Questo è un post popolare Stilicho Inviato 28 Agosto, 2022 Questo è un post popolare #1 Inviato 28 Agosto, 2022 (modificato) Oggi vorrei presentarvi questa moneta che ho acquistato di recente: Si tratta di un denario del peso di 1,94 grammi e del diametro massimo di 19.93 mm. Purtroppo, la moneta, oltre ad essere in bassa conservazione, ha anche una perdita di sostanza da ore 8 a ore 10 (quasi un distacco lineare ad andamento verticale) che non la deturpa, ma che anzi mi ha consentito di buttare un occhio al suo interno per studiarmelo. Se l’ho classificato correttamente dovrebbe trattarsi di un denario di Elagabalo, il RIC IV 140: D/ IMP CAES M AVR ANTONINVS AVG: busto di Elagabalo volto a destra, laureato, drappeggiato e corazzato R/ SALVS ANTONINI AVG: la Salus, in abito drappeggiato, stante a destra, nutre (da un piatto che tiene con la mano sinistra) un serpente che tiene fermo sul petto con la mano destra. Zecca di Roma. Data di emissione indeterminabile secondo il RIC durante l’intero regno di Elagabalo (218-222 d.C.) Rarità: C Giusto per orientarci, ecco un esemplare tratto da Wildwinds: Certo tutta una altra storia... Come avete visto, il mio e’ un denario suberato. E questo e’ stato il motivo che mi ha spinto all’acquisto, complice anche un costo davvero basso, poco più di una pizza al salamino piccante, la mia preferita. Non avevo ancora un esemplare suberato in collezione e, peraltro, non avevo ancora nulla di Elagabalo. Quale occasione migliore quindi? Devo dire che trovo l’effigie di Elagabalo molto bella, pur con tutti i limiti di una conservazione certo non ottimale. Il ritratto e’ quello di un giovane adolescente, dai lineamenti delicati e dallo sguardo fermo, ma non autoritario; una immagine che certo non fa intravvedere gli eccessi di cui, secondo gli storici antichi, si rese protagonista durante il suo regno. Trovo che la malachite che emerge dal bronzo, con quella particolare forma e disposizione, dia un particolare fascino al volto che quasi delinea senza deturpare. Poi, quel verde brillante crea un bel contrasto con il grigio perlaceo dell’argentatura residua. Il rovescio e’ assai particolare. E’ praticamente tutto di rame scuro (di colore “bronzeo”, appunto), con aree rossicce ed un po’ rilevate di cuprite tra ore 10 ed ore 12. Il rivestimento argenteo si e’ quasi del tutto perso nella lunga strada percorsa dalla moneta prima di giungere nelle mia mani; residua solo un piccolo lembo tra ore 4 e ore 5, con il bordo leggermente sollevato, quasi che stia per staccarsi anche lui per liberare del tutto l’anima di rame della moneta da cui emerge, confusa e nebulosa l’immagine della Salus e del suo serpente. Questa e’ una Salus particolare; e’ una SALVS ANTONINI AVG. Qui il rovescio si riferisce all’imperatore come garante del benessere (in senso lato) della dinastia degli Antonini di cui faceva parte anche lui dopo che il capostipite della famiglia severiana, Settimio Severo, si era autoproclamato figlio di Marco Aurelio e fratello di Commodo, attribuendo il nome di Antonino al suo figlio maggiore Caracalla. Credo che il nome Antoninus associato ad Elagabalo risalga ai momento dello scontro con Macrino, quando le “siriane” Iulia Maesa e Iulia Mamaea, iniziarono a complottare per la salita al trono del rispettivo nipote e figlio sostenendo che fosse figlio naturale di Caracalla. Per orientarci, ecco l’albero genealogico dei Severi: Torniamo alla Salus. Quella che vediamo qui è la rappresentazione più comune della Salus a partire da questo momento in avanti. La dea e’ in piedi ed e’ colta nel gesto di tenere stretto contro il petto il serpente (che con le sue spire pare dimenarsi tra le sue braccia) per poi spingerlo verso il piatto che tiene in mano per nutrirlo. Ho letto (ora non ricordo dove) che il gesto (piuttosto irrealistico) ricorda un po’ quello che fanno i bambini quando per gioco cercano di dare da mangiare agli animali domestici come se fossero bambole. Non entrerò nel merito del significato e del ruolo dei suberati (sui quali