odjob Inviato 29 Maggio, 2017 Autore #1351 Inviato 29 Maggio, 2017 Come ho scritto ,questa discussione è di tutti coloro che hanno contribuito e che vogliono contribuire postando monete del Regno di Napoli e che,magari,ci rendono partecipi di come le hanno avute e di qualche aneddoto su di esse .Quindi il grazie va esteso a tutti i partecipanti Salutoni odjob Cita
odjob Inviato 18 Giugno, 2017 Autore #1352 Inviato 18 Giugno, 2017 Stuzzicato dal post di @guarracino che aveva per oggetto un Armellino con lo schienale con lati curvi posto un Armellino più comune ,con lo schienale a lati dritti. In questa discussione,ricordo che sono stati ,precedentemente postati Armellini ma si tratta di monete interessanti ed anche oggi voglio postarne un altro. Armellino o mezzo Carlino:ALFONSO II D'ARAGONA(1494-1495) Zecca di Napoli argento D/+ALFONSVS II D G R SICILIE:IE;nel campo armellino che avanza a sinistra,sopra rosetta e nastro con scritta DECORVM;in esergo lettera T fra due rosette R/+IN DEXTERA:TVA:SALVS:MEA °DE sedia ,con schienale a lati dritti, tra fiamme Riferimenti:Pannuti e Riccio 5;MIR 92 La foto è stata pubblicata dalla vendita all'asta di CNG n°394 lotto n°600 aggiudicato ad USD 260 + diritti d'asta Salutoni odjob Cita
odjob Inviato 20 Giugno, 2017 Autore #1353 Inviato 20 Giugno, 2017 Mi sembra che questi Armellini abbiano, quasi tutti,uno slittamento di conio o doppia battitura Cita
odjob Inviato 22 Giugno, 2017 Autore #1354 Inviato 22 Giugno, 2017 (modificato) Dal "Vocabolario Napoletano Lessigrafico e Storico"di Vincenzo De Ritis https://books.google.it/books/content?id=HRK5Tw5COm0C&hl=it&pg=PA154&img=1&zoom=3&sig=ACfU3U1IEjj6fYebOR2R1v6w13so8NMPSw&ci=112%2C324%2C391%2C1044&edge=0 https://books.google.it/books/content?id=HRK5Tw5COm0C&hl=it&pg=PA154&img=1&zoom=3&sig=ACfU3U1IEjj6fYebOR2R1v6w13so8NMPSw&ci=549%2C99%2C384%2C201&edge=0 Modificato 22 Giugno, 2017 da odjob 1 Cita
gennydbmoney Inviato 1 Luglio, 2017 #1355 Inviato 1 Luglio, 2017 Il 18/6/2017 at 19:59, odjob dice: Stuzzicato dal post di @guarracino che aveva per oggetto un Armellino con lo schienale con lati curvi posto un Armellino più comune ,con lo schienale a lati dritti. In questa discussione,ricordo che sono stati ,precedentemente postati Armellini ma si tratta di monete interessanti ed anche oggi voglio postarne un altro. Armellino o mezzo Carlino:ALFONSO II D'ARAGONA(1494-1495) Zecca di Napoli argento D/+ALFONSVS II D G R SICILIE:IE;nel campo armellino che avanza a sinistra,sopra rosetta e nastro con scritta DECORVM;in esergo lettera T fra due rosette R/+IN DEXTERA:TVA:SALVS:MEA °DE sedia ,con schienale a lati dritti, tra fiamme Riferimenti:Pannuti e Riccio 5;MIR 92 La foto è stata pubblicata dalla vendita all'asta di CNG n°394 lotto n°600 aggiudicato ad USD 260 + diritti d'asta Salutoni odjob Ciao odjob, che cos'è quel simbolo al centro della sedia? Cita
odjob Inviato 1 Luglio, 2017 Autore #1356 Inviato 1 Luglio, 2017 (modificato) 1 ora fa, gennydbmoney dice: Ciao odjob, che cos'è quel simbolo al centro della sedia? Rosa canina:specie di rosa spontanea più comune in italia, la si trova di frequente nelle siepi e ai margini dei boschi.Deve il nome canina a Plinio il Vecchio, il quale affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di sue radici.Ha 5 petali di colore ,di solito, rosa pallido ed è poco profumata. Cresce nelle boscaglie di faggio,abete,pino e querce, nelle siepi, fino ad una quota di 1900 mt. Preferisce suoli abbastanza profondi, limosi e moderatamente aridi. La rosa canina può essere usata con successo per creare siepi interpoderali o difensive e impenetrabili, per le numerose spine robuste che possiede lungo