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giornata della memoria


okt
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Un pensiero reverente e commosso va oggi alla vittime della Shoah e a tutti gli amici di questo forum che, per religione o anche solo per discendenza, sono gli eredi di un popolo che fu disperso e perseguitato.

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...ed alle donne e bambini della Palestina massacrati per aver difeso, in modo del tutto discutibile, i loro territori!

Chiudiamo prima che degeneri!

Shalom.

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Supporter

Su questi due temi, mi sembra importante quanto ha detto oggi il Capo dello Stato.

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« Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.«

Primo Levi versi introduttivi del Romanzo "Se Questo è un'Uomo"

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San Martino del Carso

Di queste case

Non è rimasto

Che qualche

Brandello di muro

Di tanti

Che mi corrispondevano

Non è rimasto

Neppure tanto

Ma nel cuore

Nessuna croce manca

E’ il mio cuore

Il paese più straziato

Giuseppe Ungaretti

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Giuseppe Ungaretti allo scoppio della Grande guerra, è attivo come interventista,

si arruola come volontario ed è mandato a combattere sul fronte del Carso.

Questa esperienza di trincea spinge Ungaretti a una profonda riflessione sull’effimera condizione umana e sul valore della fratellanza tra gli uomini: è l’uomo presente alla sua/fragilità.

Nasce quindi in mezzo ai morti la sua prima raccolta (Il porto sepolto, 1916):

«nel mio silenzio, ho scritto, lettere piene d'amore».

Primo Levi è nato il 31 luglio del 1919 a Torino, da genitori di religione ebraica, Primo Levi si diploma nel 1937 al liceo classico Massimo D’Azeglio e si iscrive al corso di laurea in chimica presso la facoltà di Scienze dell’Università di Torino. Nel '38, con le leggi razziali, si istituzionalizza la discriminazione contro gli ebrei, cui è vietato l’accesso alla scuola pubblica. Levi, in regola con gli esami, ha notevoli difficoltà nella ricerca di un relatore per la sua tesi: si laurea nel 1941, a pieni voti e con lode, ma con una tesi in Fisica. Sul diploma di laurea figura la precisazione: «di razza ebraica». Comincia così la sua carriera di chimico, che lo porta a vivere a Milano, fino all’occupazione tedesca: il 13 dicembre del '43 viene catturato a Brusson e successivamente trasferito al campo di raccolta di Fossoli, dove comincia la sua odissea. Nel giro di poco tempo, infatti, il campo viene preso in gestione dai tedeschi, che convogliano tutti i prigionieri ad Auschwitz.

È il 22 febbraio del '44: data che nella vita di Levi segna il confine tra un "prima" e un "dopo".

«Avevamo appreso con sollievo la nostra destinazione. Auschwitz: un nome privo di significato, allora e per noi» (P. Levi, Se questo è un uomo, Einaudi 1998, p. 15).

In fretta e sommariamente viene effettuata una vera e propria selezione: «In meno di dieci minuti tutti noi uomini validi fummo radunati in gruppo. Quello che accadde degli altri, delle donne, dei bambini, dei vecchi, noi non potemmo stabilire allora né dopo: la notte li inghiottì, puramente e semplicemente» (Op. cit., p. 17).

L’autore è deportato a Monowitz, vicino Auschwitz, in un campo di lavoro i cui prigionieri sono al servizio di una fabbrica di gomma. Al lager, persi nei loro pensieri, presi da mille domande, da ipotesi continue che per quanto catastrofiche, non si avvicinano neanche lontanamente alla verità, si ritrovano in pochissimo tempo rasati, tosati, disinfettati e vestiti con pantaloni e giacche a righe. Su ogni casacca c’è un numero cucito sul petto. I prigionieri vengono marchiati come bestie. Il loro compito: lavorare, mangiare, dormire, OBBEDIRE. Il loro intento: sopravvivere. Dietro quel numero non c’è più un uomo, ma solo un oggetto: häftling, cioè “pezzo”. Se funziona, va avanti. Se si rompe, è gettato via.