tanto si e’ scritto e tanto si scriverà) in quanto ciò esula dalla discussione che vuole essere soprattutto descrittiva. Il nome “suberato” deriva da “sub” ed “aes” ed indica una moneta di rame rivestita di argento. Viene talora indicata anche con il termine francese “fourré ” che a me, onestamente, piace e che si può tradurre con “farcito”. Mi piace perche’, forse, mi fa venire in mente i wafers che adoravo da piccolo e che mangio tutt’ora quando ne ho l’occasione… Il rivestimento, infatti, poteva avvenire applicando una sottile pellicola di argento sul tondello di metallo vile con pressione a freddo e successivo riscaldamento alla temperatura di fusione dell’argento, appena di poco inferiore a quella del rame, consa che avrebbe consentito l’adesione dei foglietti. Una altra tecnica era quella del “bagno”, che consisteva nell’immergere in tondello riscaldato nell’argento fuso. Insomma, tipo un "Oreo" come questo (il suggerimento e’ di mia figlia): Ora proviamo ad analizzare l’interno della moneta guardandolo proprio nel punto in cui vi e’ la perdita di sostanza. Ho provato a fare una foto con i miei scarsi mezzi e con la mia poca competenza (non chiedetemene un’altra, di meglio non posso fare) ed ecco cosa e’ saltato fuori. Per orientarci, la parte superiore corrisponde al dritto. Pare di rilevare tre strati (a mo’ di wafer, appunto) che io l’ho interpretato così. Partendo dall’alto, il primo strato, piuttosto sottile, dovrebbe essere l’argentatura che sul dritto e’ ancora ben rappresentata (ed in particolare lo e’ in quel punto). Il secondo, più spesso, dovrebbe essere l’anima di bronzo Il terzo (di spessore intermedio tra i precedenti) ipotizzo che possa trattarsi della patina del bronzo del rovescio, anche perché in questo punto l’argentatura e’ saltata (chissà quando, ma non penso da poco, visto comunque lo spessore). Penso che sia la patina perché anche questa, lì sul margine, pare staccarsi. Un ultimo accenno al peso. I denarii ufficiali sotto Settimio Severo avevano un tenore medio di argento di 50,78% e contenevano quindi fino a 1,72 grammi in media di fino (dati tratti dai lavori di Walker del 1978 e di Carradice del 1983 e riportati da Savio in “Monete romane”). Qui siamo pochi anni dopo e credo che si possa considerare una percentuale di fino del 50% circa. A conferma di ciò, cercando sul nostro forum ho letto che Prieur, per i denarii di Elagabalo coniati a Roma, ha calcolato in media un peso di 3.38 grammi con un tenore d’argento del 50% e, tra essi, quelli della tipologia SALVS ANTONINI AVG hanno un peso di 3.05 g. Guardando su OCRE, la media dei pesi su 11 esemplari di SALVS ANTONINI AVG e’ di 3,08 grammi (sebbene su pochi esemplari, in linea con quanto trovato da Prieur). Ora il mio denario pesa 1,94 grammi, nettamente sottopeso; tuttavia, bisogna considerare anche la perdita di sostanza che sicuramente incide nella determinazione. Ora vi lascio. La famiglia mi reclama. Vado a fare colazione con gli amati wafers. Da Vardacate, buona lettura (spero) e buona domenica. Stilicho Modificato 28 Agosto, 2022 da Stilicho correzione di errore 10 1 Cita
Pxacaesar Inviato 28 Agosto, 2022 #2 Inviato 28 Agosto, 2022 Ciao @Stilicho, che cosa aggiungere a quanto hai già detto in questo interessante topic? Le monete suberate hanno almeno per me un grande fascino perché nonostante siano dei falsi d'epoca personalmente le ritengo monete a tutti gli effetti. C è ne sono alcuni veramente fatti bene, con diritto e rovescio che recano ritratti uguali a quelli ufficiali e suberati in maniera egregia tanto che hanno conservato l'argentatura quasi totalmente nonostante si vede abbiano circolato non poco. Tra l'altro alcuni esemplari che ho visto in vendita hanno raggiunto la cifra di acquisizione uguale ed in alcuni casi anche superiore ad esemplari autentici. Segno che molti apprezzano tali monete che per me, indipendentemente dal loro stato di conservazione sono assolutamente collezionabili. Io in collezione ho un denario di Elio che ho acquistato come autentico ma che da subito dopo visione dal vivo mi ha dato la sensazione di probabile suberato. Molti mesi fa lo postai in un topic per avere un parere in merito e le risposte non furono dirimenti. Il dubbio rimarrà, perché anche io che ho cercato di capirlo alla fine non sono giunto ad una conclusione.Qualora fosse suberato per me non farebbe nessuna differenza, resta comunque una moneta a tutti gli effetti che ha circolato e svolto la sua funzione? ANTONIO MM 18 G 2,95 RIC 436 1 Cita
