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      Aggiornamento   15/10/2017

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fabius silvanus julius

Un “mostruoso" asse di Domiziano

Risposte migliori

fabius silvanus julius

:blink:

Oggi ho deciso di proporvi un'altra delle bizzarre monete che fanno parte di una mia personale galleria di pezzi fuori dal comune. Come ho già detto, provo un certo interesse a raccogliere monete per così dire imperfette, ma che grazie alla loro diversità rispetto ai canoni abituali mi aiutano a capire le antiche procedure inerenti la coniazione. In questo caso, l'esemplare sembrerebbe confutare la teoria secondo la quale le diciture venivano realizzate utilizzando punzoni riportanti le singole lettere, con i quali si incidevano i conii dopo avervi impresso le figure.

Si tratta di un asse di Domiziano: al dritto la legenda recita IMP CAES DOMIT AVG GERM COS XI CENS PER PP, con la testa dell'imperatore laureata, volta a destra; al rovescio SALVTI AVGVSTI, S C nel campo, grande altare con le porte chiuse.

Il "mio" Cohen lo classifica al numero 411 e lo definisce comune (devo precisare che possiedo un Cohen originale in VII volumi, stampato a Parigi tra il 1859 e il 1867 e uso questo: purtroppo le classificazioni variano rispetto alla versione "attuale”, o canonica, quindi mi dovete scusare).

Come si può ben notare la moneta presenta un ritratto dallo stile impacciato e piuttosto rigido, dalle proporzioni disarmoniche soprattutto nel rapporto tra testa e collo, il che fa pensare a uno "sculptor” alle prime armi o comunque poco dotato; l'impressione si fa netta osservando la legenda del rovescio, dove la parola SALVTI si presenta... speculare (ma con la S disposta correttamente) . Evidentemente, l'incisore si confuse e incise la parola andando da sinistra a destra e senza ribaltare le lettere (ossia, poteva leggere la parola mentre la stava compitando, tranne la S, che è rovesciata), mentre con AVGVSTI provvide correttamente, tracciando la G ribaltata (di modo che la leggiamo correttamente).

Ovviamente il dubbio su come fossero realizzate le legende nasce dalla lettera L: mentre le altre lettere sono speculari rispetto al proprio asse mediano verticale e possono essere indifferentemente usate "al contrario” con i medesimi esiti, la L non può dare questo risultato. Non vi pare? Quindi, se l'incisore avesse avuto a disposizione i famosi punzoni, la lettera L dovrebbe avere il “piede" volto a sinistra... Dunque il poveretto non utilizzò dei punzoni, ma incise la dicitura. O sbaglio?

La moneta potrebbe essere anche una copia barbarica, ma non lo credo: le diciture (piuttsosto complessea al dritto) sono corrette e le lettere ben delineate (seppure il pezzo non sia conservato particolarmente bene). Propendo dunque per il prodotto di un'officina ufficiale: tuttavia, mi domando come un pezzo simile potesse rientrare negli standard qualitativi dell'epoca.

Dal vivo l'asse è più bello e nitido di quanto non appaia nell'immagine: purtroppo, con lo scanner a mia disposizione non riesco a fare di meglio. Spero comunque di aver solleticato la vostra curiosità e come al solito vi chiedo: avete visto qualcosa di analogo? E dove? Vi ringrazio anticipatamente.

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fabius silvanus julius

Il famigerato retro...

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fabius silvanus julius

Ingrandimento :D

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gpittini

DE GREGE EPICURI

Una cosa è certa: la moneta non ha nulla di barbarico; sia il ritratto, che l'altare, che le lettere sono stilisticamente impeccabili, anzi il ritratto mi sembra piuttosto bello. Quanto alle lettere ed ai punzoni, confesso la mia ignoranza: non avevo mai letto di questa teoria; ma è certa o è solo un'ipotesi? Chi se n'è occupato, insomma che riferimenti ci sono? Potrebbe essere una tecnica utilizzata in certi periodi, o per taluni tipi di monete, e non per altri.

Come spiegare il rovesciamento di SALUTI, salvo che con un errore tecnico dell'incisore, non saprei. Ci sono esperti e collezionisti che si occupano specificamente di "errori" nella coniazione romana, e sarebbe utile raccogliere altri esempi.

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caiuspliniussecundus

A me invece sembra fuori dagli standards della zecca di Roma, sia come stile del ritratto che per il marchiano errore della legenda. Potrebbe essere una emissione del limes.

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fabius silvanus julius

Caro Gianfranco,

l'ipotesi che per le legende venissero utilizzati punzoni in acciaio riportanti ciascuna singola lettera, circola ormai da qualche anno. In particolare, sia in ambientre transalpino, sia in Inghilterra viene sposata da diversi studiosi e collezionisti. Articoli sono apparsi su riviste del settore e io stesso ho sentito citare la questione almeno un paio di volte nel corso di mercatini numismatici.

Una lunga disquisizione sull'argomento la puoi leggere in una pagina di... Lamoneta.it! La troverai in Numismatic Anthology, col titolo La lavorazione del conio, come si svolgeva? (In effetti, forse avrei dovuto postare il mio intervento in quella sezione, ma ormai mi sono affezionato a questa).

In particolare troverai vari accenni alla questione a partire dal messaggio #9 di Numizmo, che testualmente dice ...."è ormai appurato che, almeno per quanto riguarda l'incisione delle lettere delle legende, a partire dall'impero romano, si usano i punzoni riportanti la lettera occorrente incosa al positivo e rovesciata.”

