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heldrungen

zecchino Francesco Molin (1646-1655)

Ciao,

Presento uno zecchino in condizioni non ottimali, coniato sotto il doge sopra nominato. Oltre all'usura ed a qualche piegatura, è visibile un foro otturato sopra la testa del doge inginocchiato.

Chiedo a chi ha esperienza in questo campo, se una moneta in questo stato di conservazione possa mantenere un qualche valore numismatico, oppure si riduca al semplice valore del metallo prezioso.

Grazie.

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Cerco di rispondere per quanto ne so.

Anzittutto il buco. A Venezia si usava attaccare gli zecchini sui cappelli ed ecco perchè tanti sono bucati. Il valore è ovvio diminuisce parecchio, ma non del tutto. nel senso che non si riducono proprio a "peso d'oro". Numismaticamente mantengono il loro significato.

Le pieghe sono dovute quasi sempre al ripostiglio, insieme alle altre, dove appunto si piegano in quanto l'oro puro (oro zecchino) è estremamente malleabile.

roth37

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Grazie Roth37,

Pensavo che il buco venisse fatto per appendere la moneta al collo come ciondolo; non conoscevo la storia del cappello. Per quanto riguarda le piegature, è una balla quello che si è sempre sentito dire e cioè che le monete venivano addentate per verificarne l'autenticità?

Saluti

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Grazie Roth37,

  Pensavo che il buco venisse fatto per appendere la moneta al collo come ciondolo; non conoscevo la storia del cappello. Per quanto riguarda le piegature, è una balla quello che si è sempre sentito dire e cioè che le monete venivano addentate per verificarne l'autenticità?

Saluti

331579[/snapback]

No, non è una balla. Lo facevano anche per sentire l'argento, così come nell'antichità venivano eseguiti i "saggi" (quei tagli che ogni tanto si vedono nelle monete antiche come spesso per le civette ateniesi o le orecchie di Ercole nelle monete di Alessandro III°) e al "tatto" per riconoscere l'autenticità, da parte degli indigeni, le monete di Maria Teresa (toccavano soprattutto le perle della collana).

Una volta garantita la moneta veniva spesso marcata dai vari saggiatori con contromarche personali per non dover testare due volte la stessa moneta.

Alcuni riconoscono anche l'argento e l'oro dal suono che fa una moneta fatta cadere su una piastra di marmo levigata.

Non mi risulta al contrario che le pieghe degli zecchini si siano formate per "prova" dell'oro, piuttosto avvengono per quanto sopraddetto

roth37

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il tuo zecchino di Francesco Molin (1646-1655) viene classificato da Paolucci (p.98 n°6) come R1 (in una scala che va da Comune a Raro 6).

Non penso quindi che si possa attribuirle solo il valore dell'oro. Certo il valore non sarà alto, ma nonostante il buco e l'usura la moneta ha ancora qualche rilievo e non è spiacevole (almeno per quanto vedo dalla foto), e comunque è sempre un pezzettino di storia di un doge che ha fatto coniare parecchie monete (anche vari multipli di zecchini).

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Ringrazio Roth37 per le preziose informazioni, il suono delle monete su un tavolo di marmo indubbiamente permette di capire qualcosa, sapervo anche del bottone più o meno consumato del tallero di Maria Teresa toccato dagli indigeni africani, non so invece che moneta sia quella con le orecchie di Ercole di Alessandro III.

Ringrazio anche Mmon per il parere espresso, mi sembra che il catalogo Gigante riporti gli zecchini di F. Molin come comuni, comunque hai ragione, si tratta sempre di un pezzo di storia di Venezia.

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