Stilicho Inviato 28 Agosto, 2022 Autore #3 Inviato 28 Agosto, 2022 Ciao @Pxacaesar In effetti, i suberati sono monete perfettamente collezionabili. Anzi, trovo che rivestano un certo fascino; sicuramente hanno un significato storico e numismatico. Nel mio caso e' la prima e non e' detto che sia l'ultima. Alla fine, acquistiamo quello che ci colpisce, che ci piace, che accende la nostra passione numismatica. E' stato il caso di questa moneta. Stilicho 1 Cita
modulo_largo Inviato 28 Agosto, 2022 #4 Inviato 28 Agosto, 2022 Da tempo cerco un suberato di un denario di Claudio, visto anche il costo esagerato di uno ufficiale .. Cita
apollonia Inviato 28 Agosto, 2022 Supporter #5 Inviato 28 Agosto, 2022 @stilicho Ciao. Ti può essere utile questa foto di un tetradramma suberato di Alessandro Magno per vedere quali colori si possono sviluppare in superficie nel tempo. Alexander the Great fourree tetradrachm, 13.9 g (compared with about 17.0 g for authentic specimens), copy of posthumous tetradrachm from Amphipolis, Macedonia, c. 315-294 BC, M.J. Price 486. Le fratture nella placcatura d'argento espongono il sottostante nucleo di rame/bronzo e rivelano la natura del pezzo. Lo strato di color arancione è il nucleo di rame e quello di colore verde è lo strato di eutettico che separa la placcatura d’argento dal nucleo di rame. L’eutettico è una miscela costituita da circa 72% d’argento e 28% di rame, composizione che ha il punto di fusione più basso rispetto a quelli delle miscele di tutte le altre composizioni e ha la caratteristica di comportarsi alla fusione come un composto puro. Non si può stabilire se lo strato di eutettico fosse una saldatura d'argento e rame applicata per consolidare il rivestimento d'argento al sottostante nucleo di rame oppure si fosse formato quando il tondello rivestito d’argento è stato riscaldato, parzialmente fuso e quindi è diffuso all’interno del rame. In entrambi i casi il rivestimento si pensa sia stato applicato prima che la moneta fosse coniata, dato che in altro caso i dettagli del disegno sarebbero stati compromessi. apollonia 4 Cita
Stilicho Inviato 28 Agosto, 2022 Autore #6 Inviato 28 Agosto, 2022 @apollonia Quindi, il "verde" che si vede sulla mia moneta non e' malachite, ma e' uno strato di eutettico (miscela con 2/3 di argento e 1/3 di rame) che probabilmente si s' formato quando il tondello (dopo pressione a freddo del foglietto di argento applicato sopra) e' stato scaldato e quindi coniato. In effetti, guardandolo (anche sul tuo esemplare) appare di un verde un po' diverso rispetto al verde smeraldo) e non in rilievo, ma di aspetto piano. Dimmi se ho capito bene. Grazie per il tuo contributo. Stilicho Cita
apollonia Inviato 28 Agosto, 2022 Supporter #7 Inviato 28 Agosto, 2022 Di nulla. Se il tondello fosse tutto Ag, al riscaldamento la fusione (passaggio da solido a liquido) avverrebbe a ca. 962 °C. Se il tondello fosse tutto Cu, al riscaldamento la fusione (passaggio da solido a liquido) avverrebbe a ca. 1085 °C. Se il tondello è di Cu ricoperto di un sottile strato di Ag, al riscaldamento la prima goccia di fuso che si forma a ca. 780 °C è un liquido composto da Ag (72%) e Cu (28%). La miscela di questa composizione (eutettica) che poi solidifica al raffreddamento consolida il rivestimento d’argento al sottostante nucleo di rame. Fino al 2012, anno del mio ritiro dall’università, sarebbe bastato poco per stabilire la composizione quali e quantitativa di questo straterello, nonché delle altre zone della moneta. apollonia 1 Cita
