fedafa Inviato 12 Giugno, 2008 #126 Inviato 12 Giugno, 2008 Sbaglio o anche in questo caso le V sono state sostituite da A capovolte? Cita
Paolino77 Inviato 12 Giugno, 2008 #127 Inviato 12 Giugno, 2008 Si, ho controllato ora e sembrerebbero delle A capovolte Paolo Cita
odjob Inviato 16 Giugno, 2008 Autore #128 Inviato 16 Giugno, 2008 Salute ringrazio fedafa per aver postato l'immagine di cui avevo precedentemente fatto richiesta e cioè del Carlino/Coronato di Ferdinando II D'Aragona. Purtroppo non avevo alcuna immagine di questa stupenda e rarissima moneta e questa discussione non ne poteva restare senza. E'un disegno ma, in mancanza di altro, va bene --Salutoni -odjob Cita
odjob Inviato 18 Giugno, 2008 Autore #129 Inviato 18 Giugno, 2008 Napoli Ferdinando IV di Borbone (1759-1825). Secondo periodo (1799-1805) Grano 1800. æ FERDINAN IV SICILIAR REX Busto, a d. Rv. VN / GRANO / CAVALLI / R. 12 C. entro corona d’alloro. Riferimenti: CNI. - Pannuti-Riccio 20. Pagani 25. Della più grande rarità. E’ questa, in assoluto, la più rara moneta della serie borbonica napoletana. Purtroppo anche questo esemplare, come l’altro catalogato da Vico D’Incerti ("Le monete borboniche delle Due Sicilie", in R.I.N. 1960 n.17), è in cattivo stato di conservazione. Venne coniato nella zecca in una sola "liberata", il 13 marzo 1800, nella limitatissima misura di ducati 278 e grana 76 (cfr. M.Pannuti, "Il rame repubblicano del 1799 e quello di Ferdinando IV illustrati da documenti inediti", in B.C.N.N. 1983-86, pag.48). La moneta di cui vi presento le foto appartiene ad una collezione privata --Salutoni -odjob Cita
fedafa Inviato 18 Giugno, 2008 #130 Inviato 18 Giugno, 2008 Peccato per la conservazione, ma che viene compensata dalla grande rarità. Complimenti!!! Cita
odjob Inviato 29 Giugno, 2008 Autore #131 Inviato 29 Giugno, 2008 Non può mancare in questa discussione sulle monete del Regno di Napoli questo gioiello: Carlo di Borbone, 1734-1759. 4 cavalli 1750. Æ D/CAR. D.G. – VTR.SIC.REX Busto drappeggiato a d.: sotto, DeG. R/Valore entro cartella; ai lati M – M e, sotto, 1750 riferimenti: CNI 79. Pannuti – Riccio 63. Raro 4 La moneta è stata pubblicata nell'asta n°47 dalla casa d'aste NUMISMATICA ARS CLASSICA. -Per un mese ,prima che questa moneta fosse battuta in asta,ho sognato che questi Quattro Cavalli potessero scalpitare nella mia collezione.La base d'asta era di €uro 300,ho effettuato la mia offerta,ma la moneta ,purtroppo ,non sono riuscito a farla mia;poichè è stata aggiudicata ad €uro 6.000 più diritti d'asta. Non ho rammarichi poichè la mia offerta era il massimo che potevo,e l'unica consolazione è il fatto che la mia offerta ha dato del "filo da torcere"a molti altri offerenti. --Salutoni -odjob Cita
Frenkminem Inviato 29 Giugno, 2008 #132 Inviato 29 Giugno, 2008 Anch'io ho qualche moneta del Regno (di Napoli) poi ho una serie di reales di Ferdinando e Isabella che non so dove siano stati battuti (forse Messico?) non so come si decifrano. Comunque voglio postare questi 10 g. del 1855 Ferdinando II. R/ FERDINANDUS II DEI GRATIA REX Cita
