mty1805 Inviato 28 Marzo #1 Inviato 28 Marzo (modificato) Ciao a tutti, in passato ho avviato una discussione riguardo ai "Proof" del Regno d'Italia napoleonico, ma in quell'occasione ci eravamo concentrati sulle monete d'oro da 40 lire. In realtà, esistono anche monete di rame del Regno d'Italia che sono state certificate come "PF" (Proof) da NGC o PCGS, come ad esempio i due esemplari qui sotto. Mi piacerebbe sapere: quali sono le differenze tecniche tra queste monete di rame e quelle della coniazione ordinaria? È corretto che vengano classificate come PF? Esistono ragioni convincenti dietro queste etichette sulle slab? Posso comprendere che le monete d'oro e d'argento possano essere state prodotte con i processi standard, ma che abbiano beneficiato di una cura particolare in ogni fase della lavorazione, risultando così in un aspetto a specchio (mirror-like). Ma quale sarebbe la motivazione nel produrre monete di rame con tali caratteristiche? Vi prego di ignorare la loro classificazione nelle slab; il fulcro della questione non è la custodia in plastica. @Giov60@elledi@lorluke Modificato 28 Marzo da mty1805 Cita
lorluke Inviato 29 Marzo Supporter #2 Inviato 29 Marzo 20 ore fa, mty1805 dice: Mi piacerebbe sapere: quali sono le differenze tecniche tra queste monete di rame e quelle della coniazione ordinaria? È corretto che vengano classificate come PF? Esistono ragioni convincenti dietro queste etichette sulle slab? A giudicare dalle foto, i soldi napoleonici che hai mostrato sono esemplari sicuramente belli, in alta conservazione e derivanti da conii poco usurati ma, per me, finisce qui. Non vedo nulla di così eccezionale e, soprattutto, l'uso del termine "proof" lo reputo assolutamente improprio. Al limite si potrebbe dire che i rilievi appaiono satinati ma, di certo, ciò non basta a definire una moneta come proof. In primo luogo perché, dalle foto, non mi sembra affatto che i fondi siano speculari. In secondo luogo perché, da un punto di vista tecnico, coniazioni del genere sono estremamente complesse da realizzare, specie considerando i mezzi a disposizione ad inizio Ottocento. Pochissimi esemplari (quasi sempre in oro) risalenti a quel periodo possono avere un aspetto che si avvicina al nostro concetto di moneta proof. In questo caso, invece, siamo ben lontani e questa sigla PF sullo slab mi sembra più che altro un sistema per cercare di rendere più desiderabili queste monete ed aumentarne, di conseguenza, il valore di mercato... 2 Cita
mty1805 Inviato 29 Marzo Autore #3 Inviato 29 Marzo 2 ore fa, lorluke dice: A giudicare dalle foto, i soldi napoleonici che hai mostrato sono esemplari sicuramente belli, in alta conservazione e derivanti da conii poco usurati ma, per me, finisce qui. Non vedo nulla di così eccezionale e, soprattutto, l'uso del termine "proof" lo reputo assolutamente improprio. Al limite si potrebbe dire che i rilievi appaiono satinati ma, di certo, ciò non basta a definire una moneta come proof. In primo luogo perché, dalle foto, non mi sembra affatto che i fondi siano speculari. In secondo luogo perché, da un punto di vista tecnico, coniazioni del genere sono estremamente complesse da realizzare, specie considerando i mezzi a disposizione ad inizio Ottocento. Pochissimi esemplari (quasi sempre in oro) risalenti a quel periodo possono avere un aspetto che si avvicina al nostro concetto di moneta proof. In questo caso, invece, siamo ben lontani e questa sigla PF sullo slab mi sembra più che altro un sistema per cercare di rendere più desiderabili queste monete ed aumentarne, di conseguenza, il valore di mercato... Grazie per la tua opinione, lorluke! Cita
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