tutti rami. Informazioni tratte da Wikipedia. La rosa è un simbolo veramente complesso, poiché racchiude in sé – più d’ogni altro fiore – significati tra loro totalmente contrastanti. È, infatti, ambivalente, potendo contemporaneamente significare perfezione celeste e passione terrena, tempo ed eternità, vita e morte, fecondità e verginità.Secondo la superstizione popolare, molto diffusa soprattutto nel Medioevo, e che ha avuto una notevole influenza in molte leggende tipiche anche del nostro folclore, era il fiore che le streghe preferivano, in quanto ritenuto particolarmente idoneo a provocare il male, forse a causa della presenza sul suo stelo di molte spine; ma nel frattempo, era pure il fiore prediletto dalle fate, che se ne servivano spesso per recare felicità e benessere alle persone buone. In questa circostanza, così come in molte altre, la rosa sa concentrare significati in netto contrasto tra di loro, come odio ed amore, quasi che entrambi discendessero da un unico ceppo, o fossero due facce di una sola medaglia; a pensarci bene, non è poi tanto illogico, essendo entrambi dei sentimenti, delle passioni e queste, come sappiamo, non conoscono vie di mezzo. Nella vita umana, tanto per citare un esempio concreto, se un rapporto tra due persone termina in modo traumatico, non di rado all’amore e alla stima subentra in ambo le parti il disprezzo, l’odio, il rinfacciarsi reciproco di colpe e di difetti; e questi sono tanto più intensi e radicati quanto più forte era il legame affettivo che si è interrotto. La rosa è pertanto anche il simbolo del divenire e, per traslato, indica il perpetuarsi della vita umana da quella terrena verso un’altra dimensione a noi per il momento ignota, che i credenti chiamano aldilà e che trova il suo culmine, il suo compimento totale nella resurrezione. Papa Adriano VI fece scolpire sui confessionali una rosa a cinque petali, simbolo del sacro vincolo della segretezza che ogni sacerdote deve mantenere nei riguardi dei penitenti che si rivolgono a lui nella confessione, e la locuzione latina “sub rosa” aveva appunto il significato di una cosa rivelata in assoluta segretezza e confidenza. Nell’iconografia cristiana, questo fiore, per la sua bellezza e fragranza, viene adoperato per indicare il Paradiso.La rosa rossa è il simbolo della carità che, se spinta fino ai limiti estremi, può anche portare al martirio. Non a caso, infatti, una leggenda d’ispirazione cristiana vuole che il suo colore rosso sia stato generato dal sangue di Cristo sulla Croce. Viene anche usata per ricordare il Sacro Graal, ossia la coppa che, secondo la tradizione, fu adoperata da Gesù Cristo durante l’Ultima Cena.La Chiesa stessa è talvolta indicata nella Bibbia come Rosa di Sharon: le sue spine sono i peccati di cui essa si è macchiata nei secoli.La rosa d'oro è anche un simbolo del pontefice romano e quindi, per traslato, anche di Cristo, di Cui egli è il Vicario in terra. Papa Urbano II, nel 1096, benedisse per la prima volta una Rosa d’Oro in occasione di una cerimonia, che si svolgeva fino a non molto tempo fa nella quarta domenica di Quaresima (detta per l’appunto Domenica delle Rose o Domenica Laetare), considerata una sosta di giubilo nel cammino della penitenza che conduce il popolo cristiano alla celebrazione della Pasqua. Il Papa benediceva un fiore finto fatto di materiale aureo e detto appunto Rosa d’Oro, per farne dono ora ad alcune autorità civili (come il Prefetto di Roma), ora a qualche principe cattolico in segno di predilezione. Come fecero Urbano V che la assegnò nel 1367 alla regina di Sicilia Giovanna, e Pio IX, che nel 1867 la donò alla regina di Spagna Isabella II. Nel