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rob

[MEDIOEVO ITALIANO] Il simbolo della croce nella numismatica

48 risposte in questa discussione

Non è possibile affrontare il periodo medievale senza capire la profondissima influenza del Cristianesimo nella vita, nella politica e nello stesso modo di pensare degli uomini del tempo.

La numismatica è testimone di ciò, mostrandoci una varietà di simboli cristiani: senz'altro il più visibile ed importante è la croce.

Quest'argomento fu in parte affrontato dalla discussione La croce patente sulle monete medievali, origine? significato? di un paio di mesi fa.

Sarebbe interessante allargare l'orizzonte alla croce come simbolo della cristianità tout-court: quali sono stati i tipi monetali più importanti ed influenti in varie epoche ed aree geografiche, quali forme di croce sono state usate?

A voi la parola!

150px-Christian_cross.svg.png

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La croce è un simbolo molto antico che va persino alle origini della cultura egiziana che spesso è raffigurata come la chiave della vita. Le rappresentazione monetali che io ricordo sono iniziate verso la fine dell'impero romano e l'inizio del dominio bizantino. La croce per noi ha un significato di sofferenza e di rinascita a nuova vita. Il cristianesimo si è comportato come l'impero romano, ha acquisito tutto il paganesimo che la circondava trasformandola e cambiandogli nome come ad esempio la raffigurazione degli angeli ( la dea vittoria ) ed altri

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E' interessante che la croce abbia avuto nell'arte sacra varie forme, le più elementari si riassumono nella croce latina, la croce greca, la croce di Sant'Andrea e la croce a T o Tau, con moltissime variazioni su queste geometrie di base (se ho saltato qualcosa ditemelo subito!).

Il simbolo è molto più antico del cristianesimo, e in alcuni casi, come per esempio la croce uncinata o svastica, si collega al concetto di continuità proprio della ruota della vita. I primi cristiani non la eressero immediatamente a simbolo religioso: era in fin dei conti lo strumento del supplizio di Cristo, quindi fondamentalmente un simbolo di sofferenza visto da alcuni addirittura come di cattivo auspicio. In questa luce è quasi sorprendente il fatto che la croce sia assurta a simbolo principale del cristianesimo!

In campo numismatico è incontestabile che sia stata la croce greca, a braccia uguali, ad essere la rappresentazione preferita: sicuramente era la più facile da iscrivere in un cerchio, ed era pure di semplice realizzazione. In una discussione passata, citata nel mio primo post, fu esaminato il suo utilizzo.

A quel che mi risulta la croce latina fu usata su monete imperiali romane, poi praticamente scomparve fino al tardo medioevo, quando tornò in associazione a conii di maggiore espressività e complessità.

Mi riferisco in particolare agli esempi di Agnus Dei o delle raffigurazioni di Cristo, santi o regnanti recanti aste o bandiere con croci alla loro sommità.

Al volo invece non mi vengono in mente esempi medievali o rinascimentali di monete recanti la Croce di Sant'Andrea o la Tau.

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E' interessante che la croce abbia avuto nell'arte sacra varie forme, le più elementari si riassumono nella croce latina, la croce greca, la croce di Sant'Andrea e la croce a T o Tau, con moltissime variazioni su queste geometrie di base (se ho saltato qualcosa ditemelo subito!).

Il simbolo è molto più antico del cristianesimo, e in alcuni casi, come per esempio la croce uncinata o svastica, si collega al concetto di continuità proprio della ruota della vita. I primi cristiani non la eressero immediatamente a simbolo religioso: era in fin dei conti lo strumento del supplizio di Cristo, quindi fondamentalmente un simbolo di sofferenza visto da alcuni addirittura come di cattivo auspicio. In questa luce è quasi sorprendente il fatto che la croce sia assurta a simbolo principale del cristianesimo!

In campo numismatico è incontestabile che sia stata la croce greca, a braccia uguali, ad essere la rappresentazione preferita: sicuramente era la più facile da iscrivere in un cerchio, ed era pure di semplice realizzazione. In una discussione passata, citata nel mio primo post, fu esaminato il suo utilizzo.

