsi di una pratica tipica della Lidia;
  5. segni analoghi sono facilmente riscontrabili anche sui sigloi achemenidi, di epoca successiva ma sempre di area lidiese.

Mancano le conclusioni, che ovviamente non ho, ma spero di aver fornito qualche spunto interessante. Voi cosa ne pensate?

Immagine 1
2323390.m.jpg

Stack's Bowers Galleries January 2015 NYINC Auction lot 3052
LYDIA. Alayattes II to Kroisos (7th-6th Century B.C.). EL 1/3 Stater (4.65 gms).
Rosen-656. Head of roaring lion right with small sun at forehead; Reverse: Double square incuse punch. A multitude of banker's marks add significant character to the piece.

Immagine 2
kingdom-of-lydia-alyattes-el-7734177.webp
 

Roma Numismatics E-SALE 92 Lot 471. Kingdom of Lydia, Alyattes EL Hemihekte - 1/12 Stater. Sardes, circa 600-561 BC. Head of roaring lion to right, sunburst on forehead / Incuse square punch. GRPC Lydia G30; Weidauer group XVI, 90; Traité I 47; SNG Kayhan 1015; Rosen 654; Elektron I 72. 1.16g, 7mm.

Very Fine; numerous banker's marks.

Immagine 3
kingdom-of-lydia-alyattes-el-7734179.webp
Roma Numismatics E-SALE 92 Lot 473. Kingdom of Lydia, Alyattes EL Hemihekte - 1/12 Stater. Sardes, circa 600-561 BC. Head of roaring lion to right, sunburst on forehead / Incuse square punch. GRPC Lydia G30; Weidauer group XVI, 90; Traité I 47; SNG Kayhan 1015; Rosen 654; Elektron I 72. 1.04g, 7mm.

Near Very Fine; numerous banker's marks.

 

A_Quantitative_Approach_to_the_Beginning.pdf

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Ciao Matteo, non sapevo che il fenomeno dell’applicazione di una contromarca sulle monete di elettro fosse così esteso. Un motivo potrebbe essere una forma di garanzia che il contenuto d’argento non fosse al di sopra di un certo valore limite, dato che per le prime emissioni è stato approssimativamente valutato dal 20% al 75% in peso, con più del 45% in peso per la maggior parte delle monete. Ovviamente un aumento della proporzione di argento rispetto all’oro nella lega andava a scapito del valore intrinseco della moneta.

apollonia

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Non escluderei a priori una qualche affinità con il fenomeno delle Sycee cinesi. Qualcuno ha mai avanzato ipotesi in tal senso?

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Non saprei

hi provato a dare un’occhiata nella ‘summa’ piu’ recente dedicata alla monetazione in elettro ma purtroppo non vi sono articoli su questo tema.

Sono certo pero’ che qualcosa è stato pubblicato in proposito

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2 ore fa, numa numa dice:

Non saprei

hi provato a dare un’occhiata nella ‘summa’ piu’ recente dedicata alla monetazione in elettro ma purtroppo non vi sono articoli su questo tema.

Sono certo pero’ che qualcosa è stato pubblicato in proposito

Ho controllato anche io "White Gold", ma non ho trovato articoli specifici. In diverso materiale mi è capitato di leggere di teorie su questi "banker's marks", ma non ho mai avuto modo di leggere uno studio specifico sull'argomento. Proseguo nella ricerca.

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La presenza di questi "banker's marks" su monete false pare fatto piuttosto comune...

kings-of-lydia-sardeis-time-8199552.webp

SAVOCA COINS

133RD ONLINE AUCTION
LOTTO 92

Kings of Lydia. Sardeis. Time of Alyattes to Kroisos 620-539 BC.
Fourrée 1/24 Stater

8 mm, 0,87 g

Head of roaring lion right, with star on forehead / Incuse square punch.

nearly very fine

Weidauer -; Traité I -; SNG Kayhan I -; Sunrise 4.

Various countermarks and banker puncher on obverse and around the edge of the coin.
 

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