mondo islamico rappresenta il sangue di Maometto, il suo profeta Presso i Greci la divinità Aurora è spesso chiamata ,fra gli altri ,da Mimnermo, poeta lirico dell’antica Grecia, vissuto tra il VII ed il VI secolo a.C. ed Omero - “La dea dalle dita di rosa” (rododaktulos), proprio perché associata al sorgere del sole. Saffo, invece, dà questo attributo alla luna. Limitandoci per questione di spazio e di tempo al solo campo della lirica, notiamo frequenti riferimenti alla rosa da parte di poeti e di lirici appartenenti a varie epoche e di stili letterari diversi: dai bellicosi Omero, Mimnermo ed Alceo ai più idilliaci Ibico, Teocrito ed Asclepiade, poeta esaltatore dell’amore. Secondo Anacreonte le rose sono profumo per gli dei e gioia per gli uomini. Nell'antica Roma era consuetudine gettare petali di rose al passaggio dell’imperatore ed era fatta di rose la corona che egli portava sul suo capo. Il poeta latino Decimo Magno Ausonio associa alla rosa la fugacità della vita; in un suo idillio egli recita: “Uno sola giornata comprende la vita della rosa; essa in un solo attimo congiunge la giovinezza e la vecchiaia”, riprendendo il motivo del carpe diem oraziano ed anticipando temi che troveranno ampio spazio nel Rinascimento. Si riteneva che la rosa fosse dotata di poteri magici e che fosse alla base di ogni processo di rigenerazione che riguardava l’essere umano. L’unione tra la rosa e la croce – oltre ad essere alla base della figura del rosone – è il simbolo dei Rosacroce, setta di impronta evangelica che nacque in Germania nel XVII secolo, per diffondersi successivamente in Francia. Il loro nome deriva da un adepto della setta, il cavaliere tedesco Kristian Rosenkreuz, vissuto nel secolo XV, la cui tomba venne scoperta in Marocco. I “Rosacrociani”, che si vantavano di predire l’avvenire e di poter guarire malati incurabili, avevano per simbolo una rosa a cinque petali posta al centro di una croce. Info tratte da"La rosa nei miti, nelle religioni, nelle leggende e nei simboli"di Corrado Colafigli, Maurizio Saudelli, ‘Spigolando tra le Rose’, LASER Edizioni, 1999, Milano E'un segno distintivo dello zecchiere Ho fornito molti spunti per vedere se la rosa su questa moneta abbia una valenza recondita e perchè in quella posizione Salutoni odjob Modificato 1 Luglio, 2017 da odjob 2 Cita
gennydbmoney Inviato 1 Luglio, 2017 #1357 Inviato 1 Luglio, 2017 @odjob grazie mille per le interessanti notizie,quindi dovrebbe essere il simbolo del maestro di zecca Tramontano,infatti al dritto sotto all'ermellino troviamo lo stesso simbolo sia a destra che a sinistra della T ,ma perché apporlo anche al rovescio e proprio sulla sedia e non nel campo? Cita
odjob Inviato 1 Luglio, 2017 Autore #1358 Inviato 1 Luglio, 2017 3 ore fa, gennydbmoney dice: @odjob grazie mille per le interessanti notizie,quindi dovrebbe essere il simbolo del maestro di zecca Tramontano,infatti al dritto sotto all'ermellino troviamo lo stesso simbolo sia a destra che a sinistra della T ,ma perché apporlo anche al rovescio e proprio sulla sedia e non nel campo? Forse per distinguere una coniazione da un'altra e,forse,qualche spiegazione può derivare esaminando la simbologia della rosa che ho riportato Cita
odjob Inviato 5 Novembre, 2017 Autore #1359 Inviato 5 Novembre, 2017 Salute questa discussione è carente di monetine come questa: Mezzo Carlino:Filippo II di Spagna(1554-1598) AR 20mm, 1.35 g. Secondo periodo.Zecca di Napoli .Giovanni Antonio Fasulo, maestro di Zecca; Gaspare Giuno incisore. Monetazione coniata fra il 1594-1598. D/Busto con sul capo corona radiata, ; (IAF)/CI a sinistra R/ Pietra focaia ed acciarini e fiamme Riferimenti: CNI XX 1320; Pannuti-Riccio 45a corr. ([IAF/C]); MIR 185/1. Ex Classical Numismatic Review XLI. 2 (estate 2016), no. 974151; Archer M. Huntington Collection (HSA 1001.1.26683). La foto è presa dalla vendita CNG asta on line n°407 lotto n°686 Ho scelto questa moneta per il bel flan e la bella patina,oltre che alla conservazione che lascia leggere all'appassionato tutte le incisioni presenti. Salutoni odjob 2 Cita
