numizmo Inviato 23 Settembre, 2008 #26 Inviato 23 Settembre, 2008 Aggiungo l'unico dato che al momento mi ritrovo per le mani sulla composizione di un aureo di Nerone (IVPPITER CVSTOS, BMC 202, del 64-65 d.C.):Au 99.52 % Ag 0.43 % Cu 0.00% Pb 0.00 % Zn 0.00% (....) Non ho putroppo dati sulla composizione di aurei più prossimi alla data di segregazione del ripostiglio. Luigi 387432[/snapback] Probabilmente questa,vista la composizione,sarebbe una moneta molto difficile da far diventare rossa con il cloro. Ma ho dei forti dubbi che il 99,52% di oro e 0,00% di rame sia una composizione standard per gli aurei antichi,... Una moneta di questa composizione sarebbe immune da trucchi,a meno che ,chi riproduce la patina Boscoreale con intenti speculativi non effettui un'arricchimento superficiale di rame sulla moneta( disciogliendolo in acido nitrico o cloridrico e lavandoci la moneta) per poi arrossarlo con il metodo suddetto. L'inventiva dei taroccatori non ha fine..... :rolleyes: Cita
lorenzobassi Inviato 21 Ottobre, 2008 Autore #27 Inviato 21 Ottobre, 2008 Nel numero CVIX anno 2008 della Rivista Italiana di Numismatica è pubblicato un studio intitolato: “D. FERRO - C. BOTRE', Sull'identificazione di aurei romani (autentici o falsi)”. Se le mie informazioni sono giuste viene trattato l’argomento della patina Boscoreale, qualcuno è in possesso di tale rivista? Grazie Lorenzo Cita
aemilianus253 Inviato 21 Ottobre, 2008 #28 Inviato 21 Ottobre, 2008 Nel numero CVIX anno 2008 della Rivista Italiana di Numismatica è pubblicato un studio intitolato:“D. FERRO - C. BOTRE', Sull'identificazione di aurei romani (autentici o falsi)”. Se le mie informazioni sono giuste viene trattato l’argomento della patina Boscoreale, qualcuno è in possesso di tale rivista? Grazie Lorenzo Ce l'ho di sicuro, essendo socio SNI, ma non ho avuto il tempo nemmeno di aprirlo. Appena possibile darò un'occhiata. :) Cita
aemilianus253 Inviato 23 Ottobre, 2008 #29 Inviato 23 Ottobre, 2008 Nel numero CVIX anno 2008 della Rivista Italiana di Numismatica è pubblicato un studio intitolato:“D. FERRO - C. BOTRE', Sull'identificazione di aurei romani (autentici o falsi)”. Se le mie informazioni sono giuste viene trattato l’argomento della patina Boscoreale, qualcuno è in possesso di tale rivista? Grazie Lorenzo Ho letto finalmente l'articolo. Non c'entra assolutamente niente con il discorso sulla patina boscoreale. Nell'articolo si fa un confronto molto approfondito, interessante e pieno di dati tecnici e foto a grande ingrandimento, fra le caratteristiche di due aurei. Il primo, di Giulia Maesa, autentico, venduto da Leu, qualche anno addietro e il secondo, di Sesto Pompeo con al rovescio i ritratti del padre e del fratello, falso ottenuto con un processo di pressofusione. Questo è il contenuto in estrema sintesi. ;) Cita
lorenzobassi Inviato 23 Ottobre, 2008 Autore #30 Inviato 23 Ottobre, 2008 Peccato, grazie per la tua gentile risposta. Cita
caiuspliniussecundus Inviato 23 Ottobre, 2008 #31 Inviato 23 Ottobre, 2008 [Ho letto finalmente l'articolo. Non c'entra assolutamente niente con il discorso sulla patina boscoreale. Nell'articolo si fa un confronto molto approfondito, interessante e pieno di dati tecnici e foto a grande ingrandimento, fra le caratteristiche di due aurei. Il primo, di Giulia Maesa, autentico, venduto da Leu, qualche anno addietro e il secondo, di Sesto Pompeo con al rovescio i ritratti del padre e del fratello, falso ottenuto con un processo di pressofusione. Questo è il contenuto in estrema sintesi. ;) capperi! :o e non ci dici come si fa a distinguere quello buono dal falso ??? ci lasci così con l'acquolina in bocca? ;) Cita
aemilianus253 Inviato 24 Ottobre, 2008 #32 Inviato 24 Ottobre, 2008 [Ho letto finalmente l'articolo. Non c'entra assolutamente niente con il discorso sulla patina boscoreale. Nell'articolo si fa un confronto molto approfondito, interessante e pieno di dati tecnici e foto a grande ingrandimento, fra le caratteristiche di due aurei. Il primo, di Giulia Maesa, autentico, venduto da Leu, qualche anno addietro e il secondo, di Sesto Pompeo con al rovescio i ritratti del padre e del fratello, falso ottenuto con un processo di pressofusione. Questo è il contenuto in estrema sintesi. ;) capperi! :o e non ci dici come si fa a distinguere quello buono dal falso ??? ci lasci così con l'acquolina in bocca? ;) Si distinguono dai segni lasciati dal processo di battitura. Ad ogni modo, se mi dai un numero di fax, ti invio quanto prima la copia dell'articolo. Scannerizzarlo e postarlo mi sembra più dura... :) Cita
