lord_orione Inviato 16 Dicembre, 2025 #1 Inviato 16 Dicembre, 2025 Ancora nonostante tanti anni che colleziono non sono riuscito a trovare un buon 5 lire 1914 quadriga briosa anche circolata poco, che sia genuina, con patina coeva dell'epoca, senza non essere stata manipolata, lavata, lucidata, eccetera eccetera... Lasciamo perdere il fior di conio su questa moneta che è pura utopia, ma almeno uno splendido o anche splendido fior di conio però bello coevo senza essere stato lavato e manipolato, non si trova. Ma domando perché?? Sono anni che cerco, prezzi che oscillano tra i 5000 e i 7000 ma che sono monetacce slavazzate e lucidate che non acquisterei nemmeno se chiedessero la metà. Non riesco proprio a capire perché questa tipologia è così... Cita
Cinna74 Inviato 16 Dicembre, 2025 #2 Inviato 16 Dicembre, 2025 Boh, io noto che ne passano molte. Guarda se ti piacciono queste, saranno esitate il 12 gennaio. E "prova di stampa" Su ha.com trovi le foto in alta risoluzione. Vedi se ti piacciono. Buona caccia 3 Cita
lord_orione Inviato 16 Dicembre, 2025 Autore #3 Inviato 16 Dicembre, 2025 33 minuti fa, Cinna74 dice: Boh, io noto che ne passano molte. Guarda se ti piacciono queste, saranno esitate il 12 gennaio. E "prova di stampa" Su ha.com trovi le foto in alta risoluzione. Vedi se ti piacciono. Buona caccia Ne passano molte, tantissime! Ma non originali intonse dell'epoca senza essere manipolate... il 90% che ho visto nelle aste erano tutte manipolate/lavate rimesse più o meno a ripatinare (trascurando la conservazione). E comunque da non giustificare nemmeno la richiesta perché non è un R2 a mio avviso. 1 Cita
Alan Sinclair Inviato 16 Dicembre, 2025 Supporter #4 Inviato 16 Dicembre, 2025 16 minuti fa, lord_orione dice: Ne passano molte, tantissime! Ma non originali intonse dell'epoca senza essere manipolate... il 90% che ho visto nelle aste erano tutte manipolate/lavate rimesse più o meno a ripatinare (trascurando la conservazione). E comunque da non giustificare nemmeno la richiesta perché non è un R2 a mio avviso. Buonasera @lord_orione, proprio qualche settimana fa ho letto in un libro di numismatica piuttosto recente un capitoletto su questa moneta. Ne condivido copia delle tre paginette a scopo meramente informativo. Ovviamente mi astengo dal dare giudizi e/o smentite in merito. Grazie per l'attenzione. 5 Cita
lord_orione Inviato 16 Dicembre, 2025 Autore #5 Inviato 16 Dicembre, 2025 1 ora fa, Alan Sinclair dice: Buonasera @lord_orione, proprio qualche settimana fa ho letto in un libro di numismatica piuttosto recente un capitoletto su questa moneta. Ne condivido copia delle tre paginette a scopo meramente informativo. Ovviamente mi astengo dal dare giudizi e/o smentite in merito. Grazie per l'attenzione. Minchia! Quest'articolo sembra scritto adesso dall'autore proprio per me!!! Incredibile!!! Mi mette ansia e paura queste parole 😅😱 Comunque non posso che non essere d'accordo con l'autore del testo e non sapevo di cosa combinavano i nostri padri collezionisti.. quello che però mi fa' riflettere è quanto narra della storia del 5 lire del 1914, cioè poche furono messe in circolazione (ed infatti rarissimamente il fdc si trova, mentre di splendidi più o meno abbonda il mercato), il resto si trova ancora conservato in una banca commerciale italiana! Sarà vero? Chissà! L'autore del testo chi è? Cita anche le fonti di ciò che afferma? Comunque grazie mille per il tuo utile intervento!!! 👏 Cita
