Vai al contenuto
IGNORED

Peer review nella numismatica?


Risposte migliori

Inviato

Buongiorno a tutti.

Stavo pensando che a parte pochissimi casi (forse solo la rin? perdonerete la mia ignoranza), le riviste numismatiche italiane mancano di una peer review. 
Sul forum stesso molte volte si è parlato di pubblicazioni piene di ipotesi, alcune strampalate ed altre più fondate, alcune col tempo sono state confermate ed altre smentite, o di altre pubblicazioni con di interpretazioni documentali fedeli al testo del documento ed altre con interpretazioni più libertine. 

Volevo quindi confrontarmi con voi e chiedervi, secondo voi servirebbe un maggior controllo verso quello che viene pubblicato o sarebbe sbagliato negare la libertà di formulare ipotesi? 
Se la risposta è positiva vi chiedo inoltre due cose: chi vuole presentare un'ipotesi dagli altri ritenuta fantasiosa, in che luoghi potrebbe/dovrebbe farlo? E poi la domanda più complessa, come si fa a strutturare una peer review che sia affidabile? Credo che un team di esperti costi e poi c'è anche un fattore importante nella numismatica: non si può essere tuttologi! Se la teoria è molto vaga lo può capire chiunque che è lontana dal vero, ma se fosse basata su documenti interpretati male (ma non malissimo), allora soltanto chi conosce bene la monetazione (e la documentazione inerente) potrebbe capire le falle presenti nell'articolo o il cherry picking* se presente. 
 

D'altronde impedire la pubblicazione di ipotesi libertine potrebbe portare a contesti in cui l'autore più aperto di mente dica di essere bloccato dai poteri forti e di non poter pubblicare scoperte scomode (come dichiarano alcuni personaggi di un certo tipo in ambito medico o scientifico). 

Magari è più giusto far pubblicare tutto e poi "lasciare ai posteri l'ardua sentenza", ovvero lasciare il giudizio al lettore (che si farà una sua idea) ed allo studioso che deciderà se citare o meno determinati approfondimenti nei suoi lavori?

*il cherry picking consiste nel riportare intenzionalmente soltanto i dati e le informazioni che confermano una propria tesi, ignorando deliberatamente tutto il resto o le fonti che dicono il contrario.

  • Mi piace 1
  • Grazie 1
Awards

Inviato

La soluzione è semplice: basta accettare le tesi documentate. Il problema è invece che nemmeno quelle vengono accettate. Occhio!


Inviato
21 ore fa, ggpp The Top dice:

Buongiorno a tutti.

Stavo pensando che a parte pochissimi casi (forse solo la rin? perdonerete la mia ignoranza), le riviste numismatiche italiane mancano di una peer review. 
Sul forum stesso molte volte si è parlato di pubblicazioni piene di ipotesi, alcune strampalate ed altre più fondate, alcune col tempo sono state confermate ed altre smentite, o di altre pubblicazioni con di interpretazioni documentali fedeli al testo del documento ed altre con interpretazioni più libertine. 

Volevo quindi confrontarmi con voi e chiedervi, secondo voi servirebbe un maggior controllo verso quello che viene pubblicato o sarebbe sbagliato negare la libertà di formulare ipotesi? 
Se la risposta è positiva vi chiedo inoltre due cose: chi vuole presentare un'ipotesi dagli altri ritenuta fantasiosa, in che luoghi potrebbe/dovrebbe farlo? E poi la domanda più complessa, come si fa a strutturare una peer review che sia affidabile? Credo che un team di esperti costi e poi c'è anche un fattore importante nella numismatica: non si può essere tuttologi! Se la teoria è molto vaga lo può capire chiunque che è lontana dal vero, ma se fosse basata su documenti interpretati male (ma non malissimo), allora soltanto chi conosce bene la monetazione (e la documentazione inerente) potrebbe capire le falle presenti nell'articolo o il cherry picking* se presente. 
 

D'altronde impedire la pubblicazione di ipotesi libertine potrebbe portare a contesti in cui l'autore più aperto di mente dica di essere bloccato dai poteri forti e di non poter pubblicare scoperte scomode (come dichiarano alcuni personaggi di un certo tipo in ambito medico o scientifico). 

Magari è più giusto far pubblicare tutto e poi "lasciare ai posteri l'ardua sentenza", ovvero lasciare il giudizio al lettore (che si farà una sua idea) ed allo studioso che deciderà se citare o meno determinati approfondimenti nei suoi lavori?

*il cherry picking consiste nel riportare intenzionalmente soltanto i dati e le informazioni che confermano una propria tesi, ignorando deliberatamente tutto il resto o le fonti che dicono il contrario.

