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IGNORED

Iuno sospes la minerva di Lanuvio


adriapel
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Il denario di L. Procilius descrive sul retro una Iuno totalmente diversa da quello che ci si potrebbe aspettare, infatti è una dea guerriera con corazza lancia e scudo. Quanto agli influssi greci sono davvero molteplici, a partire dallo scudo pelta che è di tipo miceneo e testimonia un influsso egeo, assai comune nel Lazio arcaico. La lancia e lo scudo, inoltre, se sono anomale rispetto a Era romana, la controparte greca di Iuno, suggeriscono una immagine guerriera che è assai simile alla Athena ateniese. La Iuno dei Lanuvini era quindi una dea guerriera, armata e il ruolo era proprio quello di guidare gli eserciti in guerra. Questo carattere della dea è possibile ricavarlo principalmente da Livio. Nel 197 a. C. Roma è in guerra con i Galli e la vittoria non è sicura. Il console Gaio Cornelio Catego prima della battaglia decisiva fa voto, in caso di vittoria, di dedicare un tempio a Iuno Sospes. La vittoria è ottenuta e il tempio viene edificato dentro le mura di Roma: è il tempio la cui festa cade proprio alle calende di febbraio. I romani quindi fanno loro il concetto della Giunone di Lanuvio affiancandolo al concetto della Iuno Matuta. Ma ecco la sorpresa della moneta........il serpente ai piedi di Giunone. Perchè?. Altri denari mostrano il binomio serpente-Iuno, ad esempio come quelle di Fabatus e un altra dello stesso Procilius.

Parte integrante del culto di Iuno era il rito di offerta di cibi ad un serpente che viveva in una profonda grotta nelle vicinanze del tempio di Iuno a Lanuvio.Secondo Properzio annualmente delle fanciulle vergini erano incaricate di recare al serpente un’offerta di cibo. Le fanciulle dovevano compiere il tragitto in discesa verso la grotta in solitudine, recando le offerte alimentari su dei canestri. Una volta consegnata l’offerta la fanciulla potevano tornare dai parenti che le attendevano e il suo ritorno era accolto con giubilo dai contadini, poiché era di buon auspicio per la fecondità dei campi nel prossimo anno agricolo. Nel caso però che la fanciulla non fosse stata vergine, allora la fanciulla non sarebbe mai tornata dai partenti e l’annata agricola sarebbe stata nefasta. Iuno Sospes è quindi la dea guerriera ma anche la dea delle tradizioni e della stabilità. La verginità potrebbe rappresentare per i Lanuvini la necessità di un mondo, quello agricolo, privo di eccessi e privo di troppo mutamento quindi a mio avviso di pure tradizioni. La loro esigenza era di limitare gli eccessi della natura e fanno ricorso al simbolo della verginità in connessione con la dea regina, salvatrice e madre Iuno.

Ma la storia potrebbe essere veramente questa o sono possibili altre interpretazioni??.

Fà riflettere come in questa comune moneta sia racchiusa una storia di miti e leggende. Sul D è rappresentato Zeus oppure un Flamen di Giunone?

Mi piacerebbe avere una vostra opinione riguardo a tutto ciò anche perchè il nostro Forum è una vera e propria fucina di cultura non solo numismatica ma anche di storia della moneta.

Un caro saluto

Adriapel

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Supporter

DE GREGE EPICURI

La verginità "obbligatoria" della fanciulla ricorda altre verginità necessarie per ottenere la benevolenza degli dei, o di una specifica dea, ad esempio quella delle Vestali; per loro, la rottura del voto di verginità era punita anche con la morte (leggenda di Romolo e Remo...) Non credo però che questa verginità vada intesa come un "elogio della astinenza sessuale", come per i voti delle monache del cristianesimo; credo che stia a significare che il Dio o la Dea esigeva l'esclusività affettiva e sessuale della persona che gli si offriva (o gli era offerta da altri).

C.G.Jung (o anche la nostra Medusa, che però da tempo non interviene nel Forum) avrebbe molto da dire su quel serpente. Nel suo libro "Simboli e trasformazioni della libido" sono riportate alcune foto di cippi marmorei greci e romani con serpenti, dei quali è sottolineata la simbologia fallica.

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Se guardi nei vecchi post, ce n'è uno proprio su questa moneta. Anche se lì la discussione verteva soprattutto sulla raffigurazione di Giunone Sospita, probabilmente ripresa dalla statua cultuale che per ragioni di ordini stilistico doveva probabilmente risalire all'età arcaica - etrusca.

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