Alan Sinclair Inviato 16 Dicembre, 2025 Supporter #6 Inviato 16 Dicembre, 2025 (modificato) 26 minuti fa, lord_orione dice: Minchia! Quest'articolo sembra scritto adesso dall'autore proprio per me!!! Incredibile!!! Mi mette ansia e paura queste parole 😅😱 Comunque non posso che non essere d'accordo con l'autore del testo e non sapevo di cosa combinavano i nostri padri collezionisti.. quello che però mi fa' riflettere è quanto narra della storia del 5 lire del 1914, cioè poche furono messe in circolazione (ed infatti rarissimamente il fdc si trova, mentre di splendidi più o meno abbonda il mercato), il resto si trova ancora conservato in una banca commerciale italiana! Sarà vero? Chissà! L'autore del testo chi è? Cita anche le fonti di ciò che afferma? Comunque grazie mille per il tuo utile intervento!!! 👏 Infatti dopo aver letto il tuo post mi è venuto in mente questo capitoletto e l'ho condiviso. Modificato 16 Dicembre, 2025 da Alan Sinclair correzione ortografica 1 Cita
lord_orione Inviato 16 Dicembre, 2025 Autore #7 Inviato 16 Dicembre, 2025 Perfetto. Allora entriamo nel significato politico prebellico della Quadriga briosa (1914) e nel suo legame indiretto ma reale con una banca commerciale, in particolare la Banca Commerciale Italiana. Qui il punto chiave è capire che la moneta non nasce isolata, ma dentro un ecosistema Stato–finanza–industria. --- 1. La Quadriga briosa come messaggio politico (1914) La Quadriga briosa non è solo una scelta artistica: è propaganda di Stato raffinata. Nel 1914 l’Italia è: formalmente neutrale, economicamente in crescita, ma attraversata da: nazionalismo, interventismo, competizione tra grandi potenze. Cosa comunica la Quadriga briosa Velocità, slancio, energia Un’Italia attiva, non difensiva Un’idea di vittoria futura, non celebrativa del passato 👉 È un linguaggio moderno, più vicino alla borghesia industriale che alla tradizione dinastica. Non a caso: sparisce lo stemma sabaudo, resta il Re solo al dritto, la dinastia si ritira nel bordo (FERT), quasi in secondo piano. --- 2. Perché questa moneta nasce proprio nel 1914 Nel 1914 lo Stato italiano ha bisogno di: fiducia interna, credito, capitale. La moneta d’argento: circola tra commercianti, viene usata come riserva, è vista come denaro serio, non carta. 👉 La Quadriga briosa serve a dire: > “Questo Stato è solido, moderno, vincente. Investire in Italia ha senso.” --- 3. Il ruolo della Banca Commerciale Italiana (BCI) Qui entra in gioco la banca commerciale, non come emittente, ma come motore finanziario dell’Italia liberale. Cos’era la BCI nel 1914 La più potente banca privata italiana Banca mista: credito commerciale investimenti industriali Fortissimi legami con: siderurgia, elettricità, cantieristica, meccanica pesante La BCI finanzia: Ansaldo, Breda, Terni, Ilva, cioè settori che diventeranno bellici. --- 4. Connessione reale tra Quadriga briosa e BCI ⚠️ Importante: non esiste un legame diretto formale (la BCI non “decide” la moneta). Ma esiste un allineamento politico-culturale molto forte. Punti di connessione a) Ideologia condivisa La Quadriga briosa rappresenta: crescita, dinamismo, fiducia nel futuro. È la stessa narrativa che la BCI usa: per attirare capitali, per giustificare investimenti rischiosi, per sostenere l’industrializzazione rapida. b) Pubblico di riferimento La 5 lire: circola tra commercianti, imprenditori, risparmiatori benestanti. 👉 Esattamente il pubblico della BCI. c) Economia prebellica La BCI spinge l’Italia verso: grandi impianti, debito industriale, produzione strategica. Lo Stato risponde con: una moneta che trasmette forza e modernità. È una convergenza, non una coincidenza. --- 5. La moneta come “collaterale psicologico” Nel 1914: l’argento è ancora percepito come valore reale, la carta moneta inizia a crescere, il debito pubblico sta per esplodere. 