 

Buon giorno @ggpp The Top

Il ruolo della revisione tra pari è essenziale per garantire la qualità della pubblicazione. 

Mi stupisce e non poco che alcune riviste non ne facciano uso. Immagino che in questi casi il ruolo di revisore sia implicitamente assunto dall'editore, ma è chiaro che in questi casi viene proprio meno il concetto di delega a persone terze del processo di revisione, con tutta una serie di rischi a cui si può andare incontro, in primis, il conflitto di interessi (se l'editore conosce l'autore dell'articolo, potrebbe fare più fatica a rifiutare una tesi mal posta). 

Detto questo, mi sembra di leggere un po' di confusione in quello che è il ruolo del revisore. 

Il ruolo fondamentale del revisore è quello di verificare che il metodo utilizzato (scientifico e filologico) sia coerente e adeguato a supportare le conclusioni riportate dall'articolo. 

Se lo è, l'articolo può essere pubblicato (magari con minor revisions per migliorare la comprensibilità del lavoro). Se i metodi sono inadeguati o incoerenti con le conclusioni, l'articolo DEVE essere rifiutato ( qualora il revisore veda comunque delle potenzialità può chiedere Major revisions per salvare il salvabile). 

In conclusione, il revisore non entra nel merito della tesi dell'articolo (la tesi può anche risultargli odiosa, ma se è ben supportata l'articolo deve essere pubblicato), quanto del metodo con cui la tesi è dimostrata. 

Se il metodo è del tutto inadeguato, l'articolo va rifiutato. 

 

 

  • Mi piace 4

Inviato

se non c'è la Revisione Paritaria, ognuno può dire però quello che meglio crede senza che il tutto poi avvia una valenza scientifica 


Inviato
19 ore fa, mero mixtoque imperio dice:

La soluzione è semplice: basta accettare le tesi documentate. Il problema è invece che nemmeno quelle vengono accettate. Occhio!

 

Non è sufficiente che una tesi sia corredata di documenti, è necessario anche rispettarli quei documenti evitando di far dire loro ciò che non dicono e inventarsi interpretazioni quantomeno acrobatiche... l'arrampicata con le ventose sugli specchi è meglio lasciarla agli spensierati ricordi dei gustosi giochi senza frontiere, risparmiamo la numismatica dalle avventure più o meno circensi, sicuramente divertenti, ma poco adatte a tale contesto...  

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Inviato

Qualche rivista con articoli passanti la revisione paritaria esiste?

In Italia 


  • ADMIN
Staff
Inviato
Il 06/03/2026 alle 12:15, ggpp The Top dice:

 E poi la domanda più complessa, come si fa a strutturare una peer review che sia affidabile? Credo che un team di esperti costi e poi c'è anche un fattore importante nella numismatica: non si può essere tuttologi!

Il costo non lo considererei. Tipicamente chi serve come revisore lo fa gratuitamente (o viene cooptato). 

Però funziona nel momento in cui hai un largo bacino di potenziali revisori da cui stringere.

Se parliamo di articoli di numismatica italiana la vedo dura esista un ampio bacino.


Inviato
10 ore fa, azaad dice:

Buon giorno @ggpp The Top

 

Mi stupisce e non poco che alcune riviste non ne facciano uso. 

 

 

 

E chi ne fa uso?


Inviato
9 ore fa, talpa dice:

Non è sufficiente che una tesi sia corredata di documenti, è necessario anche rispettarli quei documenti evitando di far dire loro ciò che non dicono e inventarsi interpretazioni quantomeno acrobatiche... l'arrampicata con le ventose sugli specchi è meglio lasciarla agli spensierati ricordi dei gustosi giochi senza frontiere, risparmiamo la numismatica dalle avventure più o meno circensi, sicuramente divertenti, ma poco adatte a tale contesto...  

 

Si capisce che debbano essere rispettati e proprio per questo mando quasi tutti i miei studi a riviste con referaggio doppio cieco e non. 
Le avventure circensi appartengono invece a chi riesce a pubblicare, aggirando i sistemi di valutazione delle riviste.


  • ADMIN
Staff
Inviato
2 ore fa, Reginaldo dice:

E chi ne fa uso?

 

La RIN non ne fa uso?


Inviato

Per cominciare intanto vi ringrazio tutti dei vostri pareri e spiegazioni.
 

Il 07/03/2026 alle 10:14, azaad dice:

Detto questo, mi sembra di leggere un po' di confusione in quello che è il ruolo del revisore. 