picchio Inviato 29 Giugno, 2008 #134 Inviato 29 Giugno, 2008 odjob il 4 cavalli 1750 era imprendibile, temo non si sarebbe arreso il collezionista che l'ha acquistato neppure davanti ad un carro armato. I 300 € di stima erano ridicoli, anche se le monete in asta generalmente raggiungo il loro valore una stima così bassa è forviante. Posto una delle monete mia preferita per Napoli, non è di rarità, forse è tra le più comuni. Mi ha colpito lo stile e la serenità del ritratto di Ferdinando IV, una serenità che non fa certo presagire le incertezze che la Rivoluzione francese portava in continente ed a Napoli. Trovo sia un composizione molto equilibrata del Perger, la chioma fluente con i riccioli, il mascherone sulla corazza del busto, una visione neoclassica del sovrano, anche la conservazione aiuta. Il rovescio è il solito con lo stemma coronato; francamente non uno sforzo artistico eccelso, il minimo indispensabile del simbolismo araldico. Il lettering della leggenda da l'impressione che si sia messo assieme più serie di punzoni, alcuni con la biforcazione alla base delle lettere, altri invece piatti; in alcuni casi per le A è stato usato un punzone da V rovesciata ed in altri no. La cosa è abbastanza inusuale, la Zecca di Napoli era al tempo una delle meglio organizzate con un regolamento assai meticoloso. -------- Paolino77, potrebbe dirmi gli assi di rotazione della piastra da Lei postata, se fosse possibile anche l'orientamento della leggenda sul taglio. Complimenti per la conservazione, con i capelli lisci il più dellevolte hanno graffiature di conio al Dr., e debolezze nello scudo al rv. - Lettere Grandi e cifre 1 rovesciata all'interno. Cita
picchio Inviato 1 Luglio, 2008 #135 Inviato 1 Luglio, 2008 Paolino77 credo che la Sua piastra 1805 abbia una gemella, almeno al rovescio è molto, molto simile. Incredibile che dopo 200 anni si ritrovino monete battute con lo stesso conio, almeno in parte. Cita
odjob Inviato 9 Luglio, 2008 Autore #136 Inviato 9 Luglio, 2008 Da asta n°47 di Numismatica Ars Classica::: Napoli Francesco I di Borbone (1825-1830) 5 tornesi 1827. D/Testa nuda a destra ;attorno FRANC I.D.G. REGNI VTR . SIC.ET HIER REX e rosetta R/Corona reale nel campo;TORNESI CINQVE e data Riferimenti: Pagani 122d. Pannuti – Riccio 15. Rame rosso La moneta è rara a trovarsi sul mercato numismatico,ed è difficile a trovarla anche in stato di conservazione MB/MB+ --Salutoni -odjob Cita
odjob Inviato 9 Luglio, 2008 Autore #137 Inviato 9 Luglio, 2008 Vi posto la moneta di cui sopra -odjob Cita
picchio Inviato 10 Luglio, 2008 #138 Inviato 10 Luglio, 2008 Sono da pochi giorni venuto in possesso di questa moneta, stranamente visibile in vetrina in un negozio di Milano, che conosco abbastanza bene. Scrivo stranamente in quanto di solito ha bronzi ed altri oggetti di antiquariato. Tratta monete in maniera marginale; ero di fretta ma un occhio lo butto sempre . . . non si sa mai, infatti mi sono fatto il più vicino possibile, troppo, tanto che ho anche battuto con la testa! Buona è buona mi son detto, speriamo non sia anche troooppo caaara. Molto gentilmente, la proprietaria, mi ha detto che non era in vendita, in quanto l'aveva appena ritirata e stava facendo il prezzo. Sono venuto via con la moneta ad un prezzo ragionevole di mercato, praticamente un acquisto in asta al netto dei diritti e del commerciante che se la difende !. Regno di Napoli Carlo V Imperatore 1535-1556 Mezzo ducato in argento non datato grammi 14,83 - diametro al D/ 33,6 mm D/ CΛROLVS• V• ROMΛ• IMP• busto laureato e corazzato, a destra; dietro, [iBR] (Giovan Battista Ravaschiero, maestro di zecca). R/ • - • R• ΛRΛGO• VTRIVS•S(I)• stemma caricato su aquila bicipite coronata, ad ali spiegate. T/ liscio ↓ Non l'ho ancora classificata correttamente, al "momento" è CNI 329 var, e Pannuti Riccio 14, sul CNI devo guardare meglio, sono quattro pagine di conii per il mezzo ducato di Carlo V, ed ho avuto poco tempo per farlo. Le tipologie principali sono due, questa che dovrebbe essere la più comune, dove l'aquila bicipite sborda verso l'alto, e la seconda dove, invece, interrompe la leggenda in basso. Cita