A quel che mi risulta la croce latina fu usata su monete imperiali romane, poi praticamente scomparve fino al tardo medioevo, quando tornò in associazione a conii di maggiore espressività e complessità.

Mi riferisco in particolare agli esempi di Agnus Dei o delle raffigurazioni di Cristo, santi o regnanti recanti aste o bandiere con croci alla loro sommità.

Al volo invece non mi vengono in mente esempi medievali o rinascimentali di monete recanti la Croce di Sant'Andrea o la Tau.

Rob la croce latina venne usata su moltissime monete bizantine ..

Croci di S.Andrea e tau compaiono su monete medioevali francesi.

Se non erro la tau appare anche in alcune emissioni bizantine

Il simbolo della croce e' intimamente legato al Cristianesimo che ne determina l'origine e la comparsa

Quella che indichi come croce uncinata (o svastika) e' un simbolo indiano, utilizzato per indicare il fluire della vita, ma a parte una parentela visiva con il simbolo della croce ha ben poco a che fare con essa.

Il primo utilizzo del simbolo della croce cristiana fu assai probabilmente nelle emissioni axumite (etiopia) del IV-V secolo.

numa numa

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Rob la croce latina venne usata su moltissime monete bizantine ..

Caro Numma, hai più che ragione, ovviamente! :)

image03054.jpg

Ho pescato nel solito coinarchives.com questo meraviglioso solido di Giustino I e Giustiniano I.

Correggo ulteriormente quanto affermato prima, visto che molti tremissi merovingi riportavano la croce latina:

image00110.jpg

Chalon-sur-Saône, Domulfus et Baio monétaires - (585-675)

Croci di S.Andrea e tau compaiono su monete medioevali francesi.

Se non erro la tau appare anche in alcune emissioni bizantine

Non le conosco: sarebbe interessante qualche immagine.

Il simbolo della croce e' intimamente legato al Cristianesimo che ne determina l'origine e la comparsa

Quella che indichi come croce uncinata (o svastika) e' un simbolo indiano, utilizzato per indicare il fluire della vita, ma a parte una parentela visiva con il simbolo della croce ha ben poco a che fare con essa.

Ovviamente concordo con te sulla parentela visiva ma non certo simbolica fra croce uncinata indiana e croce cristiana: il simbolo cristiano ha un'origine molto chiara e inequivocabile nella morte di Cristo per crocefissione. La figura geometrica in sè o sue elaborazioni sono state usate anche prima dell'era cristiana, ma il collegamento è puramente ripeto geometrico, altri non ne vedo e non è nemmeno sensato cercarne.

Credo sia invece interessante descrivere la preferenza per una forma o l'altra da parte di diverse autorità emittenti. Credo che la scelta della croce greca in tutte le sue varianti (patente, potenziata, etc.) siano legate sì alla maggiore facilità d'esecuzione dei conii, ma anche all'araldica, almeno per quel che riguarda il periodo successivo al XI sec.: sarebbe interessante descrivere questo aspetto.

Per esempio mi pare che i Lusignano di Cipro privilegiassero una croce potenziata con quattro croci patenti inquartate:

00707q00.jpg

Cipro, Enrico II di Lusignano (1310-1324)

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Per esempio mi pare che i Lusignano di Cipro privilegiassero una croce potenziata con quattro croci patenti inquartate:

Quello che descrivi è la cosiddetta croce di Gerusalemme (croce potenziata accantonata da quattro crocette) simbolo del regno cristiano di Gerusalemme di cui Ugo di Lusignano era stato re prima che la sua incapacità, unita alla follia tattica dei cavalieri degli ordini combattenti, portasse alla disastrosa sconfitta contro il Saladino presso i Corni di Hattin, alla sua prigionia e alla caduta di Gerusalemme. Liberato dietro riscatto, Ugo fu ricompensato della sua bella prova (?) con il trono del regno di Cipro, che i crociati avevano tolto a Bisanzio al tempo della terza crociata. I Lusignano rimasero fino all'estinzione della casata titolari del regno di Gerusalemme e continuarono a usarne la simbologia. Già all'epoca certa gente cascava sempre in piedi... :rolleyes:

Ciao, P. :)

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Grazie Paleologo per l'approfondimento. Un'altra croce assurta varie ralaltroralvolte in tempi moderni a simbolo nazionale è la croce patriarcale, ovvero una croce latina con un secondo braccio orizzontale più corto sopra al primo.

150px-Patriarchal_cross.svg.png

Un bel esempio medievale è questo denaro della Slavonia sotto dominio Ungherese (1235–1270)

image00467.jpg

tralaltro proprio questi denari mi piacciono parecchio, sono facilmente reperibili in buone condizioni ed il loro disegno mi affascina... ma esco dal seminato.

In tempi molto più recenti annoto che la croce patriarcale fa parte della bandiera slovacca

800px-Flag_of_Slovakia.svg.png

e di conseguenza appare anche sugli euro moderni:

1_euro_SK_2009.jpg

Pure i francesi antifascisti la adottarono durante la seconda guerra mondiale, pur chiamandola croce di lorena per antichi motivi storici:

image01454.jpg

come ben dimostra questo sol de guerre di René II, Duca di Lorena (1473-1508).

Non mi pare invece che la croce patriarcale sia mai stata usata su monete battute in Italia, ma sono ben disposto a farmi smentire! :D

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Mettiamo una croce sopra a questa discussione? :P

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:) Aggiungo questo Denario di Genova(credo) :D . Il mio ultimo "acquisto" in collezione. L'ho fotografato per farmelo identificare con precisione, visto che ci sono vi chiedo: il simbolo sul rovescio(credo) :D cosa rappresenta? Sembra quasi una doppia croce, mi incuriosisce molto. Bellissima ed interessante discussione, complimenti e grazie Rob. Giò :D :D

post-6052-1236186540_thumb.jpg

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Ed ora quello che io credo sia il diritto, di una cosa sono certa: è una croce :lol: :lol:

Grazie a tutti Giò :P :D

post-6052-1236186669_thumb.jpg

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Ciao giò, si tratta di un castello e non di una croce...messo al contrario però :).

Il R/ è quello con la croce.

Bella conservazione cmq.

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Ciao giò, si tratta di un castello e non di una croce...messo al contrario però :).

Il R/ è quello con la croce.

Bella conservazione cmq.

Grazie Fedafa, non lo avrei mai detto, al massimo era un disegno geometrico per me, lo riposto nel verso giusto.

P.S.- Ora qualcosa intravedo, ma solo grazie alla tua affermazione. Grazie ancora. Giò :D

post-6052-1236197234_thumb.jpg

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La moneta che ha postato Giovanna è tipico esempio di denaro medievale: un verso riporta il simbolo della città o autorità emittente, l'altro una croce. In questo caso come nella maggior parte degli altri si tratta di una croce patente.

Mi sono fatto una mia idea del perché di questa stereotipazione del denaro con la croce. Durante il medioevo il Divino era profondamente sentito, non esisteva nemmeno il concetto di divisione fra laico e religioso, poiché ogni cosa si riconduceva a Dio: c'era piuttosto la divisione fra terreno e divino, in cui il primo è sempre sottoposto al secondo. Appare normale allora che anche la moneta riconosca l'autorità che l'ha emessa su di un lato, e riconosca l'autorità suprema di Dio sull'altro. L'autorità terrena cambiava, ma Dio è uno solo: la croce era l'unico segno in cui si riconoscessero i cristiani.

Che ne pensate?

