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gpittini

Antonino Pio

DE GREGE EPICURI

Ecco un'altra moneta di Antonino "non lucidata". Questa volta si tratta del sesterzio "Pie-tas", scritta nel campo ai due lati della Pietà stante a sin., sacrificante su un altare; pesa 25,0 g. e misura 29 mm, l'ho classificata come C 608 e RIC 523 b. La Pietas è caratteristica attributiva specifica di Antonino, tanto da averne definito il nome. Come si è già detto qui in molte discussioni, non va tradotta con "pietà" ma piuttosto con : religiosità, rispetto per le tradizioni, animo elevato ed austero, ecc.

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Ecco il R.

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Complimenti per il bel sesterzio, RIC 523 b, che presenta una bella patina ed un ritratto molto gradevole.

La "Pietas", come giustamente è stato scritto da GPittini, è l'onore e la fedeltà che l'uomo romano virtuoso riserva agli dei ed ai familiari. La "pietas" romana verso gli dei si esprime nelle celebrazioni di venerazione delle divinità che a loro volta renderanno "felix" l'uomo devoto. L'aggettivo "felix" infatti non corrisponde a "felice" che si esprime invece con "beatus", ma indica la persona amata dagli dei e che in virtù di tale predilezione avrà successo in tutte le sue imprese. "Pius" è anche l'epiteto del nobile Enea che incarna in sè il simbolo dell'uomo sottomesso ed obbediente agli dei; di colui che è umile di fronte alla loro volontà e che ha a cuore il benessere della famiglia al punto da portare sulle spalle il padre durante la fuga dalle fiamme di Troia. Dopo quattro anni di regno, Enea venne chiamato nell'Olimpo a risiedere nell'eternità insieme agli dei in un'assunzione tra lampi e tuoni.

Enrico :)

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