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piakos

SI OBOLI CHE PASSIONE!

Risposte migliori

piakos

Ottimo l'excursus di Numa.

Se ne deve dedurre che il nostro illustre e dotto amico Numa ha tratto pieno giovamento dalla settimana bianca alla quale aveva annunciato di doversi dedicare, più meno una 15na di giorni or sono. Probabilmente avrà impiegato la mezza ora di pre dormienza (prima di russare...insomma) a leggere vetuste opere del Rizzo e di numisamtica Siceliota.

:D

Ma noi non stavamo ad Himera...?

Ok!

Abbiamo noleggiato una veloce quadriga ed in una ventina di ore siamo arrivati a Catana..tanto per cambiare...la spiaggia ed il mare.

:)

Ma adesso che siamo arrivati bisogna darsi da fare.

E diamoci da fare!

P.S.

Delle tre dracme postate da Numa...non mi perderei per nessuna...in particolare.

I grandi maestri, spesso, riducendosi le superfici del metallo, non davano migliore prova.

Se proprio debbo, per non far torto al nostro dotto amico Numa...scelgo Herakleidas.

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piakos

DiAMOCI DA FARE CON KATANA...E TORNIAMO ALLE LITRE...E ALLE FRAZIONI ARGENTEE...che a Catana, tra le prime volte, vedono la coniazione della litra arg.tea...appunto.

Catana non conia monete prima della presa della città da parte dei Dionomenidi Siracusani!

Siracusa deporta i Calcidesi a Leontini.

Katana cambia l'etnico in AITNAI...

A Voi la litra del noto maestro di Bruxelles. Questa moneta era valutata R5, dopo alcune apparizioni in asta degli ultimi 15 anni potremmo declassarla ad R4.

post-11590-1270944394,76_thumb.jpg

Ecco qua.

caro Numa...non volermene...ma il maestro di Bruxelles (perchè nell'ambito museale di questa città è conservato l'unico tetra del Maestro) a differenza dei maestri delle tre dracme da te gentilmente postate...non perde la precisione iconografica nelle ridotte dimensioni. Al periodo di Aitna-Katane apparterrebbe il tetradramma con quadriga nel dritto e Zeus di profilo seduto in trono nel rovescio.

UN VERO CAPOLAVORO.

NOTA IMPORTANTE

Secondo la letteratura prevalente non ad Aitna-Katane ma ad Aitna-Inessa appartiene il tetradramma del Sileno che nel rovescio riporta la figura di Zeus Aitnaios, divinità venerata dagli etnei...quello del maestro di Bruxelles, per intenderci.

necessariamente ne consegue che la datazione di questa litra, secondo tale prevalente indirizzo, dovrebbe essere intorno al 467. a.C. ..contrariamente a quanto sostiene Numa che, evidentemente, non sposa questa attribuzione.

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piakos

Posto anche il rovescio con il fulmine alato.

Qui è visibile e leggibile il magico etnico: AITNAI.

post-11590-1270944689,5_thumb.jpg

Prosegue la tipologia delle litre con il fulmine alato...che troveremo ancora...nei rovesci delle litre argentee di KATANA...sino alla fine del V secolo e che, secondo la dottrina prevalente ebbe inzizio con il primo conio di Katane che posto di seguito nel prossimo intervento.

Secondo la datazione dei conii postata da Numa...questo dovrebbe essere il primo flmine alato...in seguito raffigurato nella rioccupazione di Katane dall'etnia Calcidese.

Il mistero della Storia...traspare anche nelle monete antiche.

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piakos

Non penserete che sia finita qui?

Macchè...

mirabilia delle meraviglie...ecco a Voi l'emilitra (questa potrebbe ancora essere un R5) della su postata litra.

post-11590-1270944913,35_thumb.jpg

Posto anche l'immagine del tetra di bruxelles.

post-11590-1270952710,31_thumb.jpg

L'emilitra pesa GRAMMI 0,48.

Rispetto alla litra di cui sopra di gr. 0,87 circa.

Lo stile del maestro di Bruxelles è ancora leggibile.

In questo caso, malgrado di metallo ve ne sia sempre di meno e la superficie si riduca ancora, lo stile appare - incredibile - vigoroso

e facilmente confrontabile. UN VERO MIRACOLO INCISORIO!

Qualcuno potrebbe dire: macchè emilitra di AITNA...questa è una Katana.

Rammentando che il tetra di AITNA del maestro di Bruxelles ha il serto di foglioline che orna la capa...posto di seguito il R.

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piakos

Ecco il rovescio!

post-11590-1270945173,4_thumb.jpg

L'etnico è leggibile: AITNAI.

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piakos

Facciamo un passo avanti...sul sentiero tracciato da Numa.

Katana viene assediata da Ducezio...la città è (ri)presa...i Calcidesi tornano da Leontinoi...questa litra sarebbe la prima coniazione calcidese post la cacciata dei Siracusani.

O, per converso, facciamo un passo indietro...secondo la NAC e la letteratura prevalente questa è sicuramente la prima coniazione calcidese...ma, in ossequio a quanto già detto per la nascita della litra argentea a Katane, la prima coniazione della litra sarebbe già stata prodotta prima della conquista siracusana.

Ecco, comunque, la litra di KATANE calcidese...in una tipologia: la prima nota (o una delle prime) per stile iconografico, coniata dalla colonia Calcidica.

Qui sorge una interessante disputa. Numa, per quanto affermato dal Dotto amico, daterebbe questa moneta intorno al 460 a.C. atteso che, per il medesimo, non sarebbe stata coniata moneta dai Calcidesi prima del rientro in città dopo il ritiro dei Siracusani.

Ribadisco che, secondo altra versione, più o meno prevalente in letteratura, questa litra sarebbe l'unica coniazione calcidese del 476 a.C....cioè prima della conquista della colonia dorica.

Al riguardo è concorde la descrizione della NAC...asta marzo 2000 - lotto n. 77 - che data la moneta...ante 476 a.C.

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Anche per quanto sopra descritto , questa coniazione è la tipologia più rara di Katana... qualche anno fa era considerata un R4...e, non è detto, non lo sia ancora.

Bellissima la testa del Sileno volta a sinistra, altro motivo di rarità.

Lo stile non è quello del maestro di Bruxelles...o della sua bottega...e da una comparazione stilistica - che mi riservo di approfondire - mi sembra di cogliere qualche elemento siculo e post arcaico. Per cui la datazione del 476...mi sembra del tutto congrua e coerente.

E' comunque un oggetto di grande fascino.

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piakos

Postiamo anche il rovescio.

