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IGNORED

Parere su valutazione


Leo1083
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Premettendo che non so se questo è il forum giusto per aprire questa discussione, volevo chiedere a persone piu esperte di me in materia di chiarirmi alcuni dubbi. Sfogliando il mio catalogo (alfa 2005) mi sono trovato davanti ad alcune valutazioni che mi lasciano perplesso,ad esempio: "Buono da 2 lire 1924"(solo per citare l'anno + comune), il catalogo recita: n pezzi 45.050.000 MB 15 BB25 SPL 75 FDC 230. Di contro:" Stato Pontificio 20 baiocchi di Gregorio XVI del 1839" n pezzi 6.315 MB 15 BB 30 SPL 65 FDC 180. Le tirature dei 2 pezzi non sono lontanamente paragonabili, la seconda ha 85 anni in piu della prima ed è coniata con un metallo piu nobile. Su quali criteri ci si basa per stabilire una quotazione? Premettendo anche che la raccolta di monete di Vittorio Em. III è la piu diffusa e quindi anche la piu richiesta, sono giustificate simili quotazioni (ce ne sono molte altre che non enumero per motivi di spazio)? Ringrazio chi voglia illuminarmi sulla vicenda.
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Premettendo che il catalogo Alfa va assolutamente dimenticato in quanto a quotazioni (molto spesso assurde), è da dire che il mercato lo fa la richiesta, ed è indubbio che le monete di VE III° abbiano una richiesta molto, molto più alta rispetto a quelle papali (che cmq hanno anche loro un mercato di tutto rispetto). Scendendo nello specifico, non ti saprei dire se la valutazione dell'Alfa sulla moneta papale sia adeguata, sicuramente però ti posso dire che la valutazione del buono del 1924 è semplicemente assurda. Queste monete si comprano nelle vaschette dei mercatini in MB a non più di 2€, mi chiedo dove si siano inventati i 15€. In alta conservazione la rarità aumenta, ma dubito ci siano persone disposte a spendere 230€ per l'annata più comune.
Tanto per fare un confronto, le quotazioni del catalogo Gigante sono rispettivamente 1-8-60-230. Similari in alta conservazioni, assolutamente diverse in bassa.
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[quote name='Paolino67' date='12 maggio 2005, 12:20']... è indubbio che le monete di VE III° abbiano una richiesta molto, molto più alta rispetto a quelle papali.[/quote]
Il motivo è essenzialmente questo, dipende molto dalla richiesta che ne fa il mercato.
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Come dice Paolino a 2 Euro massimo 3 ( a Torino la vita costa di piu' :D ) lo trovi nelle ciotole , ovviamente salendo di condizione il prezzo aumenta
Il catalogo Alfa da alcuni viene malignamente considerato il catalogo dei venditori
Chi colleziona solo per tipologia puo' anche comprarlo in FDC , ma chi raccoglie per data investe questi soldi in monete piu' rare
ciao
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Ciao, anche a Firenze si possono trovare presso mercatini al prezzo di due-tre euro, il prezzo aumenta con il migliorare della conservazione, difficilmente si potrà vendere ad un collezionista una moneta in conservazione sotto il BB.

Personalmente utilizzo il catalogo GIGANTE a livello di prezzi mi sembra più veritiero anche se spesso molto più alto di ciò che non sia l'attuale mercato. :rolleyes:

Ciao. :rolleyes:
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Penso propio che dovrò cambiare catalogo!!! D'altro canto nell'edizione alfa 1999 il buono da 2 lire era quotato 8000 lire in MB!
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Ma in effetti è il probblema che mi pongo anch'io, e molti altri miei amici quanto affidamento si può fare sulle valutazioni espresse sui vari cataloghi e parlo anche per monete romane e bizantine?
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Per quel che riguarda le quotazioni del Catalogo Alfa per le basse conservazioni, anch'io concordo sul fatto che siano eccessive. Personalmente preferisco utilizzare il Catalogo Gigante. Invece, circa le diverse valutazioni tra le due monete citate in conservazione FDC, il Gigante del 2003 (non ho l'ultima edizione) quota le 2 lire 230 €, mentre i 20 Baiocchi li mette a 110 €, allargando quindi ulteriormente la forbice tra le due valutazioni. Non credo che sia dovuto solo ad una differenza di richiesta di mercato. L'alto valore delle monete FDC in Nichelio è dovuto al fatto che sono di difficilissima reperibilità: anche se coniate in molti esemplari, la natura del metallo con cui sono composte fà sì che si presentino quasi tutte molto usurate, come invece non capita alle monete in argento o in acmonital. Sarebbe bello se si potessero "censire" le monete in nichelio in conservazione FDC, in modo da rendersi conto del loro numero esiguo. Io personalmente non posseggo nessuna moneta in nichelio che si possa definire un vero FIOR DI CONIO, arrivo al massimo allo Splendido.
Ciao a tutti.
Marco
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purtroppo il nickel, come il rame, tende a deteriorarsi, sopratutto se a contatto con agenti atmosferici rudi (umidità, muffa, sostanze liquide di qualsiasi genere, ma anche polvere... )

per conservarli ci vogliono gli oblò o meglio ancora (per le monete più pregiate) capsule. Se poi ci riuscite toglieteci l'aria e fatele sottovuoto: dureranno per sempre! :)
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