scacchi Inviato 10 Luglio, 2022 #1 Inviato 10 Luglio, 2022 Salve è possibile dare una risposta? In base alla data della transazione, secondo voi che moneta è stata usata per il pagamento? cordialità Mirco 1548 luglio 10 Giovanni fu Tommaso dei Mariotti della villa di Santa Maria di Burano e sui figlio Francesco vendono a Giovanni Bernardino del fu Giovanni Battista dei Puchelli un pezzo di terra lavorata posto nella villa anzidetta, al vocabolo Serramaggio, confinante con i beni di Oliviero dei Bei, i beni dell'acquirente, i beni degli eredi di mastro Piero Cassettari. La vendita è fatta per fiorini 62. Cita Awards
417sonia Inviato 10 Luglio, 2022 #2 Inviato 10 Luglio, 2022 (modificato) Ciao Mirco! Villa di Santa Maria di Burano. Ci troviamo quindi a Gubbio, non più località assogettata ai Montefeltro che la tennero fino al 1508, ma ai Della Rovere che la tennero fino al 1631 per poi cederla allo Stato Pontificio. L'uso del termine "fiorino", inteso come moneta d'oro fisica (scarterei da subito quello in argento), dovrebbe arrivare al 1530, poi divenne una moneta di conto, il fiorino di conto che divenne reale con la coniazione della piastra, Il fiorino risorge poi nel Granducato di Toscana. Personalmente (e considerato la vicinanza delle aree) proporrei il fiorino di conto fiorentino. Non è monetazione che seguo, ma a Venezia, se in una scrittura si voleva intendere lo zecchino in oro, lo si specificava: zecchino d'oro in oro, ovvero si aggiungeva il valore in Lire (giacché il cambio di questa moneta d'oro era libero e mutava nel tempo), altrimenti si doveva intendere la moneta di conto. Non so se anche nel centro Italia funzionasse così ... spero, altrimenti "resetta" la mia ipotesi. saluti luciano Modificato 10 Luglio, 2022 da 417sonia 1 Cita
talpa Inviato 10 Luglio, 2022 #3 Inviato 10 Luglio, 2022 (modificato) @scacchi Nei documenti, tranne quando diversamente specificato, pagamenti e prezzi sono espressi in moneta di conto, le monete effettivamente usate per adempiere alle obbligazioni espresse nei contratti erano generalmente quelle più un uso nel territorio dei contraenti, quindi quelle coniate nelle zecche delle autorità competenti oppure quelle più apprezzate dai mercati, soprattutto quando si trattava di grosse somme e pagamenti importanti in cui erano impiegate monete auree. In quel periodo, 1548, si è nella fase iniziale del passaggio dal dominio del fiorino/ducato alla progressiva diffusione dello scudo d'oro di origine francese che poi nella seconda metà del secolo diventerà la moneta aurea per eccellenza, famosa soprattutto per i suoi multipli da 2 e da 4 scudi, la doppia e i dobloni, i termini fiorino e ducato erano sinonimi nella sostanza, cioè indicavano una moneta aurea con le stesse caratteristiche di peso e intrinseco che aveva avuto origine col nome di fiorino a Firenze e con quello di ducato a Venezia ma che già nel corso del trecento era stata coniata in diversi tipi da molteplici zecche in Italia ed Europa, dal quattrocento il termine ducato tenderà a generalizzarsi un po' ovunque e sarà più utilizzato anche nei documenti rispetto a fiorino, ma poi ovviamente tutto dipendeva dagli usi locali nella documentazione... nel 1548 a Gubbio si è sotto l'autorità del duca di Urbino, all'epoca Guidobaldo II Della Rovere, che proprio nella sua zecca principale, Urbino, aveva fatto battere dei ducati d'oro, magari può essere stata questa la moneta usata effettivamente nel pagamento in questione, di sotto posto il link del catalogo Lamoneta che rinvia alla moneta: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GBII/19 Modificato 10 Luglio, 2022 da talpa 3 1 Cita
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