Cremuzio Inviato 31 Maggio, 2023 #1 Inviato 31 Maggio, 2023 In effetti il titolo avrebbe dovuto essere piu’ esaustivo e lungo , continuando cosi' : “…… che impressero nelle monete i simboli di Roma arcaica” , ma per vari motivi ho deciso di condensarlo in questa forma . Siamo nell' anno 489 , Teodorico re degli Ostrogoti scende in Italia attraversando probabilmente un valico delle Alpi giulie . Dal 476 l’ Impero romano occidentale amministrativamente e militarmente non esiste piu’ , Teodorico con sommo intelletto politico decide di non scendere subito fino a Roma per non sembrare un conquistatore dell’ antica capitale , preferisce porre la sua sede a Ravenna , indotto nella sua decisione anche dalla diversa visione del Cristianesimo del Papa Simmaco (498-514) , Arianesimo contro Cristianesimo Calcedoniano . Solo quattro anni dopo l' arrivo in Italia , nell’ anno 500 , Teodorico decide di entrare pacificamente in Roma preceduto nel frattempo da una buona fama di re illuminato , sembra che venisse anche chiamato il nuovo "Traiano" ; con queste premesse rimane facile immaginare il popolo acclamarlo come da antiche usanze nei confronti degli antichi Imperatori che rientravano a Roma . La scena dell’ ingresso di Teodorico in Roma dovrebbe essere stata come un ringraziamento per i lavori di restauro di tanti monumenti antichi dentro l’ Urbs e fuori Roma per il ripristino dell’ agricoltura e delle bonifiche nella campagna romana , fatti che avvennero anche in altre citta' italiane , ma cosa politicamente molto importante , Teodorico aveva lasciato al Senato romano la cura amministrativa e sociale dei Romani e degli Italici , conservando per i suoi Ostrogoti la cura delle faccende militari , detto cosi’ semplicemente sembrerebbe che Teodorico abbia creato in poco tempo uno Stato ideale , suddividendo i compiti dello Stato tra Romani e Ostrogoti , ma purtroppo non fu cosi’ a lungo termine . L’ ampliamento del discorso , seppur necessario per inquadrare il periodo storico delle monete , non rientra nello scopo del post quindi mi fermo qui tornando all’ argomento principale del titolo . Come scritto sembra che Teodorico entrasse in Roma non prima dell’ anno 500 e per questa occasione vennero emesse una serie di monete bronzee in vari moduli “commemorative” dell’ evento e con tema Roma antica , in particolare con allegorie delle origini dell’ Urbs . In base alle allegorie dei dritti e dei rovesci impressi nelle monete di bronzo , insieme alla legenda del dritto ormai solo un lontano ricordo , sembra piuttosto anacronistico che Teodorico conoscesse le origini mitiche di Roma risalenti a quasi 13 secoli prima : la Lupa che allatta Romolo e Remo , oppure il Fico Ruminale , l' albero di fico selvatico che era nei pressi del Tevere , presso il quale Romolo e Remo furono allattati dalla Lupa , qui si fermo’ la cesta dove i due gemelli erano stati abbandonati da un servo confidando nella benevolenza del padre Tevere . Sembrerebbe piu’ consono che i temi allegorici impressi nelle monete di bronzo fossero lasciati da Teodorico alla discrezione del Senato custode delle antiche tradizioni di Roma , nelle monete leggiamo infatti al dritto la legenda INVICTA ROMA con la testa elmata di Roma , ad imitazione degli antichi Denari repubblicani , mentre al rovescio troviamo la Lupa che allatta Romolo e Remo con il simbolo del numero romano dei Nummi corrispondenti e quando presente il numero della zecca in esergo ; in un’ altro modulo troviamo al dritto quanto scritto per il primo modulo , ma al rovescio il Fico Ruminale ai cui lati dell’ albero due Aquile , simboli imperiali , rivolte verso il Fico sembrano proteggerlo . Questi sconosciuti zecchieri del VI secolo furono gli ultimi (?) addetti alle officine che impressero nelle monete le allegorie mitiche dell’ antica Roma , miti che non vennero mai dimenticati . 3 Cita
