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simone

Lettera aperta

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simone
Cari amici,
vorrei semplicemente dire la mia sulla numismatica e su come essa viene intesa e fraintesa. So di non avere né titoli né esperienze, e forse sono anche troppo giovane (ho vent’anni), per poter parlare di grandi questioni numismatiche. Ma, sfogliando le riviste specializzate e iniziando a conoscere alcuni professionisti, sento parlare di numismatica come di una “scienza esatta” e vedo foto di convegni e congressi freddi e “professionali” (e spesso trasformati quasi in occasioni mondane). Sembra che chi si occupa di numismatica veda sé stesso come uno “scienziato in giacca e cravatta”. Ma, a mio modestissimo avviso, la numismatica non è e non deve essere né una fredda scienza (o almeno, non solo), né tantomeno un’attività a cui dedicarsi con altrettanto fredda professionalità.
Perché la numismatica è, ancor prima d’essere scienza, una disciplina umanistica, in quanto ogni moneta affonda le sue radici nella Storia della sua epoca ed ogni epoca è fatta dalle storie di vita delle singole persone, in cui paure, gioie e speranze si rincorrono, si susseguono e si avvicendano. Quindi, dietro la Storia ci sono mille storie, ognuna con il suo diverso stato d’animo: alla fine di tutto c’è l’Uomo, figlio di Dio e del suo tempo, sia esso re (e allora i suoi sentimenti si ripercuoteranno, ahimè, anche sulla vita di altri uomini), sia esso contadino (le cui emozioni lasceranno impronte indirette nella Storia).
E la moneta altro non è che una preziosa testimone di questo umano turbinare di emozioni e sentimenti, legato all’andare dei grandi avvenimenti, ma anche e soprattutto della vita quotidiana: una moneta consegnata all’esattore imperiale, con una gran voglia di mandarlo al diavolo il tuo “sire”; una moneta spesa come ultima risorsa per sfamare te stesso e i tuoi figli, affidando il domani alla Divina Provvidenza; una moneta offerta in una chiesa, chiedendo una grazia per un tuo caro gravemente malato; una moneta spesa per comprare un calamaio a tuo figlio, sperando che studiando riesca a farsi strada nella vita meglio di quanto non vi sia riuscito tu, e così via, lungo le infinite strade della Storia... Storia che, quindi, altro non è che la somma di queste gioie, paure e speranze, individuali e collettive, addolcite e stratificate, senza soluzione di continuità, da quel grande mistero che è il Tempo.
E’ per questo che sogno una numismatica fatta non solo di studio e ricerca, ma anche di riflessione, di pensiero e di meditazione su quella che è la condizione umana e sul suo fine ultimo. Perché partendo da una qualsiasi moneta si può dapprima sognare e poi riflettere su ciò essa può aver vissuto. Riflettere, quindi, su delle ipotesi fantasiose? direte voi. Beh, a mio avviso, è meglio meditare profondamente su ciò che può esserle verosimilmente accaduto (e che è sicuramente accaduto in qualche altro luogo e in qualche altro tempo) che vedere una moneta nelle mani di uno “scienziato in giacca e cravatta” , che crede di sapere tutto su di lei e che, invece, non ne sa proprio nulla...
Scusate se vi ho annoiato con i miei pensieri o se ho peccato di sentimentalismo, ma credo che non si possa e non si debba nascondere la dimensione umana dell’esistenza e degli oggetti che la testimoniano dietro una fredda facciata di “professionalità” e di “perfezione scientifica”: il senso profondo di ogni vita non ha proprio nulla di scientifico.

Umilmente,

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max65
Ciao,

Confermo e sottoscrivo il tuo nobile e romantico pensiero.


Saluti da Max65 :D

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In Ricreazione
favaldar
[color="blue"]Ciao Simone
Purtroppo condivido il tuo pensiero su queste "fiere".
Dico purtroppo perchè mi piacerebbe che non fosse così ma purtroppo è la realtà.
Però quelli che tu chiami scienziati in giacca e crevatta altro non sono che commercianti ex collezionisti numismatici.
Il collezionista cerca il particolare,qualcosa che differenzia dal generico,l'eccezione,l'unicità!
Codesti cercano il FDC,il valore,che poi è un finto valore senza anima e poca storia.
Dalla mia esperienza ho dedotto che ci sono;
i commercianti di cui la maggior parte ha eridatato un lavoro minuzioso di qualche parente passato o stà provando ad investire;
i collezionisti-commercianti che ogni tanto perdono la strada iniziale per avidità;
i collezionisti studiosi che cercano di approfindire,studiare,ricercare,scoprire quasi ossesivamente,tralasciando o addirittura rimettendoci dal lato economico ma con profonda felicità interiore;
i collezionisti hobbystici che prendono ciò che c'è al momento senza troppo pensare o studiare o cercare di capire e sono la felicità dei primi citati.
Come al solito questo è un pensiero Favaldariano! :P
Ciao
F.[/color]

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Leo1083
Condivido pienamente il pensiero di Simone; tra l'altro è proprio immaginando quale storia poteva esserci dietro ogni moneta che ho cominciato a collezionare.

