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Paolino67

Liquido per l'argento

Risposte migliori

Paolino67

Premessa: non sono un amante delle monete d'argento lavate (e sottolineo lavate, non lucidate che è molto peggio), che mi danno sempre una sensazione artificiosa. Detto questo è da dire che in alcuni casi diventa praticamente obbligatorio il bagnetto nel liquido apposito, perchè la patina creatasi è particolarmente irregolare e deturpante. Avendo appena acquisito una moneta rinascimentale dalla patina talmente pesante da coprire quasi i dettagli della moneta, volevo chiedere se qualcuno poteva darmi qualche dritta su qualche prodotto idoneo per poterle dare una lavata senza danneggiarla...

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gennydbmoney

ciao paolino,raramente ho lavato le monete e solo con acqua demineralizzata,ma'dicono che nel tuo caso e meglio aggiungere qualche goccia di limone,comunque aspettiamo pareri piu'autorevoli

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@LZP@

Per la lavatura non ti saprei dire :( , posti una foto così mi posso fare un idea :) .

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Pgl
ciao paolino,raramente ho lavato le monete e solo con acqua demineralizzata,ma'dicono che nel tuo caso e meglio aggiungere qualche goccia di limone

Confermo anche io quanto detto, acqua demineralizzata, io la compro dai distributori di benzian, costa poco, e poche gocce di limone.

Ad ogni modo, attendi qualche altro parere.

Ciao. Pgl

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carledo49

In linea di massima, personalmente, sono contrario ai "bagnetti" delle monete.

Nel tuo caso specifico bisognerebbe vedere la moneta in questione e quanto la pesante patina formatasi sia irregolare e deturpante.

La lucidatura, in ogni caso, è da escludere a priori :angry:

Carlo

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Paolino67

Ehm, mi sa che è stato un pò travisato il senso del discorso. So che esistono sul mercato liquidi per la pulizia delle monete in argento (io stesso ho in collezione monete che sono state evidentemente lavate, sottolineo, lavate, non lucidate!), e cercavo dritte precise su quale marca dà i risultati migliori (ed eventualmente anche quali sono i metodi più efficaci di utilizzo), per questo cercavo pareri circostanziati da chi ha già usato questi liquidi.

Non ho alcun interesse a soluzioni fai da te, piuttosto tengo la moneta nelle condizioni in cui è ;)

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mper
Non ho alcun interesse a soluzioni fai da te, piuttosto tengo la moneta nelle condizioni in cui è ;)

Anch'io non sono per niente d'accordo con il lavaggio delle monete che andrebbero lasciate così come il tempo ce le ha consegnate.

Però quando una patina è particolarmente pesante e scura da comprometterne l'aspetto allora ....

Personalmente utilizzo un sistema sicuro che permette di eliminare lo strato di ossido senza nemmeno sfiorare la moneta ...!

Quindi zeru fatica, zeru usura per la moneta. :lol:

Curiosi ? Se volete spiffero tutto ma voglio molte adesioni. Fatevi vivi.

:rolleyes:

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Piacentine

utilizzo un sistema sicuro che permette di eliminare lo strato di ossido senza nemmeno sfiorare la moneta ...!

Bè io sono un po incuriosito....

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ersanto

Ci sono un paio di vecchi threads che descrivono il metodo con alluminio e bicarbonato di sodio.

Questo metodo strappa via lo zolfo dal solfito d'argento (che e' la patina nera) lasciando l'argento sulla moneta. Per strati sottili funziona a meraviglia. Se lo strato e' piu spesso puo lasciare la moneta in uno stato "lattiginoso". Smette di funzionare quanto piu ridotto e' il titolo dell' argento.

A mio parere, se lo strato e' sottile e il titolo abbastanza alto (800 o piu), e' il metodo migliore e sfido chiunque a poter determinare che la moneta sia stata trattata.

In altri casi puo dare esiti non proprio favorevoli: personalmente ho avuto una brutta esperienza con una rupia del 1877 (che pure e' Ag 917). Secondo me perche lo strato di solfito era tropo spesso.