Stilicho Inviato 28 Agosto, 2022 Autore #8 Inviato 28 Agosto, 2022 Quanto hai detto ora e sopra porta a ritenere meno probabile l'ipotesi "Oreo" che comunque ho trovato scritta sul Savio. In effetti, anche a me sembra che l'applicazione successiva alla coniazione avrebbe reso i rilievi più "fumosi" e quindi meno nitidi. Stilicho Cita
Pxacaesar Inviato 28 Agosto, 2022 #9 Inviato 28 Agosto, 2022 14 minuti fa, Stilicho dice: Quanto hai detto ora e sopra porta a ritenere meno probabile l'ipotesi "Oreo" che comunque ho trovato scritta sul Savio. In effetti, anche a me sembra che l'applicazione successiva alla coniazione avrebbe reso i rilievi più "fumosi" e quindi meno nitidi. Stilicho Ciao, in effetti non tutti i suberati hanno l'aspetto del tetradramma postato da @apollonia, del tutto simile all'originale e con una copertura in argento molto spessa. Segno di una tecnica utilizzata per suberarla molto buona. Di contro ho visto tante altre monete suberate in maniera molto più grossolana sia per quanto riguarda i ritratti degli imperatori ed auguste (incisori dei coni meno bravi) che per il rivestimento d’argento molto più blando forse perché le tecniche usate erano differenti. Sottolineo ciò perché avendo anche io il libro di Savio non mi sento di escludere che alcuni suberati venissero ricoperti in argento dopo essere stati coniati, come riportato nel testo? ANTONIO Cita
Pxacaesar Inviato 28 Agosto, 2022 #10 Inviato 28 Agosto, 2022 Foto di denari suberati di diversi periodi. Cita
grigioviola Inviato 28 Agosto, 2022 #11 Inviato 28 Agosto, 2022 I suberati esistono sostanzialmente da quando esiste la moneta d'argento. Parlare di falsi o di imitazioni può essere riduttivo in quanto ritengo che ogni esemplare vada contestualizzato innanzitutto con l'epoca di emissione e poi, se possibile, con il contesto di rinvenimento/circolazione. Non escludo (e ovviamente non lo escludo solo io, ma anche accreditati studiosi), che in alcuni casi i suberati possano comunque essere considerati emissioni ufficiali. Questo è uno dei miei (con provenienza da ripostiglio): 2 Cita Awards
Oppiano Inviato 28 Agosto, 2022 #12 Inviato 28 Agosto, 2022 La discussione mi ha incuriosito sul fronte del concetto di moneta suberata. Ho trovato in rete questo lavoro che, a mio avviso, può essere utile a tutti coloro che si avvicinano a tale tema. https://numismaticamente.it/numismatica-antica/analisi-metallurgica-di-una-moneta-suberata d 1 Cita
Pxacaesar Inviato 28 Agosto, 2022 #13 Inviato 28 Agosto, 2022 Ciao @grigioviola, è vero che i suberati sono nati insieme alla comparsa delle monete d'oro (suberate in numero molto inferiore perché ovviamente più soggette a controllo da parte di chi le riceveva) e d'argento (in numero molto maggiore). È altrettanto vero che ci sono diverse ipotesi tutte verosimili come quella che potessero essere anche battute in officine ufficiali, ma nessuna suffragata da riscontri concreti. Siccome è un argomento che mi ha appassionato molto, ho letto molto a proposito e l'idea che mi sono fatta io è che sono monete prodotte da normali falsari, alcuni più bravi altri di meno, allo scopo di metterle in circolazione insieme alle monete ufficiali. Cosa che è proseguita ininterrottamente per secoli fino ad oggi ? ANTONIO Cita
Pxacaesar Inviato 28 Agosto, 2022 #14 Inviato 28 Agosto, 2022 Ciao @Oppiano, grazie per il contributo allegato che ho appena finito di leggere che snocciola in maniera più approfondita quello che io ho detto nel mio post in maniera molto sintetica ? ANTONIO Cita
grigioviola Inviato 29 Agosto, 2022 #15 Inviato 29 Agosto, 2022 Ci sono suberati che risultano realizzati con conii ufficiali. Ci può stare la realizzazione fraudolenta con conii sottratti, ma... Sempre? Rimango dell'idea che ci siano anche produzioni "ufficiali". Cita Awards
