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Inviato

Ciao @gpittini  

I piccoli moduli di Nicopolis corrispondono essenzialmente a una monetazione civica con Apollo o Dioniso al dritto. Non l’ho trovato, è assente dal Varbanov; bisognerebbe consultare il Hristova / Jekov: The Coins of Moesia Inferior, molto più utile per questa monetazione « pseudo-autonoma». 

L’etnico, più o meno completo, viene spesso distribuito tra il dritto e il rovescio: 

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On 1/25/2026 at 9:02 PM, gpittini said:

DE GREGE EPICURI

Un altro bronzo di Macrino (11,6 g. e 25 mm), con un interessante rovescio. Al D, attorno al busto, si legge parte del nome.

Al R., Hermes nudo poggia il piede destro su un basamento, tiene un caduceo con la destra ed un panno con la sinistra. Nel giro si legge: ΥΠ CΤΑΤΙΛΟΝΓΙΝ..   e in esergo solo:...ΤΡ. Il magistrato è Statilius Longinus.

Questa finora non è classificata.

PIC_1748_edited.JPG

PIC_1749_edited.JPG

 

 

Un rovescio poco comune e un bel ritratto piuttosto insolito di Macrino. 

Stesso conio di dritto di questa moneta, legenda AVT K M OΠΠEΛIOC/ CEVH MAKPINOC

 

IMG_1962.jpeg.6862b32d76d17f456f731ed1df4d4191.jpeg

Il Varbanov 3545 ha lo stesso rovescio ma con un busto drappeggiato e corazzato. 

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Inviato

Esemplare con Ermes al rovescio della Auktionshaus H. D. Rauch, Auction 88, lot 478, 17.05.2011

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RÖMISCHE KAISERZEIT
Macrinus (217-218)
(D) Lokalbronze (11,95g), Nikopolis ad Istrum (Moesia Inferior), Magistrat Statius Longinus. Av.: Büste mit Lorbeerkranz und Kürass n.r. Rv.: Hermes mit Kerykeion n.l. setzt r. Fuß auf Felsen. -- Leichte Prägeschwäche am Rd., geringfügige Reinigungsspuren im Rv. Varbanov 3545var (Av.), AMNG I/1 448.1753var (Legenden).
RR vzgl.

apollonia

 

 

 


Inviato (modificato)

DE GREGE EPICURI

@Vietmimin Purtroppo, non saprei come consultare il volume della Hristova.

Oggi vorrei postare questo medio bronzo (13,7 g. e 27 mm) di Gordiano III, che mi pare non molto comune (manca nella SNG Copen.)  Al D il busto dell'imperatore, con le titolature consuete. 

Al R. un' aquila con corona nel becco, e la scritta:  ΥΠ CΑΒ ΜΟΔΕCΤΟ - ΝΙΚΟ...  e in esergo: ..C ICTRON.  (magistrato: Sabinus Modestus)   Dovrebbe trattarsi del Varbanov 4192.

PIC_1493_edited.JPG

PIC_1494_edited.JPG

Modificato da gpittini

Inviato

Questa iconografia dell’Aquila legionaria su un fulmine (simbolo di Giove) con una corona (penso civica o d’alloro) nel becco doveva simboleggiare l'invincibilità dell'esercito romano, la sua disciplina e la protezione divina di cui godeva.

apollonia

 


Inviato (modificato)

DE GREGE EPICURI

Di questa, purtroppo, mi restano solo le foto, ma ve la mostro perchè mi sembra una bella moneta; ricordo che si trattava di un medio bronzo.  Al D un bel ritratto giovanile di Caracalla, con abbondante capigliatura.

Al R., Dioniso nudo stante a sinistra, che regge con la destra un grappolo d'uva, nella sinistra si appoggia a un tirso. Il magistrato è Gallus.

Mi pare di tratti di: Moushmov 1091.

68.JPG

69.JPG

Modificato da gpittini
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Inviato

Salve,

Ci dovrebbe essere una pantera ai piedi di Dioniso, come in questo esemplare della Numismatik Naumann 91.

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Roman Provincial Coins
MOESIA INFERIOR. Nicopolis ad Istrum. Caracalla (198-217). Ae. Aurelius Gallus, legatus consularis.
Obv: AVT K M AVP ANTΩNIN. Laureate bust right, slight drapery on far shoulder.
Rev: VΠ AVP ΓAΛΛOV NIKOΠOΛEΙΤΩN / PROC ICTRO. Dionysos standing facing, head left, holding grapes and filleted thyrsus; panther left.
Varbanov - (cf. Varbanov 3095 rv. and obv. legend; type of obv.); CN online -. Rare
Condition: Very fine. Weight: 12.44 g. Diameter: 27 mm.

apollonia

 

 

 

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Inviato

Ciao @apollonia La foto non corrisponde alla didascalia, ma è interessante con un esemplare sconosciuto da Varbanov, con un ariete che accompagna Hermes invece del gallo. 

« Entrambi gli animali erano associati al dio: il gallo in relazione al ruolo di Hermes come messaggero, poiché il gallo annuncia ogni nuovo giorno; l’ariete svolge un ruolo di primo piano sia nel mito di Hermes che salva Frisso ed Elle inviando un ariete dal vello d’oro per sottrarre i gemelli al sacrificio, sia nell’episodio del salvataggio di Tanagra dalla peste, quando il dio percorse le mura della città portando un ariete. Le immagini di Hermes Kriophoros («portatore dell’ariete») erano comuni nell’antichità e influenzarono profondamente l’iconografia di Cristo Buon Pastore. »

La moneta di gpittini (Dioniso con tirso e grappolo d’uva, e probabile pantera) differisce dai Varbanov 3091 e 3095 (uguali!) per il busto e la legenda al dritto.