eliodoro Inviato 11 Novembre, 2017 #1360 Inviato 11 Novembre, 2017 Ti aggiungo volentieri il tari' di Filippo II° Cita
odjob Inviato 11 Novembre, 2017 Autore #1361 Inviato 11 Novembre, 2017 @eliodoro grazie ,ora mi piacerebbe che ci raccontassi qualcosa su questa moneta che hai "conquistato" Cita
eliodoro Inviato 11 Novembre, 2017 #1362 Inviato 11 Novembre, 2017 @eliodoro grazie ,ora mi piacerebbe che ci raccontassi qualcosa su questa moneta che hai "conquistato" FIlippo II° Re Cattolico Conservatore governò Napoli, per tantissimi anni dal 1554 al 1598...i primi due anni, dal 1554 al 1556 da principe, poi da re... Il tarì postato risale, appunto, a tale primo periodo. .quello da Principe.. Moneta classificata sul Mir n. 163/3 come comune..nella legenda Filippo II riporta anche il titolo di Re Inghilterra, mai riconosciuto, però come tale da gli Inglesi, a seguito del matrimonio con Maria Stuarda, detta la Saguinaria, di molti anni più vecchia di lui che non gli diede figli.. La legenda al rovescio POPULORUM SECURITATI, per la sicurezza del popolo, si riferiva alla potenza della monarchia spagnola che, garantiva ai propri sudditi, una situazione di sicurezza. Maestro di zecca è Giovan Battista Ravaschieri che mantenne tale carica fino al 1567.. Riguardo le modalità di coniazione dell'argento durante il regno di Filippo II, consiglio la lettura del libro "La prova del Metallo" di Simonluca Perfetto.. Saluti Eliodoro 1 Cita
odjob Inviato 12 Novembre, 2017 Autore #1363 Inviato 12 Novembre, 2017 13 ore fa, eliodoro dice: Riguardo le modalità di coniazione dell'argento durante il regno di Filippo II, consiglio la lettura del libro "La prova del Metallo" di Simonluca Perfetto.. Ti ringrazio per averci parlato del Principe ma soprattutto per aver segnalato un libro da leggere.Ricordo che bisogna anche leggere di Numismatica per creare ed alimentare la passione sulle monete che collezioniamo e studiamo. 1 Cita
odjob Inviato 20 Dicembre, 2017 Autore #1364 Inviato 20 Dicembre, 2017 Salute nell'asta n°104 di Numismatica Ars Classica è stato venduto al lotto n°208 questo: 120 grana 1735,(Carlo di Borbone 1734-1759) Zecca di Napoli AR 25,46 g. D/CAR D G REX NEAP HISP INFANS & c Stemma coronato, ai lati, F: B:/•A• R/ DE SOCIO PRINCEPS Il Sebeto sdraiato in riva al mare, sullo sfondo il Vesuvio fumante; all’esergo, De 1735 •G:. Riferimenti:Pannuti-Riccio 23. MIR 334/1. La moneta partiva da una base d'asta di € 800 ed è stata aggiudicata ad € 4500+ diritti d'asta Le particolarità più significative di questa moneta sono che al D/ ha la scritta NEAP anzicchè NEA(per questo è classificata come RARA) ed è in alta conservazione La foto è stata presa dal catalogo d'asta di Numismatica Ars Classica Salutoni odjob Cita
odjob Inviato 20 Dicembre, 2017 Autore #1365 Inviato 20 Dicembre, 2017 Continuando a parlare dell'asta n°104 di Numismatica Ars Classica è stato venduto al lotto n°211 questo: 60 grana 1748,(Carlo di Borbone 1734-1759) Zecca di Napoli AR 12,60 g. D/CAR D G REX NEAP HISP INFANS & c Stemma coronato; ai lati, M: M:/R• R/ DE SOCIO PRINCEPS Il Sebeto sdraiato in riva al mare, sullo sfondo il Vesuvio fumante; all’esergo, D’ 1748 G: Riferimenti:Pannuti-Riccio 37. MIR 338/5. La moneta partiva da una base d'asta di € 320 ed è stata aggiudicata ad € 1400+ diritti d'asta La moneta è in alta conservazione ed è ritenuta Non Comune La foto è stata presa dal catalogo d'asta di Numismatica Ars Classica Salutoni odjob Cita