Il fulmine alato resta. Ma occhio all'etnico:

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Chiamo all'appello: SuperValeria, DottoNuma. RigoSkubidu...e quel lazzarone di Cori...che ci legge ma non posta mai una m.....a (perdonatemi).

L'invito, scherzi a parte, è rivolto a tutti.

Opinate...opinate.

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piakos

KATANE - AITNA - INESSA

Conquiste, distruzioni, deportazioni...ovvero l'umanità non abita con i Sicelioti.

Si rende opportuno, per completezza, qualche aggiustamento storico rispetto a quanto postato da Numa.

Diodoro Siculo e Strabone scrivono che Gerone conquistò Katane e deportò i sui abitanti a Leontini ripopolandola con greci di stirpe dorica e mutandole il nome in Aitna. Di questo evento fa eco un epinicio di Pindaro, la Pitica I, intitolata a Gerone di Aitna vincitore nella corsa dei carri, nel 470 a.C., e a questo evento dovette ispirarsi l'opera teatrale Aitna, di cui oggi abbiamo solo il titolo, fatta comporre dallo stesso tiranno aretusino.

Aitna per un certo periodo, fino alla maggiore età di Dinomene, figlio di Gerone, fu governata da Cromio, famoso per aver vinto, a Nemea, in Grecia, nella corsa dei carri.

Nel 467 a.C., alla morte di Gerone, gli originari abitanti di Katane ritornarono nella loro città, cacciarono gli aitnaioi e diedero alla loro città l'originario nome. Gli aitnaioi si rifugiarono in una contrada dell'Etna chiamata Inessa mutandole il nome in Aitna.

Al periodo di Aitna-Katane apparterrebbe il tetradramma con quadriga nel dritto e Zeus di profilo seduto in trono nel rovescio.

Ad Aitna-Inessa appartiene invece il tetradramma del Sileno che nel rovescio riporta la figura di Zeus Aitnaios, divinità venerata dagli etnei...quello del maestro di Bruxelles, per intenderci.

Tucidide, durante la guerra del Peloponneso, nel 427 a.C., la descrive come una cittadella (polisma), con acropoli (acropolis) munita di cinta muraria (teichisma), di origine sicula ma occupata dai Siracusani, alleati degli spartani, che gli ateniesi, guidati da Lachete figlio di Melanopo, tentano invano di espugnare.

Durante la guerra tra i Siracusani e i Cartaginesi i cavalieri di Aitna forniscono un grande aiuto a Dionisiso il Vecchio. Successivamente, quando Dionisio comincia a intraprendere una politica di egemonia nei confronti delle polis siceliote, gli aitnaioi si ribellano e la cittadella viene assiedata, distrutta e rasa al suolo.

Accanto ad essa o sulle sue rovine, nel 400 a.C., Dionisio fondò Ádranon che prese il nome del tempio del dio Ádranos ivi presente, adorato anche dagli abitanti delle città limitrofe.

Lo stesso Tucidide localizza Inessa tra Kentoripa, l'odierna Centuripe e Hybla, Mayor o Galeatis, forse Paternò, probabilmente nella valle del Simeto, nel versante etneo.

Eliano, che scrisse un trattato sugli animali, riferisce di un tempio, dedicato a Efesto (il Vulcano dei latini), localizzato nella cittadella, che ospitava il fuoco sacro sempre acceso, custodito da cani più belli dei molossi.

Aitna è anche il titolo di un'opera lirica, che narra dei miti e legende del vulcano Etna, scritta dal compositore siciliano Matteo Musumeci, che ha debuttato nel giugno 2005 al Teatro Nazionale della Moravia-Silesia di Ostrava (Rep. Ceca).

Localizzazione

Non è stato individuato con certezza il sito della cittadella. Alcuni sostengono che Aitna sia da ubicare nel territorio di Adrano-Biancavilla, altri sostengono invece debba essere localizzata nella zona della Civita di Santa Maria di Licodia, altri ancora la pongono a Paternò, a ovest del fiume Simeto, nella contrada Poggio Cocola. Escludendo Paternò, certamente Aitna è da localizzarsi nel "terrazzo lavico" che si estende da Adrano sino a Santa Maria di Licodia, per circa 5 km, caratterizzato da abbondanza di acque sorgive, terreno fertile e pianeggiante, delimitato da una strapiombo profondo e scosceso, di altezza pari a 20-25m, invalicabile, per chi proviene dal fiume Simeto. Alcuni individuano Aitna nel quartiere Civita, di Santa Maria di Licodia, dove sono stati trovati reperti del V secolo a.C. Tale ipotesi è difficile da accettare per la modesta quantità di manufatti e reperti trovati. Altri tendono ad escludere Adrano-Biancavilla, dove esiste una cittadella greco-siceliota, difesa da muri e torri risalente al IV-III secolo a.C., ad un periodo posteriore alla fondazione di Aitna. È però vero che la forte antropizzazione della zona, con diffusa edificazione abusiva, e le indagini archeologiche non avviate in modo sistematico, non fanno escludere che Aitna sia da ricercare nell'area tra Adrano-Biancavilla oppure addirittura che Aitna coincida con la cittadella di Adranon.

Maggiore fonte: Wikipedia

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numa numa
Supporter

Ottimo l'excursus di Numa.

Se ne deve dedurre che il nostro illustre e dotto amico Numa ha tratto pieno giovamento dalla settimana bianca alla quale aveva annunciato di doversi dedicare, più meno una 15na di giorni or sono. Probabilmente avrà impiegato la mezza ora di pre dormienza (prima di russare...insomma) a leggere vetuste opere del Rizzo e di numisamtica Siceliota.

:D

Sbagliato caro Piakos, il Rizzo non l'ho aperto proprio..

la sera prima di addormentarmi leggo topolino che mi fa fare quattro risate.. :lol:

t

Delle tre dracme postate da Numa...non mi perderei per nessuna...in particolare.

I grandi maestri, spesso, riducendosi le superfici del metallo, non davano migliore prova.

Se proprio debbo, per non far torto al nostro dotto amico Numa...scelgo Herakleidas.

Beh Piakos, se posso assisterti nella ricerca e nell'approfondimenti, mi è più difficile, e forse anche non etico, aiutarti a cambiare sensibilità artistica. Abbiamo già notato, su queste pagine, la tua avversione per i nominali maggiori a vantaggio delle litrrae, cui nessuno, me in primis, toglie i rilevantissimi meriti di fascino, contenuto artistico anche elevatissimi in molti casi, e perche no... maggiore simpatia rispetto ai nominali maggiori. Tuttavia riconosciamo a Cesare... queste dracme , firmate da tre maestri sono straordinarie, per rarità , difficoltà tecnica di esecuzione e finezza di stile. Ho avuto occasione di poterne tenere (purroppo non per molto) una in mano e ti assicuro che a differenza della foto si possono apprezzare tutta una serie di particolari esecutivi che fanno comprendere perche i Maestri le abbiano firmate.

