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statere di Festos


mamoph

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Ieri sono stato a Lugano a visitare la mostra "corpo, automi, robot" . Abbastanza interessante direi, tratta il tentativo dell'uomo di costruire automi o parti meccaniche da aggiungere o sostituire a parti del corpo dall'antica grecia sino ai giorni nostri. E' articolata in due sezioni, una più tecnica e l'altra in cui il tema è visto attraverso l'opera di diversi artisti moderni e contemporanei...

All'interno di questa mostra c'erano tre stateri della città di Festos a Creta con la rappresentazione di un uomo con le ali. Non vi era descrizione ma credo rappresentassero il mito di icaro. Non mi è mai capitato di vederli e guardando online non ho trovato assolutamente nulla... Qualcuno di voi conosce quest'emissione e sa darmi qualche notizia in più?

Purtroppo non ho acquistato il catalogo e non si poteva fotografare per cui non ho alcuna immagine delle monete in questione.

Modificato da mamoph
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Il personaggio alato sulle monete di Phaestus è Talon e non Icaro. Talon era un gigante di bronzo forgiato da Efesto per scacciare gli intrusi dalle rive di Creta. A volte è rappresentato nell'atto di gettare una pietra.

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Talon o Talos, era un gigante di bronzo con una sola vena che dalla testa andava fino al tallone ove un chiodo impediva la colatura dell’”icore”, il liquido divino che aveva al posto del sangue.

Il gigante era ritenuto una creazione del dio Efesto che lo donò a Zeus, che a sua volta lo mise di guardia sulle coste di Creta dopo l’unione con Europa. Anche in questo caso non mancano altre versioni del mito che vedono l’imponente gigante come figlio di Kretas, padre di Festòs e nonno di Radamente o addirittura quarto fratello di Minosse, Radamente e Serpedonte. Il suo compito era quello di proteggere le coste di Creta, compiva il giro dell’isola tre volte al giorno e scagliava enormi pietre su tutte le navi nemiche che apparivano all’orizzonte, inoltre se qualcuno riusciva a sbarcare sull’isola le sue mani divenivano ardenti ed un mortale abbraccio uccideva i malcapitati.

Quando gli Argonauti cercarono di sbarcare a Creta il gigante Talos impedì loro di mettere piede a terra scagliando massi contro le loro navi, a risolvere la situazione ci pensò Medea che con un incantesimo fece addormentare il gigante e gli tolse il chiodo che chiudeva la sua unica vena nel tallone, facendolo morire dissanguato. Secondo altre versioni Medea rese folle Talos con un incantesimo ed il gigante si ferì da solo nell’unico suo punto vulnerabile.

Interessante osservare come le caratteristiche di Talos: il rapporto con il bronzo ed il fuoco, il suo giro ciclico attorno a Creta, la sua funzione di custode a cui nulla sfugge, tutte caratteristiche tipiche di una divinità solare, probabilmente Talos era il dio solare di Creta e fu retrocesso in seguito ad eroe dopo l’avvento degli olimpi.

Daniele

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hai ragione Arka, esistono altre rapresentazioni di Talos, ad esempio su un bronzo

CRETA, Phaistos. Circa 300-250 BC. Æ 18mm (5.25 g, 11h). Talos, nudo avanza a destra nell'atto di scagliare pietre, retro, cane ringhiante a destra

Daniele

post-618-1264438939,58_thumb.jpg

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C'è anche uno statere di Phestos del 360 - 340 a.C. con Talon che corre verso s. e sul rovescio una protome bovina. Comunque le monete di Creta sono affascinanti e ricche di arte e significati. Hanno un unico difetto: di solito sono irraggiungibili...

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Eccolo Arka ! E' questo lo statere a cui alludi ??

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Ai suoi piedi dovrebbe esserci un cane … , lo stesso che campeggia sul rovescio di questo bronzo già postato da Daniele (320-270 a.C.)….

post-6487-1264444185,24_thumb.jpg

Del binomio Talos / Taurus a Creta è facilmente intuibile il nesso…. Inoltre, così come Daniele ricorda a proposito di Talos, anche il toro a Creta era una creatura solare. Le ali stesse di Talos potrebbero essere viste come un attributo solare …

Ma il cane ? ??? Quale potrebbe essere il nesso tra Talos e il cane ???

