darioelle Inviato 15 Maggio, 2025 #1 Inviato 15 Maggio, 2025 Buongiorno lamonetiani. Ho questa moneta "posteggiata" da tempo fra le pochissime nel limbo delle non identificate. Era un lotto di monete di origine asiatico-araba ma non posso escludere che non sia esattamente di quella provenienza chiaramente. Diametro abbastanza grande 31,6 mm Peso 11,63 g Essendo leggibile solo nella zona centrale mi dà l'impressione di essere contromarcata o magari semplicemente coniata a martello nella porzione centrale di un disco di rame altrimenti poco leggibile. Da un lato sembra visibile un "4" in caratteri arabi (quella specie di E per intenderci), se ruotassi la moneta di 90° in senso antiorario potrebbe essere un carattere tipico di alcune monete indiane sempre della area di influenza linguistica araba (una specie di y rovesciata). Dall'altro lato una C ma che potrebbe essere ben altro se di origine araba. Qualche suggerimento o aiuto? Grazie a tutti! Cita
nikita_ Inviato 15 Maggio, 2025 Supporter #2 Inviato 15 Maggio, 2025 Sicuro del peso? la moneta sembra piuttosto spessa e con quel diametro da l'impressione di pesare di più, comunque, con molta fantasia ci vedo una porzione di tughra, magari era presente in quel tondello (ex moneta sfinita dall'usura) dove è stata apposta la contromarca. Cita Awards
darioelle Inviato 15 Maggio, 2025 Autore #3 Inviato 15 Maggio, 2025 Ciao Nikita grazie della risposta, il peso è quello Cita
darioelle Inviato 27 Agosto, 2025 Autore #5 Inviato 27 Agosto, 2025 (modificato) Dopo essermi rivolto ad un gruppo specializzato anche nel settore orientale centroasiatico, vorrei in breve aggiornare la discussione a beneficio della nostra comunità. Questo "pezzo di metallo" che per anni è rimasto totalmente ignorato si è rivelato piuttosto interessante per la storia che ha. Intanto le foto vanno ruotate come segue: Dalla prima foto si evince che sia una moneta contromarcata proveniente dalla zecca di Rasht (Iran) . Nella seconda così orientata viene fuori il disegno di un pavone con la testa verso sinistra e la corona di piume intorno. Tale disegno, seppure con proporzioni diverse, insieme ad altri animali, è tipico di questa zecca. La maggior parte delle monete di Rasht non ha una classificazione precisa per la mancanza di dati e registri e ogni tipologia venne coniata con diverse differenze e sottotipi con piccole varianti. Le fatture sono a volte molto approssimative e realizzate con scarsa cura lasciando pensare che si tratti di monete di emergenza. L'evento che più probabilmente ne abbia giustificato la produzione, secondo quanto emerso, potrebbe essere la guerra Russo-Safavida che ha coinvolto questa città nel 1723-1724 costringendola ad un assedio da parte delle forze russe. In quei drammatici giorni sarà stato necessario battere moneta con grande fretta a causa dell'avanzata russa su Rasht già dal 1722. Con le truppe del colonnello Shipov in parte in città, in parte appena fuori, potrebbe esserci stato il tipo di panico a Rasht che avrà portato all'accaparramento di monete che, a sua volta, avrà portato a più panico. In una prima fase, i russi furono accolti come alleati contro le incursioni delle bande afghane e una parte dell'esercito russo fu alloggiato in città, sorsero tensioni (forse tensioni religiose?) e ai russi fu detto di andarsene. Successivamente, i russi lasciarono la città, ma si accamparono appena fuori dalle mura della città promettendo di andarsene, cosa che non fecero. Di conseguenza, ci fu una battaglia fuori dalle mura della città. I russi vinsero e presero la città. In quei giorni per l'abitante medio di Rasht le monete di rame erano vitali, per comprare cibo al mercato, erano lo strumento essenziale. Pur di farne scorta molti avranno forse pagato in argento per farsi dare resto in rame da accumulare. Ben