Comunque, bando alle chiacchiere, Piakos è un concretone e se le sue trombe hanno squillato, occorre rispondere con altretanto squillo, pena il rischio di soccombere.. :D

e allora sia..

alle sue litre di Catana, opponiamo una litra di Aitna, in una foto purtroppo che non rende giustizia.

Si potrà ammirare la finezza di esecuzione e comprarla al medesimo modello ripreso, più tardi, da Catana e comprararne utilmente differenze stilistiche e sensibilità di interpretazione.

Posto anche un secondo esemplare, di artista diverso per offrire un secondo modello interpretativo.

Tra Katana e Aitna è una bella gara, non c'è che dire..!

numa numa

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numa numa
Supporter

Il nostro scaltro amico Piakos ci ha fornito uin ottimo spunto con la sua suggestione su Inessa.

Ma a questo punto non si può solo enunciare l'ipotesi, occorre suffragarla con gli elementi che sono serviti a formulare tale ipotesi.

Partiamo innanzitutto dalle fonti che hanno suggerito tale ipotesi di datazione condividendole per il beneficio dei nostri venticinque (magari..!) lettori.

L'articolo che sostiene tale datazione, che Piakos però non cita, ma conosce senz'altro, è il seguente :

Boehringer, C.

1968 Hieron’s Aitna und das Hieroneion. Jahrbuch für Numismatik und Geldgeschichte 18: 67–98.

L'opinione più aggiornata in merito alla datazione del tetra del Maestro del Sileno, o meglio ancora Maestro di Aitna (lo preferisco al Maestro di Bruxelles dizione che c'azzecca poco, per dirla alla Di Pietro con le cose siciliane..) lo fa risalire al periodo 465-46OaC ovvero al periodo posteriore alla morte di Gerone e alla rifondazione di AITNA ad Inessa.

Lo studioso tedesco per la determinazione della fase di datazione si basa essenzialmente su rilievi stilistici (quindi comunque atenzione in quanto non abbiamo mai elementi probanti incontrovertibili ma solamente supposizioni suffragate da diversi tipi di analisi, stilistiche in questo caso). Boheringer ipotizza una datazione legegrmente posteriore sulla base delle differenze di maturità di stile con l confronto con il tipo di tetradracma precedente (Atena che guida una quadriga/zeus Aitnaios) che appartiene alla primissima fase di produzione di Aitna (480-475aC). Il tetra del Sileno, caratterizzato da uno stile più classico e maturo apparterrebbe, conseguentemente, ad una produzione posteriore

La seconda considerazione fata dall'autore e la forte similitudine del tetra del Sileno con il primo tetra di produzione Nassia, per il quale conosciamo la data di emissione al 461 aC [l'emissione fu fatta con tutta probabilit - ma anche in questo caso non possiamo averne certezza assoluta per la mancanza di documenti - per festeggiare il rientro nella città natale dopo la deportazione a Leontini che durò dal 475 al 461].

L'autore sostiene che i due pezzi, di incommensurabile livello artistico (qui siamo veramente ai vertici , assieme al periodo classico di Siracusa e Agrigento della produzine monetaria siciliana e forse dell'intero mondo greco) possano essere opera dello stesso autore, ergo in base a queste due ipotesi Boehringer suggerisce un'appartenenza della moneta più probabile al secondo periodo della storia di Aitna, quella appunto di Inessa.

Ecco cosi la "ratio" della diversa, leggermente posteriore, ipotesi di datazione è più comprensibile , grazie all'analisi dei motivi che hanno portato alla sua formulazione.

Ribadisco ancora una volta però che in questo terreno ci troviamo in presenza di mere ipotesi interpretative che possono venire smentite, confermate o maggiormente affinate a seguito di ritrovamenti e ripostigli, i principali strumenti oggettivi di cui disponiamo, oltre alla nota analisi stilistica.

Per finire, a commento della datazione del 476aC proposta per la litra di Katana con la testa di Sileno a sin.

volevo solo far notare all'amico Piakos che la datazione riportata nella nota del catalogo NAC 18 (29 marzo 2000) per il lotto 77 [pezzo peraltro di squisita fatttttttura] è proprio 470-460bC (e non ante 476aC, datazione per la quale non abbiamo, come dicevo elementi sufficienti, allo stato attuale , per sostenerla - e la pura analisi stilistica, con buona pace del nostro amico, dovrebbe poggiare su annotazioni maggiormente rigorose che non una mera disamina di carattere soggettivo).

Infine è interessante notare (anzi già Boheringer lo faceva notare nel suo articolo) la differente qualità artistica delle litre prodotte ad Aitna verso quelle, dei medesimi tipi Sileno/fulmine alato, prodotte poco dopo a Katana. Vie è un deciso gradino (al ribasso per la produzione catanese) probabilmente spiegata con l'impiego didiverse maestranze.

Sorprendente , nei pezzi di Aitna e in quelli Nassi, l'assenza delle firme degli incisori che invece troviamo nelle produzioni di katana (e successivamente di Siracusa). Un fenomeno che varrebbe la pena indagare...

Adesso mi fermo perché altrimenti l'amico Piakos mi prende come al solito (giustamente in alcuni casi) a ..martellate :P

numa numa

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scalptor
Supporter

Non mi fraintendete, trovo anch'io la discussione splendida, non per niente è una delle poche cui dedico le mie (magre) risorse di tempo, e cerco di adoperarmi come posso per alimentarla, compreso infierire sul povero Piakos che volentieri si presta a tutto pur di mantenere vivo l'interesse.. ;)

Trovo solo che i lettori, almeno quelli attivi, siano meno dei "venticinque" di manzoniana memoria :P

numa numa

Puó darsi che gli scriventi siano meno dei 25, ma ti assicuro che l'interesse dei lettori é alto (perlomeno per me e altri amici che conosco). Il fatto di scriver meno é dovuto probabilemente al fatto che stiamo imparando di piú dalla lettura :rolleyes:

PS Che ne dite di compilare questa discussione in un'unico documento scaricabile ? Si puó fare ?

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Paleologo

Che ne dite di compilare questa discussione in un'unico documento scaricabile ? Si puó fare ?

Si DEVE fare (sotto forma di articolo) ma aspettiamo che venga messo un punto.

Quanto al numero di contributori spreco due righe (tanto il post l'ho già aperto :P) per dire che vista la mia competenza in argomento al massimo potrei scrivere "bellissima discussione!" e quindi preferisco limitarmi a leggere... ma questo non deve essere considerato un segnale di scarso interesse. Quando gli argomenti si approfondiscono temo sia normale che il gruppo di contributori si assottigli :)

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medusa

Ma noi non stavamo ad Himera...?