Levi è l’häftling 174517. Funzionante.

Primo Levi è tra i pochissimi a far ritorno dai campi di concentramento. Ci riesce fortunosamente, grazie a una serie di circostanze e solo dopo un lungo girovagare nei Paesi dell'est.

Quale testimone di tante assurdità, sente il dovere di raccontare, descrivere l’indescrivibile, affinchè tutti sappiano, tutti si domandino un perché, tutti interroghino la propria coscienza: comincia a scrivere, elaborando così il suo dolore, il suo annientamento, il suo avventuroso ritorno a casa. Nel '47, rifiutato dalla Einaudi, il manoscritto Se questo è un uomo è pubblicato dalla De Silva editrice.

A mio parere queste poesie C ' AZZECCANO ECCOME ,ma questa è la mia opinione

Meja

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  • 5 years later...

ciao a tutti tra pochi giorni ricorre la giornata della memoria e a scuola come di consueto la prof ci ha chiesto di trovare qualcosa che ricordi il tragico evento della shoah e a me è venuto in mente che potrei presentare una moneta che ricordi l'evento, tuttavia non so se esiste una moneta che ricordi la shoah o la liberazione dai campi di sterminio, qualcuno sa se esiste una moneta tale?

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ciao a tutti tra pochi giorni ricorre la giornata della memoria e a scuola come di consueto la prof ci ha chiesto di trovare qualcosa che ricordi il tragico evento della shoah e a me è venuto in mente che potrei presentare una moneta che ricordi l'evento, tuttavia non so se esiste una moneta che ricordi la shoah o la liberazione dai campi di sterminio, qualcuno sa se esiste una moneta tale?

 

Possiedo  questa moneta da 10 marchi 1972, km 38, della DDR, la quale commemora il "Buchenwald Memorial", un edificio costruito nel 1958, come memoriale  a ricordo di quel campo... http://www.buchenwald.de/en/119/

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ciao a tutti tra pochi giorni ricorre la giornata della memoria e a scuola come di consueto la prof ci ha chiesto di trovare qualcosa che ricordi il tragico evento della shoah e a me è venuto in mente che potrei presentare una moneta che ricordi l'evento, tuttavia non so se esiste una moneta che ricordi la shoah o la liberazione dai campi di sterminio, qualcuno sa se esiste una moneta tale?

 

 

Ciao, posso offrirti il mio gettone e il relativo articolo, se pensi possa andare bene ti mando tutto per mail, in aggiunta anche il mio pensiero.

 

 

16 Ottobre 1943

 

Alba scura e minacciosa

nelle nubi un presagio di morte

si ode rumore di cingoli,

di spari ed urla aliene

che destano il terrore nelle genti

sorpresa, paura, grida,

i palazzi si svuotano veloci

riempiono le strade con i propri tesori.

Uomini, donne, la grande divisione,

bambini innocenti che piangono

strappati alle braccia delle madri

pochi si ribellano e vengono uccisi,

la rassegnazione stringe i cuori

la paura attanaglia le menti

riportando ad epoche lontane

quasi a segnare la strada,

anticipando l'enorme tragedia

l'odore del sangue satura l'aria.

Sera, il silenzio è atroce,

Portico d'Ottavia piange i suoi morti

nella solitudine dei suoi negozi,

per lungo tempo resteranno vuoti

in attesa di qualcuno che ritorni

ma torneranno in pochi

solo una donna e una decina di uomini

 

Giovanna

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@@Giovanna grazie tante se puoi mandami il tutto magari mi puoi dare anche qualche info in più su questo gettone? circolava all'interno di un campo?

 

 

 

Ciao Cristian, notizie sicure al 100% sul gettone non ne ho ancora, purtroppo ho dovuto interrompere le mie ricerche per problemi più urgenti, prima o poi le riprenderò. 