numa numa Inviato 31 Maggio, 2023 Supporter #2 Inviato 31 Maggio, 2023 excursus molto interessante, grazie. Certamente è plausibile che tali emissioni fossero sotto la responsabilità del Senato. Bellissimo il tipo con il fico ruminale che non conoscevo mentre conosco assai bene i tipi con la lupa. Poco dopo la zecca di Roma avrebbe prodotto, sotto Teodato (534-536) un follis da 40 nummi con il proprio ritratto che resta una delle piu' spettacolari emissioni di questo periodo per la finezza d'incisione e la prestanza del modulo con un peso di 9.43 g. e un diametro di 24/26 mm (MIB 81; MEC 1, 141). Indubbiamente gli incisori che sotto Teoderico e il Senato avevano prodotto bronzetti un po' rudimentali avevano fatto un salto di qualità mentre si puo' parlare di una rivalutazione del follis nel primo quarto del VI secolo rispetto all'ultima fase del V ? 1 Cita
odjob Inviato 31 Maggio, 2023 #3 Inviato 31 Maggio, 2023 1 ora fa, Cremuzio dice: In effetti il titolo avrebbe dovuto essere piu’ esaustivo e lungo , continuando cosi' : “…… che impressero nelle monete i simboli di Roma arcaica” , ma per vari motivi ho deciso di condensarlo in questa forma . Siamo nell' anno 489 , Teodorico re degli Ostrogoti scende in Italia attraversando probabilmente un valico delle Alpi giulie . Dal 476 l’ Impero romano occidentale amministrativamente e militarmente non esiste piu’ , Teodorico con sommo intelletto politico decide di non scendere subito fino a Roma per non sembrare un conquistatore dell’ antica capitale , preferisce porre la sua sede a Ravenna , indotto nella sua decisione anche dalla diversa visione del Cristianesimo del Papa Simmaco (498-514) , Arianesimo contro Cristianesimo Calcedoniano . Solo quattro anni dopo l' arrivo in Italia , nell’ anno 500 , Teodorico decide di entrare pacificamente in Roma preceduto nel frattempo da una buona fama di re illuminato , sembra che venisse anche chiamato il nuovo "Traiano" ; con queste premesse rimane facile immaginare il popolo acclamarlo come da antiche usanze nei confronti degli antichi Imperatori che rientravano a Roma . La scena dell’ ingresso di Teodorico in Roma dovrebbe essere stata come un ringraziamento per i lavori di restauro di tanti monumenti antichi dentro l’ Urbs e fuori Roma per il ripristino dell’ agricoltura e delle bonifiche nella campagna romana , fatti che avvennero anche in altre citta' italiane , ma cosa politicamente molto importante , Teodorico aveva lasciato al Senato romano la cura amministrativa e sociale dei Romani e degli Italici , conservando per i suoi Ostrogoti la cura delle faccende militari , detto cosi’ semplicemente sembrerebbe che Teodorico abbia creato in poco tempo uno Stato ideale , suddividendo i compiti dello Stato tra Romani e Ostrogoti , ma purtroppo non fu cosi’ a lungo termine . L’ ampliamento del discorso , seppur necessario per inquadrare il periodo storico delle monete , non rientra nello scopo del post quindi mi fermo qui tornando all’ argomento principale del titolo . Come scritto sembra che Teodorico entrasse in Roma non prima dell’ anno 500 e per questa occasione vennero emesse una serie di monete bronzee in vari moduli “commemorative” dell’ evento e con tema Roma antica , in particolare con allegorie delle origini dell’ Urbs . In base alle allegorie dei dritti e dei rovesci impressi nelle monete di bronzo , insieme alla legenda del dritto ormai solo un lontano ricordo , sembra piuttosto anacronistico che Teodorico conoscesse le origini mitiche di Roma risalenti a quasi 13 secoli prima : la Lupa che allatta Romolo e Remo , oppure il Fico Ruminale , l' albero di fico selvatico che era nei pressi del Tevere , presso il quale Romolo e Remo furono allattati dalla Lupa , qui si fermo’ la cesta dove i due gemelli erano stati abbandonati da