caiuspliniussecundus Inviato 13 Febbraio, 2010 #33 Inviato 13 Febbraio, 2010 Nella prossima asta NAC 54 compaiono alcuni aurei dal ripostiglio di Boscoreale, devo dire che con quel colore rossiccio diventano davvero irresistibili, anche per me che sono immune al fascino dell'oro. Allego alcune foto lotto 354 Cita
fra crasellame Inviato 25 Marzo, 2011 #35 Inviato 25 Marzo, 2011 (modificato) Chiedo scusa del lungo quote, ma per riprendere il filo del discorso: Conosco poco la chimica dell’oro, e chiedo scusa in anticipo delle inesattezze che sicuramente seguiranno, ma c’è qualcosa che non mi convince. A) Se la colorazione rossa è dovuta al cloruro rameico presente nella lega, perchè non si hanno anche colorazioni verdastre? Sappiamo bene che lo ione cloruro in presenza di rame forma anche cloruro rameoso, quindi cancro del bronzo. In questo caso la reazione non avviene e si forma direttamente cloruro rameico? Ossia il rame metallico (stato di ossidazione 0) fornisce ioni rameici (III) senza passare per la forma intermedia rameosa (II)? <img src='http://www.lamoneta.it/public/style_emoticons/<#EMO_DIR#>/cool.gif' class='bbc_emoticon' alt='B)' /> Perché la colorazione rossa si è sviluppata (prevalentemente) sugli aurei di questo ripostiglio (tanto da farla identificare con il luogo del ritrovamento) e non si ritrova su altri aurei o solidi? Se dipende dal rame presente in lega bisogna ammettere diverse composizioni per aurei anche coevi. Ribadisco che conosco poco la chimica dell’oro, ma a mio avviso andrebbe considerata l’azione dell’acido cloridrico contenuto nei gas emessi durante l’eruzione del Vesuvio e l’alta temperatura potenzialmente coinvolta direttamente sull’oro, ossia la possibilità che si formi cloruro di oro (III), anche se in un sottilissimo film. E’ vero che l’oro è difficilmente ossidabile; viene attaccato solo dai sistemi che abbiano un potenziale redox molto elevato e che diano luogo alla formazione di complessi. Questo in sostanza avviene con l’azione combinata e sinergica di acido nitrico ed acido cloridrio dell’acqua regia. Bisogna tuttavia considerare che tutte le reazioni sono in realtà un equilibrio; anche le reazioni apparentemente tutte spostate da una parte sono in realtà un equilibrio. Se mettiamo del cloruro di sodio in acqua sappiamo che si scioglie e gli ioni Cl- ed Na+ vanno liberamente in soluzione (la reazione è tutta spostata a destra). Se immergiamo dell’oro in acqua questo non accade; ce ne accorgiamo macroscopicamente perché l’oggetto rimane inalterato. Nell’intorno della superfice del metallo tuttavia è presente un equilibrio: Au <-> Au3+ + 3e- Poiché l’oro è stabile, questo equilibrio è tutto spostato “praticamente” verso sinistra., ma mai al 100%. La solubilizzazione dell’oro da parte dell’acqua regia agisce 1) aumentando la quota di Au3+ presente (ossidazione) e 2) rimuovendo dall’equilibrio gli ioni Au3+ (complessazione). Per effetto di massa tutta la reazione procede verso destra. La dissoluzione dell’oro metallico (Au) presuppone la sua ossidazione ad Au3+. Il potenziale di ossido riduzione della reazione è assai elevato e nell’acqua regia questo effetto è prodotto dal cloruro di nitrosile (forte ossidante). Il cloruro (così come il cianuro, altro anione che può attaccare l’oro) complessando lo ione Au3+ (AuCl4)-, lo porta in soluzione spostando l’equilibrio verso la completa solubilizzazione. Da solo (senza acido nitrico), lo ione cloruro può agire solo su uno strato monoatomico “naturale”di ioni Au3+ fomando AuCl3. Questo cloruro ha una colorazione rosso bruna. A mio avviso la colorazioni rossastre di questi aurei è dovuto ad un sottilissimo strato di cloruro d’oro formatosi grazie all’alta temperatura ed i gas vulcanici in cui l’acido cloridrico abbonda. Luigi PS: Un'altra forma di oro color rosso porpora è la cosidetta Porpora di Cassio, un precipitato di oro colloidale che si ottiene dalla precipitazione del cloruro di oro (III) per azione di ioni metallici (ad esempio Sn (II), Fe (II)) oppure acqua ossigenata, acido ossalico, etc... Riprendo questa discussione perché ho avuto qualche chiarimento in più... Una persona competente in chimica una volta mi disse che non è il rame che risale ma è l'ossidazione dell'oro che diventa cloruro aurico. Comunque chiederò conferme. Devo correggere quanto detto, mi ricordavo male. Non è corretto parlare di cloruro. In sintesi: "Certamente le leghe contenenti rame possono dare qualche patina dovuta all'alterazione di questo elemento, ed in molti casi questo è proprio ciò che avviene. Ma in monete di buon oro ? Sicuramente non cloruro (è un sale molto solubile in acqua, quindi lungi dalla possibilità di formare patine), ma un prodotto dell'aggressione che l'oro subisce da parte delle poche molecole di acido cianidrico presenti nell'aria. L'acido cianidrico è un gas molto spesso presente nelle emissioni vulcaniche, quindi ecco ben spiegata la patina delle monete di boscoreale. Tuttavia quel che si forma non è un semplice cianuro (anche questo sarebbe solubile in acqua, tanto che la cianurazione è uno dei metodi per estrarre l'oro da materiali poveri) ma un complesso insolubile derivante dalla sua ossidazione." Sarebbe interessante sapere se esistono studi in merito. Questo il "red spot" presente su una terzarola medievale, secondo quarto del XIV secolo. Modificato 25 Marzo, 2011 da fra crasellame Cita Awards
massi75rn Inviato 27 Marzo, 2011 #36 Inviato 27 Marzo, 2011 scusate non entro in merito alle patine di boscoreale,mi chiedo solo una cosa,su questo articolo http://www.mcu.es/museos/docs/MC/ActasNumis/Monete_doro_Pompei.pdf , parlano di 1350 aurei ritrovati a boscoreale ma possibile che siano andati sparpagliati fuori dall'italia?gli stessi musei hanno venduto le loro monete a privati? Cita
Paleologo Inviato 11 Aprile, 2011 #37 Inviato 11 Aprile, 2011 Il fatto è che il tesoro di Boscoreale fu ritrovato nel 1895, cioè anteriormente alla prima legislazione di tutela dei beni culturali che è del 1909. All'epoca l'impostazione era completamente liberista e il tesoro, che era composto da 107 oggetti di argenteria oltre alle monete d'oro, fu venduto in Francia dal proprietario del fondo. Successivamente ci fu un processo che si concluse con l'assoluzione del personaggio in quanto il fatto non costituiva reato. E' probabile che questa vicenda abbia contribuito non poco all'introduzione della legislazione sopra ricordata, notoriamente molto restrittiva e che sostanzialmente vale tuttora. Cita
Illyricum65 Inviato 3 Gennaio, 2021 #38 Inviato 3 Gennaio, 2021 Buongiorno, ripesco la presente discussione per inserire questa cartolina che rappresenta la Villa di Boscoreale Foto del Prof. Gian Andrea Casale https://www.romanoimpero.com/2020/04/il-tesoro-di-boscoreale.html?m=1&fbclid=IwAR2nDf0ijvOsggh1jKuKYydQRRw_-VllzsK7L0SZwjzjKWXmVqYAByMw3gw Ciao Illyricum 3 1 Cita
Stilicho Inviato 3 Gennaio, 2021 #39 Inviato 3 Gennaio, 2021 16 minuti fa, Illyricum65 dice: Buongiorno, ripesco la presente discussione per inserire questa cartolina che rappresenta la Villa di Boscoreale Foto del Prof. Gian Andrea Casale https://www.romanoimpero.com/2020/04/il-tesoro-di-boscoreale.html?m=1&fbclid=IwAR2nDf0ijvOsggh1jKuKYydQRRw_-VllzsK7L0SZwjzjKWXmVqYAByMw3gw Ciao Illyricum Una storia bellissima e tristissima al tempo stesso, che non conoscevo. Una lettura davvero avvincente, ma che mi ha fatto molto riflettere. Grazie. Stilicho Cita
cliff Inviato 7 Gennaio, 2021 #40 Inviato 7 Gennaio, 2021 Aggiungo qui questo interessante articolo di Marvin Tameanko (lo stesso del libro "Monumental Coins") che fu pubblicato sul The Celator n.3 del 1994 nel quale si tenta di ricostruire basandosi sulla documentazione dell'epoca e successive integrazioni le tipologie di aurei presenti nel famoso tesoretto di 1350 aurei trovato nella villa rustica di Boscoreale nel 1895. Per quanto incompleta questa ricostruzione tipologica è molto importante in quanto identifica le tipologie di rovescio presenti: se un determinato aureo viene venduto in asta come "ex Boscoreale hoard" ma la tipologia dritto/rovescio non è presente in questa lista è quindi perlomeno "sospetto". The-Celator-Vol.08-No.03-Mar-1994_Boscoreale_Hoard.pdf Cita
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