Che nei campi siano circolati gettoni è sicuro, ci sono diverse testimonianze, in alcuni anche banconote, quindi sarebbe la collocazione più logica e penso proprio che sia stato quello il suo ruolo però vorrei anche riuscire a determinare in quale campo è stato usato, solo così ne avrei la certezza la 100% poi, sarà difficile ma tentar non nuoce.

A tempo perso potrai leggere la discussione, è lunga ma molto interessante, sia per l'analisi in se stessa del gettone che per le varie ipotesi formulate. Quello che più colpisce è l'interesse che questo gettone ha suscitato negli anni e che ancora suscita, qualche giorno fa un ragazzo mi ha contattata su Facebook per darmi informazioni che riguardavano un gettone simile al mio, sono cose che fanno molto piacere.

Mandami la tua mail per MP, ti mando l'articolo in PDF, così lo puoi stampare, ci sono anche le foto, e la poesia.

Spero che il tutto piacerà alla tua professoressa ed anche a te. Se vuoi altre informazioni sono a tua disposizione. Ciao

Edited by giovanna
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@@MEDUSA51 grazie, ma le monete postate da @@lgmoris nei post 302-303 sono monete che venivano coniate nei campi di concentramento? perchè ne ho qualcuna di quei tipi ma messe abbastanza meglio.

 

 

Si, quelle vengono sicuramente dai Campi, perchè non ci mostri le tue? Non se ne vedono molte, ci farebbe piacere. Ciao

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ciao @@Giovanna le mie sono quelle nella discussione che cito, quindi queste monete erano tutte prodotte nei campi? non avevano una zecca?

http://www.lamoneta.it/index.php?/topic/132962-monete-naziste?

 

 

Ciao, no, non sono monete che circolavano nei Campi, sono monete tedesche normali coniate durante il terzo Reich e la Repubblica Weimar, come ti hanno detto

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@@Giovanna so che non circolavano nei campi, ma erano coniare all'interno dei campi come dice lgmoris nella discussione citata sopra o erano coniare in una zecca vera e propria?

 

 

 

Le tue venivano coniate dalle zecche germaniche, sono monete ufficiali. Ci sono ancora oggi 5 zecche in Germania: A, D, F, G, J. 

I gettoni postati da Igmoris invece venivano coniati appositamente per circolare nei Campi e penso venissero coniati all'interno degli stessi oppure nei paesi limitrofi, avevano valore solo all'interno del Campo per il quale erano stati coniati. 

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@@Cristian97

 

oltre che nei campi di concentramento, una circolazione monetaria particolare ci fu anche nei ghetti ebraici istituiti dai nazisti in molte città dell'est Europa, qui puoi trovare informazioni e foto sui ghetti della Polonia

 

http://www.lamoneta.it/topic/49604-1-settembre-1939/?p=519543

 

e qui sul ghetto di Theresienstadt, in Cecoslovacchia

 

http://www.lamoneta.it/topic/8167-il-ghetto-di-theresienstadt/

 

petronius

 

 

 

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Primo Levi [...] Comincia così la sua carriera di chimico, che lo porta a vivere a Milano, fino all’occupazione tedesca: il 13 dicembre del '43 viene catturato a Brusson e successivamente trasferito al campo di raccolta di Fossoli, dove comincia la sua odissea. Nel giro di poco tempo, infatti, il campo viene preso in gestione dai tedeschi, che convogliano tutti i prigionieri ad Auschwitz.

Concordo, tardivamente, su tutto. Solo una precisazione. Da Fossoli nel 1944 i tedeschi ed i fascisti non convogliavano tutti ad Auschwitz, ma anche verso altri campi. Tra questi Mauthausen. Fu li' che mio nonno, arrestato a Milano nel gennaio 1944 e passato per Fossoli, trovo' la morte. Non era ebreo. Era un antifascista.

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