un servo confidando nella benevolenza del padre Tevere . Sembrerebbe piu’ consono che i temi allegorici impressi nelle monete di bronzo fossero lasciati da Teodorico alla discrezione del Senato custode delle antiche tradizioni di Roma , nelle monete leggiamo infatti al dritto la legenda INVICTA ROMA con la testa elmata di Roma , ad imitazione degli antichi Denari repubblicani , mentre al rovescio troviamo la Lupa che allatta Romolo e Remo con il simbolo del numero romano dei Nummi corrispondenti e quando presente il numero della zecca in esergo ; in un’ altro modulo troviamo al dritto quanto scritto per il primo modulo , ma al rovescio il Fico Ruminale ai cui lati dell’ albero due Aquile , simboli imperiali , rivolte verso il Fico sembrano proteggerlo . Questi sconosciuti zecchieri del VI secolo furono gli ultimi (?) addetti alle officine che impressero nelle monete le allegorie mitiche dell’ antica Roma , miti che non vennero mai dimenticati . bisogna vedere se in quel periodo la Zecca di Roma funzionava. Cita
Cremuzio Inviato 31 Maggio, 2023 Autore #4 Inviato 31 Maggio, 2023 9 minuti fa, odjob dice: bisogna vedere se in quel periodo la Zecca di Roma funzionava. Ciao e grazie per l' intervento . Sembrerebbe che la zecca di Roma e le sue officine fossero ancora in attivita' , dopo tutto le monete per il popolo di Roma , ricco o povero , non potevano arrivare da zecche troppo lontane per ovvi motivi di sicurezza ; ad esempio nell' esergo di questi grandi bronzi erano presenti dei numeri , interpretati come numero che si riferiva ad una officina specifica . Cita
numa numa Inviato 31 Maggio, 2023 Supporter #5 Inviato 31 Maggio, 2023 1 ora fa, odjob dice: bisogna vedere se in quel periodo la Zecca di Roma funzionava. direi di si - le monete ci sono pervenute e qualcuno doveva pur averle prodotte Cita
Poemenius Inviato 31 Maggio, 2023 #6 Inviato 31 Maggio, 2023 voglio ricordare in questa discussione, e spero possa essere utile a tutti, che dopo il 425 Roma rimane praticamente l'unica Moneta Publica attiva per l'impero Romano d'occidente... per chi fosse un po' più attento, segnalo che: Treviri chiude intorno al 395/6 anche se sono noti sporadici esemplari battuti probabilmente intorno al 430 Lione chiude al massimo nel 418, e anche qua sono noti incerti esemplari probabilmente databili al 430 circa, ma si contano sulle dita di una mano Arles, chiude con sporadiche emissioni a nome di Giovanni, quindi 423 o poco dopo. e anche qua sono noti incerti esemplari probabilmente databili al 430 circa, ma si contano sulle dita di una mano Milano apre e chiude nei 4 anni di Maggioriano 457-461 Ravenna è un piccolo "caso", perché in modo sporadico copre un periodo lungo... mi sono noti: 1 esemplare a nome di Giovanni 4 o 5 plausibilmente ravennati a nome di Valentiniano III l'intenso periodo di Maggioriano e le emissioni di Leone I...comunque non comuni sicuramente la troviamo ancora operativa con Odoacre Aquileia chiude nei primi mesi di Valentiniano III - 425/6 Quindi Roma è l'unica Moneta Publica attiva per tutto il V secolo, con alcune significative interruzioni .... ma la principale senza ombra di dubbio 2 Cita
Vel Saties Inviato 31 Maggio, 2023 #7 Inviato 31 Maggio, 2023 (modificato) Sotto gli ostrogoti, dopo l'insediamento "stabile" di Teodorico erano attive Roma, Mediolanum e Ravenna e successivamente Ticinum Consiglio di leggere ARSLAN 2004 = E.A. ARSLAN, Dalla classicità al medioevo. La moneta degli Ostrogoti, in “Numismatica e Antichità Classiche. Quaderni Ticinesi”, XXXIII, 2004, pp. 429-462. ARSLAN 2011 = E.A. ARSLAN, La produzione della moneta nell’Italia ostrogota e longobarda, in Le zecche italiane fino all’Unità, a cura di L. Travaini, Roma 2011, pp. 367-413. Modificato 31 Maggio, 2023 da Vel Saties 1 Cita