Il ruolo fondamentale del revisore è quello di verificare che il metodo utilizzato (scientifico e filologico) sia coerente e adeguato a supportare le conclusioni riportate dall'articolo. 

Fondamentalmente siamo d'accordo, però ci sono alcuni casi al limite dell'ambiguità nei quali, se non si conosce il contesto locale, si può fraintendere il testo delle fonti (almeno, secondo me).

Il 07/03/2026 alle 15:17, Reginaldo dice:

Qualche rivista con articoli passanti la revisione paritaria esiste?

In Italia 

Ciao Reginaldo, ti ho visto abbastanza impaziente di ricevere una risposta però già nel primo topic citavo la RIN (Rivista Italiana di Numismatica) che fa revisione tra pari. Di altri non me ne vengono in mente o magari la fanno ma semplicemente sono io a non saperlo.
So che per i quaderni del Circolo Numismatico Romano Laziale effettuano una revisione con più persone però non so dirti se vanno ad approfondire nel merito la coerenza scientifica e filologica degli articoli.

Il 07/03/2026 alle 16:19, incuso dice:

Il costo non lo considererei. Tipicamente chi serve come revisore lo fa gratuitamente

Non lo sapevo, ti ringrazio.

Il 07/03/2026 alle 12:04, talpa dice:

Non è sufficiente che una tesi sia corredata di documenti, è necessario anche rispettarli quei documenti evitando di far dire loro ciò che non dicono e inventarsi interpretazioni quantomeno acrobatiche...

Il punto è proprio questo, che si possono al momento pubblicare liberamente sia notizie con documentazione praticamente nulla ed altre con fonti travisate, e non credo questa cosa faccia bene alla numismatica. 

Però in questa discussione mi piacerebbe lasciare fuori eventuali divergenze tra utenti per discutere esclusivamente del se e come si potrebbe migliorare questo aspetto nella numismatica, che credo stia a cuore a tutti noi.

  • Mi piace 1
Awards

Inviato (modificato)

L'unica modalità che mi viene in mente è un referaggio specialistico per epoca e zona, come già detto in un commento precedente da @azaad la verifica della correttezza scientifica del metodo usato, e quindi la qualità del lavoro di esegesi sulle fonti presentate, dev'essere il focus dell'analisi, ma sicuramente essere addentro all'argomento di cui si tratta aiuta a molto a capire la maggiore o minore plausibilità di una tesi o se è completamente campata per aria, anche perchè uno specialista conosce meglio lo status quaestionis di certi temi riguardo i quali non vi sono risposte certe comprovabili ma solo ricostruzioni ipotetiche, inoltre è molto importante verificare anche il tono argomentativo usato nei testi in esame, un conto è presentare le proprie tesi, anche molto "acrobatiche", come semplici ipotesi di ricerca, tutt'altro è spacciarle come dati di fatto... 

Modificato da talpa
  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Inviato

Non basta leggere i riferimenti che vengono inseriti a fine libro o a fine articolo?

Con i riferimenti citati , leggendoli, qualora non si conosca qualche riferimento, si dovrebbe riuscire a comprendere l'origine, la veridicità e sull'esattezza di determinati dati.

Alla base delle supposizioni vi è il discutere ed il confrontarsi e, da ciò, si può giungere ad altri dati certi forniti da altri studiosi, dei quali non se ne era a conoscenza.

 

odjob

altra cosa è imporre una supposizione ad altri esibendo premi che vengono attribuiti da storici che non sono addentro alla numismatica(qualora si scrivano ipotesi e supposizioni di numismatica): tali premi fanno curriculum ma non fanno crescere culturalmente lo studioso di numismatica    


Inviato

Il problema è piuttosto complesso. Un recente caso, discusso anche qui sul forum, ha mostrato tutta la problematica dei referee. Ritengo comunque indispensabile il lavore dei referee, anche se con tutti i limiti. Là dove non ci sono o sono poco esperti si leggono effettivamente tesi bizzarre se non completamente fantastiche. E un altro problema sono le autopubblicazioni che sono aumentate con le nuove tecnologie.

Arka

# slow numismatics

  • Mi piace 2

Inviato
54 minuti fa, odjob dice:

Non basta leggere i riferimenti che vengono inseriti a fine libro o a fine articolo?

Con i riferimenti citati , leggendoli, qualora non si conosca qualche riferimento, si dovrebbe riuscire a comprendere l'origine, la veridicità e sull'esattezza di determinati dati.