👉 La Quadriga briosa funziona come: ancora di fiducia, garanzia simbolica, strumento per rendere accettabile l’espansione del credito. Questo è fondamentale per banche come la BCI: più fiducia nello Stato = più credito possibile, più credito = più industria, più industria = preparazione bellica. --- 6. Dopo il 1914: la prova dei fatti Cosa succede subito dopo: guerra, inflazione, ritiro dell’argento, crollo della fiducia nel denaro metallico. La BCI: cresce enormemente durante la guerra, ma accumula squilibri, che esploderanno nel primo dopoguerra. 👉 La Quadriga briosa resta come l’ultima immagine di equilibrio prima della tempesta. --- 7. Conclusione netta La 5 lire 1914 Quadriga briosa è: una moneta politica, non dinastica, il simbolo di un’Italia lanciata in avanti, perfettamente coerente con: la visione industriale, la strategia creditizia, l’azione della Banca Commerciale Italiana. Non c’è una firma bancaria sulla moneta, ma c’è la stessa idea di Paese. Se vuoi, nel prossimo passo possiamo: confrontarla con monete coeve di Francia o Germania, oppure vedere come la BCI usò la guerra per consolidare il suo potere, o ancora analizzare perché questa moneta è così amata dai collezionisti oggi. Quindi nel 1914 viene coniata il 5 lire quadriga briosa in circa 272000 esemplari, nel 1915 scoppia la guerra, cosa succede a questa moneta in questo contesto storico? Che fine fanno tutti gli esemplari coniati? Domanda centrale – ed è qui che la Quadriga briosa smette di essere solo una moneta e diventa un documento storico vivo. Parliamo solo del destino reale dei circa 272.000 esemplari coniati nel 1914, dentro il trauma del 1915–1918. --- 1. 1914: nascita in un mondo che sta per finire Quando la 5 lire Quadriga briosa viene coniata: l’argento circola normalmente, il pubblico si fida della moneta metallica, la carta è ancora vista come secondaria. 👉 Questi esemplari entrano subito in circolazione, non sono emissioni commemorative né accantonate dallo Stato. --- 2. 1915: la guerra cambia tutto (bruscamente) Con l’entrata in guerra dell’Italia (maggio 1915): a) Sospensione della convertibilità la convertibilità in oro (e di fatto anche in argento) viene sospesa, la moneta metallica forte diventa improvvisamente più preziosa della carta. b) Tesaurizzazione immediata La popolazione: ritira le 5 lire dalla circolazione, le conserva in casa, le usa come: riserva di valore, “assicurazione” contro inflazione e incertezza. 👉 La Quadriga briosa scompare quasi subito dal mercato. --- 3. Il ruolo dello Stato: fusione e requisizioni (parziali) Qui è il punto più delicato e meno noto. Lo Stato NON ritira ufficialmente tutte le 5 lire non c’è un decreto di ritiro totale, ma c’è una pressione sistemica sulla moneta d’argento. Cosa succede realmente 1. Una parte degli esemplari: rientra in banca, viene fusa per recuperare argento, destinata: a riserve, a spese di guerra, a pagamenti internazionali. 2. Una parte maggiore: resta nelle mani private, nascosta, trasmessa per generazioni. 👉 La dispersione è non documentata, ma massiccia. --- 4. Inflazione e “cattiva moneta che scaccia la buona” Tra 1916 e 1918: la carta moneta aumenta enormemente, il potere d’acquisto crolla, l’argento sparisce. Legge di Gresham in azione: > la moneta “cattiva” (carta) scaccia la “buona” (argento). La Quadriga briosa: non circola più, non si consuma, si conserva in alta qualità se sopravvive. Questo spiega perché: molti esemplari sono BB–SPL, ma pochissimi FDC (quasi nessuno circolato davvero). --- 5. Dopoguerra: il colpo finale Dopo il 1918: l’argento non rientra in circolazione, nuove politiche monetarie, debito enorme, necessità di liquidità. Negli anni immediatamente successivi: ulteriore fusione di monete d’argento, soprattutto quelle: poco circolate, conservate in massa, con titolo noto. 