Pxacaesar Inviato 29 Agosto, 2022 #16 Inviato 29 Agosto, 2022 Ciao @grigioviola, come ho già detto in un precedente intervento ci può stare di tutto ed il contrario di tutto. In quanto a suberati battuti da falsari con conii ufficiali fuoriusciti clandestinamente dalle officine (certamente non sempre) o battuti in maniera ufficiale in determinati periodi di emergenza dallo stato stesso sono entrambe verosimili. Io resto sempre della mia opinione. I maestri incisori bravi, capaci di riprodurre in maniera identica i conii ufficiali, penso che non lavorassero tutti per lo stato. Potevano prestare benissimo la loro opera a favore di falsari privati. Anche da questo potrebbero derivare monete suberate con identici conii di quelle ufficiali. Mi risulta difficile pensare che ci fossero pene tanto severe per chi produceva monete false in epoca classica e poi lo stato stesso le producesse immettendole in circolazione. Perché di questo si parla? ANTONIO Cita
Stilicho Inviato 29 Agosto, 2022 Autore #17 Inviato 29 Agosto, 2022 Il mio pensiero. Niente esclude che possano essere vere entrambe le cose (quella "fraudolenta" e quella "ufficiale") e quindi penso che tutto vada contestualizzato, come e' già stato detto sopra (esempio, carenza di materie prime...necessità di rapido aumento del circolante in certe condizioni, penso alla paga dei soldati...) Se penso ai "suberati" che ricordi io (ma io non faccio testo, non ho le necessarie competenze) noto che sono di qualità molto buona come aspetto generale, praticamente indistinguibili (solo per noi?) da quelli "non suberati". Guardiamo solo la moneta postata da Pxcaesar. Non si e' riuscito a capire se sia suberata o meno, figuriamo capire se "ufficiale" o "fraudolenta". Però, se la guardiamo, e' comunque una moneta di qualità, si vede. Ma anche la mia ha una bella effigie di dritto. Poi, sicuramente ce ne saranno anche di qualità inferiore, quindi identificabili, ma probabilmente comunque accettate. Certo, l'ideale sarebbe avere un "suberato" ed un "non suberato" con identità di conio. Magari e' già stato verificato. Io non lo so, onestamente, ma anche la similitudine sarebbe un indizio. Se poi penso a quella che pare la più comune tecnica di suberazione, penso che siano necessarie competenze di tecniche e metallurgiche non proprio comuni. Ciò sarebbe nettamente a favore della "ufficialità", anche se non escluderebbe del tutto la fraudolenza (maestranze corrotte o deviate). Mi domando se non fosse comunque poi possibile cambiare la monetazione suberata con quella buona una volta scoperta (solo con saggi?) presso qualche cambiavalute. In questo modo lo stato mostrava anche di voler combattere la contraffazione, in una sorta di doppio gioco). Buona serata da Stilicho Cita
skubydu Inviato 29 Agosto, 2022 #18 Inviato 29 Agosto, 2022 Io penso che fossero prodotte dalle zecche .. mi sembra alquanto strano che ottimi conii potessero uscire dalla zecca …. skuby Cita
Pxacaesar Inviato 29 Agosto, 2022 #19 Inviato 29 Agosto, 2022 Ciao @skubyduanche io lo penso anche se non si può escludere del tutto che qualche conio potesse uscire clandestinamente dalle officine. È tanto inverosimile pensare a maestranze private che non avevano nulla a che fare con le officine dello stato, ma altrettanto bravi da riprodurre i coni del tutto identici a quelli ufficiali , del cui lavoro beneficiavano poi i falsari che li utilizzavano per produrre i suberati?? ANTONIO Cita
skubydu Inviato 30 Agosto, 2022 #20 Inviato 30 Agosto, 2022 (modificato) 9 ore fa, Pxacaesar dice: Ciao @skubyduanche io lo penso anche se non si può escludere del tutto che qualche conio potesse uscire clandestinamente dalle officine. È tanto inverosimile pensare a maestranze private che non avevano nulla a che fare con le officine dello stato, ma altrettanto bravi da riprodurre i coni del tutto identici a quelli ufficiali , del cui lavoro beneficiavano poi i falsari che li utilizzavano per produrre i suberati?? ANTONIO Realizzare un suberato identico ad una moneta corrente, richiedeva capacità non certo semplici. Pensare a delle officine monetarie clandestine, ai tempi, mi fa molto pensare. Non credo sarebbero durate molto ... Modificato 30 Agosto, 2022 da skubydu Cita