Ok!

Abbiamo noleggiato una veloce quadriga ed in una ventina di ore siamo arrivati a Catana..tanto per cambiare...la spiaggia ed il mare.

:)

DiAMOCI DA FARE CON KATANA...E TORNIAMO ALLE LITRE...E ALLE FRAZIONI ARGENTEE...che a Catana, tra le prime volte, vedono la coniazione della litra arg.tea...appunto.

Catana non conia monete prima della presa della città da parte dei Dionomenidi Siracusani! .....

...... Al periodo di Aitna-Katane apparterrebbe il tetradramma con quadriga nel dritto e Zeus di profilo seduto in trono nel rovescio.

UN VERO CAPOLAVORO.

LO ADORO!!! Il Boehringer (1968) attribuisce questo tetradramma dallo stile più "arcaico" e meno innovativo alla fase iniziale di Aitna-Katane (475-470 a.C.), corrispondente alla sua fondazione. Questo tetra è anch'esso un unicum e risulterebbe ribattuto su una emissione precedente di tipologia non riconoscibile…

A questo periodo appartengono anche rare dracme e litrae: qui alcuni esemplari per un confronto stilistico con il magnificente tetra e le litrae Sileno/Fulmine di Aitna-Inessa.

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Il tetra presenta al D/ Athena con elmo di foggia arcaica e alla guida di una quadriga, incoronata da Nike. La rappresentazione potrebbe senz'altro suggerire un parallelo con le famose quadrighe effigiate sui tetradrammi di Siracusa e Leontini emessi intorno al 480 a.C , se non fosse che in questa isolata emissione di Hierone, Aitna per prima pone alla guida della quadriga cittadina un soggetto femminile, anzi una Dea: Athena

Così ne spiega la presenza M. Caccamo Caltabiano: "Ancora diversa appare la situazione nella vicina città di Aitna, fondata da Hiaron, il secondo dei Dinomenidi. Il re designato era Dinomene, figlio del tiranno siracusano, che portava il nome del nonno ed era ancora un bambino. Si spiega così come a guida della quadriga di Aitna non ci sia lo stesso auriga della quadriga di Siracusa e di Leontinoi ma Athena, la dea che tradizionalmente interviene a soccorrere nei pericoli e nella battaglia gli eroi evocati dalla poesia omerica. Il piccolo Dinomene, re bambino, viene rappresentato solo sul nominale inferiore, la dracma : la sua regalità e la legittimità del suo comando derivano direttamente da Zeus, rappresentato sul rovescio sia dei tetradrammi che delle dracme." (La moneta e la rappresentazione gerarchica del potere)

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In un altro saggio (La monetazione di Messana: con le emissioni di Rhegion dell'età della tirannide) M. Caccamo Caltabiano ne cita altri esempi posteriori, tra i quali riporto i due su cui ci siamo già in precedenza soffermati: - nel 460 alla ripresa dell'attività della zecca di Selinunte comparirà infatti Artemide alla guida della quadriga con accanto Apollo saettante …. (post 30 Luglio)

- E intorno al 450 a.C. la città indigena di Henna farà condurre alla sua Demetra il carro sulle piccole litre d'argento…. (Post del 2 luglio)

Tornando al tetradramma, al R/ compare Zeus Aitnaios in trono, seduto su una pelle di leone/pantera (attributo dionisiaco che allude al culto di Dioniso e alle estese coltivazioni della vite sul fertilissimo territorio etneo…) …

Il Manganaro sottolinea la comune derivazione dello Zeus Aitnaios di Aitna e dello Zeus Soter di Galaria (sulle litre argentee della I serie, 460 a. C. circa) dallo Zeus Lykaios e dallo Zeus Olympios di emissioni arcadiche ed elee…

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Buona Notte a tutti

Valeria

Ps: su Sileni e Inessa ..., a domani :lazy:

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piakos

[

Piakos

non penserai certo di avere 18.700 lettori :blink:

le persone coinvolte nelal discussione si contano sulla punta di una mano sola e a volte mi sembra quasi di parlare da solo :lol:

alla ricerca della bellissima Eco , ninfa delle Oreadi [Vaelria-a-a-a-a dove sei ?] [a proposito non è mai stata rappresentata su monete vero ? - Antwvala mi manchiiiii ?].

Su Katane-Aitna-Inessa non ti scervellare troppo ma studia di più. Certamente molto, moltissimo c'è ancora da investigare su queste zecche ma occorre un lavoro serio, le intuizioni da forum sono buone occasioni anche se poi andrebbero approfondite più formalmente..

numa numa

Numa!

Il tuo personaggio, per rimanere in un tema classico, mi ricorda Catilina.

E quindi parafrasando:

Quousque tandem, Numa, abutere patientia nostra?

Per certi versi ti capisco Numa.

Il tuo ricorrere a dei toni ruvidi o irridenti o sarcastici...gratuitamente, spesso spezzando le fila di un rapporto, di un dialogo o di un coro...magari di una possibile amicizia, mi rammentano un modo di vivere oggi in voga nella quotidianità.

Sei compartecipe e coautore di questa discussione e lamenti che la leggono in 25...poi l'utenza ti risponde e ti correggi: meno di 25 sarebbero quelli che scrivono.

Ed allora? Quale è il tuo problema...

Io non ho bisogno di credere che mi leggono in molti...non ha, appunto, molta importanza. Non sono qui per compensare frustrazioni o per fare la prima donna.

E nemmeno per fare l'etera (peraltro non ne ho le possibilità... :D ) o il prosseneta...come tu dici.

Cerco di mantenere alto l'interesse della discussione in ossequio al mio ruolo di membro staff e per servizio nei confronti dell'utenza che, mi sembra, ci legge volentieri...e quindi, come in un teatro, mi inchino alla benevolenza dei ragazzi e degli amici che ci seguono e che pensano di trarre almeno qualche stimolo o suggestione da cosa scriviamo giorno dopo giorno (bontà loro).

Questa non è una gara Numa...le gare non mi piacciono...anzi, in questo ambito mi deludono e mi allontanano.

Non voglio nemmeno rispondere al tuo ammonimento a studiare di più...perchè risponde ciò che scrivo e se torni indietro a leggere, troverai molti interventi dove non ho letto nemmeno una tua parola...malgrado una qualche disinteressata sostanza od umile suggestione dei miei scritti...che peraltro non trattano solamente di numismatica, ma - tramite la nostra comune passione - vogliono veicolare altri ambiti ad essa correlati (la storia, l'arte, la storia dell'arte...la filosofia...il mondo antico).