Tornando alla moneta precedente di Gordiano III, è catalogata RPC VII, 2, 1269, purtroppo non è rara con 24 esemplari illustrati sul sito del RPC

https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/7.2/1269

 

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Inviato

Miti di Ermes con l’ariete

Nel mito greco, l'ariete è legato a Ermes principalmente attraverso la figura di Crisomallo, l'ariete dal vello d'oro inviato dal messaggero degli dei per salvare Frisso ed Elle, figli di Atamante. Ermes agisce come intermediario divino, salvando i bambini dalla matrigna. Inoltre, Ermes è spesso rappresentato come protettore dei mandriani, talvolta raffigurato con un ariete. 

Ecco i dettagli principali della relazione tra l'ariete ed Ermes:

Crisomallo e il Vello d'Oro: Ermes invia questo ariete divino, dotato di ali e vello d'oro, per mettere in salvo i figli del re Atamante.

Salvataggio di Frisso ed Elle: Durante la fuga, Elle cade nell'Ellesponto (che prende da lei il nome), mentre Frisso raggiunge la Colchide, dove l'ariete viene sacrificato a Zeus e il suo vello diventa il famoso Vello d'Oro.

Protettore dei Mandriani: Ermes, dio dei viaggiatori e dei pastori, è a volte raffigurato con un ariete, simboleggiando il suo ruolo di protettore del bestiame.

Significato Mitologico: L'ariete rappresenta un elemento di salvataggio e protezione, incarnando le qualità pratiche e d'azione connesse al dio messaggero. 

In sintesi, l'ariete nel mito di Ermes è un messaggero di salvezza, un animale prodigioso inviato per compiere la volontà divina e proteggere i mortali.

(segue)

 

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Inviato

Il "mito" di Tanagra è principalmente legato alla scoperta archeologica del 1870 di raffinate statuine in terracotta (tanagrine) nelle necropoli dell'omonima città beota, figure che incarnavano l'archetipo dell'eterno femminino, la "Mater" nutrice e la grazia quotidiana, influenzando profondamente l'arte e la moda della Belle Époque. 

Principali aspetti legati a Tanagra:

Le Tanagrine (Statuine): Rinvenute in gran numero, queste statuette ellenistiche raffigurano giovani donne (kore) avvolte in pepli e himation, spesso con ventagli o cappelli, simboleggiando una bellezza raffinata e serena. La loro "allure" ha ispirato artisti francesi e collezioni come quella del Louvre.

Significato Culturale: Rappresentano il passaggio dalla monumentalità marmorea (come quella di Fidia) a una dimensione più intima, domestica e umana dell'arte, celebrando la figura femminile nella sua grazia quotidiana.

Il mito di Eunosto e Ocna: Legato alla città di Tanagra, questo racconto narra dell'amore non corrisposto di Ocna per Eunosto. Rifiutata, Ocna accusò falsamente il giovane di tentata violenza, causandone l'omicidio per mano dei fratelli. Pentita, Ocna si tolse la vita dopo la scoperta della verità.

Tanagra nell'Arte Moderna: La statuina è stata celebrata anche nella scultura "Tanagra" di Jean-Léon Gérôme (1890), che ritrae una figura femminile seduta con in mano una piccola tanagrina, fondendo archeologia e arte moderna. 

Queste statuette, create tra il IV e il III secolo a.C., offrono uno spaccato della vita e della sensibilità artistica greca, diventando un'icona di bellezza senza tempo.

(segue)

 

 


Inviato

https://www.treccani.it/enciclopedia/tanagra_(Enciclopedia-dell'-Arte-Antica)/

Dal vocabolario

Vedi TANAGRA dell'anno: 1966 - 1997

TANAGRA (Τάναγρα, Tanagra)

Città della Beozia orientale, situata sulla riva N dell'Asopos, vicino ai confini dell'Attica. Era così chiamata da una ninfa, figlia di Aiolos o di Asopos. Il territorio, che comprendeva molti villaggi, incluso quello di Aulis, variò in estensione nei diversi periodi. Durante l'ultima parte del IV e il III sec. a. C. era la città più importante della Beozia. Oggi è soprattutto famosa per le figurine trovate nelle necropoli.

3. Culti. - Pausania (ix, 22, 1 ss.) parla dei culti, dei quali il più importante era quello di Hermes. Una tradizione locale lo diceva nato nella vicina montagna. Era venerato sotto due aspetti. Come kriophòros, il dio dei pastori, che aveva salvato la città dalla peste, era stato raffigurato da Kalamis con l'ariete sulle spalle (Imhoof-Gardner, tavv. x, xi, xii). Come pròmachos aveva condotto i giovani alla vittoria sugli Eretrî invasori. La sua immagine di culto sembra riprodotta su monete (Imhoof-Gardner, tavv. x, xiii-xvi). Altri templi importanti erano quelli di Dioniso, di Themis, di Afrodite, di Apollo. La statua di Dioniso era stata ugualmente fatta da Kalamis (Imhoof-Gardner, tav. x). Un importante santuario di Demetra, che originariamente era fuori delle mura, fu ricostruito all'interno della cinta nel tardo III sec. a. C. (Reinach).

Vedi anche https://www.larchetipo.com/2018/06/siti-e-miti/tanagra-largilla-carnale/

apollonia

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