Daniele, tu che hai visitato Creta che ci puoi dire???

Valeria

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Talos , tra Vulcani e Mito :wub:

Come per molte altre creature mitiche di aree interessate da fenomeni vulcanici (ad esempio la Chimera della Lycia, i Giganti dell'area Flegrea colti sempre nell'atto di scagliare un masso.... ), anche per Talos alcuni autori ipotizzano un interessante parallelo tra Mito e Vulcanismo …. Non dimentichiamo che suo padre Efesto-Vulcano aveva le sue fucine nell'Etna o in una delle Eolie, Vulcano.

Secondo J. Schoo, ad esempio, Talos andrebbe identificato con il vulcano di Thera (Santorini): così come il gigante di bronzo, anche Thera "sorveglia" le rotte che conducono a Creta dal settentrione, rotte che avrebbero potuto essere battute dai primi navigatori micenei.

Le rocce che Talos scaglia sono le bombe emesse dalla bocca del vulcano Thera, mentre a rappresentarne il tallone concorrerebbero i vulcani sottomarini prospicienti la costa (quali il Kolumbo o il Mavrorachidi).

Come il gigante che scaglia rocce, una volta che hanno colpito il suo ... tallone d'achille :blum: - il chiodo che chiude la vena al tallone - si accascia ormai senza vita, dopo che il sangue è fluito tutto fuori, così il vulcano in eruzione, che scaglia lapilli e bombe, dopo che la lava infuocata, rossa come il sangue, è drenata dalla camera magmatica (che, svuotata, collassa su se stessa) si acquieta e torna inerte ! :rolleyes:

Valeria

Modificato da medusa
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Ieri sono stato a Lugano a visitare la mostra "corpo, automi, robot" . Abbastanza interessante direi, tratta il tentativo dell'uomo di costruire automi o parti meccaniche da aggiungere o sostituire a parti del corpo dall'antica grecia sino ai giorni nostri. E' articolata in due sezioni, una più tecnica e l'altra in cui il tema è visto attraverso l'opera di diversi artisti moderni e contemporanei...

Grazie per questa interessantissima segnalazione, Mamoph! !!

Ma oltre a Talos... non dimentichiamo tra le mirabilia robotiche dell'eclettico Efesto ....

anche quelle ragazze automatiche di forma umana, con voce e intelletto, che il dio zoppo aveva creato per sua propria comodità: sono serve al servizio del dio, che sospiravano mentre lo aiutavano a caminare :) :P

Omero, Iliade 18, 417...

" Seguìan l'orrido rege, e a dritta e a manca

il passo ne reggean forme e figure

di vaghe ancelle, tutte d'oro, e a vive

giovinette simìli, entro il cui seno

avea messo il gran fabbro e voce e vita

e vigor d'intelletto e delle care

arti insegnate dai Celesti il senno.

Queste al fianco del Dio spedite e snelle

camminavan ... "

Niente su queste in Mostra???

Valeria

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Ringrazio tutti per le risposte e i contributi dati. Questa mattina ho mandato un'email al museo di Lugano e prontamente mi hanno inviato le foto delle monete presenti in mostra che vi posto qui sotto

mamus

post-8070-1264452052,71_thumb.jpg

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Daniele, tu che hai visitato Creta che ci puoi dire???

La numismatica non identifica in modo preciso il cane raffigurato in questa moneta, il mito di Minosse racconta che dopo che la moglie del re Pasifae ebbe generato il Minotauro sull'isola si praesentò una splendida donna. Era Procri, figlia di del re Eretteo e compagna del cacciatore Cefalo, che scappava da un duplice adulterio giungendo nell'anonimato a Creta.

Minosse e Procri divennero amanti, la donna che al re ricordava Britomartis, una cacciatrice che era riuscita a sfuggirgli gettandosi da una rupe, ed usò una vescica di capra per non generare figli da quell'unione.