odjob Inviato 20 Dicembre, 2017 Autore #1366 Inviato 20 Dicembre, 2017 Sempre nell'asta n°104 di NAC è stata venduta questa moneta Ducato 1689,(Carlo II 1665-1700)Zecca di Napoli AR 25,40 g. D/ CAROLVS II – D G REX HISP Busto coronato, drappeggiato e corazzato a d.; sotto, nel giro, IM in nesso. R/VTRIVS SICI – HIERVS G. 100 Stemma coronato; sotto, nel giro, 16 – 89. Pannuti-Riccio 2. MIR 293.Tipo rarissimo senza le sigle del maestro di zecca e di quello di prova dietro la testa del sovrano. La foto della moneta è stata presa dal catalogo d'asta della Numismatica Ars Classica Il prezzo a base d'asta di questa moneta era di € 1000 ed è stata aggiudicata ad € 2250+ diritti d'asta.La moneta era presentata al lotto n°199 Salutoni odjob 2 Cita
odjob Inviato 1 Gennaio, 2018 Autore #1367 Inviato 1 Gennaio, 2018 Come non iniziare l'anno rimirando una bella moneta aurea come questa: Ducato:Ferdinando I d’Aragona(1458-1494) Emissioni dal 1458 al 1462. AV 3,53 g. D/ FERDINANDVS D G R S V Stemma coronato, inquartato di Napoli (Ungheria-Angiò-Gerusalemme) al 1° e 4°, di Aragona al 2° e 3°. R/ RECORDATVS MISERICORDIE SVE Busto coronato a destra Riferimento: Bernareggi 148 (questo esemplare illustrato). Pannuti-Riccio 5. MIR 64. Vall-Llosera i Tarrés 79a. Friedberg 819. Su questo ducato è impresso un bel volto giovanile,di profilo,di Ferdinando D'Aragona.L'emissione di questa monetazione risale al periodo della prima rivolta dei Baroni contro Ferdinando D'Aragona e,se prendiamo a riferimento la scritta periferica presente al Rovescio con la vicenda della rivolta possiamo affermare che tale monetazione è stata coniata nel 1462,difficilmete prima di tale data. Mi piace molto anche lo stemma La moneta è apparsa al lotto n°191 dell'asta n°104 di Numismatica Ars Classica e,dal prezzo di partenza di € 4800 è stata aggiudicata ad € 5000 più diritti d'asta Auguroni odjob 1 Cita
gennydbmoney Inviato 1 Gennaio, 2018 #1368 Inviato 1 Gennaio, 2018 gran bella moneta,un po meno il naso del re... A di FERDINANDVS sostituita da V capovolta... Cita
Sanni Inviato 1 Gennaio, 2018 #1369 Inviato 1 Gennaio, 2018 32 minuti fa, gennydbmoney dice: gran bella moneta,un po meno il naso del re... A di FERDINANDVS sostituita da V capovolta... ... così come il collo taurino.? Cita
gennydbmoney Inviato 1 Gennaio, 2018 #1370 Inviato 1 Gennaio, 2018 2 minuti fa, Sanni dice: ... così come il collo taurino.? anche... Cita
odjob Inviato 1 Gennaio, 2018 Autore #1371 Inviato 1 Gennaio, 2018 1 ora fa, gennydbmoney dice: A di FERDINANDVS sostituita da V capovolta Non avevo notato questa particolarità Cita
odjob Inviato 1 Gennaio, 2018 Autore #1373 Inviato 1 Gennaio, 2018 54 minuti fa, gennydbmoney dice: ed io che ci sto a fare... Giusto.Neanche questo avevo notato 1 Cita
odjob Inviato 2 Gennaio, 2018 Autore #1374 Inviato 2 Gennaio, 2018 (modificato) Impietoso il ritratto di profilo di Re Ferdinando d'Aragona,non c'è che dire Modificato 2 Gennaio, 2018 da odjob Cita
odjob Inviato 15 Agosto, 2018 Autore #1375 Inviato 15 Agosto, 2018 Zecca di Napoli;periodo di autonomia ducale VIII secolo mezzo Follis AE Riferimento:Pannuti e Riccio 1 La foto della moneta è dell'asta n°57 della casa d'aste Nomisma S.P.A. del 18 maggio 2018 ;lotto n° 978.Da un prezzo a base d'asta di € 1000 è stata aggiudicata ad € 1500 + diritti d'asta Il compilatore del catalogo ha attribuito a questa moneta rarità R3 Salutoni odjob 4 Cita
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