Vel Saties Inviato 31 Maggio, 2023 #8 Inviato 31 Maggio, 2023 4 ore fa, odjob dice: bisogna vedere se in quel periodo la Zecca di Roma funzionava. certamente si Cita
Vel Saties Inviato 31 Maggio, 2023 #9 Inviato 31 Maggio, 2023 5 ore fa, Cremuzio dice: Sembrerebbe piu’ consono che i temi allegorici impressi nelle monete di bronzo fossero lasciati da Teodorico alla discrezione del Senato custode delle antiche tradizioni di Roma Nella suddivisione di compiti tra genti germaniche e romanze certamente la produzione monetale fu a cura della componente romana ma sempre sotto la volontà dei re medesimi. La moneta è uno strumento di propaganda troppo potente per lasciarlo a chicchessia fosse anche un consigliere del calibro di Severino Boezio o Cassiodoro. Questa attenzione per la monetazione si svince dal profondo ripensamento delle emissioni medesime, dal trimetallismo, dal ritorno di monete enee pesanti etc etc Cita
numa numa Inviato 31 Maggio, 2023 Supporter #10 Inviato 31 Maggio, 2023 credo che nel V secolo la zecca di Mediolanum fosse attivissima. Abbiamo emissioni per Arcadio 398-408 Onorio 393-423 Valentiniano III 425-455 Marciano 450-457 Avito 455-456 Leone I 457-474 Maiorianus 457-461 Libio Severo 461-465 Antemio 467-472 Olibrio 472 (impossibile escluderlo dopo il ritrovamento di Como 🙂) Glicerio 473-474 Giulio Nepote 474-475 Romolo Augusto (475-476 Zenone 477-491 Basilisco 476-477 Anastasio I 491-518 Per approfondimenti i due ponderosi tomi di Guy Lacam: La fin de l'Empire Romaine et le monnayage en or en Italie" Parigi 1983 e Oscar Ulrich Bansa "Moneta Mediolanensis" , Venezia 1949 A Ravenna bel V secolo hanno coniato: Arcadio Onorio Costanzo III Giovanni Teodosio II Galla Placidia Onoria Valentiniano III Licina Eudoxia Marciano Petronio Massimo Avito Maioriano Leone I Libio Severo III Antemio Glicerio Giulio Nepote Basilisco Romolo Augusto Zenone Odoacre Teodorico ( e a seguire gli altri sovrani Goti) per approfondimenti: Eugenio ed Enrico Baravelli " Il bronzo antico della zecca di Ravenna" 2013 2 Cita
Poemenius Inviato 1 Giugno, 2023 #11 Inviato 1 Giugno, 2023 8 ore fa, numa numa dice: credo che nel V secolo la zecca di Mediolanum fosse attivissima. Abbiamo emissioni per Arcadio 398-408 Onorio 393-423 Valentiniano III 425-455 Marciano 450-457 Avito 455-456 Leone I 457-474 Maiorianus 457-461 Libio Severo 461-465 Antemio 467-472 Olibrio 472 (impossibile escluderlo dopo il ritrovamento di Como 🙂) Glicerio 473-474 Giulio Nepote 474-475 Romolo Augusto (475-476 Zenone 477-491 Basilisco 476-477 Anastasio I 491-518 Per approfondimenti i due ponderosi tomi di Guy Lacam: La fin de l'Empire Romaine et le monnayage en or en Italie" Parigi 1983 e Oscar Ulrich Bansa "Moneta Mediolanensis" , Venezia 1949 A Ravenna bel V secolo hanno coniato: Arcadio Onorio Costanzo III Giovanni Teodosio II Galla Placidia Onoria Valentiniano III Licina Eudoxia Marciano Petronio Massimo Avito Maioriano Leone I Libio Severo III Antemio Glicerio Giulio Nepote Basilisco Romolo Augusto Zenone Odoacre Teodorico ( e a seguire gli altri sovrani Goti) per approfondimenti: Eugenio ed Enrico Baravelli " Il bronzo antico della zecca di Ravenna" 2013 Notare bene che io ho parlato di "moneta publica" ovvero quella che coniava bronzo, che sappiamo bene essere cosa assai differente dalla "zecca" che coniava oro... e poiché qua si parlava di Bronzo e non di Oro, è poco utile mischiare le due cose.... anche perchè le emissioni avvenivano spesso proprio in luoghi distinti e nemmeno per forza adiacenti. quindi al netto di questa lista, che ben conosco, il mio quadro rimane valido per il bronzo saluti Alain Cita