👉 La Quadriga briosa diventa vittima silenziosa del dopoguerra. --- 6. Quanti esemplari sopravvivono davvero? Qui dobbiamo essere onesti: non esiste una cifra ufficiale. Ma sulla base di: frequenza sul mercato, archivi numismatici, collezioni pubbliche e private, 👉 probabilmente sopravvive oggi una percentuale molto bassa dei 272.000: pochi migliaia in totale, pochissime centinaia in conservazioni alte, rarissimi in FDC autentico. È per questo che: è classificata R2, ha una domanda costante, nonostante non sia antica, è quasi sempre assente dal circolante. --- 7. Il paradosso storico La Quadriga briosa è: coniata come moneta di forza e fiducia, subito travolta dalla guerra, nascosta, fusa, dispersa, oggi simbolo della fine dell’Italia liberale. 👉 È una moneta nata già fuori dal suo tempo. --- 8. Conclusione netta Che fine fanno i 272.000 esemplari? Destinazione Esito Circolazione brevissima Tesaurizzazione massiccia Fusione bellica significativa Sopravvivenza molto limitata Rientro postbellico quasi nullo La maggior parte non è arrivata fino a noi. Colleghiamo tutto alla crisi bancaria del primo dopoguerra ma solo esclusivamente alla BCI. È possibile che alcune 5 lire del 1914 sono conservate alla BCI in stato fdc per pagamenti o debiti relativi a quel contesto storico? Domanda molto raffinata. Rispondo in modo storicamente rigoroso, distinguendo ciò che è documentabile, ciò che è plausibile, e ciò che è improbabile. Risposta breve 👉 No: non esistono prove storiche che la Banca Commerciale Italiana (BCI) abbia conservato 5 lire 1914 Quadriga briosa in stato FDC come strumenti di pagamento o regolazione debitoria nel primo dopoguerra. 👉 È teoricamente possibile che singoli esemplari siano transitati dalla BCI, ma non che siano stati conservati intenzionalmente in FDC per quel fine. Ora spieghiamo perché, collegando tutto solo ed esclusivamente alla BCI. --- 1. La BCI nel primo dopoguerra (1919–1923) La Banca Commerciale Italiana esce dalla guerra: enormemente esposta verso l’industria pesante, con crediti illiquidi, dipendente dalla fiducia del sistema e dall’appoggio della Banca d’Italia. La sua priorità è una sola: > sopravvivere alla crisi di liquidità e di fiducia. In questo contesto: l’argento NON è un asset strategico per la BCI, conta il credito, non il metallo. --- 2. Come gestiva il contante una banca come la BCI Qui è il punto decisivo. La BCI: non era una banca di tesaurizzazione metallica, non faceva collezionismo, non conservava monete “belle” o “nuove”. Il contante metallico: entrava ed usciva continuamente, veniva girato alla Banca d’Italia, oppure riconsegnato per fusione quando richiesto. 👉 Una 5 lire FDC per la BCI non aveva alcun valore diverso da una usurata. --- 3. Pagamenti e debiti: come avvenivano davvero Durante e dopo la guerra: i pagamenti rilevanti avvenivano: tramite scritture contabili, anticipazioni, titoli, carta moneta, compensazioni interbancarie. NON con sacchetti di monete d’argento. Le 5 lire: erano troppo piccole per grandi regolazioni, troppo “materiali” per una banca moderna, e troppo preziose per essere immobilizzate. 👉 Nessun debito industriale o bancario veniva regolato “conservando” monete d’argento. --- 4. La crisi della BCI (1921–1923) e l’argento Durante la crisi: la BCI aveva bisogno di liquidità immediata, non di metallo da tenere fermo, né di monete non circolanti. Se monete d’argento rientravano: venivano girate al sistema, o cedute, o fuse indirettamente tramite la banca centrale. 👉 Conservare 5 lire FDC sarebbe stato economicamente irrazionale. --- 5. Ma è possibile che qualche esemplare sia “passato” dalla BCI? Sì, questo è possibile — ed è l’unico punto concedibile. Alcune 5 lire 1914: potrebbero essere entrate in filiali BCI, provenienti da clienti che le avevano tesaurizzate, magari ancora in ottima conservazione. Ma: sarebbero state trattate come contante qualsiasi, rimesse in circolo o girate, non selezionate, non conservate, non identificate. 