In altre parole, usalo liberamente con monete moderne (caravelle, mezzi dollari, etc.), ma attenzione con monete antiche.

Alternativamente si puo usare il liquido a base di tiurea acidificata. Non ti so dire la marca, ma leggi gli ingredienti.

Funziona in maniera diversa rendendo il solfito solubile in acqua. Dopo immersione nel lliquido, sciacqui in acqua corrente, et voila'. Naturalmente si porta via l'argento contenuto nel solfito, ma per strati superficiali, non c'e' praticamente modo di accorgersene.

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mper
Questo metodo strappa via lo zolfo dal solfito d'argento (che e' la patina nera) lasciando l'argento sulla moneta. Per strati sottili funziona a meraviglia. Se lo strato e' piu spesso puo lasciare la moneta in uno stato "lattiginoso". Smette di funzionare quanto piu ridotto e' il titolo dell' argento.

OK ! Immaginavo che non fosse del tutto ignota la pratica.

Senza entrare troppo nel tecnico, secondo le mie reminiscenze universitarie di chimica (che ahimé risalgono a più di vent'anni fa) la cosa dovrebbe funzionare più o meno così:

lo zolfo presente in atmosfera, seppur in minime tracce, è in grado di ossidare l'argento in misura tanto più marcata e veloce nel tempo quanto più puro è il titolo dell'argento.

L'ossido che ne deriva è il solfuro d'argento di colore scuro ed insolubile in acqua.

Il sistema proposto prevede la reversibilità di questo fenomeno naturale tramite l'arrangiamento di una sorta di pila che abbia come polo positivo appunto l'argento e come negativo un altro metallo il cui potenziale di riduzione sia minore dell'argento.

In parole povere, se naturalmente l'argento va ossidandosi con lo zolfo, con questa "pila" ripristineremo la condizione di origine restituendo all'argento quegli elettroni che, in presenza di ossido, è "costretto" a condividere con gli atomi di zolfo.

Occorrente:

- acqua;

- una vaschetta monouso di alluminio per alimenti;

- sale fino da cucina;

- un oggetto in argento ossidato;

Preparazione:

Riempire un pentolino di acqua e portarla ad ebollizione.

Versarne il contenuto nella vaschetta di alluminio e sciogliervi 3 cucchiaini di sale.

Attendere che termini l'idrolisi del sale sciogliendosi completamente.

Immergere la moneta lasciandola in bagno per una decina di minuti.

Se la patina è leggera (magari di quelle gradevoli da non togliere !) vedrete sotto i vostri occhi la patina scomparire progressivamente.

Se più pesante, apparentemente non accadrà nulla fino a quando, dopo diversi minuti, scaglie o addirittura lastre di ossido andrano via via staccandosi dalla superficie della moneta. Eventualmente aiutarsi solleticando dolcemente la faccia della moneta.

Durante il processo assisteremo:

alla formazione in soluzione di piccoli aggregati di zolfo a mo' di fiocchi,

all'esaurimento del sale che funge da vero e proprio combustibile,

all'usura dell'alluminio che è soggetto ad ossidazione.

al rallentamento della reazione sia per il sale che diminuisce di concentrazione che per il reaffreddamento della soluzione acquosa.

In allegato un file con maggiori dettagli.

Basato sulla mia personale esperienza ho rimosso una patina pesantissima su uno scudo del 1871, su Caravelle, su Aquilotti. Non ho evidenze su monete più antiche.

Ciao,

M

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Arka

Non credo che oserei usare questo sistema per medioevali e rinascimentali. Preferisco restare con acqua e limone, come già suggerito da qualcuno.

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STEVE - O

Io in questi giorni sono impegnato nella pulizia di un obolo di Asti(mistura d'argento) e devo dire che stò avendo degli ottimi risultati con dei metodi " fai da te".

Perchè non ho usato dei prodotti? naturalmente per paura di rovinarla irrimediabilmente.

Le incrostazioni sono veramente pesanti però stò agendo con due metodi contemporaneamente:

1- pulizia con bicarbonato....sfregando la moneta tra le dita prima con bicarbonato umido e poi asciutto.

