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IGNORED

Parere su grosso


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La moneta è davvero bella.

Io non azzardo un'identificazione anche se ho qualche idea.

Ci vorrebbe l'intervento di Rob, che è un grande conoscitore di questa tipologia di monete.

Saluti.

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Ho qualche perplessità. Lo stile generale e gli errori di legenda, nonché l'insieme un po' "impastato" mi fanno sospettare il falso di origine balcanica.

Gli errori al dritto: "S" di S M VENET rovescia; "GRADOMICO" invece di GRADONICO, e solo una lettera per l'iniziale del nome invece di due.

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Ciao Rob,

Premettendo che non conosco quasi nulla della monetazione veneziana, ho avuto anch'io l'impressione di un falso balcanico.

Tuttavia a furia di seguire le discussioni sul forum, mi è capitato di vedere monete simili.

Inoltre anche un piccolo particolare della legenda al D/ , mi ha portato su quella strada.

Se noti sempre al D/ invece di "P. GRADONICO DVX S M VENETI" è riportato (oltre agli errori da te già segnalati):

"P. GRAODMICO DVX S(girata) M VENET" .

Guardando con attenzione sembra proprio che abbiamo invertito di posizione la "O" con la lettera "D".

Comunque la moneta originale è questa, ecco un link per il confronto:

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-PIG/2

Saluti.

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D'accordo sull'imitazione balcanica, ma come nome imitato direi Bartolomeo o Giovanni Gradenigo. Infatti lo stile è decisamente tardo, corrispondente ai nomi citati. Per la scelta tra i due opterei per Bartolomeo e questo per più di un motivo. Innanzittutto la prima lettera del dritto sembra una I, ma ricorda molto anche la A di Batrolomeo che spesso era piena. La B invece si confonde con la veste del doge e potrebbe essere sfuggita all'imitatore. Poi c'è da considerare la rarità del grosso di Giovanni che è estremamente superiore a quello Bartolomeo, anche se non posso escludere che proprio questa moneta estremamente rara abbia fatto da modello. Quello che fa pendere la bilancia è proprio la M di GRADOMICO, presente in moltissimi coni originali. Anzi, direi che è più facile trovare esemplari con la M che con la N. Tuttavia aspetto il parere di AndreaPD che per ora non si è espresso.

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Allego un Bartolomeo Gradenigo. Tutto è possibile ma quella mi sembra proprio una I e non una A, che peraltro è presente sulla moneta stessa ed è chiaramente eseguita con punzone/i diverso/i. La I è una stanghetta che si allarga alle estremità, la A è composta da due stanghette che vanno stringendosi verso l'alto sulla parte rivolta all'esterno, simmetricamente.

Infine credo anch'io nell'imitazione balcanica.

post-1840-1233058233_thumb.jpg

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Però hanno usato due punzoni diversi. Infatti la prima I è diversa da quella tra la M e la C, che mi sembra più magra. Comunque una moneta molto interessante.

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Faccio notare che la O finale di GRAODMICO non è in realtà una O, ma una sorta di via di mezzo fra una O e una C. Anche la D ha una forma poco convincente, non presentando i due soliti trattini prominenti sul lato sinistro.

Insomma, la tua moneta presenta varie lettere di forma ibrida: fra queste includerei senz'altro la prima, che certo assomiglia a una I, ma non si allarga alle estremità (se si tratta veramente di una I, non escuderei che abbiano voluto portare sul lato sinistro della legenda la I finale di VENETI: sulla destra si legge infatti VENET ). Aggiungo infine che la forma con M al posto di N nel cognome Gradenigo è una caratteristica dei grossi di Bartolomeo Gradenigo, non di quelli (rarissimi) di Giovanni, che hanno GRADOICO (con N lasciata sottintesa, senza segno abbreviativo).

Data la rarità dei grossi di Giovanni Gradenigo e l'incerto statuto di quella I (è una vera I? è iniziale o finale?), propenderei per un'imitazione balcanica o mediorientale di un grosso di Bartolomeo Gradenigo.