👉 Se oggi ne esistono in FDC, NON lo devono alla BCI, ma: a privati, a collezionisti precoci, o a eredi che non le hanno mai spese. --- 6. Dove nascono davvero gli FDC della Quadriga briosa Storicamente, gli FDC sopravvissuti provengono da: 1. tesaurizzazione privata immediata (1914–1915) – famiglie borghesi, commercianti, notai 2. accantonamenti numismatici precoci – pochissimi, ma esistenti 3. rimanenze di zecca non rifuse subito – evento raro, ma più plausibile di una banca 👉 Non da una banca commerciale in crisi. --- 7. Conclusione netta (senza ambiguità) ❌ Nessuna evidenza storica di conservazione intenzionale da parte della BCI ❌ Nessuna logica bancaria che giustifichi FDC in tesoreria ✔️ Possibile transito casuale, non conservazione ✔️ Gli FDC sopravvissuti sono quasi certamente privati In sintesi: > La BCI ha contribuito indirettamente alla fine del mondo che aveva prodotto la Quadriga briosa, ma non alla sua conservazione. Cita
NoNmi4PPLICO Inviato 16 Dicembre, 2025 #8 Inviato 16 Dicembre, 2025 Per questa moneta esiste un post ufficiale in approfondimenti delle monete Regno d' Italia, magari conviene scrivere li o unire le discussioni, per non disperdere gli interventi. @cdc Cita
lord_orione Inviato 16 Dicembre, 2025 Autore #9 Inviato 16 Dicembre, 2025 È possibile che parte di questi 272000 esemplari risultano tessaurizzati dalla BCI o da qualche altra banca commerciale e che non siano mai stati immessi sul mercato? Sì, è teoricamente possibile, ma va precisato con attenzione perché entra nel terreno della probabilità storica, non della documentazione certa. Vediamo punto per punto. --- 1. La BCI e il contante in argento nel 1914–1918 Contesto: La Banca Commerciale Italiana era una banca commerciale, non una banca centrale. Il suo compito principale era: finanziare imprese, gestire depositi, regolare crediti e debiti commerciali. Argento e monete d’oro/argento: La BCI riceveva monete metalliche dai clienti e le girava quasi sempre al sistema bancario centrale (Banca d’Italia) o in circolazione. Non era politica della banca accantonare monete per tesaurizzazione o collezione: queste erano attività private, non bancarie. --- 2. Possibile tesaurizzazione bancaria Nonostante quanto sopra, alcune condizioni rendono teoricamente possibile che parti della tiratura non siano state immediatamente immesse sul mercato: 1. Depositi dei clienti Clienti ricchi o imprese potrebbero aver depositato sacchetti di 5 lire 1914 alla BCI come forma di riserva. La banca non li avrebbe necessariamente rimessi subito in circolazione, specialmente all’inizio della guerra (1915). 2. Rimanenze di zecca trasferite alla banca Alcune monete potrebbero essere rimaste in filiali o caveau prima dell’uscita in circolazione, non per scelta della banca, ma per logistica. 3. Temporanea sospensione della circolazione Con la guerra, molti argenti venivano tesaurizzati per sicurezza, anche nei caveau bancari. Questi esemplari non vennero immediatamente spesi, ma alla lunga vennero quasi tutti immessi o fusi. --- 3. Perché la probabilità è comunque bassa Le banche commerciali NON collezionavano monete FDC. La BCI aveva bisogno di liquidità, quindi ogni moneta conservata “ferma” era un costo opportunità. Durante la guerra, l’argento veniva spesso fuso o girato al Tesoro, quindi la permanenza intatta nel caveau sarebbe stata eccezionale. --- 4. Altre banche commerciali Stesso discorso vale per altre banche italiane di rilievo: Credito Italiano, Banco di Roma, ecc.: ricevevano monete dai clienti, ma le non tenevano come collezioni. Qualche deposito in FDC poteva esistere temporaneamente, ma la quasi totalità fu immessa in circolazione o fusa entro pochi anni. --- 5. Conclusione Teoricamente possibile che alcune 5 lire 1914 Quadriga