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Giovenaledavetralla
Condivido anche il il giovane pensiero.

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Newton
Anch'io condivido in pieno; qualcuno tempo fa in questo forum parlava del'atteggiamento di molti numismatici-commercianti: "Se non hai soldi da spendere non farmi perdere tempo", questo uccide la numismatica.

La prova è anche data dall'esito di un topic sugli euro vaticani, finito male....io invece sono felice per il mio recente acquisto messicano della serie precolombiana, a 40 euro, un prezzo inferiore alle monetine dello staterello sul Tevere, ma che mi ha dato una grande soddisfazione; ecco, questa è numismatica.

Purtroppo viviamo in un'epoca dove tutto viene monetizzato e tutto deve per forza avere un valore, e i risultati li vediamo tutti, li abbiamo sotto gli occhi....

Eppoi, e questa è un po' una mia fissa: cosa significa Fior di Conio? Queste tre parolette con cui tutti i commercianti si riempiono la bocca? Fiordiconio fiordiconio fiordiconio....un denario romano fiordiconio? Un tallero del 1750 fiordiconio? Ebbasta...smettetela....guardate il valore storico, artistico...EMOZIONALE....

Forse che il Cenacolo di Leonardo è....fior di pittura? Ma dai...........

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alteras
Condivido in pieno... Dobbiamo renderci conto che i commercianti in realtà NON sono appassionati di numismatica (forse qualcuno si, ma comunque pochi...), loro devono guadagnarci...
Chiudo raccontandovi della frase di un commerciante di Bologna, che un giorno mi ha detto: "Mi dica in fretta cosa vuole, che sto aspettando un cliente!"... Perchè io che ero? :angry:

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ilchi23
La maggior parte dei commercianti mostra gentilezza e disponibilità in modo direttamente proporzionale al portafoglio del cliente. Ma dov'è il rispetto per il collezionista e la numismatica? Fino a qualche anno fa, quando mi avvicinavo alle bancarelle (avevo 15-18 anni) il commerciante di turno mi guardava male, come se fossi lì solo per scocciarlo o per fregargli qualcosa! <_< I negozianti apprezzano soprattutto i tagli più alti delle banconote in Euro, altro che monete e fascino storico. Vendono a tanto, comprano a poco, non amano sprecare il loro tempo e ti danno retta solo se capiscono che alla fine comprerai qualcosa. Anche al mercato ortofrutticolo c'è più passione e dedizione verso il cliente... :unsure:

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LUCIO
[quote name='simone' date='07 giugno 2005, 10:44']. . . dietro la Storia ci sono mille storie, ognuna con il suo diverso stato d’animo: alla fine di tutto c’è l’Uomo, figlio di Dio e del suo tempo, sia esso re (e allora i suoi sentimenti si ripercuoteranno, ahimè, anche sulla vita di altri uomini), sia esso contadino (le cui emozioni lasceranno impronte indirette nella Storia) . . .
[right][post="38537"]<{POST_SNAPBACK}>[/post][/right][/quote]

Desidero prendere le distanze rispetto a questa visione classista e relativista degli studi storici. Ritengo che lo studio del passato abbia senso solo in una ottica egualitaristica e solo se in estrema analisi finalizzato al progresso della Umanità.
La storia non può che essere unitaria ed universale. L'impegno nel suo studio non può che essere sociale e rivolto all'avvenire, altrimenti è vano e si riduce ad un inutile compiacimento personale. :o

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Satrius
condivito anche io!
purtroppo è proprio così :(