fedafa Inviato 10 Luglio, 2008 #139 Inviato 10 Luglio, 2008 Complimenti per la bella moneta Picchio. Io quando vado a passeggio al massimo un gelato :D. Cita
picchio Inviato 11 Luglio, 2008 #140 Inviato 11 Luglio, 2008 off topic: L'avrei preso volentieri con 37 gradi, a Milano devi fare delle belle scammellate per trovare una buona gelatteria. Mi sono accontentato del "Carletto" ! Cita
odjob Inviato 11 Luglio, 2008 Autore #142 Inviato 11 Luglio, 2008 Salute ringrazio per le belle monete che sono state pubblicate ultimamene in questa discussione. Per dovere di cronaca il 5 Tornesi 1827 è stato aggiudicato a €uro 2000 + diritti d'asta :wacko: La moneta è in conservazione eccezionale e chi se l'è aggiudicata ha fatto un'affare. --Salutoni -odjob Cita
BiondoFlavio82 Inviato 12 Luglio, 2008 #143 Inviato 12 Luglio, 2008 (modificato) Complimenti davvero a Picchio. Non è proprio facile trovare un mezzo ducato di carlo v come il suo che allo stesso tempo presenti: ottimo ritratto, ottima patina, ottima battuta priva delle solite debolezze frequenti su queste monete. Sinceramente un pezzo così ben coniato e con un ritratto così curato non l'avevo mai visto. In passato ne cercai uno ma, anche se tipologicamente è una moneta molto comune, trovarla veramente bella è decisamente non facile. Modificato 12 Luglio, 2008 da BiondoFlavio82 Cita
odjob Inviato 13 Luglio, 2008 Autore #144 Inviato 13 Luglio, 2008 Salute non poteva mancare in questa discussione questa bellissima moneta anche se la foto non rende l'effettiva bellezza della moneta: Napoli Francesco I di Borbone (1825-1830). 2 tornesi 1826. D/Testa coronata a d. R/Corona, valore e data. Riferimenti: Pagani 101. Pannuti - Riccio 23. Conservazione eccezionale. Rame rosso da asta n°47 di Numismatica Ars Classica --Salutoni -odjob 1 Cita
apulian Inviato 13 Luglio, 2008 #145 Inviato 13 Luglio, 2008 (modificato) Ho solo due monete del Regno di Napoli: una è un comune grano da XII cavalli del 1792, l'altra è questa... 4 cavalli 1790 ugualmente comune, ma ci sono "affezionato", diciamo così :rolleyes: con il grappolo d'uva stilizzato che mi ha incuriosito da subito B) (clicca) poi ho quest'altra, ma del Regno delle Due Sicilie 120 grana 1856 Modificato 13 Luglio, 2008 da apulian Cita
picchio Inviato 17 Luglio, 2008 #146 Inviato 17 Luglio, 2008 Ringrazio BiondoFlavio da parte di "Carlo V" i complimenti fan sempre piacere, innegabile. Con l'occasione posto una moneta particolare. Sempre Carlo si tratta ma questa volta coniata da Carlo II Re di Spagna (1674-1700). Con Carlo II si estingue dinastia deglia Asburgo sul trono di Spagna e come Carlo V Re di Napoli, di Sicilia e dei dominii spagnoli in Italia come Milano (Carlo II ). Figlio di Filippo IV d'Asburgo e Marianna d'Austria, era cagionevole di salute; mentre in numismatica è rappresento prospero ed in piena salute, i numerosi ritratti figurativi non lasciano dubbi sulla sua salute precaria. Carlo è solo la punta di un iceberg fatto di matrimoni tra consanguinei, che già ha falcidiato alla nascita i suoi fratelli. Aggravante la discendenza per ben 14 volte in linea di sangue da