Personalmente non sono del tutto convinto della cosa e in particolare confuterei l'affermazione successiva ..."Questo è deducibile dal fatto che in qualsiasi moneta imperiale, le lettere uguali sono tutte identicamente realizzate (difetti compresi), cosa impossibile in caso di incisione in negativo a partire dal piano.”

Personalmente, lavorando d'ingrandimento e photoshop, ho provato a sovrapporre lettere identiche estrapolate dalla medesima moneta (quelle che contengono al contempo angoli acuti e linee curve come la R sono particolarmente probanti..., così come le S, le N e le B ) e ho comunque notato differenze spesso sostanziali. E' altrettanto vero che talvolta ho invece riscontrato una sorprendente omogeneità in alcuni caratteri e dunque ho pensato che ciascun incisore potesse avere disponibile sul banco da lavoro più punzoni per ciascuna lettera e che li utilizzasse indistintamente: ciò spiegherebbe sia sia le differenze, sia le similitudini nella stessa moneta. Tuttavia il dubbio mi è sempre rimasto e l'esistenza di questo asse di Domiziano mi farebbe propendere per l'ipotesi che lo sculptor incidesse le lettere, così come incideva ritratti e figure.

Come al solito tendo a essere prolisso, ma per amore di precisione aggiungo che, mentre il lavoro di comparazione tra le lettere di ogni moneta dà esiti di generale differenziazione nelle monete del I, II e prima metà del III secolo, al contrario ho notato notevoli similitudini in esemplari più tardi (radiati AE, follis, solidi...). Ciò mi induce a pensare che le tecniche di produzione della moneta (così come ho proposto in un'altra discussione per le tecniche di argentatura) andarono incontro a una notevole evoluzione tecnologica attorno alla metà del III secolo d.C. Forse proprio a partire da quella "rivoluzione” si iniziarono a utilizzare i punzoni per la compilazione delle legende. Di conseguenza direi che l'affermazione di Numizmo può essere assunta come vera solo per la monetazione più tarda.

In effetti ho formulato negli anni una teoria sulle tecniche produttive in ambito romano e mi domando se non sia venuto il momento di scriverne. Continuo qui di seguito o apro una nuova discussione, cercando di coinvolgere anche coloro che hanno partecipato alla discussione La lavorazione del conio, come si svolgeva? ??? Attendo consigli. :huh:

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minerva

L'argomento è di grande interesse numismatico e sto cercando nella bibliografia qualche indicazione da riportare al confronto; appena troverò qualcosa di utile la aggiungerò ;)

Direi che la discussione sui conii possa continuare in questa sede ed eventualmente vedremo se si potrà aggiungere a quella già conclusa e presente in Antologia. Enrico :)

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centurioneamico

Molto interessante!! Analizzando la moneta in foto direi che in effetti il ritratto e in particolare l'espressione data dall'occhio e il collo, particolarmente lungo e sottile per Domiziano, sembrerebbe di fattura orientale. Gli stessi caratteri non mi pare siano proprio in linea con lo standard ufficiale. Ad esempio osserviamo la D di DOMIT. è talmente rotonda da sembrare più un'altra O come quella che la segue. peccato che la bassa qualità della foto non permette di fare osservazioni più approfondite.

Riguardo al rovescio in effetti la legenda del solo SALVTI capovolta è piuttosto singolare. Non sono altrettanto capovolte la S e la C e AVGVSTI sotto al tempio.

L'ipotesi dell'uso dei punzoni a parer mio non è plausibile in questo contesto perchè osserviamo che la L di SALVTI è a sua volta capovolta mentre la S è corretta. Di conseguenza se fossero stati utilizzati dei punzoni significherebbe che quello usato per la lettera L doveva essere errato.

Personalmente ritengo possibile invece che l'incisore, probabilmente analfabeta, incidendo la parola SALVTATI deve averla copiata da un esemplare coniato e, pertanto, ha inciso le singole lettere così come le vedeva dimenticando di capovolgerle, oltre che nell'ordine (da destra a sinistra sul conio) anche singolarmente, ad eccezione della S e di tutte quelle lettere che restano immutate anche se specchiate (A, V, T, I).

Questo esemplare potrebbe testimoniare dunque il lavoro di diversi incisori sul medesimo conio. Probabilmente chi ha inciso il ritratto ed il tempio non ha inciso anche le legende e, evidentemente, chi ha inciso le legende del dritto e quelle giuste del rovescio, dovevano essere diverse da chi ha inciso la parola SALVTATI. Ovviamente a meno che l'incisore non si sia ubriacato a fine giornata.. :D

La moneta sembrerebbe di barra (raro per Domiziano) e con orientamento aggiustato dei conii a 0° o 180°. In base a una mia teoria in merito a questo tipo di emissioni vorrei ipotizzare che si possa trattare di una moneta coniata da una zecca itinerante attiva presso i confini dell'impero.

Le lettere capovolte sulle monete romane non sono una novità ma è da evidenziare il fatto che tanti assi barbarici per Augusto riportano spesso al rovescio le lettere SC capovolte. queste monete, quando individuate dalle autorità, erano sovente contromarcate e quindi ufficializzate. Per questa ragione esistono falsificazioni barbariche che riportano anche delle contromarche falsificate riconoscibili perchè anch'esse con le lettere capovolte.

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