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JunoMoneta

Gigliato Roberto d'Anjou: troppo bello per essere vero?

Salve a tutti. Sono nuovo del forum e avrete capito che ho un debole per le napoletane.

Scrivo dopo essere rimasto molto impressionato da svariati interventi (tra cui molti di francesco77) che dimostrano un elevatissima competenza e una profonda e appassionata cultura in materia, scevra da considerazioni biecamente commerciali che troppo spesso inquinano l'interesse ad un più critico approfondimento socio-culturale di cui le monete dovrebbero essere nobile vettore.

Scrivo per sottoporvi all'esame un pezzo che da tempo mi fa dormire poco la notte. Si tratta di un comunissimo gigliato di Roberto d'Angiò, quel "fiorino del sud" che fece l'invidia di tutti i mercanti del Mediterraneo nel 300 e che fu coniato, imitato e contraffatto in decine di milioni di esemplari. Il pezzo in questione si trova da tempo immemorabile nella mia famiglia, forse dai tempi in cui mio nonno mostrava un'inclinazione per la storia meridionale e frequentava qualche convegno, qualche mercatino, qualche asta. Il punto è che questo gigliato è assolutamente fuori del comune, sia per lo stato di conservazione che per lo stile e la freschezza del conio. Sulla questione ho consultato il Cagiati, il Corpus, il Pannuti-Riccio, ho letto le considerazioni di Dell'Erba e l'approfondito esame riservato a queste monete da Grierson e dalla Travaini nel 14mo volume del MEC (corredate da un pregevolissimo apparato iconografico), ho guardato le rozze contraffazioni e imitazioni prodotte da molti emiri dell'Asia minore riportate nel volume di Gamberini di Scarfea e descritte nello specifico su molte pagine del Corpus, ho sfogliato centinaia di cataloghi d'asta. L'unica certezza, a fronte di una sterminata varetà di conii, legende, stili, moduli e pesi, è che i primi gigliati, quelli coniati durante il regno di Roberto, sono di stile più "fine", con iscrizioni più nette e leggibili e con modulo più ristretto a fronte di un peso e di una bontà superiori alle tante imitazioni, contraffazioni e alle innumerevoli coniazioni postume da parte della Regina Giovanna e di Carlo III di Durazzo. Dovrebbero essere più simili come stile ai gigliati di Carlo II, e infatti molti esemplari (come quello molto bello al lotto 143 della collezione Utriusque Siciliae messa in asta da Varesi) mostrano più affinità con i gigliati di Carlo II che con quelli posteriori o postumi. Sono peraltro simili ai gigliati con la ghianda, con il fiordaliso, con il cerchietto o la stelletta prodotti certamente all'inizio del regno di Roberto da zecchieri storicamente accertati alle dipendenze di Filippo Varvesio, regio maestro di zecca dal 1313 al 1325. Un altro dato abbastanza acclarato è che quelli che presentano la legenda Robertus al diritto sono cronologicamente anteriori a quelli con le abbreviazioni sul genere Robert. Col tempo il modulo di questi gligliati si allarga, il peso si riduce (dai 4.01 grammi stabiliti per legge) lo stile si corrompe (in particolare l'effigie del sovrano tende a slargarsi e a diventare sempre più sproporzionata a favore della testa), le iscrizioni si fanno quasi illeggibili. Ho visto svariati gigliati tardi o postumi e diversi li ho nella mia collezione (uno con il fiordaliso, uno con le S capovolte, almeno uno certamente postumo, un altro di Provenza)...ma non ne ho mai riscontrato uno di questo stile:

gigliatoD.jpggigliatoR.jpg

Il peso è di gr. 3,95, cioè tra i più elevati del primo periodo.

La legenda al diritto mostra la dicitura "ROBERTUS" e il titolo di re di Gerusalemme è contratto in HR con una specie di frusta in mezzo. Ma quello che stupisce è il ritratto del sovrano, insolitamente ricco di dettagli e la posa molto eretta, tanto che la corona trasborda sul cerchio rigato e il braccio che regge lo scettro è molto distanziato dal busto, mentre la mano con il globo è molto definita. Un altro dettaglio è la croce sul petto, insolitamente piccola e non arrotondata.

Non conosco monografie sui gigliati e mi piacerebbe che si tentasse di fare chiarezza o di cercare di recensire i moltissimi stili, per lo meno quelli del regno di Roberto. Qualcuno riesce ad aiutarmi? E' autentico questo gigliato e risale al periodo del regno di Roberto?

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Supporter

Credo he Francesco77 e Fedafa potranno riponderti adeguatamente.

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E' una emissione autentica. Complimenti per la conservazione. La moneta è un gigliato contemporaneo al re Roberto, quindi non è una emissione postuma.

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Non posso che confermare quanto detto da Gionata e mi unisco ai complimenti per la bella moneta.

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Caro Junomoneta, piacere di averti tra noi del forum e complimenti per la tua passione. Il tuo Gigliato è autentico ed è coevo al regno di Roberto d'Angiò (e non postumo quindi). Vuoi sapere il perchè forse di così tanta perfezione e finezza rispetto a migliaia di esemplari presenti oggi sul mercato? Innanzitutto è una moneta di vecchia collezione e con una patina immacolata, seconda cosa ............ come già accennato si presenta con un disegno particolarmente fine e privo di imperfezioni per il semplice motivo che è uno dei primi esemplari battuti da quel determinato conio e quindi antecedente alle rotture, debolezze o decentrature frequenti in questo tipo di moneta, difetti questi frequenti dopo che un conio lavorò per giorni e giorni. Complimenti, sembra una moneta da museo wink.gif .

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Grazie a tutti per le risposte, e in particolar modo a Francesco. E' che non mi è mai capitato di vedere gigliati così ben centrati e di conio così definito. Anche quelli classificati tra le prime emissioni di Roberto sul MEC sono di stile molto più rozzo. Grazie ancora...stanotte dormirò meglio ;)

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Mi unisco ai complimenti. Davvero una bella moneta.

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Partecipo anch'io al coro dei complimenti... è davvero un piacere guardarla.

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veramente complimenti :blink: mai vista una monetina del genere :blink: cosi perfetta.bella anche da vedere :D :P

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