dracma Inviato 4 Dicembre, 2022 #1 Inviato 4 Dicembre, 2022 Classical Numismatic Group, Triton XXVI, 10-11 Jan 2023, lot 15 https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=6346&lot=15 CALABRIA, Tarentum. Circa 480-470 BC. AR Nomos. Taras, nude, raising left hand and supporting himself with his right, riding dolphin right; TARAS (retrograde) to left, scallop shell below / Wheel of four spokes. Fischer-Bossert Group 4, 80 (V40/R– [unlisted rev. die]); Vlasto 80–1; HN Italy 833; SNG Fitzwilliam 225 (same obv. die); de Luynes 261 (same obv. die). Toned, some die wear on obverse. VF. A giudizio della CNG questa moneta sarebbe stata battuta da un conio di incudine (V 40) che nella classificazione Fischer-Bossert trova impiego all’interno del gruppo 4 (ca. 480-470 a.C.) e, più precisamente, nell’accoppiamento V 40-R 55 (serie 80). Il conio di martello invece risulterebbe per gli editori “unlisted” e pertanto documenterebbe un nuovo abbinamento, non registrato nel catalogo dello studioso tedesco. Fischer-Bossert elenca 11 esemplari battuti dal conio V40 e per quanto molti di essi siano difficilmente rintracciabili e/o in cattiva conservazione, a giudicare dal pezzo conservato a Parigi (ex coll. de Luynes 261 = FB 80.b) nutro non poche riserve sul fatto che la moneta della CNG possa derivare dallo stessio conio di D/. L’occhio del delfino è reso infatti in modo diverso, al pari delle braccia della figura maschile, specie quella che si appoggia sulla parte posteriore del delfino. Ma diversa appare anche la conchiglia e nonostante essa appaia poco visibile sull’esemplare CNG, non mi pare di riscontrare affinità tali che riconducano ad un’identità di conio (V40) con il pezzo di Parigi. Ulteriori differenze mi sembra poi di riscontrare nel decoro bordo, il cui motivo perlinato sembrerebbe alquanto più grossolano sul pezzo in oggetto rispetto a quello in collezione statale. Paris, BN, de Luynes 261 (8,07 g; 16 mm) https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b11315385f.r=261%20261?rk=21459;2 Ma c’è un altro aspetto che mi incuriosisce. Fischer-Bossert elenca tra gli esemplari battuti dalla coppia V40-R55 il pezzo della vendita Ratto, 25.1.1926, 375 (= FB 80.k) che tuttavia mi pare al D/ alquanto diverso dalla moneta di Parigi schedata tra quelle proveniente dai medesimi conii. Il rovescio invece sembrerebbe lo stesso anche a giudicare dalle fratture visibili in punti coincidenti. E’ peraltro singolare che Fischer-Bossert ometta il peso della moneta, che invece è riportato nel catalogo di Ratto (7,93 g). R. Ratto, Monnaies Grecques de la Presqu’île Italique, Vente 25-26.1.1926, 375 (7,93 g) Dallo stesso accoppiamento (V40-R55) il didramma SNG Fitzwilliam 225 riconiato su moneta incerta (Garraffo 1984, 37 n. 10.b e tav. I, 16) e il pezzo alquanto consunto proveniente dal ripostiglio rinvenuto nel 1971 a San Giorgio (o Giovanni) Ionico (= FB 80.a) e ben presto disperso e noto solo parzialmente (Kraay-King, “SNR”, 66, 1987, 7-33). Da Garraffo 1984, tav. I, 16 (= SNG Fitzwilliam 225 = FB 80.d: 8,00 g) Da Kraay-King 1987, pl. V, 29 (= FB 80.a: 8,18 g) Anche qui i dubbi non mancano in quanto l’esemplare SNG Fitzwilliam 225 sembrerebbe presentare il bordo del D/ che non sembra collimare con il pezzo parigino né tantomeno con gli altri. 2 Cita
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