Giovanna di Castiglia denominata "Giovanna la Pazza" per la sua nota follia (in realtà affetta da sifilide). Carlo a soli 4 anni diventa il sovrano di un regno sconfinato, sotto tutela e reggenza della madre. A 14 anni Carlo assume i pieni poteri ed iniziano i primi scontri con "mamma"; da li a breve Carlo invece di andarsene di casa, come sarebbe costume odierno, invita Marianna a togliere le tende da corte, e non più farvi ritorno. Nel 1679 Carlo II sposa Maria Luisa di Borbone-Orléans; ma è affetto da qualche "problemino" e dopo 10 anni Maria Luisa muore senza che vi sia un erede al trono. Prontamente Carlo sposa in seconde nozze Maria Anna del Palatinato-Neuburg, ed anche in questo caso .... Carlo II muore senza eredi diretti nel 1700. In testamento nomina alla successione Filippo d'Angiò, nipote del re di Francia Luigi XIV e di Maria Teresa d'Austria, (sorella maggiore di Carlo). L'unica eredità certa è la guerra di successione spagnola (1700 - 1714) che coinvolge i troni di mezza europa. La Pace di Utrecht del 1713, sancisce la fine delle ostilità, e l'Europa ha un nuovo assetto geopolitico. Filippo d'Angiò assume il nome di Filippo V, si dimentica del Regno di Francia, mantiene quello di Spagna, e perde il Regno di Napoli, di Sardegna, nonché il Ducato di Milano e lo Stato dei Presidi in Toscana. Vi sono altri e numerosi cambiamenti, tra cui l'acquisizione del titolo di Sovrano in Casa Savoia: al duca Vittorio Amedeo II di Savoia è assegnata la Sicilia con la Regia Corona (in virtù del quale Amedeo I di Savoia diventa per breve tempo Re di Spagna nel 1870), oltre a Casale, il Monferrato e terre minori. La Pace di Utrecht è ratificata tra Francia ed Austria con il trattato di pace a 6 marzo 1714. Tarì in argento del peso di 5,60 grammi. Asse di coniazione: ↑ D/ • CAROLVS• II• D• G• - HISP• NEAP• REX•, stemma coronato semi compreso nel collare del Toson d'Oro. In alto mascherina di moro. R/ • HIS • VICI• - • ET• REGNO• globo terrestre sormontato da cornucopia e fascio consolare, a sinistra AG/A ·(Antonio Giovane, maestro di zecca e Francesco Antonio Ariani, maestro di prova), in basso, nel globo in incuso 1684 Riferimenti Pannuti 11 var La peculiarità è nella testa di moro al diritto, variante rarissima, un tempo assai ricercata. Immagino si riferisca all'asiento de negros, cioè il monopolio del commercio degli schiavi africani verso l'America. Diritto che con la Pace di Utrecht la Spagna cedeva all'Inghilterra. Cita
odjob Inviato 17 Luglio, 2008 Autore #147 Inviato 17 Luglio, 2008 Salute ringrazio picchio per aver arricchito le informazioni storiche su Carlo II che sono a pag.5 di questa discussione e lo ringrazio per l'informazione sul Tarì del 1684 con testa di moro,di cui non ne ero a conoscenza;sapevo,altresì, del conio di Tarì del 1684 con testa di leone sullo stemma. Il CNI(Corpus Nummorum Italicorum)al Vol.XX alla catalogazione n°258 per Carlo II descrive la moneta ed alla descrizione del Dritto inserisce"con piccola maschera fra la corona e lo stemma"e la figura è la n°11 Tavola XVII e sembra proprio una testa di moro. Il Tarì con variante testa di moro fu coniato anche per gli altri anni? --Salutoni -odjob Cita