Poemenius Inviato 1 Giugno, 2023 #12 Inviato 1 Giugno, 2023 8 ore fa, numa numa dice: credo che nel V secolo la zecca di Mediolanum fosse attivissima. Abbiamo emissioni per Arcadio 398-408 Onorio 393-423 Valentiniano III 425-455 Marciano 450-457 Avito 455-456 Leone I 457-474 Maiorianus 457-461 Libio Severo 461-465 Antemio 467-472 Olibrio 472 (impossibile escluderlo dopo il ritrovamento di Como 🙂) Glicerio 473-474 Giulio Nepote 474-475 Romolo Augusto (475-476 Zenone 477-491 Basilisco 476-477 Anastasio I 491-518 Per approfondimenti i due ponderosi tomi di Guy Lacam: La fin de l'Empire Romaine et le monnayage en or en Italie" Parigi 1983 e Oscar Ulrich Bansa "Moneta Mediolanensis" , Venezia 1949 A Ravenna bel V secolo hanno coniato: Arcadio Onorio Costanzo III Giovanni Teodosio II Galla Placidia Onoria Valentiniano III Licina Eudoxia Marciano Petronio Massimo Avito Maioriano Leone I Libio Severo III Antemio Glicerio Giulio Nepote Basilisco Romolo Augusto Zenone Odoacre Teodorico ( e a seguire gli altri sovrani Goti) per approfondimenti: Eugenio ed Enrico Baravelli " Il bronzo antico della zecca di Ravenna" 2013 ULRICH BANSA infatti per mediolanum cita solo Maggioriano e BARAVELLI per il V secolo cita Maggioriano e assegna a Zenone una moneta che invece è di Leone I...e null'altro fino a Odoacre mi sembra che ci siamo... Cita
numa numa Inviato 1 Giugno, 2023 Supporter #13 Inviato 1 Giugno, 2023 Arslan parlando del nummus emesso dagli imperatori romani nel V secolo (peso teorico 1.137 gr pari a 1/288 libbra - con un'equivalenza di 7000/7200 nummi per solidus) fa riferimento all'eccezionale stabilità mantenuta da tale nominale fino all'avvento di Zenone per cui dopo il suo secondo regno vennero ad essere messi in crisi i rapporti tra i tre metalli originando un disordine proprio nella moneta - enea - maggiormente utilizzata negli scambi quotidiani. Tale quadro interessa pero' l'ultimo quarto del V secolo mentre in precedenza la produzione di moneta doveva essere piuttosto consistente proprio per ovviare a queste esigenze di scambio commerciale quotidiano. Roma, Mediolanum e Ravenna restano i centri di produzione di questi nummi municipali mentre con l'avvento di Odoacre (che conia oro solo a nome di Basilisco e Zenone) si assiste ad una transizione per l'argento e il bronzo ove viene a sostituirsi ritratto e monogramma del sovrano barbaro ai tipi finora di esclusiva prerogativa imperiale. Odoacre prorpio a Ravenna conia piccoli nummi con il proprio ritratto e monogramma testimoniando il progressivo passaggio da moneta locale/municipale ad una monetazione di carattere nazionale che i Goti realizzeranno solo con il bronzo. Teoderico spingerà ancora oltre questo passaggio introducendo una serie ufficiale di monetazione bronzea ostrogota con i tipi della personificazione armata di Roma svincolandosi dal bisogno di segnalare una qualsiasi delega imperiale. >La riforma teodoriciana riusci' nell'intento, fondamentale , di contenere il processo di svalutazione del bronzo che aveva caratterizzato le emissioni del V secolo precedenti, in quest'opera collaborando con membri di spicco della burocrazia romana imperiale quali Cassiodoro e Boezio. Le emissioni bronzee 'municipali' furono molto caldeggiate dai sovrani goti successivi, ma qui siamo pero' ben oltre il V secolo. Cito per referenza l'esaustivo e interessantissimo excursus numismatico a cura di Ermanno Arslan contenuto nel ponderoso tomo "Magistra Barbaritas" edito da Scheiwiller nel 1984, e parte della collana Antica Madre a cura del noto archeologo e storico Giovanni Pugliese Carratelli - che ripercorre parte delle coniazioni enee del V secolo e soprattutto della transizione alle successive emissioni Gote in territorio italico. Cita
Poemenius Inviato 1 Giugno, 2023 #14 Inviato 1 Giugno, 2023 41 minuti fa, numa numa dice: Roma, Mediolanum e Ravenna restano i centri di produzione di questi nummi mi è partita una citazione a casa...scusate eviterei qua di parlare del valore del nummus, che c'entra poco... 1 Cita