Minosse per rafforzare quel rapporto che tanto l'appagava regalò a Proci il cane Lailaps ed il giavellotto che Zeus aveva lasciato alla madre Europa quando l'abbandonò sull'isola, con quei doni la donna poteva trovare sostentamento senza fatica in quanto erano entrambe infallibili.

Il cane ed il giavellotto erano in realtà gia stati destinati a Procri da Artemide, che pur condannando la donna per i suoi tradimenti en faceva la sua messaggera affidandogli i cane Lailaps, che con una stella sulla lingua ed una sulla fronte era la personificazione dell’astro Sirio.

continua Lele

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Complimenti Medusa. Sei bravissima a trovare le immagini (oltre che descrivere i miti)...

.... be', con cotanti Maestri qui intorno .... :rolleyes:

Valeria

Ps: Grazie Arka PD, sei troppo gentile !

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La numismatica non identifica in modo preciso il cane raffigurato in questa moneta, il mito di Minosse racconta che dopo che la moglie del re Pasifae ebbe generato il Minotauro sull'isola si praesentò una splendida donna. Era Procri, figlia di del re Eretteo e compagna del cacciatore Cefalo, che scappava da un duplice adulterio giungendo nell'anonimato a Creta.

Minosse e Procri divennero amanti, la donna che al re ricordava Britomartis, una cacciatrice che era riuscita a sfuggirgli gettandosi da una rupe, ed usò una vescica di capra per non generare figli da quell'unione.

Minosse per rafforzare quel rapporto che tanto l'appagava regalò a Proci il cane Lailaps ed il giavellotto che Zeus aveva lasciato alla madre Europa quando l'abbandonò sull'isola, con quei doni la donna poteva trovare sostentamento senza fatica in quanto erano entrambe infallibili.

Il cane ed il giavellotto erano in realtà gia stati destinati a Procri da Artemide, che pur condannando la donna per i suoi tradimenti en faceva la sua messaggera affidandogli i cane Lailaps, che con una stella sulla lingua ed una sulla fronte era la personificazione dell'astro Sirio.

continua Lele

> cane Lailaps, che con una stella sulla lingua ed una sulla fronte era la personificazione dell'astro Sirio.

Grazie Daniele per questo arricchimento del mito !!! :rolleyes: Tra Cani e Sirio ... , mi hai fatto tornare in mente questo bellissimo bronzetto di Karthaea, isola di Keos-Ceo (Cicladi) – sempre del III secolo a.C - che amo particolarmente e di cui ho già parlato in questa sezione: sul R/ compare appunto il Cane circondato da raggi a simboleggiare i dardi infuocati di Sirio, la brillantissima stella alfa della costellazione del Cane Maggiore.

post-6487-1264545777,34_thumb.jpg

Al D/: capo laureato di Aristeo o di Apollo, padre di Aristeo stesso. Aristeo era un eroe greco venerato come un dio in numerose aree del Mediterraneo per aver insegnato agli uomini l'apicoltura e a coltivare viti e ulivi e il silphium. Aristeo, come dice il suo nome, era infatti connesso con quanto di migliore vi fosse al mondo ….

Della connessione tra il Cane-Sirio e Aristeo ci informa Apollonio Rodio nelle sue "Argonautiche":

Aristeo a Ceo: modera l'arsura della Canicola

"E poi, quando Sirio dal cielo bruciò le isole del re Minosse, e il tempo passava e non si trovava rimedio, allora, per consiglio del dio signore dei dardi, chiamarono Aristeo a difenderli contro il flagello. Egli, ubbidendo al comando del padre (Apollo), abbandonò la Ftiotide e prese dimora in Ceo, raccogliendovi il popolo dei Parrasi, che trae origine dal sangue di Licaone. Costruì un grande altare in onore di Zeus, dio delle piogge, e celebrò sopra i monti i riti per Sirio e per il figlio di Crono. Perciò, mandati da Zeus, i venti etesi rinfrescano per 40 giorni la terra e a Ceo i sacerdoti ancor oggi compiono dei sacrifici prima che sorga la costellazione del Cane."

Numerose fonti, infine, parlano di intensi commerci tra Creta e Keos; l'isoletta del resto è posizionata tra Creta e il continente....

Valeria

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