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IGNORED

Uno statere sibarita di peso elevato


dracma
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Spink 22108, 25.8.2022, 2978

 Lucania Sybaris, AR Stater, C.530BC, bull standing left, head turned right, [V]M in exergue, rev Same, but incuse and reversed, 9.18g, (SNG ANS 836 ; HN Italy 1729 ; BMC 1. 1)

image.png

 

Si tratta di un statere sibarita inquadrabile nella fase B della classificazione Spagnoli (VM in esergo al D/) di notevole interesse sul piano ponderale. Il peso registrato – gr. 9,18 – oltre ad eccedere ampiamente lo standard acheo-corinzio, appare infatti il più elevato tra quelli noti per questa fase di coniazione dopo quello venduto da Peus nel 2012 (gr. 9,63) di cui si discusse a suo tempo (https://www.lamoneta.it/topic/88956-eccessi-ponderali-in-magna-grecia/#comment-982897).

 

Peus 406, 2012, 19 (erroneamente definito dracma)

image.png

 

Nel volume sulla monetazione sibarita (Spagnoli 2013) si rileva tuttavia un po' di confusione in merito e, forse per un refuso, il valore più alto per la fase B viene riferito a p. 152 (Metrologia) ad uno statere proveniente dal ripostiglio di Valesio 1957 di gr. 8,75 corrispondente alla coppia 179, all’interno della quale però (p. 101, n. 179.b) il peso annotato è gr. 8,09.

A prescindere da ciò si osserva che tali valori ponderali assumono un’importanza non secondaria per la definizione del quadro metrologico della zecca, dove pesi superiori a gr. 9 erano finora limitati al momento produttivo iniziale (fase A).

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Ciao Dracma,

il problema rimane sempre quello, di una corretta e certa rilevazione dei dati, purtroppo non si può escludere un refuso di un 9 al posto di un 8.... e per definire una metrologia in maniera certa è fondamentale avere i dati certi, soprattutto quelli che non sembrano tanto coerenti  ( lo so, ho scoperto l'acqua calda ! ?).

Il pezzo in sè ha una buona conservazione e una buona battitura, ma niente che faccia pensare chiaramente a una eccedenza di peso... 

Un cordiale saluto,

Enrico

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4 ore fa, vitellio dice:

Ciao Dracma,

il problema rimane sempre quello, di una corretta e certa rilevazione dei dati, purtroppo non si può escludere un refuso di un 9 al posto di un 8.... e per definire una metrologia in maniera certa è fondamentale avere i dati certi, soprattutto quelli che non sembrano tanto coerenti  ( lo so, ho scoperto l'acqua calda ! ?).

Il pezzo in sè ha una buona conservazione e una buona battitura, ma niente che faccia pensare chiaramente a una eccedenza di peso... 

Un cordiale saluto,

Enrico

 

Condivido in pieno quanto affermi.

Solo da una corretta valutazione dei dati è possibile delineare con esattezza il quadro metrologico. Considera però che nel corpus della monetazione sibarita sono catalogati alcuni esemplari in collezione statale che eccedono i 9 grammi, ad es. il pezzo del BM (=Spagnoli 2.a: gr. 9,02) e quello proveniente dal ripostiglio di Sambiase (=Spagnoli 44.a: gr. 9,03).

Ad essi si aggiunge lo statere Drouot 1960, 20 (=Spagnoli 38.a: gr. 9,27).

Ovviamente si tratta di casi isolati e tutti riferibili alla fase A, tuttavia se i pesi degli ess. Peus e Spink risultano corretti avremmo un valido elemento metrologico di confronto anche per la fase B.

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Mi chiedevo una cosa : di questi stateri che mi hai citato ( tipo Bm, Sambiase, Drouot ma anche altri ) hai avuto modo di confermare il peso? Io personalmente per studi che sto facendo su altra monetazione ho trovato errori macroscopici quando ho potuto controllare...

Mi rendo conto che è una cosa difficile se non impossibile da fare , ma magari per qualche pezzo hai avuto fortuna.

Per i pezzi della fase B il pezzo Busso Peus mi lascia un filo perplesso e ti dico il perchè, poi giudica tu se gli spunti fanno al caso tuo.

In sè il Peus ha un aspetto del metallo che parla di antico ma con una corrosione un po' particolare, granulosa ma grossa e non fine come spesso capita per questi pezzi ( indizio di impurezze e contatti elettrolitici con altro metallo),  il modulo è strettino, il che fa pensare che, se il peso è corretto, debba essere piuttosto spesso data l'eccedenza di peso così forte.

In effetti se si osserva il bordo con una certa attenzione lo si vede arrotondato , "cicciotto" per così dire.. non proprio così canonico come per pezzi simili, ad indicare uno spessore possibilmente alto... ( foto 1 )

Ora, osservando attentamente le superfici nel rovescio , in alto sopra la testa del toro, si vede una macchia frastagliata scura, che non sembra da cloruri, ma che ben potrebbe essere l'indizio di un inizio di affioramento di una suberatura ... tra l'altro sembra di vedere una sfogliatura della lamina, spessa, di ricopertura di un suberato ( foto 2 )

Anche al diritto a ore  6 / 6.5 c'è una macchia scura di aspetto particolare che potrebbe  far pensare a cosa simile., ma meno evidente. ( foto 3 )

Ovviamente la suberatura spiegherebbe tante cose in senso ponderale...