Vedi numa, la numismatica non è fatta solo dal Boehringer ...dal Calciati...o da altri stimati autori, spesso in competizione tra loro. Nemmeno è fatta dalla lettura - a tempo perso - di varianti dei nummi , serie monetali, coniazioni, profili a destra o a sinistra...o chissà quali misteri di immagini variate. La numismatica non è una solamente una vecchia Signora monotona e polverosa...che si protende quale nicchia dell'antiquariato.

La numismatica è una scienza esoterica per persone sensibili, che traggono spunto per formare nel tempo una cultura ed un'occhio particolari, nell'ambito appunto della storia e dell'arte. Si può iniziare dall'arte e dalla storia minoica o micenea...rintracciabile nelle testine di Colofone (per chi sa e sa vedere....), si può rintracciare la forza e la razionalità di Roma nelle sue monete...la decadenza della Roma dei Pontefici malgrado i fasti del barocco...fino ai futuristi con alcune monete di V.E.III. Per il momento ti risparmio l'euro. E ho fatto solo una sintesi.

Ed in tutto questo... lo studio iconografico, lo studio dell'arte figurativa, dell'arte in genere e dello stile estetico...nonchè della storia e dei costumi...ha una parte rilevante...spesso risolutiva. Ma per afferrare tutto questo e formare una sensibilità...non basta la lettura del Boehringer e degli altri autori (che sono utili ma esprimono pareri o idee... spesso solo ipotesi opinabili), bisogna studiare ben altre cose anche fuori dall'ambito della numismatica...viaggiare...vedere da vicino il mondo antico...girare musei di tante città...chiese...moschee, campi di rovine..sedrsi a parlare con la gente...sempre con un libro in mano..e poi, anche tornare...perchè nel passare del tempo cambiano la testa e l'anima dell'uomo e la sensibilità di ognuno...che vede le cose con una lente sempre diversa. In più... e più prosaicamente, si dovrebbero trascorrere diverse centinaia di ore al bioculare a studiare da vicino il metallo delle monete e le relative turlupinature. Se scambi tutto questo per scaltrezza...non ti invidio. Io la chiamerei ricerca...tentativo di pervenire ad una originalità di giudizio...tentativo di uscire dalle pedisseque citazioni di pareri altrui.

Comunque non so tra noi due chi possa aver bisogno di studiare di più...fai bene le tue valutazioni alla luce di quanto sopra, io sono sempre sereno e pronto a fare le mie...in piena umiltà e con l'entusiasmo di chi si rapporta e dialoga serenamente con agli altri, nella consapevolezza di sapere, comunque, poco più di niente.

:)

P:S.

Abbiamo comunque tratto spunto dalla controversia tecnica con numa per dissertare sul tema: i fondamenti della numismatica come passione e come scienza. Così nel continuo tentativo di tenere comunque alto il livello scientifico e numismatico di questa lunga discussione...anche nelle avversità.

;) :D

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danielealberti

Cari amici! purtroppo il tempo mi è nemico , la moltitudine di impegni non mi permette di partecipare a questa che reputo la regina delle discussioni, salvo tutto e rileggo con interesse nei momenti e nei luoghi più strani. Permettetemi solo di farVi i miei complimenti per l'impegno e la competenza con cui diffondete in modo chiaro e divertente il sapere numismatico.

Grazie! Daniele

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medusa

AITNA INESSA

MONETAZIONE del I PERIODO (463-452 a.C.): durante l'occupazione da parte dei profughi dorici (risparmiati dalla cavalleria di Ducezio per non irritare ulteriormente Siracusa…) provenienti da Katane-Aitna tornata calcidese.

I greci di Aitna-Inessa continuarono a considerare Ierone come ecista (Strabone, VI, 2, 3, C268) e suo figlio Dinomene rimase loro sovrano (Diodoro XI, 91, 1)

... Secondo la letteratura prevalente non ad Aitna-Katane ma ad Aitna-Inessa appartiene il tetradramma del Sileno che nel rovescio riporta la figura di Zeus Aitnaios, divinità venerata dagli etnei...quello del maestro di Bruxelles, per intenderci.

Per le motivazioni che hanno suggerito al Boehringer questa attribuzione, rimando alla articolatissima e assai esaustiva risposta di numa numa #687

Ecco il Tetradramma del Maestro di Aitna: AR (17.23g) – 463-452. Si tratta di un unicum rinvenuto nei pressi di Montagna di Marzo (Herbessos), nel territorio di Gela.

post-6487-1271521720,88_thumb.jpg

Ma a proposito di tesi diverse ….

e in risposta al mio quesito (19 agosto 2009) "Perché questo stupefacente conio viene datato da Boheringer proprio DOPO la morte del tiranno Hierone… (avvenuta appunto nel 467 a.C.)???", mentre Numa ribadiva l'ipotesi del Boeringher, Daniele Alberti così argomentava la tesi contraria del Rizzo :

Cara Medusa, non ti posso confermare che il famoso tetradramma di Aitna sia stato coniato dopo la morte di Gerone come vorrebbe il Boheringer, anzi, personalmente ritengo più verosimile l'ipotesi contraria sostenuta dal Rizzo in cui si ipotizza che la splendida moneta sia stata coniata da Gerone quando, ripopolata la città con genti doriche, introdusse ad Aitna il nuovo culto di Zeus al posto di quello di Apollo, fondando il tempio di Zeus Aitnos ( Pind. Olymp., VI 162).

Ricordiamo che dopo la morte del tiranno ( 476 a.C. secondo Rizzo )in breve tempo Duketios, principe dei siculi, prese le armi e ricacciò i dori concedendogli di trasferirsi ad Inessa, ai fianchi meridionali dell'Etna e ribatezzata Aetna continuando ad attribuirne la fondazione a Gelone( Strab. VI, 2,3)

Ebbene, io vedo nel periodo subito successivo la morte di Gerone un tempo buio in cui i problemi e le necessità da affrontare, sia per la vecchia Aitna ripopolata dagli abitanti originari, sia in Inessa-Aitna, non rendessero particolarmente favorevole lo sviluppo delle arti nelle sue manifestazioni più raffinate,

lele

Giustamente come ci ricordava Numa numa le diverse attribuzioni sono tuttora oggetto di dibattito. Ritengo comunque sia sempre utile averle presenti entrambe al fine di maturare una più consapevole opinione personale ... Grazie a Voi!

(continua ...)