2 pulizia con dentifricio....metodo come sopra.

Sono metodi molto lunghi e.....però la moneta pian piano stà riacquistando gli splendori dell'epoca.

Perdonate la mia ignoranza in materia però leggendo il post di "mper" mi viene spontanea una domanda come dicevo dettata dall'ignoranza e dalla curiosità.....ma essendo la moneta, sia la mia che quella della discussione, in mistura d'argento con il metodo descritto non si rischia di sciogliere anche la parte di moneta non in metallo nobile???

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mper
Perdonate la mia ignoranza in materia però leggendo il post di "mper" mi viene spontanea una domanda come dicevo dettata dall'ignoranza e dalla curiosità.....ma essendo la moneta, sia la mia che quella della discussione, in mistura d'argento con il metodo descritto non si rischia di sciogliere anche la parte di moneta non in metallo nobile???

Osservazione corretta.

Il metodo esposto funziona con metalli ad alto titolo d'argento. Se parliamo di mistura è probabile che ciò che si è formato sulla moneta non sia solo il summenzionato solfuro d'argento, ma altri tipi di ossidi.

Proprio per tale motivo è da evitare di provare "la pila" con metalli che non siano argento e questo perchè altri, sicuramente meno nobili ripsetto all'argento, potrebbero comportarsi da riducenti per l'alluminio ovvero come correttamente dici, rischiare di sciogliersi in soluzione.

Il grande vantaggio di questo metodo è che riesci a spatinare la moneta (ma anche l'argenteria di casa se vuoi) senza che sia necessario sfregare la moneta, cosa molto antipatica soprattutto se si maneggia un FDC ...

CIAO.

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ersanto

mper: ma tu usi il cloruro di sodio ? Non ci ho mai provato. Io uso il bicarbonato di sodio: in soluzione ho HCO3-, invece di Cl-.

Il rischio e' che formi cloruro d'argento che e' molto fotosensibile (infatti e' cio che si usava nelle prime lastre fotografiche). Per strati sottili puo dare un tono violaceo alla moneta, se si inspessisce e' nero come il solfuro.

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mper
mper: ma tu usi il cloruro di sodio ? Non ci ho mai provato. Io uso il bicarbonato di sodio: in soluzione ho HCO3-, invece di Cl-.

Il rischio e' che formi cloruro d'argento che e' molto fotosensibile (infatti e' cio che si usava nelle prime lastre fotografiche). Per strati sottili puo dare un tono violaceo alla moneta, se si inspessisce e' nero come il solfuro.

Il cloro "segue" l'alluminio che si ossida (Al2Cl6). Ovviamente il processo elettrolitico va seguito fino all'eliminazione dell'ossido di zolfo dalla moneta. Proseguire oltre, sempre che vi sia rimasto ancora un po' di sale disponibile per la reazione, potrebbe invitare il cloro a legarsi con l'argento. Ma come detto questa è un'ipotesi non verosimile se ci si attiene alle regole.

Con lo ione idrocarbonico funziona lo stesso +che bene ma per lo stesso motivo potresti "patinare" per non dire "incrostare" la moneta con il sale doppio di argento AgHCO3-.

In conclusione è necessario spingere la reazione fino a completa rimozione dell'ossido e non oltre.

Del resto non ho mai avuto alcun problema neppure su interventi eseguiti molti anni fa, anzi oggi le monete trattate godono di ottima salute mostrando anche un accenno ad una gradevole patina di colore giallino (il nuovo strato di solfuro che va riformandosi).

Allego la foto di uno scudo immortalato subito dopo l'intervento (era messo proprio male !).

ciao,

emmeper.

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Euripe

Molto interessante! ci provo subito anche io.

Grazie. :)

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mper

divulgate i risultati, magari con qualche foto.

:)

ciao,

emmeper

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Piacentine

Io ho fatto l'esperimento con una liretta del 1910 con un'ossidazione molto spessa il risultato è abbastanza buono rimane una gradevole patina giallognola,tra un po metto le foto.

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Euripe

Grazie MPER F U N Z I O N A

Provato su una moneta da 500 lire caravelle del 1961 ;)

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