 

Non basta. Uno dei vizi più consolidati dei ricercatori che non amano applicare un metodo scientifico, oltre alle fantasiose interpretazioni, è quello di far riferimento e citare solo dati e documenti che confermano le proprie tesi e ignorare i dati e i documenti in grado di confutarle. Affidarsi ai soli riferimenti presi in considerazione e riportati in bibliografia vuol dire, quando e se correttamente letti e compresi, percorrere il sentiero tracciato dall'autore indipendentemente dal suo rigore; la competenza del referee sarà fondamentale proprio per capirne ed evidenziarne eventuali vizi metodologici, dalle errate letture dei documenti citati   all'incompletezza della bibliografia analizzata e citata.

Mario

  • Mi piace 2

Inviato

Le riviste italiane che applicano la peer review e che risultano indicizzate nei principali database accademici sono: 

Rivista Italiana di Numismatica (Società Numismatica Italiana)

Dialoghi di Numismatica (Università degli Studi di Salerno)

Bollettino di Numismatica (Portale Numismatico dello stato)

In lingua italiana vanno ricordati anche i Quaderni Ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche.

Le riviste divulgative applicano una loro selezione dei contributi proposti, più o meno spinta, e posso testimoniare che in fase di correzione e impaginazione vengono spesso discussi metodi, contenuti e conclusioni. 

Mario

  • Mi piace 2

Inviato

Comunque c'è una lunga sequela di riviste di storia e storiografia, che si servono di referees numismatici. Quindi anche se apparentemente sembrano non mirate alle monete, è come se il referaggio avvenisse per una rivista di numismatica.

Peccato per il profondo conflitto di interessi che affligge i valutatori...

 


Inviato
2 ore fa, mariov60 dice:

Non basta. Uno dei vizi più consolidati dei ricercatori che non amano applicare un metodo scientifico, oltre alle fantasiose interpretazioni, è quello di far riferimento e citare solo dati e documenti che confermano le proprie tesi e ignorare i dati e i documenti in grado di confutarle. Affidarsi ai soli riferimenti presi in considerazione e riportati in bibliografia vuol dire, quando e se correttamente letti e compresi, percorrere il sentiero tracciato dall'autore indipendentemente dal suo rigore; la competenza del referee sarà fondamentale proprio per capirne ed evidenziarne eventuali vizi metodologici, dalle errate letture dei documenti citati   all'incompletezza della bibliografia analizzata e citata.

Mario

 

Un conto è basare un lavoro scritto su dati certi ed altro conto basarlo su supposizioni: se chi scrive lo fa riportando il dato certo, come può essere, ad esempio, un ritrovamento archeologico e poi, nei riferimenti bibliografici e sitografici ne cita la fonte, ritengo ci sia poco da discutere ed, eventualmente, correggere. 

Altro discorso è se dal dato certo, restando all'esempio del ritrovamento archeologico, si fanno poi voli pindarici e si giunge a supposizioni confutabili

Tuttavia persone onniscienti non esistono e non esiste studioso che sappia tutto di un determinato argomento a meno che non sia pervaso da presunzione ed ottusità, non fosse altro che si fa fatica a stare dietro alle varie pubblicazioni.

 

odjob   

  • Mi piace 1

Inviato
18 minuti fa, odjob dice:

Un conto è basare un lavoro scritto su dati certi ed altro conto basarlo su supposizioni

Il punto è proprio questo. 
I documenti non sono sempre lineari e quindi quella loro ambiguità può lasciare spazio a supposizioni di vario tipo che, se ben presentate, possono venir prese per buone, Inoltre le stesse fonti non sono sempre facilmente consultabili per una eventuale verifica.

Un lettore qualunque, senza velleità di ergersi a studioso, potrebbe trovarsi di fronte ad un articolo pieno di fallacie e prenderlo per buono (magari non comprendendo l'ambiguità della tesi o dell'approccio dell'autore). Secondo me sarebbe compito della rivista tutelare anche il fruitore qualsiasi che per puro piacere vuole dedicarsi alla lettura senza dover ragionare troppo sulle fonti o il fruitore che si vuole avvicinare al settore ma non ha ancora gli strumenti per capire a fondo certi argomenti. 

 

Awards

Unisciti alla discussione

Puoi iniziare a scrivere subito, e completare la registrazione in un secondo momento. Se hai già un account, accedi al Forum con il tuo profilo utente..

Ospite
Unfortunately, your content contains terms that we do not allow. Please edit your content to remove the highlighted words below.
Rispondi a questa discussione...

×   Hai incollato il contenuto con la formattazione.   Rimuovere la formattazione

  Only 75 emoji are allowed.

×   Il tuo collegamento è stato incorporato automaticamente.   Mostra come un collegamento

×   Il tuo contenuto precedente è stato ripristinato..   Cancella editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Caricamento...
×
  • Crea Nuovo...