Sarebbe interessante  avere confronti  con pezzi uscenti dagli stessi conii (e questo anche per gli altri pezzi eccedenti, per capire se è sistematica o casuale l'eccedenza) forse si potrebbe capire di più.... per caso hai provato/ trovato qualcosa?

Un cordiale saluto,

Enrico

 P.S. ti dovrei delle altre risposte su altri tuoi vecchi post ( Laos ) che per pigrizia e cronica mancanza di tempo non ho fatto... tra un paio di settimane mi organizzo e procedo

 

1 Bordo cicciotto.png

2 dettaglio sfogliatura (1).png

3 centro corrosione.png

Edited by vitellio
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Osservazioni acute e interessanti.

Per quanto concerne gli esemplari Sambiase, BM e Drouot i dati sono tratti dal corpus della monetazione sibarita a firma di E. Spagnoli, La prima moneta in Magna Grecia: il caso di Sibari, Pomigliano d’Arco 2013, cat. nn. 2.a; 38.a; 44.a).

Suppongo che Il peso dell’esemplare di Sambiase (gr. 9,03 = Spagnoli 2013, cat. 2.a) sia corretto in quanto il pezzo, insieme agli altri del medesimo contesto, venne esaminato autopticamente dalla studiosa nel Museo di Reggio Calabria e pubblicato nel volume a firma di E-Spagnoli-M. Taliercio Mensitieri, Ripostigli dalla piana lametina, Soveria Mannelli 2004, p. 15, n. 26 (gr. 9,03).

Allo statere conservato al BM (inv. 1949-0411-108 = Spagnoli 2013, cat. 2.a) il peso di gr. 9,020 viene assegnato dai compilatori della scheda della moneta consultabile in rete:  https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_1949-0411-108

 

BM 1949-0411-108 (= Spagnoli 2.a)

image.png

 

Per l’es. Drouot invece (Spagnoli 2013, cat. 38.a) il peso non credo sia controllabile trattandosi di un pezzo venduto più di 60 anni fa.

Come tu affermi sarebbe interessante verificare le eccedenze ponderali tra esemplari tratti dai medesimi conii, tuttavia un grosso limite è rappresentato

a) dalla scarsa popolazione di esemplari superstiti per ciascuna coppia

b) con la possibilità, ventilata dalla Spagnoli, che tali eccedenze siano imputabili ad una specifica tecnica di battitura “al marco” piuttosto che “al pezzo” (Spagnoli 2013, p. 138). Non si spiegherebbe altrimenti l’elevato peso di alcuni stateri in rapporto allo stato di conservazione non particolarmente apprezzabile. E.g. il citato pezzo di Sambiase che nel catalogo della Spagnoli viene definito in conservazione mediocre (Spagnoli 2004, p. 15, n. 26) e battuto dagli stessi conii dell’es. Amendolara 3878, che a dispetto della migliore preservazione (buona in Spagnoli 2013, p. 15, n. 44.b) si connota per un valore più basso (gr. 8,37) che in ogni caso eccede lo standard teorico di riferimento (gr. 8 circa). E gli esempi potrebbero continuare. L’es. dell’Hunterian Museum (Spagnoli 2013, cat. 27.1b) pesa gr. 8,81 e proviene dalla stessa coppia di conii che lavora per un pezzo di Sambiase ((Spagnoli 2013, cat. 27.1v) in buona conservazione ma alquanto leggero (gr. 6,40).

Riguardo al pezzo di Peus non saprei dirti se le tracce che indichi siano imputabili ad un’attività di suberatura. In tal caso, però, mi aspetterei non un’eccedenza ponderale ma un peso sensibilmente più basso. Non a caso i suberati di peso noto schedati dalla Spagnoli si attestano su valori alquanto degradati: gr. 6,54; 7,02; 6,03 (Spagnoli 2013, p. 202).

Quella degli eccessi ponderali resta comunque una situazione complessa benché, ovviamente, non limitata a Sibari ma con significativi riscontri anche a Crotone.

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Di seguito alcuni esemplari incusi di Crotone alquanto eccedenti il piede acheo-corinzio:

Berlin, SM 18257552 (gr. 9,63)

https://recherche.smb.museum/detail/2384594/kroton?language=de&question=Kroton&limit=15&offset=75&controls=none&collectionKey=MK*&objIdx=88

image.png

 

RN 5, 2022, 93 (gr. 9,02)

From the Italo Vecchi Collection;
Ex Bertolami Fine Arts - ACR Auctions, E-Auction 64, 13 January 2019, lot 108.

zoom-image

 

The New York Sale XIV, 10.1.2007, 16 (gr. 9,00)

image.png

 

Curinga 124 (Spagnoli 2004, tav. XIII, 124: gr. 8,91)

image.png

 

BM 1946-0101.591 (Lloyd, SNG 591: gr. 8,89)

image.png

Si aggiungono gli esemplari:

  • Pozzi 282, n. 729 (gr. 8,88)
  •  SNG München 1422 (gr. 8,885)
  • SNG ANS 231 (gr. 8,83)
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Particolare attenzione (e controllo) meriterebbero poi alcune dracme “pesanti” apparse sul mercato antiquario in anni recenti:

RN 72, 2020, 46 (gr. 2,94)

image.png

 

RN 16, 2018, 123 (gr. 2,93)

image.png

 

BFA 37, 2017, 62 (gr. 2,82)

image.png

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