Modificato da medusa
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medusa

Oltre al Tetra del Maestro di Aitna, A. Campana colloca durante il I Periodo di Aitna-Inessa (463-452) anche le litrae con simile testa di Sileno coronata d'edera/fulmine alato, caratterizzate da diverse disposizioni dell'etnico. Queste litrae sono caratterizzate da :

(n. 2) - testa di Sileno volta a sinistra : etnico AI TN, peso 1,o4-0,75

post-6487-1271522293,25_thumb.jpg

(n. 3) - testa di Sileno volta a destra : sono più leggere e con diverse disposizioni dell'etnico.

post-6487-1271522315_thumb.jpg

Entrambe le immagini sono state estrapolate e modificate da A.Campana "Aitna-Inessa" Corpus Nummorum Antiquae Italiae (Sicilia) - PANORAMA NUMISMATICO 99/luglio 1996

Tali emissioni dovettero cessare nel 452 aC quando Aitna-Inessa fu espugnata da Ducezio e incorporata nel suo regno.

E qui amici mi perdo…… HELP!!!!! :unknw:

Domanda: appartengono ad Aitna-Inessa la stupenda Litra dei post di Piakos #679 e #680 e l'INCREDIBILE emilitra (di 0,48 g!) ad etnico AIT NAI qui #681 e qui #682 ????

Qui un esemplare simile proveniente dalla A.D.M. Collection, vendita NAC AG 13.05.2004, così descritto:

Aitna. No.: 1275 Estimate: CHF 1000. d=11 mm

Litra c. 460-450, AR 0.54 g. Ivy-wreathed head of Silenus r. Rev. Winged thunderbolt. Campana 3 var. C. - SNG Fitzwilliam 948 (=). Jameson 537.

post-6487-1271522956,27_thumb.jpg

Scrivono solo AITNA: intendono Aitna Inessa ??? Il riferimento è a Campana 3 var. C. ...

Scusate l'ingenuità!! :pardon: Ma per potermi costruire un'opinione personale, devo prima orientarmi su quelle altrui ben consolidate! Ergo, spero proprio vorrete scusarmi se spudoratamente attingo a piene mani alla vostra esperienza e al vostro studio (fatto di sudore e denaro come ci ricorda spesso ArkaPD ;)) …

Grazie ancora a tutti Voi per lo sforzo che profondete per farci AMARE queste monetine… e con esse tutto il micro/macro cosmo che gira loro intorno :air_kiss: :air_kiss:…

Valeria

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numa numa
Supporter

Torniamo alle telline.

Interesserà certamente ai nostri lettori, e in particolare all'amico Piakos (con il quale mi scuso, ma pensavo avesse colto il tenore ironico dei miei messaggi.. quale gara Piakos, quale tenzone, le mie erano riflessioni di uno "postatore" seriale, non volevo certo abusare della pazienza di nessuno, anzi, proprio il contrario)

Dicevo interesserà ai nostri lettori sapere che vi sarà un articolo sulle famose "telline" da aprte di due valentissimi numismatici sul prossimo numero di MOnete Antiche (ed. Diana), periodico che viene recensito regolarmente sul Forum.

Vedremo quali saranno gli approfondimenti e le conclusioni dei due numismatici.

ad maiora (visto che siamo in vena di latino)

numa numa

PS

Valeria il tuo riferimento ai "cacumina summa" mi ha fatto morire... :clapping:

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numa numa
Supporter

INESSA - qualche cenno storico

l'antica città di Inessa non è ancora stata individuata con certezza.

Di essa abbiamo numerose testimonianze antiche ma non è stato ancora rinevuto un sito archeologico identificabile con certezza alla città.

Inessa pare essere stata fondata dai Sicani in epoca preistorica. I Sicani erano il gruppo omogeneo più antico che, provenendo dall'Italia, abbia abitato in origine la Sicilia, stabilendosi prevalentemente nella fascia costiera orientale.

I Sicani poterono insediarsi liberamente nella parte orientale fin quando non furono, dopo secoli di pacifica permanenza, insidiati da un altro popolo emigrato in Sicilia dall'Italia : i Siculi, che senza troppi complimenti scacciarono i Sicani all'interno prendendone il posto lungo le coste.

Dallo storico Polieno conosciamo Teute, un re sicano di Inessa, conetmporaneio di Falaride, tiranno agrigentino della fine del VI secolo

Diodoro Siculo ci conferma che nel 476aC Gerone, siracusano, invade Katane e la rinomina Aitna, deportandone gli abitanti verso l'interno,

e amò a tal putno la rifondata città da volersi far chiamare Gerone Etneo , trasferendovisi e financo morendo colà.

Ma dove furono prtati i Catanesi sconfitti ? Alcuni dicono in un posto denominato Lentini, altri in una seconda città chiamata Aitna, lungo il Simeto. E sarebbe proprio da questo centro che Gerone avrebbe preso il nome imponendolo alla conquistata Katane.

E Inessa ? Inessa sarebbe stato un centro molto vicino all'Aitna dell'interno.

Nel 461 Ducezio, capo dei Siculi, marciò alla testa dei catanesi deportati guidandoli al recupero dei territori perduti. Avendo avuto la meglio i catanesi ribattezzarono la loro città riconquistata Katane. Ducezio attaccò agrigentini e siracusani, permettendo ai Siculi da lui guidati di rientrare in possesso dei vari territori usurpati dalle popolazioni doriche.

Catania rientrata sotto il controllo di megaresi e calcidesi , originariamente provenienti da Naxos fu sconfitta , attorno al 415 da Dionigi il Grande, tiranno di Siracusa, che assegna diversi centri etnei e nella piana del Simeto ai mercenari Campani, detti Mamertini (perche seguaci del dio Ares = Mamers in latino).

Inessa ed Aitna finiscono anch'esse in mano ai Mamertini.

Ma occorrerà attendere l'epopea Timoleontea, oltre mezzo secolo più tardi affinché tutti i maggiori centri della Sicilia orientale, potessero essere liberati dai propri tiranni : Catania, Messina, Lentini , Centuripe, etc.

numa numa

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piakos

Cari amici...inizio a postare alcuni appunti che tenteranno di approfondire i temi appena trattati ed incentrati sulla Polis e le frazioni argentee dei Katanaioi.

Purtroppo, anche per cause riconducibili alle mie modeste capacità letterarie, gli interventi saranno molteplici e si dilungheranno..mi servirà qualche giorno.

Come ho già dichiarato in altre discussioni sono fermamente convinto che la Numismatica non debba essere solamente una infinita serie di tondelli, di zecche, di varianti...ma che le monete debbano rimanere intimamente connesse con "i mondi" che le hanno coniate...quindi con la cultura, l'ambiente e le vicende di chi le ha immesse sui mercati antichi o moderni.

So che alcuni non hanno eccessivo interesse se non per le sole monete fisiche...ma, mi perdonerete, se mi consento di evidenziare che, ove ogni moneta venisse sottratta al proprio contesto d'origine, si limiterebbe ad essere solamente un oggetto, di forma lenticolare, con un diritto ed un rovescio.