Cremuzio Inviato 1 Giugno, 2023 Autore #15 Inviato 1 Giugno, 2023 30 minuti fa, Poemenius dice: eviterei qua di parlare del valore del nummus, che c'entra poco... Ciao , infatti la discussione sta scivolando fuori argomento . . 1 1 Cita
Poemenius Inviato 1 Giugno, 2023 #16 Inviato 1 Giugno, 2023 può essere invece interessante una valutazione congiunta con un fatto simile che accade altrove.... abbiamo OSTROGOTI - che coniano monete in bronzo "grandi", roba che non si vedeva da un secolo almeno con la fine degli AE2 - che non riportano l'autorità imperiale e quindi appaiono "municipali" in un senso allargato del termine - che riprendono rimandi alla romanità più antica e contemporaneamente VANDALI - che coniano monete in bronzo "grandi", - che non riportano l'autorità imperiale e quindi appaiono "municipali" in un senso allargato del termine - che riprendono rimandi alla storia di Cartagine antica, una su tutti la protome equina, ma ce ne sono altri Questo è certamente un punto di vista interessante, e che certamente non è farina del mio sacco essendo stato toccato da vari numismatici, ma che lascia ancora spazi non del tutto chiariti... in primis quel termine "municipale" che ho appena usato in modo non per forza tecnico 1 Cita
numa numa Inviato 1 Giugno, 2023 Supporter #17 Inviato 1 Giugno, 2023 Bene coniazione ‘municipale’ ( che ho usato sopra) termine piu’ appropriati che coniazione ‘pubblica’ - non utikizzato in letteratura Cita
Poemenius Inviato 1 Giugno, 2023 #18 Inviato 1 Giugno, 2023 32 minuti fa, numa numa dice: Bene coniazione ‘municipale’ ( che ho usato sopra) termine piu’ appropriati che coniazione ‘pubblica’ - non utikizzato in letteratura io non l'ho mai chiamata coniazione pubblica - ma la Moneta Publica è il termine tecnico della "zecca" che coniava il solo Bronzo ... si chiama così in letteratura.... Cita
Cremuzio Inviato 1 Giugno, 2023 Autore #19 Inviato 1 Giugno, 2023 1 ora fa, Poemenius dice: può essere invece interessante una valutazione congiunta con un fatto simile che accade altrove.... 1 ora fa, Poemenius dice: che non riportano l'autorità imperiale e quindi appaiono "municipali" in un senso allargato del termine Hai ragione , nel senso che nella mia risposta n° 15 sono stato troppo sintetico , mi riferivo solo alle varie zecche citate molte delle quali operanti fino al V secolo , mentre l' argomento del post e' limitato al VI secolo . Mi piace molto , perche' pertinente alla zecca di Roma e quelle del nord Italia del periodo ostrogoto , il termine "Municipale" relativamente alle emissioni bronzee popolari . Cita
numa numa Inviato 1 Giugno, 2023 Supporter #20 Inviato 1 Giugno, 2023 2 ore fa, Poemenius dice: io non l'ho mai chiamata coniazione pubblica - ma la Moneta Publica è il termine tecnico della "zecca" che coniava il solo Bronzo ... si chiama così in letteratura.... Sara’ Arslan usa il termine ‘municipale’ Cita
Poemenius Inviato 1 Giugno, 2023 #21 Inviato 1 Giugno, 2023 3 ore fa, numa numa dice: Sara’ Arslan usa il termine ‘municipale’ Si ma leggi per favore quello che scrivo...perché altrimenti mi sembra una cosa assurda.... La monetazione di cui parliamo è MUNICIPALE Le zecche che coniavano bronzo si chiamano MONETA PUBLICA Spero di aver chiarito.... Chiaro? Monete municipali Zecche dedicate al bronzo = monetae publicae Se mi dici ancora che ho chiamato le monete ostrogote pubbliche mi sparo 😂 https://www.oxfordreference.com/display/10.1093/acref/9780198662778.001.0001/acref-9780198662778-e-3217;jsessionid=8DC155C2F45D9F69C6E7F737AE63CF67 Spero sia sufficiente.... Cita
numa numa Inviato 1 Giugno, 2023 Supporter #22 Inviato 1 Giugno, 2023 Mi sembra un tono un tantino arrogante 😁 Cita