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Il discorso mi sembra perfetto. Credo che le croci siano l'elemento fondamentale fino alla fine del XII secolo, almeno nella monetazione dell'Italia del nord. Fino a quell'epoca, infatti, vige il sistema monetario carolingio che aveva molto spesso una croce su uno dei lati. Credo anche che venisse usata la croce patente piuttosto che quella latina per un semplice motivo estetico. Una croce con braccia uguali si inserisce perfettamente in un cerchio e quindi dà più armonia alla moneta.

Con il duecento compaiono nuove monete, come i grossi veneziani o i denari di Aquileia, che cambiano l'iconografia dell'elemento religioso della moneta. Questo elemento viene rappresentato dal Redentore e dalla figura del patriarca rispettivamente. La croce continua ad essere usata nei coni piccoli, probabilmente per semplicità di incisione o per abitudine.

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Inviato (modificato)

OT: sbaglio o manca una parte consistente della discussione ?

Peccato non aver continuato quella discussione, perché qui escono altri spunti ma si perdono quelli già espressi.

Modificato da fra crasellame

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OT: sbaglio o manca una parte consistente della discussione ?

Peccato non aver continuato quella discussione, perché qui escono altri spunti ma si perdono quelli già espressi.

Immagino che tu ti riferisca alla discussione "La croce patente sulle monete medievali, origine? significato?": ho voluto aprire una nuova discussione per fare un discorso più generale sull'uso della croce in numismatica, senza limitarci alla sola croce patente - la discussione precedente è peraltro interessantissima e invito tutti quelli che non la conoscono a leggersela tutta!

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Mi sono fatto una mia idea del perché di questa stereotipazione del denaro con la croce. Durante il medioevo il Divino era profondamente sentito, non esisteva nemmeno il concetto di divisione fra laico e religioso, poiché ogni cosa si riconduceva a Dio: c'era piuttosto la divisione fra terreno e divino, in cui il primo è sempre sottoposto al secondo. Appare normale allora che anche la moneta riconosca l'autorità che l'ha emessa su di un lato, e riconosca l'autorità suprema di Dio sull'altro. L'autorità terrena cambiava, ma Dio è uno solo: la croce era l'unico segno in cui si riconoscessero i cristiani.

Qui secondo me ci stiamo avvicinando a capire un elemento fondamentale del modo di pensare medievale, specialmente dell'alto medioevo e direi almeno fino al XIII secolo. All'epoca gli stati nazionali erano molto di là da venire, dal punto di vista politico esistevano diversi livelli di sovranità gerarchicamente organizzati ma facenti alla fine tutti capo all'autorità divina, che era fonte e giustificazione di ogni potere terreno. In fondo la controversia sulle investiture e tutto il conflitto tra papato e impero dal punto di vista ideologico (al di là dei biechi interessi temporali) consisteva proprio in questo: se il potere imperiale discendeva immediatamente da Dio, o se invece era il papa a concederlo in sua vece. La cosa importante rispetto al nostro discorso è che l'Europa medioevale anche se politicamente polverizzata era però dal punto di vista culturale e ideale una vera koinè con una lingua (il latino), una religione ufficiale (il cattolicesimo), un sistema monetario (quella basato sulla libra d'argento) quasi interamente standardizzati e accettati in ogni angolo del continente. L'uomo medievale si sentiva parte di un unico sistema ideale. Niente di strano quindi se anche i simboli avevano questa grande uniformità. Su questo argomento ci sarebbe veramente tantissimo da scrivere (e tantissimo ha scritto ad esempio la scuola francese da Pirenne in poi) ma devo prima abbassare di un mezzo metro la pila di libri sul comodino ;)

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ma devo prima abbassare di un mezzo metro la pila di libri sul comodino ;)

Aaah! Non sono l'unico allora! :D

Molto leggibili e "facili" (non superficiali però) sull'argomento sono le pubblicazioni di Jacques Le Goff, reperibili facilmente e a prezzo accessibilissimo.

