PostOffice Inviato 2 ore fa #1 Inviato 2 ore fa (modificato) Il cavalier Umberto non collezionava semplicemente francobolli, lui custodiva frammenti di tempo gommato. Ogni martedì sera, con la sacralità di un rito antico, apriva il suo album in pelle e accendeva la lampada da tavolo, la cui luce calda faceva brillare le dentellature come minuscoli merletti. Tra le migliaia di esemplari, il pezzo forte non era il più costoso, ma un piccolo rettangolo verde smeraldo emesso nel 1880. Non era un errore di stampa celebre, né un pezzo unico al mondo. Per Umberto, era un portale. Acquistato per poche lire in un mercatino delle pulci a Torino negli anni '70, ...sul retro, quasi invisibile sotto la colla seccata, c’era una traccia di grafite.. una data e un’iniziale, 12.IV.1884 – E. L'ossessione: Chi era E.? E cosa era successo quel 12 aprile? Umberto passava le ore a immaginare la lettera che quel francobollo aveva trasportato. Forse una proposta di matrimonio spedita da Stoccolma, o il congedo di un soldato. La carta ruvida sotto la lente d'ingrandimento conservava ancora il DNA di un'epoca in cui la velocità di un pensiero dipendeva dal vapore di un treno o dalla resistenza di un cavallo. Un giorno il giovane nipote gli chiese «Nonno, ma sono solo pezzetti di carta.. perché ci perdi il sonno?» Umberto sorrise, sistemando il francobollo con le pinzette d'acciaio con la precisione di un chirurgo. «Vedi, caro mio, il mondo oggi corre troppo. Tutto è digitale, tutto svanisce in un clic. Ma questo francobollo ha viaggiato, è stato toccato da mani sporche di inchiostro, ha sentito il freddo delle cassette della posta e l'umidità del mare. È rimasto attaccato alla sua missione finché non è arrivato a destinazione. Collezionarli significa dare importanza alla pazienza.» Quella sera Umberto trovò finalmente un altro esemplare simile in un catalogo d'asta, ma invece di comprarlo chiuse l'album. Capì che il valore del suo "Verde di Svezia" non stava nella rarità, ma nel mistero che non avrebbe mai risolto. Perché in filatelia come nella vita, non è il timbro finale che conta, ma tutto il viaggio che c'è stato prima dell'annullo. Modificato 2 ore fa da PostOffice
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