So anche che non tutti sono favorevoli verso interventi prolissi o troppo esaurienti, ritenendo di poter approfondire ogni argomento, a piacere, in altre sedi o con altri strumenti.

Io non sono esattamente d'accordo. Un Forum non dovrebbe essere solo una linea chat tra gli utenti...per la serie: io dico una cosina...tu posta una monetina... :D Ma - atteso il notevole potenziale divulgativo che questo Sito riveste sul web - almeno Questo Forum, che tratta di cultura a tutto spiano (la numismatica è cultura...e poco altro) - dovremmo impegnarci in modo da uscire dal Sito, ad ogni collegamento, tutti più ricchi dell'unica ricchezza che veramente conta: la conoscenza.

Collezionare oggetti è legittimo e piacevole...ma credo che la Numismatica sia qualcosa di più e di diverso dal coltivare una mera raccolta di nummi...anche se interessanti o fascinosi.

Comunque, prego tutti di attendere la dichiarata conclusione dei miei post...prima di intervenire le vostre eventuali gradite ed auspicate osservazioni, al fine di evitare di frammentare ulteriormente la già articolata discussione su Katane (Aitna e Inessa).

Confido nella vostra pazienza e benevolenza. :)

Piakos

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piakos

KATANE AITNA INESSA

- Le città antiche e le relative ubicazioni.

- I flussi commerciali e geo-politici.

- Datazione delle prime emissioni delle litre argentee di Katane. Correlazioni con le stesse monete coniate da Katane-Aitna e da Aitna-Inessa.

Kατάvη…(La tetrapoli).

Nel sito dellodierna Catania sussisteva probabilmente - un insediamento dorigine sicano, in seguito occupato da popolazioni sicule. La città di Katane (in greco Kατάvη) fu fondata, secondo il racconto di Tucidide nel suo resoconto della Guerra del Peloponneso, dai greci Calcidesi guidati da Tucle e salpati da Naxos, nel quinto anno dopo la fondazione di Siracusa. Avendo vinto con le armi i siculi, fondarono le città di Lentini e di Katane. I nuovi abitanti di quest'ultima elessero come loro ecista Evarco. Dalle fonti storiografiche, quindi,Katane fu fondata tra il 729 e il 728 a.C. da coloni greci provenienti dalla città Calcide, nell'Eubea.

L'abitato arcaico di Kατάvη (doveva occupare una collina ben difendibile, immediatamente a ovest del centro della città moderna, in coincidenza dellantico rione Montevergine, di piazza Dante e dellex-convento dei Benedettini (scavi del 1978).

Sebbene Catania giaccia ai piedi dell'Etna e nel corso dei secoli sia stata più volte lambita da colate laviche, le vestigia della città antica continuano ad emergere dal sottosuolo, dimostrando falsa l'opinione che il vulcano l'avesse in gran parte cancellata. I numerosi resti, del passato greco e romano di Catania anzi, se analizzati sulla base di modelli interpretativi non obsoleti, consentirebbero di offrire per questo periodo un quadro ampio ed articolato delle vicende storiche, urbanistiche ed artistiche della città.

Un recentissimo scavo (condotto dalla locale Sovrintendenza ai beni culturali) all'interno del Castello Ursino:

post-11590-1272160420,78_thumb.jpg

qui, in un'area che nell'antichità era più vicina al mare di quanto non lo sia attualmente, sono stati rinvenuti strutture e materiali greci che risalgono al periodo tra la fine dell'VIII e gli inizi del VII secolo, attribuibili cioè alla fase originaria della colonia di Catania.

Anche sulla sommità della collina dell'acropoli - oggi occupata dalla piazza Dante e dal grandioso monastero benedettino di San Nicolò l'Arena - in una serie di campagne di scavo iniziatesi nel 1978, sono stati scoperti strutture e materiali greci di VII secolo, che messi in relazione con quelli di Castello Ursino, suggeriscono l'idea che l'insediamento di Catania, al pari di quello di altre colonie siciliane, avesse occupato fin dagli inizi un ampio spazio senza procedere però alla sua capillare urbanizzazione. In questi scavi della città, furono trovati molti cocci, alcuni dei quali decorati in stile geometrico, altri sono ceramiche rodie, joniorodie e corinzie.

Dagli scavi non è emerso alcun edificio. Si può supporre, comunque, che qualche rudere lo si potrebbe ancora trovare se si smantellassero le tante casupole che occupano la zona. Lo Sciuto-Patti, per esempio, trovò tracce di edifici greci vicino al Conservatorio della Purità, presso via S. Maddalena. Queste sono le uniche notizie su Catania greca basate su ritrovamenti archeologici. Katane ai tempi di Gerone di Siracusa era divisa in quattro zone:

1) la Dimeteria (oggi quartiere dei Benedettini), detta così perché, probabilmente, in quella zona sorgeva il tempio di Demetra.

2) La Luna, così chiamata forse perché c'era il tempio dedicato alla luna o perché vi si teneva il forum lunare, cioè il mercato. Tratto daCatania dalle origini alla dominazione normannadi Tino Giuffrida Libreria Editrice C.Bonaccorso - Topografia antica di Catania.

3) La "Civitas" che, contrariamente a quanto ci ha riferito la tradizione martogliana, era allora il

quartiere delle persone nobili e ricche e si estendeva lungo il mare.

4) L' "Etnapolis", cioè la parte nuova fatta costruire da Gerone.

Queste zone erano strutturate come nuclei autosufficienti, assimilabili a piccole città, ed è per questo che Catania fu chiamata tetrapoli.

Dei numerosi templi che sorgevano nella città purtroppo non è rimasto proprio nulla. L'unico documento di testimonianza è quello del principe di Biscari. Egli, infatti, sostiene di aver identificato alcuni ruderi appartenenti al tempio di Cerere, trovati esattamente nella zona del Bastione degli Infetti e sotto la via Botte dell'Acqua, e consolida la sua affermazione in base al fatto che in quel luogo furono trovate un'iscrizione nella quale c'è inciso il nome di Demetra ed una statuetta di Cerere o Cibele in quanto priva del fascio di spighe.