Ad ogni modo hai descritto molto bene il contesto medievale, che è molto importante per comprendere le monete. I conii ai nostri occhi sono sicuramente poco sofisticati (se non grezzi), ma vanno considerati, oltre all'aspetto tecnico/artistico, altri fattori: la bellezza che contava era quella interiore, non quella esteriore, quindi la rappresentazione realistica della realtà non era lo scopo dell'incisore o dell'artista. Inoltre per l'uomo medievale il divino era presente in ogni cosa, e quindi ogni rappresentazione della realtà era anche simbolo di una proprietà divina.

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Di notevole interesse anche le pubblicazioni recentissime curate da Umberto Eco che escono settimanalmente.

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Via llego un paio di monete con la croce/croci che forse non sono molto note ai collezionisti italiani, ma ritengo comunque interessanti (le foto mi sono venute un po´scure):

Ungheria

Stefano II (1116-1131)

Deanaro

http://img300.imageshack.us/my.php?image=pict0970.jpg

e

Moravia

Premisyl Ottokar II (1253-1278)

bracteato

http://img299.imageshack.us/my.php?image=pict0971.jpg

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Di notevole interesse anche le pubblicazioni recentissime curate da Umberto Eco che escono settimanalmente.

Le sto già acquistando... sono d'accordo, bella collana.

Via llego un paio di monete con la croce/croci che forse non sono molto note ai collezionisti italiani, ma ritengo comunque interessanti (le foto mi sono venute un po´scure):

Ungheria

Stefano II (1116-1131)

Deanaro

http://img300.imageshack.us/my.php?image=pict0970.jpg

e

Moravia

Premisyl Ottokar II (1253-1278)

bracteato

http://img299.imageshack.us/my.php?image=pict0971.jpg

Monete assolutamente interessanti.

pict0970.jpg

pict0971.jpg

Lo stile è molto diverso da quello dei denari italiani, francesi o iberici. Non apprezzatissime in Italia, anche perché obbligano ad uno sforzo di studio su materiale lingue straniere, spesso in tedesco. Il punto di contatto per stile e tipologia (alla lontana ovviamente) sono i denari frisacensi, emessi anche ad Aquileia fino al passaggio al piede veneto:

image01074.jpg

Aquileia, Bertoldo di Aquileia, 1218-1251

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Ad ogni modo hai descritto molto bene il contesto medievale, che è molto importante per comprendere le monete. I conii ai nostri occhi sono sicuramente poco sofisticati (se non grezzi), ma vanno considerati, oltre all'aspetto tecnico/artistico, altri fattori: la bellezza che contava era quella interiore, non quella esteriore, quindi la rappresentazione realistica della realtà non era lo scopo dell'incisore o dell'artista.

Senza contare che ogni più piccolo dettaglio racchiude un significato simbolico ed è appassionante cercare di comprendere qualcosa di questi significati.

Di notevole interesse anche le pubblicazioni recentissime curate da Umberto Eco che escono settimanalmente.

Ho fatto finta di non notarli... tra una decina d'anni, quando avrò esaurito la pila, li comprerò a un mercatino dell'usato e li leggerò. Scherzi a parte, ho giurato a me stesso di non comprare altri libri di storia finché non ho finito di leggere quelli arretrati ;)

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A proposito delle coniazioni ungheresi e morave, vi consiglio (tanto per fare una cosa nuova) di ricorrere ai cataloghi della collezione De Wit. Sono liberamente scaricabili dal sito di Kuenker e sono ottimi per avere un primo inquadramento generale di tutta la monetazione medievale europea (ovviamente senza pretese di completezza, anche se si tratta comunque di una collezione di svariate migliaia di pezzi)

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Una precisazione: la moneta moneta di Bertoldo di Merania patriarca di Aquileia dal 1218 al 1251 mandata da Rob non è stata coniata ad Aquileia e fa parte delle coniazioni della Merania.

Concordo pienamente con Paleologo sulla collezione De Wit, importantissima!

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Concordo pienamente con Paleologo sulla collezione De Wit, importantissima!

Non manco mai di dare a numa numa la paternità della prima segnalazione sul forum di questa collezione :)

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