numa numa Inviato 1 Giugno, 2023 Supporter #23 Inviato 1 Giugno, 2023 Un conto e’ riferirsi alla tipologia di conoazione: ‘municipale’ un conto all’officina il bravo studioso non e’ apodittico bensi aperto e inclusivo 😊 Il 31/5/2023 alle 16:40, Poemenius dice: voglio ricordare in questa discussione, e spero possa essere utile a tutti, che dopo il 425 Roma rimane praticamente l'unica Moneta Publica attiva per l'impero Romano d'occidente... per chi fosse un po' più attento, segnalo che: Treviri chiude intorno al 395/6 anche se sono noti sporadici esemplari battuti probabilmente intorno al 430 Lione chiude al massimo nel 418, e anche qua sono noti incerti esemplari probabilmente databili al 430 circa, ma si contano sulle dita di una mano Arles, chiude con sporadiche emissioni a nome di Giovanni, quindi 423 o poco dopo. e anche qua sono noti incerti esemplari probabilmente databili al 430 circa, ma si contano sulle dita di una mano Milano apre e chiude nei 4 anni di Maggioriano 457-461 Ravenna è un piccolo "caso", perché in modo sporadico copre un periodo lungo... mi sono noti: 1 esemplare a nome di Giovanni 4 o 5 plausibilmente ravennati a nome di Valentiniano III l'intenso periodo di Maggioriano e le emissioni di Leone I...comunque non comuni sicuramente la troviamo ancora operativa con Odoacre Aquileia chiude nei primi mesi di Valentiniano III - 425/6 Quindi Roma è l'unica Moneta Publica attiva per tutto il V secolo, con alcune significative interruzioni .... ma la principale senza ombra di dubbio Questi dati sono un po’ frammentari e opinabili - ma siamo in una discussione e possono starci . In un articolo ovviamente sarebbe differente 😊 Cita
Poemenius Inviato 1 Giugno, 2023 #24 Inviato 1 Giugno, 2023 9 minuti fa, numa numa dice: Un conto e’ riferirsi alla tipologia di conoazione: ‘municipale’ un conto all’officina il bravo studioso non e’ apodittico bensi aperto e inclusivo 😊 Questi dati sono un po’ frammentari e opinabili - ma siamo in una discussione e possono starci . In un articolo ovviamente sarebbe differente 😊 No dai arrogante no Opinabili... Me li dovresti spiegare perché questi dati sono al 90 % quelli del RIC x ... E sono quelli che sto preparando per un articolo... Se sono opinabili ti invito a dirmi quali e come perché sarei sinceramente interessato alla critica costruttiva... Diversamente posso ampliare la spiegazione e citare moneta per moneta e datazioni singole... Meglio non andare a braccio su queste cose... Ma dai.. mi conosci ... Arrogante no... Ma quando mi dai risposte a braccio... O senza circostanziare ... O confondendo le cose che scrivo un po' rimango allibito... Nulla più. Se hai dati differenti per le chiusure delle zecche che coniavano bronzo nel V secolo in occidente sarei felicissimo di leggeli Cita
Vel Saties Inviato 2 Giugno, 2023 #25 Inviato 2 Giugno, 2023 @numa numa, @Poemenius... calmi ragazzi... mannaggia alla mancanza della comunicazione non verbale Ma state parlando di due cose differenti in una discussione, sulle zecche, 20 ore fa, numa numa dice: coniazione ‘municipale’ sono gli oggetti: le monete chiamate da Arslan e, ormai nella vulgata "municipali", cioé le monete in AE che non hanno l'indicazione ne' del potere imperiale ne' di quello regale ostrogoto. Sono le coniazioni Invicta Roma, Felix Ravenna e Felix Ticinum. Sono oggetti, monete, che presentano elementi di discussione per attribuirle a questo o quel periodo ma è comune chiamarle "municipali". Avete parlato entrambi di municipali per indicare gli oggetti. Il 31/5/2023 alle 16:40, Poemenius dice: dopo il 425 Roma rimane praticamente l'unica Moneta Publica attiva per l'impero Romano d'occidente sono le zecche che coniano monete in AE, non gli oggetti. In seguito i vostri interventi sono state due danze che si sono avvicinate e scontrate su questi due termini che non sono stati utilizzati in alternativa, come la stessa cosa, ma come cose differenti. Da qui il qui pro quo. 1 Cita
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