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caiuspliniussecundus
noto che c'è un certo astio nei confronti dei commercianti. Io ho sempre avuto un atteggiamento ambivalente nei loro confronti. da un lato li ammiro per il tipo di lavoro che li tiene in contatto con tante monete e per le conoscenze che taluni hanno a riguardo. Dall'altro detesto il loro modo esplicito di lucrare sulla nostra passione. Una volta sono entrato in un negozietto in sardegna, e mi è stato chiesto: ma lei è collezionista o no? con lo sguardo di chi sta valutando quanto mi avrebbe spiumato. Collezionista... una parola che in sè contiene un po' di psicopatologia. Vedi certi film recenti "Il collezionista" "il collezionsita di ossa" ecc ecc. C'è comune una certa dose di follia in chi esegue raccolte sistematiche, e i commercianti questo lo sanno bene. Siamo deboli, perché amiamo fortemente e loro colpiscono senza pietà, profittando a piene mani della loro posizione di forza. Un appassionato è inerme davanti ad una bella moneta o antica moneta o storica moneta, pagherebbe quello che ha, ed il risultato sono prezzi folli, ricarichi pazzeschi e delusioni cocenti per chi va infine a vendere. Noi perseguiamo un ideale (la ricostruzione storica del passato attraverso una serie di monete) loro perseguono solo i loro interessi lavorativi (leciti ed etici per carità). Ma c'è una grande differenza. Non è un rapporto paritario.
Caius

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Paolino67
I commercianti hanno senz'altro un lato positivo, che è quello di favorire il movimento e lo scambio di monete. Dobbiamo ammetterlo: se non ci fossero i commercianti ad approvigionarsi, come faremmo a trovare tutte le monete che servono per le nostre collezioni? Di contro, anch'io concordo sul fatto che la visione del commerciante, debite eccezioni a parte, è ormai vista semplicemente come un'attività lucrosa che deve solo portare al guadagno personale più alto possibile. D'altronde ho sentito con le mie orecchie discorsi tipo "devo trovare il pollo da spennare", purtroppo la ricerca del pollo, oltre che quella di chi ha il portafoglio pieno, sembra essere la priorità per certe persone. Giovedì scorso ero al mercatino con un amico, e abbiamo incontrato un altro suo amico, piuttosto inesperto e sprovveduto. Quando andavamo ai banchetti ai commercianti brillavano gli occhi di fronte a questa persona, visto che fosse stato per lui avrebbe comprato qualsiasi tondello metallico gli avessero proposto. Sempre al mercatino abbiamo incontrato un commerciante che aveva appena comprato una grossa collezione dalla vedova di un suo amico, pagandola una miseria, 3000€ per oltre 3000 monete (e c'era in mezzo un sacco di roba interessante). Pensando che il commerciante (tra l'altro amico del mio amico) potesse proporre buoni prezzi, vista la recente acquisizione, gli ho chiesto quanto mi faceva per una coppia di 2 lire valore 1863 (condizioni MB/MB+), zecche N e T, monete che non aveva ancora prezzato. Beh, ha preso il catalogo (il Montenegro, ovviamente, che propone quotazioni più alte del Gigante), mi ha scontato un 10% circa e mi ha fatto 70€ (che peraltro è praticamente la quotazione che propone il Gigante 2004) . Ho provato a spuntargli 60, poi 65, ma nulla da fare, al che ho rinunciato. Capite? Non è riuscito a scontarmi 5€ su monete che a lui sono costate 2€! Di numismatica non frega nulla a queste persone, loro nei geni hanno solo insito l'istinto a spuntare i prezzi più alti che possono... <_<

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caiuspliniussecundus
si, Paolino, è proprio come dici tu
e pensare che spesso sono ex collezionisti. I 2 che conosco meglio collezionavano, ed avevano pure ereditato la collezione del padre. Poi hanno fatto il salto dall'altra parte della barricata. Perso l'amore per le monete, sfruttano cinicamente quelle conoscenze tecniche che si trovano ad avere acquisito grazie al collezionismo.
Bisognerebbe veramente fare una associazione di collezionisti per cercare di difenderci, non so segnalare i commercianti poco etici, speculatori e/o con comportamenti poco consoni alla mansione che svolgono.

Caius

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Paleologo
Penso che sia inutile lamentarsi della perfidia dei biechi commercianti. Noi tutti qui abbiamo una passione e chi ha una passione è vulnerabile. Se qualcuno è vulnerabile, ci sarà sempre qualcuno che cercherà di approfittarne. Diamoci piuttosto gli strumenti per resistere alle speculazioni, per esempio sfruttando questo forum, premiando i buoni commercianti ed avendo anche il coraggio di rifiutare un acquisto se il prezzo è chiaramente gonfiato (anche se magari di persona si sarebbe disposti a pagarlo). Questo a parole, poi come dice la mia firma... :)

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Mirko
[quote]Video meliora proboque, deteriora sequor[/quote]
Video meliora prob[b]a[/b]que, deteriora sequor

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Paleologo
video prob<b>o</b>que... le vedo e le approvo... o no? :)

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Mirko
Sì. scusa. Avevo inteso: vedo le cose migliori e probe, ma faccio le peggiori.

