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Un testone forse unico di Clemente XI


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Buonasera e buona domenica a tutti.

Vi presento un testone particolare che da poco sono riuscito ad aggiungere alla mia collezione. 

LA MONETA E LA SUA STORIA.

Clemente XI (1700-1721), Roma, Testone. Munt 61, CNI manca, MIR 2287.

D/: Busto a sinistra con camauro, mozzetta e stola ornata di stella e dei tre monti divisi da fascia tra fogliami. CLEMENS * XI * _ * P * M * A VI * In basso nel giro: . E . HAMERANVS 

R/: La Beata Vergine col capo velato e raggiante e nimbo di stelle, in piedi di fronte su globo e crescente lunare, tiene con ambo le mani alla sua destra il Bambino seminudo col capo raggiante, che trafigge con la lancia crucigera nelle fauci il drago disteso in terra tra nubi. In basso a sinistra: EH . CAVSA . NRAE : _ LAETITIAE Es: MDC - VII, ai lati dello stemma di Mons. Giuseppe d'Aste, presidente di zecca.

T/: liscio    Peso: 9.05 g 

Quando ho visto proposto all'asta questo testone, che veniva giustamente indicato dai compilatori del listino come R5, ho fatto le mie ricerche per cercare di raccogliere tutte le informazioni possibili e sono così riuscito a ricostruire un pedigree di 80 anni! Questa stessa moneta infatti, appare per la prima volta in vendita nella asta Santamaria del 1942, quando venne posta all'incanto la collezione Gili di monete papali. Nelle note del listino (che è nella mia biblioteca), veniva sottolineato che si trattava di un esemplare inedito, mancando sia nel CNI che nel Serafini [foto 1]. La stessa moneta riappare poi nel 1980, alla mitica Kunst und Munzen 21 (collezione Grigori), ed in questo caso si riporta che trattasi dello stesso esemplare della Santamaria 1942 e dell'esemplare descritto e fotografato sul Muntoni, e ritenuto dai compilatori di quel catalogo come Unico (?) [foto 2 e 3]. Il Muntoni al n. 61 riporta effettivamente la nota come ex Santamaria 1942 e dalla foto si conferma essere sempre lo stesso esemplare, essendo ben riconoscibile per le tracce marginali di ossidazione presenti soprattutto al rovescio [foto 4]. Il MIR inspiegabilmente lo classifica solo R4, ma non ne riporta la foto. 

All'asta il testone non è certo passato inosservato e non è stato facile aggiudicarselo, ma la straordinaria rarità della moneta (unico esemplare ad oggi noto), la sua storia e provenienza, mi hanno indotto a fare lo scatto decisivo.

LA MONETA E LA SUA ICONOGRAFIA.

Questo  testone é un anacronismo, riportando infatti al D/ il VI anno di pontificato, mentre al R/ la data 1707. Si tratta infatti di un ibrido ottenuto con il dritto del testone Munt 64, cosidetto delle "Tre Grazie" [foto 5] ed il rovescio del testone Munt 62 [foto 6]. La complessa e pittorica rappresentazione del rovescio costituisce uno degli stilemi barocchi con i quali viene rappresentata l'Immacolata Concezione, come nel caso del dipinto di Carlo Maratta (1625-1713) [foto 7]. 

La Madonna è rappresentata con la testa adornata da una corona di dodici stelle, che simboleggiano le dodici tribù di Israele; i suoi piedi poggiano su un globo, la Terra, insidiata dal serpente ma difesa dalla Vergine che sorregge il figlio suo Gesù che trafigge la testa del serpente (o drago). La raffigurazione corrisponde ai racconti biblici dell’Apocalisse 12, 1, che presenta “una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle” e della Genesi 3, 15: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».

È importante notare che in queste rappresentazioni, vediamo Maria che, pur tenendo il piede sul serpente, non è lei a schiacciarlo. Ci pensa il Bambino Gesù, che lei sorregge, a trafiggere il serpente con una lunga lancia che ha la forma della croce.

Il Serpente antico non ha morso Maria (Immacolata fin dalla concezione) perché Gesù l’ha sconfitto. Maria doveva diventare la Madre di Dio, il quale non può entrare dove c’è traccia di peccato. Perciò, proprio lei è redenta preventivamente, perché Cristo potesse trovare sulla terra almeno "un fazzoletto di terra pulita dove posare il piede", secondo la bella espressione di sant’Antonio di Padova. 

La legenda al R/ si traduce in "Motivo della nostra gioia" e deriva dalle Litanie Lauretane della Madonna. Questa legenda ed iconografia, inedita prima di Clemente XI, è presente anche nell'analoga quadrupla del 1706 [foto 8] e non verrà più ripresa o riproposta dai pontefici successivi a Papa Albani.

Michele 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Complimenti per la nuova e rarissima acquisizione. Bellissima!!

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Meravigliosa e di straordinaria rarità. Congratulazioni vivissime! ✌️

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complimenti, queste sono le monete che danno soddisfazione.

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Complimenti! Intuisco il tuo stato d'animo! E grazie per la ricostruzione accurata della storia di questo testone....ci si può ricavare un articolo!

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Complimenti Michele, un altra preziosa moneta che si aggiunge alla tua notevole raccolta di testoni Pontifici. 

 

Daniele 

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Supporter
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Congratulazioni,è un pezzo veramente introvabile!

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