gpittini Inviato 30 Agosto, 2022 #21 Inviato 30 Agosto, 2022 DE GREGE EPICURI Riferendomi a quanto citato da @grigioviolanel post 11, ed al suo antoniniano suberato di Otacilia Severa, io mi chiedo: ma davvero esistono gli antoniniani suberati? La moneta mostrata è la conferma che esistono. Ma di quale suberatura si tratta? Non credo di quella "classica" usata per la monetazione greca e romana repubblicana (avvolgere il nucleo di rame con laminette di Ag, poi portare al punto di fusione dell'Ag in modo da ottenere uno strato di Ag compatto e uniforme, quindi procedere alla coniazione). La percentuale di Ag degli antoniniani ufficiali nel periodo 240-250 d.C. non superava il 20-30%, e a volte era inferiore. Che senso aveva utilizzare una tecnica complessa e costosa, che avrebbe fatto risparmiare pochissimo argento? Poteva forse avere senso il cosiddetto "bagno in soluzione di Ag", che con poca spesa creava uno strato di Ag sottilissimo (e piuttosto fragile). Detto questo, monete come quella mostrata di Otacilia sono molto poco frequenti. 1 Cita
Pxacaesar Inviato 30 Agosto, 2022 #22 Inviato 30 Agosto, 2022 Ciao @gpittini, dovendo io acquistare un antoniniano di Otacilia Severa ho visionato molti esemplari posti in vendita. In realtà gli antoniniani di questa Augusta contenevano una quantità di argento del 40/50% del suo peso che si aggirava mediamente sui 4 grammi. Quindi in realtà c'era convenienza per chi li falsificava ? ANTONIO Cita
Pxacaesar Inviato 2 Settembre, 2022 #23 Inviato 2 Settembre, 2022 Ciao, l'argomento suberati è molto interessante, numerosi studiosi si sono dedicati a queste particolari monete cercando di capire come fossero prodotte ma sopratutto da chi e perché. Diverse sono le teorie formulate da tali studiosi(discusse anche in questo bel topic) che purtroppo non sono unanimi e che lasciano aperti i vari quesiti. Ho cercato di trovare foto comparate di monete suberate coniate con identici conii di quelle ufficiali (non molte ma sembra che ci siano) ma purtroppo non ne ho trovate. Percui chiedo a chi eventualmente avesse qualche libro con foto o avesse trovato sul web le foto di tali monete di condividerle, farebbe cosa molto gradita. Grazie ? ANTONIO Cita
Pxacaesar Inviato 4 Settembre, 2022 #24 Inviato 4 Settembre, 2022 Ciao, concludo i miei interventi per quanto riguarda i suberati segnalando due belle discussioni presenti sul forum, una del 2012 di @rick2 ed un altra del 2016 di @apollonia che tuttavia non dipanano del tutti i dubbi ma aiutano comunque a farsi una idea . Purtroppo anche in queste discussioni non ho trovato tra le numerose monete postate suberati e monete autentiche che avessero identici conii. Simili si, ma non identici. Non so se negli ultimi 5 anni ci sono stati ritrovamenti o si è venuti a conoscenza di suberati già trovati ed in possesso di collezionisti o musei che avessero gli stessi conii di quelli ufficiali. Purtroppo nonostante ho continuato le ricerche on line io non ho trovato niente. Mentre per la Sacra sindone la datazione al carbonio 14 ha dipanato quasi totalmente tutti i dubbi sulla sua autenticità , ed il ritrovamento della Stele di Rosetta ha permesso di decriptare i geroglifici egiziani (a proposito dei quali alcuni studiosi avevano avanzato diverse ipotesi su come leggere o interpretare tali raffigurazioni) da appassionati di numismatica attendiamo fiduciosi il rinvenimento cospicuo in qualche ripostiglio di monete suberate con identici conii di quelle ufficiali per poterle meglio studiare e cercare di far chiarezza definitivamente. ? ANTONIO 1 Cita
Stilicho Inviato 4 Settembre, 2022 Autore #25 Inviato 4 Settembre, 2022 @Pxacaesar Grazie per il tuo contributo. La vexata quaestio della suberazione è stata più volte trattata sul forum in varie discussioni ed in varie sezioni, essendo l'argomento trasversale nella monetazione antica. Credo che le discussioni a cui ti riferisci siano queste (le posto anche a beneficio degli altri utenti): Sicuramente ne parleremo ancora. Buona notte da Stilicho 3 Cita
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