Per ciò che riguarda l'estensione si può dire che la città greca si sviluppava principalmente sull'altura di cui abbiamo parlato ed al centro della quale era 1'Acropoli. A settentrione si estendeva sino al punto in cui i Romani costruirono poi l'anfiteatro, mentre a sud arrivava fino all'odierna via Garibaldi e ad oriente fino a quel punto in cui oggi c'è la via Etnea. Proprio lungo questo versante scorrevano prima il fiume Amenano, di cui è rimasta traccia nella fontana dell' « Acqua a lenzuolo» (vicino alla pescheria), ed il fiume Lognina. L'Amenano era un fiume che assieme al Longane scorreva lungo le falde meridionali dell'Etna. Il nome è senza dubbio di origine greca (Amènanos con l'accento sulla terzultima sillaba) e furono i Romani a mettere l'accento sulla penultima, chiamandolo Amenànus. Amenano significa « debole », « senza forza » e nel nostro caso « che defluisce lentamente ». Dopo STRABONE (V, 3, 13), anche OVIDIO (Fasti, IV 467), elencando i luoghi della Sicilia, ricorda l'Amenano quando dice che proprio in quei luoghi in cui c'era « un fiume che ora scorre ed ora inaridisce », passava frettolosa la dea Cerere cercando la figlia rapita. Si trattava, quindi, di un fiume, o meglio di un corso d'acqua torrentizio, che a volte diventava impetuoso e vasto.

Catania greca si estendeva, quindi, per circa quindici miglia, compresa una parte di costiera che andava da Mascali fino al Simeto ed uno spazio aperto che arrivava fino alla cima dell'Etna.

(Continua…)

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numa numa
Supporter

Il buon Piakos ci edifica e ci intrattiene con delle ottime note storico/numismatiche siciliane e di questo gliene siamo grati.

Un Forum serve non solo come scambio di opinioni e confronto di idee, ma anche come fonte di notizie e diffusione di conoscenza.

Ecco, solo su un punto mi sento di fare una precisazione. Che queste note che stiamo condividendo con gli appassionati del Forum

(e mi fa piacere che Piakos abbia raccolto la palla dove l'avevo lasciata dopo aver parlato di Katane e Inessa) siano un divulgazione

numismatica, piacevole e benefica a vantaggio di quanti frequentano questa discussione.

In fondo con queste note non possiamo ardire a pensare di fare cultura, la cultura questa mi sentirei umilmente di dire che è piuttosto appannaggio di chi fa ricerca primaria su un certo argomento, analizzando le fonti ricercando le concause, proponendo soluzioni o interpretazioni che portano a dire qualcosa di priginale nel tema trattato.

Sento invece delle affinità, per quello che facciamo, che condividiamo su queste pagine, con un intento piuttosto diviulgativo, dove riportando opinioni, scuole di pensiero, interpretazioni formulate da altri studiosi, mettiamo a disposizione del Forum una sintesi, peraltro assai importante, per comprendere lo stato della ricerca su un dato tema, argomento, zecca, monetazione.

Non misi fraintenda, non è certo un compito né diminutivo , né meno importante, rispetto alla ricdrca primaria, anzi oggi è molto sentito per poter avvicinare più persone alla storia, all'archeologia, allo studio e all'interpretazione del passato. Diciamo che siamo un pò come le trasmissioni di Piero Angela, che permettono di attirare l'interesse di tante persone affascinate dallo studio del nostro passato...

numa numa

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vince960

In fondo con queste note non possiamo ardire a pensare di fare cultura, la cultura questa mi sentirei umilmente di dire che è piuttosto appannaggio di chi fa ricerca primaria su un certo argomento, analizzando le fonti ricercando le concause, proponendo soluzioni o interpretazioni che portano a dire qualcosa di priginale nel tema trattato.

Scusatemi se mi auto-cito, ma io la penso così:

In collaborazione con Fiorenzo Catalli, Direttore del Monetiere di Firenze, con altri colleghi del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell'Università e insieme ad alcune ditte operanti nel settore, stiamo organizzando a Pisa un Workshop sullo Studio e l'Autenticazione della Moneta Antica. Il Workshop si terrà nell'Area della Ricerca del CNR, il prossimo 7 maggio. L'idea è quella di affrontare il problema dell'autenticazione, e più in generale dello studio e del collezionismo numismatico, mettendo in evidenza non solo il lato 'dotto' e accademico della numismatica ma anche quello, diciamo così, più oscuro, dei 'dilettanti evoluti'. Ci piace paragonare questo rapporto a quello che c'è tra gli astrofisici e gli astronomi dilettanti: l'astronomo dilettante non ha la preparazione dell'accademico, ma il suo pezzettino di cielo lo conosce talmente bene da poter dare contributi importanti (anche se nella vita fa tutt'altro...). L'insieme delle conoscenze che ogni giorno si scambiano su questo forum è un esempio di come si possa 'fare scienza' in un contesto in cui i numismatici professionisti non sono sicuramente la maggioranza
.

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vince960

Si ma io invito sempre a non dimenticare che il forum è fatto di persone, alcune di queste si sono specializzate nel campo della numismatica, altri hanno seguito altre strade, sono diventati dottori, bancari, operai... Ma si può fare ricerca, e ad alto livello, senza necessariamente aver seguito tutta la trafila accademica, non è certo un foglio di carta, dato dall'università di oggi, poi, a selezionare automaticamente chi può fare ricerca o chi non ha le capacità di farla e si deve 'accontentare' di fare divulgazione. La distinzione tra ricerca primaria o secondaria SECONDO ME può essere fatta solamente sulla base di criteri di qualità ;); ogni contributo innovativo è ricerca primaria, da un certo punto di vista, e i contributi innovativi spesso si danno anche attraverso la raccolta e l'organizzazione di fonti pre-esistenti, non ce lo scordiamo. Certo, sono fondamente d'accordo sul fatto che una delle motivazioni fondamentali di questo forum è divulgare e diffondere la cultura numismatica, ma non svaluterei la possibilità di dare contributi originali, sia in maniera individuale che organizzata, anche a livello di ricerca. Io almeno la penso così, e spero che il prossimo incontro di Pisa serva anche a definire meglio il ruolo del numismatico 'dilettante' nel mondo della ricerca. Il progetto 'Lorenzo il Magnifico' del Monetiere è stato ed è un bel passo in questa direzione; io spero che si possa fare molto di più, ma sempre nello spirito di valorizzare il meglio delle competenze di cui ciascuno, di qualsiasi estrazione o formazione sia, è comunque portatore.

Modificato da vince960

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piakos

Bene amici!

Un pochino logorato da un certo rigorismo e formalismo che, credo in piena in buona fede, viene richiamato da Numa...ma, per converso, incoraggiato dall'utenza che continua a leggerci e dalla sapiente lungimiranza di Vince...proseguo il mio excursus su Katane. Nell'approfondire il discorso cercherò - nello spirito richiamato da Vince - di sfiorare il tema della ricerca sul punto in discussione, proponendo qualche mia idea ed analisi in tutta umiltà... confidando nella benevolenza dei lettori.

Grazie.

Piakos

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