presto, i mercanti sul mercato avranno iniziato a rifiutare l'argento, poiché si stavano esaurendo le monete di rame. Ne consegue il panico di cui parlavo prima e la decisione di fare una riserva ancora più grande di monete di rame. Questo è un circolo vizioso. L'unico modo per romperlo è fornire enormi quantità di monete di rame per mantenere il mercato in corso. Tutto ciò che è di rame e rotondo, comprese le vecchie monete molto usurate, venne coniato per sembrare una moneta. SE la fiducia fosse tornata, le monete accumulate sarebbero state spese e le monete di emergenza ritirate. Deve quindi essere stato importante rompere quel circolo vizioso con l'emissione delle monete di emergenza. Rasht è la capitale del Gilan, una provincia iraniana che copre l'intera costa occidentale del Mar Caspio, e le monete civiche di Rasht erano valide in tutta la provincia, non solo in città. E' possibile che, di fronte alla minaccia di occupazione della città, dopo gli sbarchi russi sulla costa, la zecca sia stata trasferita altrove per coniare le monete necessarie all'uso quotidiano, magari con personale forse meno esperto. Di queste monete di emergenza restano pochi esemplari fra l'altro poco studiati e catalogati. E' una ricostruzione che non ha certezze storiche ma spiegherebbe bene il grezzo modo in cui questo tondello metallico praticamente liscio ha subito quella contromarca. Che ne dite? Merita di riposare in un raccoglitore e trovare una collocazione più dignitosa di un polveroso scaffale? Modificato 27 Agosto, 2025 da darioelle 5 Cita
gpittini Inviato 27 Agosto, 2025 #6 Inviato 27 Agosto, 2025 DE GREGE EPICURI Storia estremamente interessante. Non so nulla di questa particolare vicenda; mi viene spontanea però una obiezione: non ho mai sentito parlare di situazioni in cui fosse rifiutato il metallo nobile (argento) a favore di quello vile (rame). Pur comprendendo la necessità dei piccoli acquisti, credo che in tali situazioni si tendesse piuttosto a sminuzzare le monete di Ag, oppure ad usare altri materiali di emergenza come gettoni. 1 Cita
darioelle Inviato 27 Agosto, 2025 Autore #7 Inviato 27 Agosto, 2025 Giusta osservazione, io ho riportato una sintesi di quanto emerso nella discussione nell'altro forum. L'uso dell'argento, senza un possibile resto da dare, poteva essere un problema, non sono a conoscenza nella realtà centroasiatica di frazionamenti di monete in argento e l'uso di gettoni, con le tecniche di coniazione arretrate che spesso avevano le zecche, mi sembra di difficile attuazione, piuttosto era più semplice iniziare a mettere punzoni sui primi pezzi di rame a disposizione. Cita
savoiardo Inviato 28 Agosto, 2025 Supporter #8 Inviato 28 Agosto, 2025 In tutti gli assedi la crisi monetaria all'interno delle città è una prassi! Tutti nascondevano il metallo nobile (argento oro) e quindi anche le monete. Questo obbligava a volte a coniare monete di emergenza su metallo più vile con valore maggiorato o a coniare per poter far circolare moneta per gli scambi. Ovviamente si coniava su quello che si trovava, dipendeva dalle situazioni... Comunque se si tratta di una moneta ossidionale, anche se non di area italiana o europea, rimane una moneta estremamente interessante, come tutte le ossidionali! Cita
darioelle Inviato 28 Agosto, 2025 Autore #9 Inviato 28 Agosto, 2025 Ciao Savoiardo, l'origine da Rasht non è in dubbio come il fatto che si tratti di una moneta di emergenza, sulla datazione e quindi sulla causa della emergenza non si è finora avuta certezza, magari fra vent'anni se ne verrà a capo. Non mi sorprenderebbe che qualche università iraniana prima o poi avvii degli studi e delle classificazioni più precisi sulle monetazioni civiche in rame che sono un mondo ancora in parte poco esplorato. Cita
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