Frenkminem Inviato 17 Luglio, 2008 #148 Inviato 17 Luglio, 2008 Sono da pochi giorni venuto in possesso di questa moneta, stranamente visibile in vetrina in un negozio di Milano, che conosco abbastanza bene. Scrivo stranamente in quanto di solito ha bronzi ed altri oggetti di antiquariato. Tratta monete in maniera marginale; ero di fretta ma un occhio lo butto sempre . . . non si sa mai, infatti mi sono fatto il più vicino possibile, troppo, tanto che ho anche battuto con la testa! Buona è buona mi son detto, speriamo non sia anche troooppo caaara. Molto gentilmente, la proprietaria, mi ha detto che non era in vendita, in quanto l'aveva appena ritirata e stava facendo il prezzo. Sono venuto via con la moneta ad un prezzo ragionevole di mercato, praticamente un acquisto in asta al netto dei diritti e del commerciante che se la difende !. Regno di Napoli Carlo V Imperatore 1535-1556 Mezzo ducato in argento non datato grammi 14,83 - diametro al D/ 33,6 mm D/ CΛROLVS• V• ROMΛ• IMP• busto laureato e corazzato, a destra; dietro, [iBR] (Giovan Battista Ravaschiero, maestro di zecca). R/ • - • R• ΛRΛGO• VTRIVS•S(I)• stemma caricato su aquila bicipite coronata, ad ali spiegate. T/ liscio ↓ Non l'ho ancora classificata correttamente, al "momento" è CNI 329 var, e Pannuti Riccio 14, sul CNI devo guardare meglio, sono quattro pagine di conii per il mezzo ducato di Carlo V, ed ho avuto poco tempo per farlo. Le tipologie principali sono due, questa che dovrebbe essere la più comune, dove l'aquila bicipite sborda verso l'alto, e la seconda dove, invece, interrompe la leggenda in basso. 363856[/snapback] oserei dire bellissima!!! complimenti Picchio ha fatto un bel chiappo ;) Cita
Fratelupo Inviato 17 Luglio, 2008 #149 Inviato 17 Luglio, 2008 Carlo a soli 4 anni diventa il sovrano di un regno sconfinato, sotto tutela e reggenza della madre. A 14 anni Carlo assume i pieni poteri ed iniziano i primi scontri con "mamma"; da li a breve Carlo invece di andarsene di casa, come sarebbe costume odierno, invita Marianna a togliere le tende da corte, e non più farvi ritorno. A questo link, vi posto un'immagine di Maria Anna e del piccolo Carlo, coniata su di un Filippo (o Carlo) del 1666. http://img381.imageshack.us/img381/1228/ma...naecarlort3.jpg Cita
picchio Inviato 17 Luglio, 2008 #150 Inviato 17 Luglio, 2008 Non vorrei sbagliarmi, mi pare siano due gli anni di coniazione per la "testina di moro". Controllo quanto prima. Per quanto riguarda il filippo della reggenza, anche questa è una moneta relativamente comune per Milano, diventa di grande rarità quando si cerca una conservazione pari o superiore allo splendido. Milano nel periodo era sprovvista di grandi incisori, grandi attrezzature per il conio e di senso artistico (durante il periodo spagnolo sono decisamente piatte nella scelta dei temi). Sono monete "coloniali". Se per lo stesso periodo compariamo una Piastra papale con un filippo milanese la differenza è abissale. Artisticamente erano poche le zecche in Italia che poteva fornire un prodotto peggio fatto del milanese (e lo dico con tutto l'affetto che ho per la "mia" città). Siamo a metà del XVII secolo : a Venezia si coniavano monete curate come le Santa Giustina, Genova offriva al mondo del commercio gli scudi ed i doppi scudi, nelle zecche emiliane e toscane monete assai ricercate nel dettaglio, ed a Milano . . . un tanto al chilo. Forse anche per questa ragione i collezionisti milanesi tante volte cercano altro da collezionare invece di riportare in auge i fasti della zecca meneghina. Solo con le nuove attrezzature di zecca, volute da Maria Teresa nel 1777 (111 anni dopo) la situazione migliora. Cita
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