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IGNORED

1 Dirham argento quadrato (1202-1237?)


Risposte migliori

Inviato
8 ore fa, chievolan dice:
الكمال هو النبي
 

النبي فقط
16 ore fa, Carlo. dice:

se ne avessi voglia e tempo, potresti riportare i vari post in un file pdf, in modo da poterlo conservare!

Io ho fatto poco, ho soltanto tradotto e riassunto quello che ho letto qua e là!😅

Però posso condividere un po’ di documentazione a cui ho attinto… soprattutto dall’ultimo articolo!

Il Maghreb almoravide e almohade.pdf The Almohad revolution and the Mahdi.pdf

Sacred Cubes within Sacred Spheres.pdf

  • Grazie 2

Supporter
Inviato
56 minuti fa, Ulpianensis dice:

 

النبي فقط

Io ho fatto poco, ho soltanto tradotto e riassunto quello che ho letto qua e là!😅

Però posso condividere un po’ di documentazione a cui ho attinto… soprattutto dall’ultimo articolo!

Il Maghreb almoravide e almohade.pdf 376.07 kB · 0 downloads The Almohad revolution and the Mahdi.pdf 203.39 kB · 0 downloads

Sacred Cubes within Sacred Spheres.pdf 745.26 kB · 0 downloads

 

Non è affatto poco! Grazie!


Inviato (modificato)

Aggiungo ancora di essere riuscito a procurarmi questo… non so se sia ancora protetto da diritti, per cui a chi interessasse mi contatti via e-mail!

IMG_7052.jpeg

Modificato da Ulpianensis

Inviato

Fino al precedente post ho “sbrodolato” sulla forma delle monete o comunque sulle “forme” che esse mostravano… credo sia la parte più ricca di significato di esse, tuttavia se me lo concedete aggiungerei ancora qualche piccolo appunto su cosa vi si può vedere coniato sopra…


Inviato

Intanto comincio col dire che - come buona parte dei precedenti in ambiente islamico, a farla da padrone sulle monete almohadi sono le iscrizioni: la tradizione islamica condanna le rappresentazioni figurative di esseri viventi e di personaggi sacri (come Maometto) o anche solo di rilievo nella Umma, per cui possiamo comprendere il prevalente aniconismo… per gli Almohadi, convinti cultori del tawḥīd, non poteva essere diversamente e, anzi, a parte linee e perlinature che delimitavano le forme circolare e quadrata, l’elemento iconografico fondamentale delle loro monete è costituito dalle iscrizioni… anche per queste, tuttavia, gli Almohadi riuscirono a “metterci il loro zampino” introducendo elementi di novità rispetto alle monetazioni precedenti.

  • Mi piace 1

Inviato

Innanzitutto, qualche parola sul contenuto delle iscrizioni. Questo, nei dirham, è esclusivamente religioso, come evidente nel post #10. Tra il diritto ed il rovescio, si riportano entrambi gli elementi della Shahada, la professione di fede di ogni fedele musulmano, in cui si testimonia l’esistenza di un solo ed unico Dio e si identifica in Maometto il suo “inviato”. Al diritto, la linea centrale menziona poi un concetto centrale - come abbiamo visto prima - per l’ideologia almohade, quello di “comando” (amr), inteso come si è già detto come “disposizione”, “ordine costituito”, di Dio. Al rovescio, in una gerarchia discendente, si fa menzione ai riferimenti per i fedeli: Dio ed il suo Profeta, certo, ma subito sotto troviamo il Mahdi, cioè Ibn Tumārt, il fondatore stesso del movimento almohade, che viene presentato come la guida (“imam”).

Manca invece nei dirham qualunque menzione all’autorità al governo (il califfo in carica), il cui nome è riportato unicamente nei dinar aurei.

Ciò che però non si trova assolutamente nelle monete Almohadi, né auree né d’argento, è la data di coniazione, e anche questa è una novità dal momento che questa compariva sulle monete islamiche fin dalla riforma di Abd al-Malik Ibn Marwan del 996-997: i dinar almohadi possono essere datati almeno in relazione al nome del califfo regnante riportato, ma per i dirham, anonimi, l’assenza di data ne impedisce completamente una precisa collocazione cronologica (rendendo la datazione citata nel titolo di questo thread, 1203-1237, senza davvero alcun appiglio); in questa cancellazione di chiari riferimenti cronologici, abituali nelle monetazioni precedenti, qualcuno ha voluto vedere quasi una collocazione “fuori dal tempo” del potere almohade, come se la “re-instaurazione” dell’Islam propugnata dal movimento avesse un carattere escatologico e fosse ormai destinata a durare in eterno.