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Paleologo
almeno era così nella fonte originale... il pirata negro dei fumetti di Asterix! :lol:

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Ricca770
E' praticamente impossibile trovare un commercianteche possa vedere al di là del puro valore di mercato di una qualche moneta, accantonando interessi storici di tutti i tipi. :(
Tutto è legato solo edesclusivamente al vil denaro, tra i vari commercianti è difficile trovare dei collezionisti in primis. Specialmente se sei inesperto cercano di tirarti il pacco...I vari stati di conservazione sono oggettivi e, casualmente, quando devi vendere hai sempre delle monete di bassa qualità, se devi comprare hai scelto quelle Fior di Conio......Strano vero!!! :angry:

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Newton
Per non parlare, al di là dell'avidità, della notevole scortesia di alcuni commercianti. :angry:

Mi astengo dal segnalare un paio di episodi che mi sono capitati, perchè credo sia contro il regolamento del forum fare nomi di negozi.

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Paleologo
dì il peccato senza dire il peccatore :)

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In Ricreazione
favaldar
[color="blue"]Voglio aggiungere due specifiche a ciò che ho detto.
Commercianti e commercianti collezionisti.
I primi sono solo quelli che fanno il mercato numismatico senza dedicarsi a nuovi studi o ampliare i vecchi,soltanto in pochi casi perchè costretti dal "caso"(bel gioco di parole Eh!).
I secondi invece non hanno perso la voglia e la passione del collezionista ma hanno solo fatto di una passione un lavoro,purtroppo sono costretti a compromessi che nel lavoro non mancano mai.Alcuni non hanno mai venduto euro.
Non si può vivere senza commercio ma si può riconoscere il bene e il male!
L'arma che un collezionista ha per difendersi è l'esperienza e la pazienza.

"Siediti sulle rive del fiume,aspetta e vedrai passare il cadavere del tuo nemico!"

L'altro rispose" Si,ma se prima non l'ammazzi......hai voglia te!"

C'è sempre un terza soluzione! ;)

Ciao
Fa[/color]

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Newton
[quote name='Paleologo' date='08 giugno 2005, 16:18']dì il peccato senza dire il peccatore  :)
[right][post="38805"]<{POST_SNAPBACK}>[/post][/right][/quote]

Ad esempio: vedo in una vetrina una sterlina d'argento FS, esposta dal lato della regina, uguale per tutte queste monete, entro e chiedodi vedere l'altra faccia, deciso a comprare la moneta se fosse di un anno che non avevo.

Non era così e lo dico al negoziante: "Mi spiace, il cardo scozzese ce l'ho già" e quello...praticamente MI SBUFFA IN FACCIA! :angry: come se, una volta entrato, fossi stato obbligato a comprare!

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In Ricreazione
rcamil
Sarà per evitare comportamenti del genere (che per carattere non lascerei passare porgendo l'altra guancia :angry: ) che non sono mai entrato in un negozio di numismatica :rolleyes: .

Ai convegni generalmente i commercianti sono più gentili (ovvie eccezioni) magari perchè sono consci che, se non compri da lui, compri dal concorrente che gli sta a pochi metri ;)

Ciao, RCAMIL B)

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simone
[quote name='LUCIO' date='07 giugno 2005, 22:43']Desidero prendere le distanze rispetto a questa visione classista e relativista degli studi storici.   Ritengo che lo studio del passato abbia senso solo in una ottica egualitaristica e solo se in estrema analisi finalizzato al progresso della Umanità.
La storia non può che essere unitaria ed universale. L'impegno nel suo studio non può che essere sociale e rivolto all'avvenire, altrimenti è vano e si riduce ad un inutile compiacimento personale.  :o
[right][post="38694"]<{POST_SNAPBACK}>[/post][/right][/quote]

Non sono classista: la mia è solo un'amara constatazione della realtà. Purtroppo non è possibile contestare il fatto che un re abbia potere di vita e di morte e un contadino no.
Condivido con te che ciò vada cambiato.
Comunque, niente compiacimento personale nello studio della storia, ma spero non sia un crimine entrare per un attimo nelle emozioni dei nostri avi.

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