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Faccio notare che la O finale di GRAODMICO non è in realtà una O, ma una sorta di via di mezzo fra una O e una C. Anche la D ha una forma poco convincente, non presentando i due soliti trattini prominenti sul lato sinistro.

Insomma, la tua moneta presenta varie lettere di forma ibrida: fra queste includerei senz'altro la prima, che certo assomiglia a una I, ma non si allarga alle estremità (se si tratta veramente di una I, non escuderei che abbiano voluto portare sul lato sinistro della legenda la I finale di VENETI: sulla destra si legge infatti VENET ). Aggiungo infine che la forma con M al posto di N nel cognome Gradenigo è una caratteristica dei grossi di Bartolomeo Gradenigo, non di quelli (rarissimi) di Giovanni, che hanno GRADOICO (con N lasciata sottintesa, senza segno abbreviativo).

Data la rarità dei grossi di Giovanni Gradenigo e l'incerto statuto di quella I (è una vera I? è iniziale o finale?), propenderei per un'imitazione balcanica o mediorientale di un grosso di Bartolomeo Gradenigo.

Mi pare ci sia unanimità sull'imitazione, e sul doge imitato sono d'accordo con Bartolus per questioni di stile dei ritratti e per maggiore probabilità.

Inseriamo a catalogo? (http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-BGR/2)

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Bartolus, ti risulta che la forma con M al posto di N si trovi anche nei grossi di Francesco Dandolo? (rob sa di cosa parlo ;) )

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Faccio notare che la O finale di GRAODMICO non è in realtà una O, ma una sorta di via di mezzo fra una O e una C. Anche la D ha una forma poco convincente, non presentando i due soliti trattini prominenti sul lato sinistro.

Insomma, la tua moneta presenta varie lettere di forma ibrida: fra queste includerei senz'altro la prima, che certo assomiglia a una I, ma non si allarga alle estremità (se si tratta veramente di una I, non escuderei che abbiano voluto portare sul lato sinistro della legenda la I finale di VENETI: sulla destra si legge infatti VENET ). Aggiungo infine che la forma con M al posto di N nel cognome Gradenigo è una caratteristica dei grossi di Bartolomeo Gradenigo, non di quelli (rarissimi) di Giovanni, che hanno GRADOICO (con N lasciata sottintesa, senza segno abbreviativo).

Data la rarità dei grossi di Giovanni Gradenigo e l'incerto statuto di quella I (è una vera I? è iniziale o finale?), propenderei per un'imitazione balcanica o mediorientale di un grosso di Bartolomeo Gradenigo.

Mi pare ci sia unanimità sull'imitazione, e sul doge imitato sono d'accordo con Bartolus per questioni di stile dei ritratti e per maggiore probabilità.

Inseriamo a catalogo? (http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-BGR/2)

Falso inserito nel catalogo online: grazie ad AndreaPD per la discussione ed il risultato che ne è uscito.

Mi sono andato a vedere nel catalogo delle monete serbe medievali di Miroslav Jovanović se ci fosse traccia di questa emissione. Come ero quasi certo che fosse, non ve n'è menzione, ma le alcuni conii del regno di Stefan Uroš IV Dušan, re dal 1331 al 1345, poi imperatore (Czar) dal 1345 al 1355, sono compatibili per stile di incisione e di lavorazione.

Riporto un esempio qui sotto:

image03879.jpg

Come si nota il verso è di chiara matrice veneziana, com'era piuttosto comune per i grossi serbi. Durante il lungo regno di questo sovrano ci fu una serie piuttosto ampia di diversi conii, e si iniziarono ad usare legende parzialmente in cirillico.

Non voglio tirare conclusioni affrettate attribuendogli la moneta in questione, che anzi potrebbe essere stata coniata altrove (zona egea per esempio). Lo stile è comunque a mio avviso compatibile con le capacità e le tecniche degli zecchieri serbi dell'epoca.

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