  • Mi piace 1

Inviato (modificato)

Anche per quanto riguarda l’aspetto formale delle iscrizioni, la monetazione almohade presenta un elemento di rottura con le monetazioni precedenti, in cui era impiegato ormai da secoli lo stile di scrittura “cufico”, caratterizzato da linee rette ed angolature nette, con un risultato di grande ordine e sicuro effetto ornamentale:

IMG_7094.jpeg

Dirham del califfato omayyade: 'Abd al-Malik ibn Marwan, anni 685-705. Peso 2,93 g - Diametro 25 mm

 

Fin dai primi dirham almohadi a tondello circolare con quadrato inscritto, tuttavia, si iniziò ad impiegare lo stile di scrittura naskhi, o corsivo:

IMG_7093.jpeg

IMG_7092.jpeg

Dirham almohade: Abu Muhammad ‘Abd al-Mu’min, anni 1130-1163. Peso 1,48 g.


Pur non avendo trovato fonti che approfondissero specificamente questo cambio di stile nelle coniazioni sotto gli Almohadi, pare che lo stile di scrittura corsivo abbia iniziato ad affermarsi a partire da Persia e regione mesopotamica tra XI e XII secolo e a diffondersi nel quadro di una reazione dell’Islam sunnita e della fazione fedele ai califfi abbasidi ai Fatimidi sciiti allora al potere in Egitto. Il cufico “fiorito” allora in voga presentava notevoli difficoltà di lettura, favorendo un’ambiguità interpretativa nelle iscrizioni religiose che si sposava con il carattere esoterico dell’Islam di estrazione fatimide. Lo stile corsivo, di lettura chiara e significato univoco, affermava invece, di fatto, la convinzione sunnita nell’univocità ed inequivocabilità della parola di Dio.

La diffusione dello stile naskhi nell’Occidente islamico era già cominciata - in alcune decorazioni architettoniche, ma mai in ambito monetario - verso la fine del periodo almoravide, i cui governanti volevano forse così rimarcare la connessione con i califfi abbasidi, legittimando il proprio potere. Immagino che la posizione almohade, di aperta concorrenza con l’autorità califfale abbaside - anzi, di piena alternativa ad essa - non possa certo spiegare l’impiego del naskhi sulle monete: magari, questo potrebbe essere stato dettato semplicemente dal suo elemento di novità rispetto alla monetazione precedente… oppure, nella consapevolezza delle implicazioni filosofico-religiose del nuovo stile, portatore di un’idea di “singolarità” ed univocità del significato della parola divina, l’adozione dello stile corsivo potrebbe essere stato la scelta “obbligata” per il movimento degli “assertori dell’unicità di Dio”.

Modificato da Ulpianensis
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Inviato (modificato)

E con questo ho proprio detto tutto quello che potevo dire su queste monete… o forse no…?

Mi resta ancora un ultimo accenno, spigolato in un articolo spagnolo che riportava un’ulteriore interpretazione relativa all’aspetto quadrato dei dirham almohadi. Secondo questa fonte, la forma quadrata faceva riferimento al giardino del Paradiso a cui il pio musulmano poteva aspirare al termine di una vita terrena aderente ai precetti coranici. In questa prospettiva, i fregi floreali/vegetali che adornano la scrittura rimanderebbero proprio alla vegetazione del giardino paradisiaco, la cui frescura verdeggiante spettava ai giusti… e così mi sono accorto di un particolare che a prima vista - digiuno di arabo come sono - immaginavo appartenere alla scrittura… ma che invece è un fregio aggiuntivo: proprio al di sopra delle parole “nostro Signore”, nella porzione superiore sinistra del rovescio:

IMG_7023.jpeg

IMG_7023.jpeg

una piccola indulgenza decorativa in un capolavoro di sobrietà, che spero possiate apprezzare.

Modificato da Ulpianensis
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