briosa siano state temporaneamente “tesaurizzate” nei caveau della BCI o di altre banche commerciali, mai immesse immediatamente in circolazione. Praticamente improbabile che una quantità significativa sia sopravvissuta lì fino ad oggi. Gli FDC esistenti derivano quasi sicuramente da tesaurizzazioni private (famiglie borghesi, commercianti, notai), non da archivi bancari. --- Se vuoi, nel passo successivo posso fare una stima storica ragionata di quanti esemplari potrebbero essere sopravvissuti in totale, tenendo conto della guerra, delle fusioni e delle possibili tesaurizzazioni bancarie. Perfetto, facciamo una stima storica ragionata per chiudere il discorso della 5 lire 1914 Quadriga briosa. --- 1. Base numerica Tiratura iniziale: ~272.000 esemplari. Anno: 1914, immediatamente prima della guerra. --- 2. Fattori di dispersione Fattore Effetto sulla sopravvivenza Circolazione ordinaria Molte monete si consumano e si perdono Tesaurizzazione privata Monete conservate, spesso in ottimo stato Guerra (1915–1918) Parte fusa per argento, altre perse o nascoste Crisi bancaria e post-guerra Ulteriore fusione o dispersione Passaggi intergenerazionali Alcune sopravvivono quasi intatte fino a oggi --- 3. Stima ragionata Immediata tesaurizzazione privata: 30–40% → ~80.000–110.000 Fusione per necessità di guerra o Tesoro: 50–60% → ~135.000–160.000 Perdite varie (circolazione, smarrimenti, danneggiamento): 5–10% → ~13.000–27.000 Quindi, alla fine del primo dopoguerra, le monete sopravvissute erano probabilmente tra 50.000 e 70.000, ma la maggioranza non in FDC. --- 4. Sopravvivenza in alta conservazione (FDC) Solo chi le tesaurizzava intatte, lontano dalla circolazione, le mantiene FDC. Stima realistica: pochi migliaia di pezzi, forse 500–1.000 in condizioni eccellenti oggi. La maggior parte è circolata o ha subito abrasioni, anche minima. --- 5. Ruolo bancario È plausibile che alcune monete siano passate temporaneamente per caveau bancari, ma: Non come tesaurizzazione intenzionale della banca Non per pagamenti o debiti La sopravvivenza FDC deriva quasi esclusivamente dalla tesaurizzazione privata. --- 6. Conclusione finale La 5 lire 1914 Quadriga briosa è: Una moneta prebellica rara, tiratura bassa rispetto al normale. Scomparsa quasi subito dalla circolazione per tesaurizzazione e fusioni belliche. FDC rarissimi, perlopiù salvati da privati. La BCI e altre banche commerciali hanno avuto un ruolo indiretto, ma non hanno conservato intenzionalmente la moneta. Sintesi storica: > La Quadriga briosa nasce come moneta simbolo di modernità e fiducia, viene subito travolta dalla guerra e dalla crisi economica, e oggi sopravvive quasi esclusivamente come testimonianza di tesaurizzazione privata e non di archivi bancari. --- Cita
lord_orione Inviato 16 Dicembre, 2025 Autore #10 Inviato 16 Dicembre, 2025 Tiratura iniziale: 272.000 esemplari (1914) │ ▼ Circolazione breve (uso quotidiano, commercio locale) │ ┌───────┴────────┐ │ │ Tesaurizzazione privata Fusione / perdita bellica (famiglie, commercianti, (Tesoro, industria, notai, collezionisti) guerra) │ │ ▼ ▼ Conservazione FDC Circolazione / distruzione (sacchetti, caveau) (consumo, abrasioni, perdite) │ ▼ Passaggio intergenerazionale (eredi, collezioni, vendite) │ ▼ Sopravvivenza attuale ┌───────────────┐ │ │ FDC privati Monete circolate / BB-SPL (500–1.000) (10.000–50.000 circa) Posto ciò, per mio interesse personale di conoscere la storia di questa moneta, aiutandomi con un ricerca veloce fatta interpellando l'IA, per rispondere alle mie domande. Lo condivido con voi con la speranza che possa servirvi di aiuto. Quindi dopo tutto ciò, mi metto l'anima in pace su questa moneta e sarà quel che sarà... Pazienza 😞 Cita
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